È possibile garantire il pluralismo dell’informazione su Internet?

Continua, come ogni mercoledì, il ciclo di approfondimenti e interviste della rubrica “Educazione Digitale” del Blog delle Stelle. Oggi intervistiamo Antonio Vecce, Commissario del Co.re.com. Sicilia, Avvocato e Dottore di ricerca (Ph.D.)


• Antonio Vecce, perché il pluralismo dell’informazione è un valore così importante nella nostra democrazia?

Il pluralismo dell’informazione è uno dei principi cardine del nostro Paese perché arricchisce la nostra democrazia, dando voce al maggior numero possibile di opinioni politiche, sociali e culturali presenti nella nostra società. Sul pluralismo si fonda infatti il libero esercizio dei diritti democratici, in quanto soltanto attraverso il confronto tra le idee ogni cittadino può maturare al meglio un’opinione e partecipare in maniera attiva e consapevole alla vita in comunità.

È l’articolo 21 della Costituzione a sancire la libertà di informazione.
Questa contiene al suo interno tre diritti fondamentali: il diritto di informare, il diritto di informarsi e il diritto di essere informati. L’esercizio di questi diritti ha assunto un’importanza sempre maggiore su Internet, ecco perché questo è diventato il più grande strumento democratico dei nostri tempi. Pensiamo, ad esempio, alle profonde trasformazioni che grazie ad Internet sono avvenute nel nostro Paese sul piano politico.

Il libero accesso alla rete Internet è una condizione necessaria per perseguire una reale libertà ed uguaglianza sostanziale tra i cittadini. In materia di riconoscimento del diritto sociale di accesso alla rete Internet è stata depositata alla Camera dei Deputati una proposta di legge Costituzionale (atto Camera n. 1136) per l’introduzione dell’articolo 34-bis che riconoscerebbe Internet come un luogo dove si svolge la personalità umana, si esercitano i diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

• Quali sono le peculiarità del pluralismo dell’informazione nella rete Internet?

Originariamente il tema del pluralismo dell’informazione era limitato alla sola carta stampata, soltanto in seguito fu esteso alla televisione nel momento in cui questa assunse un ruolo prevalente nel panorama informativo.

Oggigiorno Internet ha raggiunto una diffusione e un’importanza tali che si rende necessario porre il tema del pluralismo anche per questo mezzo di informazione e comunicazione.
Il pluralismo dell’informazione non è un’automatica conseguenza del progresso tecnologico, è piuttosto un obiettivo che va perseguito e garantito nei confronti di tutti i cittadini. Mentre per la televisione vi è una disponibilità limitata di canali, per Internet non si pone il problema del numero di spazi utilizzabili per fare informazione. Se quindi Internet permette una moltiplicazione potenzialmente infinita di questi spazi di informazione, ciò non garantisce di per sé che il pluralismo sia davvero raggiunto. Infatti dobbiamo distinguere tra pluralismo quantitativo, ossia l’esistenza di più soggetti che fanno informazione, e pluralismo qualitativo, dato dalla presenza di opinioni e idee differenti. Soltanto il pluralismo qualitativo consente una rappresentazione della realtà circostante quanto più possibile completa ed esaustiva.

• Come possiamo garantire il pluralismo qualitativo?

Innanzitutto, l’utilizzo di Internet deve essere privo di qualunque discriminazione nei confronti sia degli utenti che dei contenuti condivisi, si parla a tal proposito di “neutralità della rete”, la quale rappresenta un importante passo verso la costruzione di una società digitale ispirata ai principi del pluralismo. A tal fine, si dovrà tener conto anche degli effetti negativi prodotti dalla “profilazione”, ossia l’utilizzo di dati personali per fornire un numero limitato di informazioni cucite su misura per l’utente, con il concreto rischio di compressione del diritto di informarsi e di essere informati.

Internet è una tecnologia che è nata libera e deve rimanere tale. Infatti, sul tema non bisogna adottare un approccio basato sulle restrizioni, ma bisogna favorire il pluralismo qualitativo in maniera concreta e costruttiva. Per fare ciò è necessario valorizzare il ruolo informativo ed educativo del servizio pubblico nella rete Internet. Anche al fine di limitare la diffusione delle fake news, il cui contrasto non può considerarsi una forma di censura, in quanto esse hanno il solo scopo di inquinare il dibattito pubblico facendo leva sulla poca consapevolezza digitale degli utenti. A tutto questo si può aggiungere anche il contributo fornito dalle principali piattaforme digitali private che si rivolgono ogni giorno a decine di milioni di cittadini in Italia, molte di queste hanno già attuato forme di autoregolamentazione dirette a perseguire e tutelare il pluralismo dell’informazione.

• Cosa intende per “valorizzare il ruolo informativo ed educativo del servizio pubblico nella rete Internet”?

Storicamente il servizio pubblico ha svolto un’importante funzione socio-educativa nel nostro Paese, si pensi al ruolo che ebbe nel secondo dopoguerra nel processo di alfabetizzazione dei cittadini grazie ad una serie di programmi televisivi di carattere informativo ed educativo. Allo stesso modo oggi il servizio pubblico deve raccogliere con creatività e professionalità le nuove sfide poste da una realtà profondamente mutata e assumere una posizione centrale nel panorama digitale.

Innanzitutto, si renderà necessario assicurare che la rete Internet abbia una copertura integrale del territorio nazionale, in modo da raggiungere quella parte di popolazione che attualmente non gode di una connessione. Auspicando, inoltre, che nel prossimo futuro Internet diventi un servizio gratuito messo a disposizione dallo Stato.

Sarà di fondamentale importanza non soltanto fornire un numero adeguato di ore di programmazione, ma anche promuovere maggiori spazi di approfondimento tematico in grado di divenire la dimora digitale di un confronto davvero prolifico, superando il tradizionale modello proprio della televisione generalista. Tra gli obiettivi di tali iniziative vi è anche quello di rappresentare e coinvolgere, attraverso idee e opinioni differenti, la società nel suo complesso, apprezzandone la composizione articolata.
Un’attenzione particolare meriteranno ovviamente tutte le fasce deboli della popolazione. Si pensi ad esempio ai minori, attori in divenire della nostra società per i quali il pluralismo dell’informazione è un valore di crescita irrinunciabile.


Leggi i precedenti articoli della rubrica “Educazione Digitale”

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• EDUCAZIONE DIGITALE: PARTE LA RUBRICA PER NAVIGARE SUL WEB IN MODO SICURO E CONSAPEVOLE – di Barbara Floridia
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• I QUARTIERI BUI DEL WEB: QUALI RISCHI PER I MINORI? – Intervista al Prof. Uberto Zuccardi Merli
• COME IMPOSTARE UN COMPUTER PER NAVIGARE IN SICUREZZA – Intervista a Riccardo Meggiato

 

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• GOOGLE, INFORMAZIONI E STRUMENTI UTILI PER L’EMERGENZA CORONAVIRUS 
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• I SOCIAL AI TEMPI DEL CORONAVIRUS – Intervista all’esperto di Facebook Italia

 

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• IL PAESE DIGITALE – Intervista all’ambasciatrice dell’Estonia
• L’EDUCAZIONE DIGITALE FA RIMA CON EDUCAZIONE AMBIENTALE – Intervista a Massimo Di Felice
FIGLI DEL LIBRO NELL’EPOCA DEI NATIVI DIGITALI: EDUCAZIONE DIGITALE DEGLI ADULTIIntervista a Paolo Ferri
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