Dott. Lazzari, tutti sanno che cos’è lo smart working o la didattica a distanza, ma esiste anche la possibilità della consulenza psicologica a distanza? Da quando le tecnologie lo permettono, esistono gli interventi psicologici a distanza. Sono previsti anche nelle Linee Guida nazionali sulla Telemedicina del Ministero della Salute. Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (Cnop) ha emanato delle Linee Guida per gli Psicologi nel 2017. Con l'emergere della crisi Coronavirus, il Cnop ha invitato i professionisti a passare, per quanto possibile, agli interventi a distanza. Tante persone oggi sono a casa e in questa condizione di difficoltà potrebbero sentire il bisogno di rivolgersi a qualcuno per avere un aiuto. Come possono usare la tecnologia per farsi aiutare? Ovviamente in vari modi, per tenersi in contatto e mantenere le relazioni. Per quanto riguarda l'assistenza psicologica, il Cnop ha promosso l’iniziativa #psicologionline, attivando un motore di ricerca nazionale che interfaccia i cittadini che cercano un aiuto psicologico con i professionisti che hanno dato disponibilità agli interventi a distanza. Attualmente più di 5mila. A ciò si aggiungono le attività in teleassistenza per malati ed operatori degli Psicologi nel comparto pubblico. Se ha dati su quanto sia usato potrebbe essere interessante per far capire che in tanti lo usano e non ci si deve vergognare. Nella campagna informativa che stiamo facendo stiamo mandando il messaggio di non aver timore o vergogna a chiedere aiuto. In effetti la maggior parte delle persone in trattamento prima della crisi ha interrotto e solo una parte ha continuato a distanza, con gravi problemi per chi è in trattamento e per i professionisti, duramente colpiti da questa emergenza. La tecnologia rende migliore o peggiore questo servizio di supporto? I professionisti che utilizzavano questo supporto erano pochi prima dell'emergenza. Ora sono una parte consistente e noi li stiamo supportando con indicazioni. Ritengo tuttavia che, terminata la crisi, solo una parte continuerà in questa modalità che comunque non è adatta o preferibile in tante situazioni.

Coronavirus, un'emergenza anche psicologica. L’iniziativa di #PsicologiOnline
1 aprile 2020 alle ore 11:00•di MoVimento 5 Stelle
“La professione psicologica dà un forte segnale di disponibilità al Paese in questo momento. Questo è importante perché emergenza sanitaria vuol dire anche emergenza psicologica e c’è bisogno di supporto per tantissime situazioni. Perché prima si agisce e meno problemi ci saranno in seguito”. Lo ha dichiarato il Dott. David Lazzari, Presidente dell'Ordine degli Psicologi. Gli abbiamo chiesto di spiegare le iniziative messe in campo.
Dott. Lazzari, tutti sanno che cos’è lo smart working o la didattica a distanza, ma esiste anche la possibilità della consulenza psicologica a distanza? Da quando le tecnologie lo permettono, esistono gli interventi psicologici a distanza. Sono previsti anche nelle Linee Guida nazionali sulla Telemedicina del Ministero della Salute. Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (Cnop) ha emanato delle Linee Guida per gli Psicologi nel 2017. Con l'emergere della crisi Coronavirus, il Cnop ha invitato i professionisti a passare, per quanto possibile, agli interventi a distanza. Tante persone oggi sono a casa e in questa condizione di difficoltà potrebbero sentire il bisogno di rivolgersi a qualcuno per avere un aiuto. Come possono usare la tecnologia per farsi aiutare? Ovviamente in vari modi, per tenersi in contatto e mantenere le relazioni. Per quanto riguarda l'assistenza psicologica, il Cnop ha promosso l’iniziativa #psicologionline, attivando un motore di ricerca nazionale che interfaccia i cittadini che cercano un aiuto psicologico con i professionisti che hanno dato disponibilità agli interventi a distanza. Attualmente più di 5mila. A ciò si aggiungono le attività in teleassistenza per malati ed operatori degli Psicologi nel comparto pubblico. Se ha dati su quanto sia usato potrebbe essere interessante per far capire che in tanti lo usano e non ci si deve vergognare. Nella campagna informativa che stiamo facendo stiamo mandando il messaggio di non aver timore o vergogna a chiedere aiuto. In effetti la maggior parte delle persone in trattamento prima della crisi ha interrotto e solo una parte ha continuato a distanza, con gravi problemi per chi è in trattamento e per i professionisti, duramente colpiti da questa emergenza. La tecnologia rende migliore o peggiore questo servizio di supporto? I professionisti che utilizzavano questo supporto erano pochi prima dell'emergenza. Ora sono una parte consistente e noi li stiamo supportando con indicazioni. Ritengo tuttavia che, terminata la crisi, solo una parte continuerà in questa modalità che comunque non è adatta o preferibile in tante situazioni.
Dott. Lazzari, tutti sanno che cos’è lo smart working o la didattica a distanza, ma esiste anche la possibilità della consulenza psicologica a distanza? Da quando le tecnologie lo permettono, esistono gli interventi psicologici a distanza. Sono previsti anche nelle Linee Guida nazionali sulla Telemedicina del Ministero della Salute. Il Consiglio Nazionale Ordine Psicologi (Cnop) ha emanato delle Linee Guida per gli Psicologi nel 2017. Con l'emergere della crisi Coronavirus, il Cnop ha invitato i professionisti a passare, per quanto possibile, agli interventi a distanza. Tante persone oggi sono a casa e in questa condizione di difficoltà potrebbero sentire il bisogno di rivolgersi a qualcuno per avere un aiuto. Come possono usare la tecnologia per farsi aiutare? Ovviamente in vari modi, per tenersi in contatto e mantenere le relazioni. Per quanto riguarda l'assistenza psicologica, il Cnop ha promosso l’iniziativa #psicologionline, attivando un motore di ricerca nazionale che interfaccia i cittadini che cercano un aiuto psicologico con i professionisti che hanno dato disponibilità agli interventi a distanza. Attualmente più di 5mila. A ciò si aggiungono le attività in teleassistenza per malati ed operatori degli Psicologi nel comparto pubblico. Se ha dati su quanto sia usato potrebbe essere interessante per far capire che in tanti lo usano e non ci si deve vergognare. Nella campagna informativa che stiamo facendo stiamo mandando il messaggio di non aver timore o vergogna a chiedere aiuto. In effetti la maggior parte delle persone in trattamento prima della crisi ha interrotto e solo una parte ha continuato a distanza, con gravi problemi per chi è in trattamento e per i professionisti, duramente colpiti da questa emergenza. La tecnologia rende migliore o peggiore questo servizio di supporto? I professionisti che utilizzavano questo supporto erano pochi prima dell'emergenza. Ora sono una parte consistente e noi li stiamo supportando con indicazioni. Ritengo tuttavia che, terminata la crisi, solo una parte continuerà in questa modalità che comunque non è adatta o preferibile in tante situazioni.
Commenti (13)
mery
1 aprile 2020 alle ore 11:54Essere on line è una esperienza sconosciuta ai nostri padri. Dobbiamo ringraziare la tecnologia non come un dono sottovalutato e criticato. Adesso è opportuna, utile e va potenziata. Certo, non tutti i lavori e le professioni sono strutturate per il lavoro on line. Ovvio. Come è ovvio che si tratta di uno straordinario mezzo che consente di combattere la criminalità organizzata, meglio di qualunque esercito o polizia schierate sul territorio.
graziaenrica
1 aprile 2020 alle ore 12:14Non vedo notizie sulle gravi denunce in arrivo a Conte, speranza e Lamorgese. Ed altri..... Migliaia di morti e ..... silenzio stampa
mery
1 aprile 2020 alle ore 16:49Veramente La Stampa di regime, quella che Ella segue, urla e sbraita, ma non denuncia. Possibile che avvocati di grido e penalisti celeberrimi non trovino neppure una ipotesi di reato?
maria
1 aprile 2020 alle ore 14:40Guardate gomez sulla nove non ci piace , gioca sporco, da che parte sta.
Erika Pagazzo
1 aprile 2020 alle ore 16:27Gli psicologi li controlliamo vero?? Perché fino a ieri nelle strutture agivano in modo discutibilissimo. Non tutti ma troppi. Già uno è troppo. Il circolo vizioso fatto di catene lo controlliamo vero!
Ettore Mascellani
1 aprile 2020 alle ore 16:37Il Telefono Amico fatto da volontari opera attivamente in molte città da decenni. Non svolge un servizio psicologico, ma la possibilità per chi è solo di poter confidare le proprie angosce e paure nel più assoluto anonimato ad una persona che lo ascolta e dialoga con lui in amicizia può essere un notevole aiuto
Pierluigi Piccoli
1 aprile 2020 alle ore 17:25L'amico Luigi Di Maio dice che sarà la comunità scientifica a dirci quanto tempo dovremo tenere chiuse le fabbriche e in isolamento i cittadini.
Il governo non deve lasciarsi condizionare dalla comunità scientifica perché ha responsabilità più grandi e deve guidare l'intera comunità ad un approdo che tenga conto dei danni provocati dal Corona Virus nel medio e lungo termine.
La comunità scientifica, e i virologi-infettivologi in particolare, hanno una formazione.medica e sono inclini a considerare l'attuale situazione dal punto di vista medico, visto che lavorano negli ospedali.
La carenza di posti letto in terapia intensiva negli ospedali, determina in loro la preoccupazione di non salvare vite umane a sufficienza e ciò li fa ragionare a soluzioni di breve termine.
Il governo e la politica, invece, devono.pensare al medio e lungo termine e, nel caso del Corona Virus, anche alle malattie psicologiche che lo stop delle attività economiche e sociali determinano.
La crisi economica che seguirà determinerà depressioni e suicidi dovuti alle difficoltà in cui si troveranno famiglie e lavoratori, una disoccupazione mostruosa dell'ordine del 25/30%, una caduta del PIL di oltre il 10%, un debito pubblico di oltre il 150% e la nostra sottomissione ai voleri dei nostri finanziatori (quelli che compreranno il nostro debito pubblico) che riusciranno a comprare le nostre migliori aziende a prezzi di saldo.
La comunità scientifica, per formazione, non pensa a tutto ciò perché orientata a salvare vite umane, ma i governi e i politici hanno la responsabilità di tutto il paese, sia dell'oggi che del domani.
Mi auguro che il Movimento 5 Stelle pensi anche al domani e non si lasci influenzare da una politica di corto respiro.
Lascio a Di Maio, Di Battista, Crimi, Morra, Corrao, Raggi, Appendino e a tutti gli amici 5 Stelle questo interrogativo: e se il Covid-19 fosse il prodotto di un laboratorio controllato dalle forze armate?
Ettore Mascellani
1 aprile 2020 alle ore 19:19E' recente la notizia che ad Hong Kong sia ripartita l'emergenza. Come sappiano la città si era mossa per tempo con misure restrittive molto severe ed in tempi brevi sembrava che il pericolo fosse passato per cui si è avuta la ripresa delle attività. Adesso sono alle prese con una seconda ondata di contagi.
Una volta si diceva che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi ma in tempi di internet quello che conta è la fretta e purtroppo si moltiplica la cecità
Enzo Rossi
2 aprile 2020 alle ore 13:45Salve Pierluigi, sono d'accordo con te.
E' molto preoccupante questo assoggettamento assoluto ad un paradigma tecnico-scientifico ormai incapace di risolvere i guai che ha creato lui stesso. Purtroppo il modello di business che c'è dietro è fortissimo e spietato, e sta già valutando come approfittare al massimo della situazione, senza scrupoli morali, con la scusa di "salvare l'umanità".
Prepariamoci a vaccinazioni di massa obbligatorie sempre più frequenti, a persone che a piacimento si possono restringere nelle loro "gabbiette" per un tempo indefinito,che decideranno ristretti circoli elitari. Ho trovato in rete anni fa una definizione che mi ritorna in mente sempre più spesso: Governo Zootecnico Mondiale.
Spero di essere troppo pessimista, ma bisogna tenere gli occhi aperti, in un periodo come questo.
Cordiali saluti, e buona fortuna a tutti noi.
Osvaldo Chiarelli
1 aprile 2020 alle ore 19:03APPELLO N° 2 CORANA VIRUS
A BRIGANTE, BRIGANTE E MEZZO
Al capo politico del M5S e a tutti i PORTAVOCE.
è necessario creare una task force per rispondere in maniera opportuno allo sciacallo Salvini, Meloni e compagnia, A BRIGANTE, BRIGANTE E MEZZO, ricordandogli:
1. Che era Salvini che diceva prima gli italiani. E ora si lamenta con il Governo che non riesce a trovare mascherine. La germania , la francia ecc hanno riservato le mascherine ai loro cittadini.
2. Che sono stati i mangiatopi cinesi che ci hanno fornito milioni di mascherine, medici, e materiali vari (grazie a Di Maio)
3. Alla Meloni ricordare che sono stati i comunisti Cubani a inviare medici e materiale sanitario
4. Che è stato Zaia a dire che in veneto non andava chiuso tutto.
5. CHE DAI SOVRANISTI ALLA ORBAN non è arrivato niente
Questi sciacalli vanno trattati per quello che sono.
A BRIGANTE, BRIGANTE E MEZZO
Basta attacchi incondizionati e subire come il nostro Di Maio nel question time del 1 aprile 2020
STIAMO UNITI
Micki81
2 aprile 2020 alle ore 00:18Sinceramente non vi capisco a volte...chi sta avendo problemi psicologici e altri problemi delicati derivano sicuramente da una situazione economica non rosea,ma con i sostegni economici che state inviando credete di salvare il paese? Oggi 600 € che verranno accreditati il 15 aprile poi arriveranno altri 800 , annessi ad una gia' complicata gestione dell'inps ,ma dico io perche non gli inviate tutti assieme dove destinate anche le cartelle esattoriali Inps,Tari ecc ecc???Gli indirizzi sono stessi , e gli stessi sono gli Iban da dove i commercianti e P.I. vi pagano le tasse cavolo !! Questa potrebbe essere forse (se fate a tempo ) la vostra rampa di risalita nei consensi ;-)
fabio s.-roma
2 aprile 2020 alle ore 11:38gli Psicologi dovrebbe aiutare maggiormente in questo momento i giornalisti italiani (o pseudo tali....)
stanno continuamente a pensare ad un altro esecutivo, senza dare nessun motivo logico del perche'.........
l'unico motivo logico che viene in mente, è che questo esecutivo, sta sistemando le cose.......e chi era abituato ad evadere il fisco, chi era abituato ad avere processi con la Prescrizione, oggi SOFFRE......SOFFRE TANTISSIMO......
quindi cari Psicologi curateli.....curateli bene........perche' se fosse per me, invece di metterli in cassa integrazione, li metterei in una cassa da morto..........
Enzo Rossi
2 aprile 2020 alle ore 14:05Ormai la Follia si è travestita da Saggezza. In Italia ogni anno muoiono circa 600.000 persone, di cui circa due terzi per tumori e malattie cardiovascolari. Ormai è risaputo che in entrambi i casi il ruolo di un eccesso di zuccheri nel sangue è fondamentale. Inoltre il diabete tende a deteriorare quasi tutti gli organi vitali, creando un terreno favorevole ad ogni tipo di patologia. Ora, io mi domando: che senso ha non attuare nessuna politica che scoraggi l'eccessiva presenza di zuccheri nella dieta delle persone? (le stesse persone che, giustamente, sono ristrette a casa per il coronavirus). Forse che le persone colpite da infarto o da ictus non "intasano" i reparti di terapia intensiva? Si è fatta una canea per una MINIMA tassazione sugli alimenti zuccherati, in nome della libertà individuale e del costo per le imprese: follia allo stato puro, che purtroppo ha trovato anche nel governo orecchie attente. Si preferisce"combattere" gli effetti (con medicine, megaospedali ed altro) piuttosto che le cause (certo, il business della salute ringrazia, magari tangibilmente). Altro che supporto psicologico! Qui il manicomio, pardon, la casa brucia e si discute del lavare le tendine che si sono un pò annerite...
