MoVimento 5 Stelle senza rappresentante legale. Cosa succederà adesso.

Cosa ha stabilito la Corte d’Appello di Cagliari?

Apprendiamo da notizie di stampa che la Corte d’Appello di Cagliari ha rigettato quest’oggi il ricorso dell’ex capo politico Vito Crimi contro la nomina di un curatore speciale del MoVimento 5 Stelle confermando quanto diciamo da sempre, ovvero che ad oggi l’Associazione MoVimento 5 Stelle, non ha alcun rappresentante legale politico né un soggetto legittimato ad amministrare e/o rappresentare il MoVimento

In altre parole l’Associazione MoVimento 5 Stelle non ha oggi alcun Capo Politico. 

Come preannunciato in un post del 17 febbraio, l’ultima votazione del cambio dello Statuto effettuata dall’Assemblea degli iscritti, ha stabilito la fine dell’era di un’unica figura apicale a capo del MoVimento 5 Stelle per avviarsi verso la creazione di un organo collegiale paritario chiamato Comitato direttivo che avrebbe avuto il compito, come stabilito dalle modifiche dello Statuto, di definire la linea politica del MoVimento 5 Stelle insieme all’Assemblea degli iscritti, oltre che amministrare le attività quotidiane del MoVimento 5 Stelle, come la certificazione delle liste, la definizione delle candidature del MoVimento in occasione delle consultazioni online prima di ogni tornata elettorale e decidere se modificare o meno l’attuale organizzazione territoriale del Team del Futuro. 

La modifica dello Statuto è stata apportata ed ha determinato la decadenza della reggenza dalla carica di Capo Politico di Vito Crimi, in carica dal 22 gennaio 2020, giorno delle dimissioni di Luigi Di Maio da Capo Politico,  sebbene lo Statuto prevedesse un tempo massimo di 30 giorni. 

Perché il MoVimento 5 Stelle è rimasto senza rappresentante legale?

Il componente anziano del Comitato di Garanzia Vito Crimi, coadiuvato dagli altri componenti del Comitato di Garanzia Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri, nel redigere le modifiche dello Statuto non ha inserito all’interno dello stesso una norma transitoria che prevedesse il mantenimento della figura del Capo Politico, o di altra figura legittimata, fino all’insediamento del Comitato direttivo. 

Oltre a questa mancanza strutturale nella modifica statutaria, il Comitato di Garanzia ha deciso di non dare seguito alla decisione degli iscritti, omettendo di aprire  le candidature per il Comitato Direttivo necessarie per il voto.  

Il Tribunale di Cagliari è stato chiamato a giudicare, su un’altra decisione dello stesso Comitato di Garanzia che ha espulso la consigliera regionale Carla Cuccu, non ha potuto far altro che prendere atto di tale carenza strutturale e, rilevata l’assenza di un rappresentante legale ha nominato un curatore speciale.  

Il ricorso dall’ex Capo Politico reggente funzionale a far venir meno tale nomina è stato, rigettato dalla Corte d’Appello di Cagliari, con ciò chiarendo definitivamente che il MoVimento 5 Stelle è di fatto senza un rappresentante legale. 

Quali effetti potrebbe avere questa decisione? 

Gli effetti di questa decisione potrebbero essere i seguenti: 

  • Il MoVimento 5 Stelle in oggi non è in grado di esprimere alcuna volontà e chiunque decida di impegnare il MoVimento rispetto a qualunque atto di ordinaria o straordinaria amministrazione, parla a titolo personale almeno fino a che non sarà eletta, con le modalità previste in Statuto, della nuova governance collegiale paritaria a 5 componenti, chiamata Comitato direttivo. 
  • Le espulsioni fatte dai capigruppo di Camera e Senato su indicazione di un ex Capo Politico, sprovvisto di poteri di guida politica sono chiaramente viziate, potrebbero essere annullate ed impegnano la responsabilità personale di coloro che, esercitando un potere non posseduto, le hanno disposte.
  • Il nuovo Regolamento del Trattamento Economico degli eletti del MoVimento 5 Stelle deliberato esclusivamente dal Comitato di Garanzia, ma non su proposta dell’(assente) Comitato direttivo, è illegittimo. 
  • Diversi esponenti del MoVimento 5 Stelle stanno segnalando l’opportunità della permanenza in carica dell’attuale Comitato di Garanzia che ha determinato questa spiacevole situazione e messo in grave imbarazzo l’Associazione del MoVimento 5 Stelle. 

Tale situazione potrebbe essere superata mediante la nomina del Comitato direttivo? 

Forse, ma chi potrà candidarsi al Comitato direttivo e come dovrebbe avvenire il voto? Al voto di modifica dello statuto tutti gli iscritti hanno votato sapendo che le regole sarebbero state quelle stabilite dal Regolamento di candidatura, deliberato prima del voto. Il Comitato direttivo infatti deve essere composto da 5 membri ed è eletto mediante consultazione online secondo le procedure approvate dal Comitato di Garanzia e resta in carica 3 anni. 

Ogni membro è rieleggibile per non più di due mandati consecutivi. Il Comitato direttivo elegge e revoca al proprio interno a maggioranza, con rotazione annuale, colui che assumerà le funzioni di rappresentante legale ed istituzionale del MoVimento 5 Stelle e per l’esercizio delle sole funzioni che le leggi pro tempore vigenti richiedono. Tale figura è chiamata Presidente del Comitato direttivo. 

Il Comitato direttivo convoca e dirige i lavori dell’Assemblea degli iscritti, indice le votazioni in rete degli Iscritti e mantiene l’unità dell’indirizzo politico del MoVimento 5 Stelle. Per candidarsi a componente del Comitato direttivo bisogna essere un iscritto al MoVimento 5 Stelle almeno dalla data del 30/06/2020 e alla votazione si può esprimere una sola preferenza.  

Per approfondire le competenze del Comitato direttivo, è possibile consultare i seguenti approfondimenti sul Blog delle Stelle: 

O in alternativa consultare le FAQ dedicate al Comitato direttivo. 

Lo Statuto dell’Associazione MoVimento 5 stelle prevede ancora che ogni votazione debba essere fatta sulla piattaforma Rousseau dell’Associazione Rousseau. 

Ad oggi a causa della forte esposizione debitoria maturata dal MoVimento 5 Stelle nei confronti dell’Associazione Rousseau e della decisione di chi ritiene di essere il gruppo dirigente del MoVimento di impartire ai portavoce un invito volto a violare espressamente lo Statuto stesso del MoVimento, omettendo di versare, già dal mese di aprile, il contributo stabilito per i servizi erogati, il personale di Rousseau è attualmente in cassa integrazione.

Nonostante le promesse, il MoVimento non ha onorato i suoi debiti e i fornitori aspettano ancora, dopo ormai molto tempo, di essere pagati.

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