L’Economia ai tempi del Coronavirus – Ripensare l’energia genera occupazione

Per la rubrica del Blog delle Stelle “L’Economia ai tempi del Coronavirus”, abbiamo intervistato Cameron Hepburn professore australiano di Economia ambientale all’Università di Oxford e alla London School of Economics and Political Science. È anche direttore del programma Economics of Sustainability presso l’Institute for New Economic Thinking della Oxford Martin School.


Davide Casaleggio:  Parli di infrastrutture elettriche  per la mobilità elettrica.  Ho parlato di sistemi elettrici  con Jeremy Rifkin un paio di settimane fa  e diceva che una delle cose che dovremmo fare  è creare un’infrastruttura intelligente  che permetta ad ogni casa di vendere e comprare energia  in qualsiasi momento.  È questo il tipo di infrastruttura  che dovremmo prendere in considerazione? 

Cameron Hepburn:  Sì, è un’ottima cosa da aggiungere ora  perché dovremo riorientare le reti elettriche  e aggiornarle perché siano più intelligenti  e possano gestire meglio  questo tipo di sistema di elettricità decentralizzato.  In futuro, molta più energia confluirà  nel sistema elettrico rispetto ad oggi perché useremo l’energia eolica e solare  e anche le case avranno la capacità  di produrre elettricità con l’energia solare.  Ma l’energia rinnovabile  non si può distribuire come i combustibili fossili.  Non si può decidere di accendere il sole  o attivare il vento.  Nelle reti del futuro sarà importante  sia la capacità di stoccaggio sia ciò che chiamiamo “demand response”.  Perciò avere case smart, impianti di produzione smart  che possono rispondere con più flessibilità ai prezzi.  Nel sistema attuale  è la domanda a spostarsi  e la fornitura la soddisfa.  Ma in futuro sarà la fornitura a spostarsi  a seconda di dove splenderà il sole  o soffierà il vento  e i segnali di prezzo nella rete  si useranno per regolare sia la domanda,  sia la fornitura che il consumo dello stoccaggio nella rete.

È un cambiamento enorme del modo  in cui si pensa all’elettricità.  Si creeranno molti posti di lavoro, investimenti  passando da un sistema all’altro.  Ora è il momento giusto per iniziare a lavorare  a questi miglioramenti della rete.

DC:  Bene, poiché  sei un esperto di energia e dell’impatto dell’energia sull’ambiente  e dei loro aspetti economici.  Hai capito perché non riusciamo mai a stimare il prezzo dell’energia solare per l’anno successivo?  Il prezzo da noi stimato  supera sempre di molto il prezzo reale.

CH: Credo si debba definire bene chi sia il ‘noi’.  Le proiezioni dell’International Energy Agency per il futuro  sono state sbagliate  per circa un decennio.  Il team dei modelli dell’IEA  potrebbe spiegarti perché.  Ma, fondamentalmente,  l’energia solare è molto diversa dalle altre tecnologie  che generano energia ed è fantastico  perché per costruire una centrale a carbone  occorre un’ingegneria civile e un’edilizia importante,  questi grandi progetti richiedono il doppio del tempo  e superano il budget del doppio.  L’energia solare no.  La dimensione è inferiore, modulare  e si impara lungo il percorso.  Si può produrre in modo scalare, si hanno economie di scala  e i costi diminuiscono.  Tantissime persone nei laboratori di tutto il mondo  lavorano, imparano e pensano  come ricavare più efficienza dai pannelli,  alla possibilità di usare materiali diversi  per intrappolare più luce dello spettro.  Non si può fare questo nelle turbine a gas, con il carbone,  dove una persona intelligente in laboratorio  osserva come l’interazione dei fotoni con i materiali  possa cambiare l’efficienza complessiva dell’energia  di tutto il sistema.  Vedremo ancora molto altro in futuro  con i pannelli solari.  Spesso sento dire che c’è stato un calo del 90%  nel giro di un paio di decenni  e che non può continuare a diminuire.  La buona notizia è che invece può e lo farà  perché sempre più persone intelligenti  stanno pensando a come fare proprio questo,  che si tratti di moduli che catturano il sole  da entrambi i lati, un lato e all’altro, moduli bifacciali,  o della cattura della luce  al di fuori dello spettro visibile  perché esiste la luce che possiamo vedere  e le radiazioni elettromagnetiche  sulla parte rossa e ultravioletta.

DC:  Ho visto un tuo discorso in cui dicevi  quanta energia viene dal sole  e quanta ne usa ogni anno in totale  la razza umana.  Usiamo circa,  non ricordo i numeri,  forse mi puoi aiutare tu. 

CH:  Sì, certo, ma non è importante.  Il punto è che la quantità che arriva  supera di molto quella che usiamo,  il numero è irrilevante.  Conta che in quanto a sole siamo a posto.  È un fattore di centinaia, migliaia.  Dipende da come si conta, dove ci si trova,  se si tiene conto delle nuvole, eccetera.  Ma alla fine l’importante è che c’è tantissimo sole.  La cosa positiva è che,  a differenza del sistema dei combustibili fossili,  dove le risorse sono piuttosto concentrate  e creano delle diseguaglianze significative nel mondo  perché chi dispone di grandi riserve  di combustibili fossili è diventato molto ricco  e chi non ne dispone no,  la distribuzione del sole nel mondo  non è equilibrata,  ce n’è di più nell’Africa sub Sahariana, in alcune aree  dell’Australia e dell’Italia meridionale, eccetera,  ma è presente ovunque.  Anche il Regno Unito ora  ha circa 10 gigawatt di capacità solare installata.  Dieci anni fa pochissimi avrebbero previsto  che un Paese… sono australiano e vivo con la mancanza di sole  del Regno Unito.

DC:  Hai perso l’accento. 

CH:  Già, ho certamente perso il sole.  Ma nonostante ciò,  molta energia solare qui  testimonia che esiste ovunque.  Lo stesso vale per il vento.  Non è distribuito equamente,  ma il vento c’è ovunque.  Il sistema dell’energia rinnovabile  è molto più democratico.

DC:  Come pensi dovremmo conservare tutta questa energia?  Il problema maggiore  con l’energia solare  è che c’è solo di giorno  o quando c’è il sole.  Se non si conserva, non si può usare  durante la notte.  Qual è il sistema, il Graal dell’energia,  per conservarla? 

CH:  Esistono vari metodi,  molti metodi diversi.  Alcuni sono molto astuti.  Ad esempio, se avete delle celle frigorifere,  il freezer di casa, che credo avranno tutti,  molto probabilmente,  se avete una banda larga avete il freezer.  Potete pompare energia per raffreddarlo  più del necessario durante il giorno  e poi spegnere l’elettricità di notte,  non è proprio conservazione,  ma in un certo senso sì.  Si immette quando si ha  per non doverla immettere quando non si ha.  Più direttamente, per l’energia solare ed eolica  o un’altra forma di energia  c’è una forma di stoccaggio  pensata in larga scala,  una forma di stoccaggio chimica in cui si produce idrogeno  attraverso il processo dell’elettrolisi  in cui si prende l’elettricità  e si divide l’acqua, H2O, ovviamente,  in idrogeno e ossigeno  e si conserva l’idrogeno,  c’è molta energia nel legame di idrogeno.  Quando serve l’energia,  si prende l’idrogeno, si brucia,  in un motore o con una combustione qualsiasi,  o si mette in una cellula di carburante  che toglie nuovamente l’energia dall’idrogeno  e la rimette nella rete dell’elettricità.  Si può regolare diversamente,  per la conservazione a lungo termine  o per spostare l’energia,  si può prendere l’idrogeno e produrre ammoniaca  che è una sostanza chimica comune,  una delle più scambiate del mondo.  Probabilmente è stato un input  per il tuo pranzo o per la cena.  È molto energetica.  Siccome la usiamo già nel sistema agricolo,  il sistema della conservazione di ammoniaca  è già pronto e funzionante.  Ciò che non abbiamo sfruttato  è il fatto che si possa mettere in una turbina  per produrre di nuovo elettricità.  O si può usare per alimentare una nave.  Quando il sole splende,  possiamo produrre idrogeno o ammoniaca  e quando non splende  possiamo usare queste riserve di energia.  Ma la forma di conservazione di energia più ovvia  è quella elettrochimica, cioè una batteria.  Le batterie sono molto adatte  per il passaggio dal giorno alla notte.  Si caricano durante il giorno  e si usa la loro energia durante la notte.  La batteria si può utilizzare per diversi cicli,  ciò la rende economicamente ragionevole da usare.  Ma le batterie non funzionano molto bene  per la conservazione a lungo termine su larga scala  o per spostare l’energia.  Per questi problemi  si usa l’idrogeno o l’ammoniaca su larga scala.

DC:  Ok, quale ritieni sia una scala temporale realistica  per passare all’energia solare o rinnovabile? 

CH:  Come tu e i tuoi ascoltatori saprete,  c’è già più energia solare ed eolica nella rete  rispetto all’anno scorso o a quello precedente  e sta aumentando velocemente.  Il momento in cui si arriverà ad avere  una rete con la prevalenza di energia elettrica rinnovabile  varierà da Paese a Paese.  Nel Regno Unito ci siamo già.  Scusa, prevalenza di zero emissioni di carbonio.  In alcuni giorni ci siamo vicini,  nei giorni molto ventosi superiamo il 50%.  Anche negli Stati Uniti abbiamo raggiunto il punto  in cui si genera più energia elettrica rinnovabile  o generata da fonti rinnovabili  rispetto al carbone.  Si inizia a vedere  l’inizio del passaggio alla realtà.  Detto questo, parlando di energia  e non solo di elettricità,  molta serve a farci spostare  ed è in forma di molecole,  si tratta di benzina, petrolio, gas naturale, eccetera  e questa è ancora una parte importante dell’economia.  Le fonti rinnovabili non si sono ancora aperte una breccia  in questo spazio.  Lo stanno facendo nell’elettricità  e per quanto riguarda le tempistiche,  a grandi linee, stiamo notando un calo  del 10% annuo dei costi nelle fonti rinnovabili.  Questo si somma per oltre un decennio.  Sicuramente in due decenni.  In tre decenni, probabilmente il 95% dei costi  sarà eliminato.  Il rovescio della medaglia è che la competizione  sotto forma di produzione di energia con il carbone,  il gas naturale,  è più economica in alcune parti del mondo rispetto ad altre.  L’energia solare ed eolica elimineranno  i combustibili fossili più costosi,  ma occorrerà tempo  per fare lo stesso con quelli più economici.  Occorrerà almeno un decennio o più.

DC:  Ok, ci sarà energia solare per tutti  nei prossimi anni  ma per un paio di decenni  vedremo ancora il petrolio.  Questo è il tuo punto di vista. 

CH:  Sì, assolutamente.  Sarà un passaggio veloce rispetto  ad altri passaggi a sistemi energetici precedenti,  ma non succederà in cinque o 10 anni.  È lento rispetto  al tempo che abbiamo  per risolvere il problema dei cambiamenti climatici  ed è per questo che servono molti sforzi  per pensare a come accelerare il passaggio,  economicamente e razionalmente.

DC:  Ok, grazie mille della chiacchierata.  È stato un piacere parlare con te  e capire le politiche e il futuro dell’energia.  Grazie mille. 

CH:  Grazie a te, è stato un piacere.  Grazie, Davide.


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