Le dieci fake news del giorno. La verità su quanto sta accadendo.

Continuiamo a leggere ennesime fake news su Rousseau e sulle attività che svolgiamo. Per questo siamo costretti, ancora una volta, a dover smentire le false informazioni che vengono veicolate e a difendere l’onorabilità del nostro lavoro. 

Queste le dichiarazioni riportate ieri in questo post e che devono essere chiarite.

1 – “L’associazione Rousseau ha mostrato evidente contrarietà a questo progetto politico, tanto da provare a frapporre ostacoli a questo nuovo percorso costituente”. 

Non è così. La verità è che Rousseau non ha mai mostrato alcuna contrarietà ad alcun progetto politico, anche solo semplicemente perché di questo progetto politico nessuno sa nulla, dal momento che non vi è stato alcun percorso partecipativo con attivisti e iscritti e non si conoscono quindi i contenuti: verrà violato il limite dei due mandati? Le candidature saranno dal basso o imposte sui territori da una segreteria? Le eventuali alleanze da chi saranno scelte? Verranno presi i finanziamenti pubblici? Verrà rispettato il programma elettorale votato su Rousseau?

Questo documento è stato scritto con un pacchetto chiuso senza alcuna possibilità di contribuire o di essere d’accordo o meno, ma redatto probabilmente in una stanza inaccessibile ai semplici cittadini e custodito in un cassetto di una scrivania in ebano in qualche esclusivo palazzo romano.

2 – “[..] impedendo agli iscritti di votare e, quindi, di partecipare a questo ampio confronto democratico”. 

Non è così. La verità è che Rousseau non ha mai impedito alcun voto, ma si è rifiutata di consentire che il MoVimento sfruttasse il lavoro delle persone, come quello necessario per una votazione, senza pagarle. Per mesi e mesi e ancora oggi, il MoVimento gode di servizi che non paga ed ha lasciato un debito enorme sulle spalle dell’Associazione Rousseau, causando la cassa integrazione dei dipendenti di quest’ultima.

Tra l’altro, ci preme sottolineare che il voto NON è “partecipare a un ampio confronto democratico”, ma deve essere la conclusione di un confronto democratico, che dovrebbe, infatti, essere previsto PRIMA del voto e non con il voto. Per questo motivo abbiamo ribadito nel Manifesto ControVento le condizioni di utilizzo di Rousseau, proprio per evitare che il voto sia strumentalizzato e usato come un finto confronto democratico.

3 – “[…] impedendo tra l’altro anche la votazione per la destinazione dei 7 milioni frutto delle restituzioni dei portavoce del Movimento che possono essere utilizzati solo previa consultazione degli iscritti”.

Non è così. La verità è che i 7 milioni, invece, possono essere tranquillamente destinati ai cittadini come previsto dell’art. 16 dello Statuto del Comitato rendicontazioni/rimborsi del MoVimento 5 Stelle senza alcuna votazione.

Inoltre, ricordiamo che il MoVimento ha avuto ben 296 giorni disponibili per votare su Rousseau le restituzioni ossia dal giorno dopo l’ultima votazione per le restituzioni (15 maggio 2020) fino al giorno in cui l’Associazione Rousseau è stata costretta a comunicare di non poter più consentire al Movimento 5 Stelle di usare il lavoro di Rousseau senza pagarlo, avendo, infatti, raggiunto un debito enorme che impediva l’erogazione di ulteriori servizi come appunto il voto (7 marzo 2021).

4 – “I tentativi conciliativi sono stati numerosi, ma non hanno avuto esito positivo”.

Non è così. La verità è che Rousseau ha inviato ad agosto 2020 un accordo con il MoVimento 5 Stelle che si è rifiutato anche di discutere. Nei pochissimi incontri (e non numerosi) avvenuti successivamente sono state presentate proposte contrastanti e poi smentite da più persone senza arrivare ad alcuna soluzione concreta e condivisa.

5 – “Siamo arrivati persino a proporre all’Associazione Rousseau di potere effettuare un’ultima votazione, pagando un corrispettivo specifico”.

Chiedere di fare un’ultima votazione e “persino” di essere disposti a pagarla, dopo aver usufruito di mezzo milione di euro in servizi senza invece averli pagarli, è un pò come andare da un falegname e dirgli, dopo aver arredato tutta la propria casa con i mobili da lui fatti e mai pagati, se può fare un ultimo tavolino che gli verrà pagato e pensare che questo pagamento varrà per tutti i mobili della casa! Diciamo che è un modo di considerare il lavoro delle persone sufficientemente “creativo”, da non meritare ulteriori commenti.

6 – “[…] nonostante la piattaforma sia stata costruita con i versamenti degli eletti del Movimento e con lo scopo statutario di servire alle necessità del Movimento”.

Non è così. La verità è che, primo aspetto, il MoVimento 5 Stelle non ha pagato la creazione della piattaforma, ma  ha pagato servizi che ha ricevuto come la certificazione delle liste, le gestione delle candidature, il pagamento delle cause legali, la scuola di formazione, la gestione del Blog delle Stelle, l’assistenza agli iscritti, la possibilità di poter presentare proposte di leggi ai cittadini, le votazioni e decine di servizi attivi. 

Negli ultimi 15 anni l’infrastruttura digitale è stata costruita per consentire quella efficienza, economicità e trasparenza che ha reso il MoVimento la forza politica, grazie a Rousseau, in grado di gestire tutto la sua organizzazione con un bilancio di 1,3 milioni di euro all’anno contro i 12 milioni annui del PD, gli 8 milioni della Lega o i 2,6 milioni impiegati da Fratelli di Italia (fonte: bilanci 2018). 

Secondo aspetto da chiarire: lo scopo statutario principale di Associazione Rousseau è principalmente quello di promuovere lo sviluppo della democrazia digitale attraverso la propria piattaforma e nonché coadiuvare il MoVimento 5 Stelle.

7 – “Il Movimento 5 Stelle finora si è sempre avvalso della piattaforma Rousseau, ma le dichiarazioni pubblicate sul “Blogdellestelle”, il manifesto “Controvento”, e altre iniziative, compresa quella di oggi, evidenziano da parte dell’associazione Rousseau la volontà di condizionare le scelte politiche. Ingerenze sempre respinte, ma che hanno fatto venir meno quel principio di neutralità e garanzia di terzietà che lo strumento dovrebbe possedere”.

Non è così. La verità è che qualsiasi attività e iniziativa portata avanti dall’Associazione Rousseau è sempre stata finalizzata a garantire che i principi fondanti del progetto costruito insieme al MoVimento 5 Stelle venissero rispettati, onorati e protetti. Il Manifesto ControVento non fa altro che delineare proprio quel perimetro valoriale entro il quale poter utilizzare l’ecosistema Rousseau e garantire il principio di neutralità e garanzia di terzietà che il modello Rousseau deve garantire per il ruolo che svolge. 

Se voler tutelare gli iscritti, i principi e i valori è un’ingerenza politica, allora vuol dire che la direzione politica è quella di volerli violare. 

8 – “Siamo pronti a convocare gli iscritti per invitarli a esprimersi su questo nuovo progetto politico. Ma per farlo è necessario che i dati relativi agli iscritti, la cui titolarità è senza ombra di dubbio del Movimento 5 Stelle, siano trasferiti alla società che gestirà le operazioni di voto e tutte le attività collegate”.

Come già ampiamente descritto, i dati degli iscritti sono degli iscritti e comunicarli a soggetti non legittimati come una società terza significherebbe violare la legge.

9 – “L’Associazione Rousseau sta provando a rallentare questo processo, ma non potrà bloccarlo. Non potrà contrastare, in particolare, l’interesse degli iscritti al Movimento ad esercitare i loro diritti e a votare”.

Non è così. La verità è che il processo rifondativo è stato annunciato ed  è “in corso” dal febbraio 2019 ossia da 28 mesi senza arrivare a nessun fattivo cambiamento. Luigi Di Maio ha portato avanti un tour di mesi con gli attivisti, poi il 18 marzo 2019 è stata aperta un’area di ascolto su Rousseau per inserire le proprie proposte e alla quale hanno partecipato oltre 6mila persone, poi sono stati fatti gli Stati Generali, costati 140 mila euro senza l’utilizzo di Rousseau, in cui sono state prese anche delle decisioni e oggi viene annunciato l’ennesimo progetto rifondativo. L’unica certezza è che in tutti questi mesi di procrastinazione seriale è stato usato Rousseau come capro espiatorio per nascondere, in realtà, l’inerzia e l’improvvisazione giuridica.

10 – “Tutto questo è indipendente dalla questione legata alla rappresentanza legale, sulla quale la Corte di Appello di Cagliari si è espressa chiaramente ribadendo che la decisione del giudice di primo grado è circoscritta e strumentale a quel procedimento giudiziario e con esso si esaurisce”.

Non è così. La verità è che la questione non è definita poiché il curatore speciale che è stato individuato dal Tribunale di Cagliari ha presentato istanza, di fatto come rappresentante legale e quindi persona legittimata, per ottenere  i dati degli iscritti del MoVimento 5 Stelle ed indire immediatamente le votazioni per il Comitato direttivo. 

Dunque quando sarà definito in modo chiaro il rappresentante legale del MoVimento 5 Stelle, poichè ad oggi sono almeno in 2 persone a reclamarne il titolo, l’Associazione Rousseau potrà definire con quest’ultima figura tutte le questioni che è necessario dirimere: come il trattamento dei dati degli iscritti, le modalità per saldare il cospicuo debito del MoVimento 5 Stelle nei confronti di Associazione Rousseau, la legittimità di eventuali  decisioni ad esempio sul Trattamento Economico e sulle ultime espulsioni o la pubblicazione dei voti ricevuti dalle 30 persone che sono intervenute durante gli Stati Generali, ad oggi non pubblicate dopo 6 mesi così come tutte le altre decisioni che saranno di sua competenza. 

Saremo a totale disposizione, come sempre.

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