Sulla lotta alla crisi climatica non si torna indietro
11 novembre 2019 alle ore 15:00•di MoVimento 5 Stelle
di Antonio Federico, deputato del MoVimento 5 Stelle e Patty l’Abbate, senatrice del MoVimento 5 Stelle
Lo scorso mese di ottobre è stato il più caldo dal 1981, cioè da quando sono cominciate le rilevazioni delle temperature a livello globale. Più in generale il quinquennio tra il 2015 e il 2019 è stato il più caldo mai osservato. Questi dati, che nel nostro Paese si stanno traducendo in frane e inondazioni sempre più frequenti, in altre aree del Pianeta significano disastri, siccità e carestie.
Nell'Africa meridionale si registra il più basso livello di piogge mai osservato, con 5,5 milioni di persone che soffrono una grave insicurezza alimentare. Oltre 52 milioni di persone in 18 Paesi, tra Africa centrale, orientale e meridionale, rischiano di morire di fame a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, aggravati da conflitti e povertà estrema. Nell’Oceano Pacifico decine di arcipelaghi e piccoli Stati rischiano di scomparire per l’aumento del livello dei mari causato dall’innalzamento medio delle temperature. Non è solo questione di latitudine, ma è il triste presagio di una tendenza che coinvolge tutto il Pianeta.
Pochi giorni fa è arrivato un nuovo appello, sottoscritto da oltre 11.000 scienziati di 153 Paesi di tutto il mondo, per i quali 40 anni di negoziati globali non sono riusciti a contenere le emissioni di gas serra producendo effetti sempre più dannosi per il clima. Gli scienziati hanno proposto una serie di contromisure tra cui la riforma del settore energetico puntando sulle rinnovabili, la riduzione delle emissioni inquinanti, la salvaguardia degli ecosistemi naturali, il passaggio ad una economia carbon free.
Gli Accordi di Parigi, sottoscritti nel 2015 da 195 Paesi, vanno proprio in questo senso e impegnano gli Stati economicamente più avanzati a mettere in campo politiche ambientali ed energetiche, ma anche risorse economiche, per arrestare la deriva climatica e aiutare le aree del Pianeta più in difficoltà. Per questo è sconvolgente che il presidente Donald Trump abbia avviato formalmente la procedura per l’uscita degli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi. Ovviamente tutta la comunità internazionale contesta questo atteggiamento, ma una cosa è chiara: Trump non può annullare un trattato multilaterale firmato da quasi 200 Stati, può al massimo tenere l’America bloccata nel passato dei combustibili fossili, schiacciata dalle lobby e dalla miopia del breve termine.
Il mondo, intanto, va in tutt’altra direzione: quella che l’Italia sta seguendo per rispondere agli impegni internazionali con serietà e con atti concreti. È anche la via del Green New Deal, il patto verde per la difesa del clima e dell’ambiente, annunciato dal premier Giuseppe Conte. Un patto che il nostro Paese sta rispettando, ad esempio, con la conversione in legge del decreto Clima voluto dai ministri Costa e Di Maio, il primo decreto totalmente concentrato su questioni ambientali mai approvato in Italia.
Prevede interventi che incentivano mobilità sostenibile, scuolabus elettrici, piste ciclabili e riforestazione urbana; garantisce maggiore trasparenza dei dati sulla qualità dell’aria, sulla gestione delle acque reflue e sui commissariamenti per le discariche abusive; incentiva la vendita dei prodotti sfusi nei negozi, nelle botteghe e nei mercati e la riduzione di plastica e imballaggi nelle nostre case e nelle discariche. Ma il Decreto prevede anche il coinvolgimento delle scuole, come fanno tante iniziative collegate. Ad esempio Facciamo EcoScuola, con cui i parlamentari e tanti portavoce del MoVimento 5 Stelle nelle Regioni hanno accantonato milioni di euro da destinare ai progetti che portano l’educazione ambientale tra i banchi.
A tutto questo si aggiungono la legge Salvamare per la difesa di mari, laghi e fiumi dalla plastica approvata alla Camera in prima lettura, l’impegno per una nuova gestione del ciclo dei rifiuti, le scelte innovative dei ministeri sul plastic free o quelle della Pubblica Amministrazione per garantire sostenibilità ambientale anche negli enti pubblici. Sono tutti interventi che incidono sui nostri comportamenti quotidiani, coinvolgono istituzioni, aziende, cittadini e giovani in particolare, perché solo lavorando su ogni livello possiamo realizzare quella che si può definire ‘una cultura della quotidianità ambientale’, un percorso che inizia con la consapevolezza e termina con le buone pratiche.
Siamo certi che questa sia la strada giusta per dare risposte alle giovani generazioni, ma siamo anche consapevoli che questa strada è lunga e bisogna procedere per tappe. Una di queste è la legge di Bilancio: visto che in questi giorni tutti i gruppi politici stanno invocando maggiori risorse per l’ambiente, ci aspettiamo che tutti, a partire dalle opposizioni, si impegnino per dare una chiara impronta ‘green’ alla Manovra. Non possiamo non farlo: secondo un recente studio le conseguenze della crisi climatica in atto dal 2050 ci costeranno l’8% del Pil ogni anno, accentuando per giunta le disuguaglianze tra Nord e Sud.
La strada della conversione in chiave ecologica dell’economia è tracciata e non si può tornare indietro.
Il MoVimento 5 Stelle c'è e ci sarà: staremo a vedere gli altri.
Commenti (10)
pietro casula
11 novembre 2019 alle ore 15:48d'accordo su tutto, ma ci state pensando?
https://www.youtube.com/watch?v=Xx85Vqfs0k0
l'avete capito che non c'è partita? che contro un baro ci vuole un baro e mezzo?
Monica Guidetti
14 novembre 2019 alle ore 18:04Finalmente ho capito che cos'é La bestia ??
Ma se con brigante e mezzo intendi che dovremmo mettere su una macchina così anche noi ....scusa ma io non sono per niente d'accordo!
Andrea A.
11 novembre 2019 alle ore 17:53La vera rivoluzione GREEN per questo paese è una ed una sola: la LEGALIZZAZIONE della CANNABIS a tutti i livelli.
Coltivare canapa in Italia può portare allo sviluppo di una economia green ad impatto quasi zero, rendendoci più indipendenti da importazioni di tanti diversi materiali inquinanti oggi ampiamente utilizzati.
Potremmo avere coltivazioni mirate per la produzione sconfinata di svariati elementi, quali ad esempio:
– Produzione di carta di alta qualità, evitando così di tagliare nuovi alberi ed abbattere foreste intere.
– Produzione di materiale simil-cotone, eliminando di fatto le coltivazioni di cotone, altamente inquinanti.
– Produzione di bio-plastica di canapa, biodegradabile, considerata la miglior alternativa possibile alla classica ed estremamente inquinante plastica da petrolio.
– Produzione di corde e tessuti, per l’industria tessile, l’abbigliamento etc.
– Produzione di materiale destinato alla bio-edilizia, mattoni ed altri materiali edili per la costruzione di abitazioni ed edifici ecologici.
– Produzione di farmaci, bio farmaci contro lo stress, l’ansia, il dolore cronico, ed altri per il trattamento di diverse patologie, nonchè coadiuvanti per le chemio-terapie.
– Produzione di olio e farina per l’industria alimentare; questi due alimenti sono considerati tra i più nutrienti che esistano per quantità e qualità di proteine (spettro completo di amminoacidi), omega 3 e 6, minerali.
Gli utilizzi non si fermano qua, e chiaramente tra questi c’è l’uso ludico della cannabis. Per spezzare una lancia in favore dell’uso ludico, dico, se abbiamo legalizzato da millenni la viticoltura per la produzione di vini il cui UNICO scopo è quello di farci fare quelle quattro risate a tavola, perchè dovrebbe darci fastidio qualcuno che si fa quattro risate fumando quest’erba?
Grillo, lo sappiamo, è a favore da sempre, quindi.. forza M5S! Cosa aspettate? ?
Andrea A.
11 novembre 2019 alle ore 17:53Vi segnalo quest’articolo in cui si approfondiscono anche gli aspetti sociali ed economici della legalizzazione: https://www.dolcevitaonline.it/la-legalizzazione-e-una-priorita-per-litalia-non-per-chi-si-fa-le-canne/
Sandy*****s
12 novembre 2019 alle ore 00:38Non si puo' e non si deve tornare indietro!!!!avanti tutta!!!!
roberto rizzolio
12 novembre 2019 alle ore 06:48Sembra che il cambiamento climatico in italia sia all incontrario.
Neve in anticipo, pioggie abbondanti , alluvioni , allagamenti ecc.
pero in australia abbiamo la siccita.
Quindi nuove tasse per la siccita in Australia !!
ma la smettiamo di dire e scivere stupidaggini.
variazioni locali anche estreme non significa cambiamenti globali.
la terra si sta raffreddando !!!!!
Negli ultimi 10 anni ha perso piu di 0,5 gradi e continua a raffreddarsi,poi se volete per forza tassarci,tassateci , ma senza prenderci in giro !!!
Marta Buscioni
12 novembre 2019 alle ore 22:49Parafrasando Kraus, questo commento è troppo anche ignorarlo!!!
Se non vieni bannato tu è la prova provata che non viene bannato nessuno su questo blog!!!
Serafino
12 novembre 2019 alle ore 09:16La liberazione della canapa è una delle soluzioni fondamentali alla crisi climatica, alla crisi economica e alla crisi spirituale di quest'epoca.
Si svolga un'analisi costi-benefici riguardo la guerra alla canapa che dura ormai da quasi un secolo e non si potrà che convenire con la madre terra per un uso oculato delle sue risorse.
uncittadino
14 novembre 2019 alle ore 09:41Iniziativa lodevole e da sostenere. La tutela dell’ambiente è un fatto culturale: il rispetto per se stessi e gli altri. La Scuola, la Famiglia e le Istituzioni a tutti i livelli devono insegnare da subito ad avere cura degli esseri umani e di quello che li circonda. Il rispetto si insegna con l’esempio, l’attenzione, la considerazione, l’educazione dei diritti e doveri, la valorizzazione e la consapevolezza dei meriti, la cortesia, la disciplina, la gentilezza …
I politici hanno il compito di rendere migliore la vita dei cittadini, ma i fatti dimostrano quanto siano cinici, egoisti, ignoranti, presuntuosi, arroganti, ecc. ed il risultato è una voluta confusione. Basta vedere da ultimo il pasticcio dei seggiolini anti abbandono dei bambini. Se si legge la norma, nessuno dei prodotti attualmente sul mercato sarebbe legale, ma si applicano da subito le sanzioni . Che branco di … Ci sono troppe tasse e troppo alte. Troppe leggi e leggine. Una burocrazia che favorisce la corruzione, l’evasione fiscale e la spesa pubblica, gestita in modo pessimo dalla Pubblica amministrazione sprecona ed irresponsabile. Cominciamo con unificare e tagliare tante leggi, rendere tutto più chiaro e semplice, eliminare tanta burocrazia e burocrati, facilitare e garantire l’uso di internet a tutti. Guardate in giro per il mondo come non ci sono lacci e lacciuoli e tutto è più semplice e leggero, ma responsabile. Imparate da quelli bravi e copiamoli. Sinora ho solo sentito chiacchiere … tanto paga il popolo …
Monica Guidetti
14 novembre 2019 alle ore 17:49Un bellissimo discorso ?però mi scade sul finale: quelle che chiama chiacchiere sono il programma di governo, governo che si è appena insediato!!
Il movimento ha dimostrato che non fa' chiacchiere ma fatti! Ora vedremo se il PD é più o meno buffone della lega
