Tra scienza e diplomazia: breve storia della lotta al surriscaldamento globale
4 novembre 2019 alle ore 11:29•di MoVimento 5 Stelle
Dopo la rinuncia del Cile a causa delle proteste ancora in corso nel Paese, la conferenza sul clima in programma a Santiago dal 2 al 13 dicembre si terrà negli stessi giorni a Madrid. La COP 25, così si chiama in sigla la 25esima Conferenza delle parti contraenti dell'UNFCCC (la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), era già stata per così dire “sfrattata” una prima volta, quando a rifiutarsi di ospitarla in Brasile è stato il presidente Bolsonaro, noto per le posizioni negazioniste e per la ripresa della deforestazione in Amazzonia, in coincidenza con l’avvio del suo mandato.
Eppure quella del prossimo dicembre è una conferenza importante sia per la rilevanza delle decisioni che ci si attende sia perché cade nel quarantesimo anno dalla prima conferenza mondiale di scienziati dedicata ai cambiamenti climatici. Il 12 e 23 febbraio 1979, a Ginevra, l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) chiamò infatti a raccolta scienziati di diverse discipline per uno dei primi incontri internazionali dedicati al tema, con focus specifici finalizzati a esaminare i dati e le ricerche fino ad allora prodotte. È da lì che poi, nel 1988, è nato ad opera di OMM e UNEP, il Programma intergovernativo dedicato allo studio dei cambiamenti climatici (IPCC), che terminò il suo primo Rapporto in occasione della seconda conferenza sul clima, che si è svolta sempre a Ginevra il 7 novembre del 1990.
Da quella conferenza emerse in tutta la sua evidenza la differenza di approccio tra scienziati ed esperti da una parte, che lanciarono un allarme preoccupato rispetto ai rischi legati al modello di sviluppo occidentale e al surriscaldamento globale, e rappresentanti dei governi dall’altra, che dopo una dura trattativa produssero una dichiarazione d’intenti blanda e tutt'altro che impegnativa.
Da quella conferenza nacque comunque la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), da cui sono scaturiti e il Global Climate Observing System (GCOS), un sistema globale di osservazione relativa al clima istituito a seguito della Conferenza sul clima di Rio de Janeiro del giugno 1992 nota come “Summit della Terra” in quanto è stata la prima sull’ambiente con la presenza dei Capi di Stato, e il Protocollo di Kyoto, redatto l'11 dicembre 1997 in occasione della COP3. In mezzo c’era stata la COP1 del 1995, durante la quale le parti dell'UNFCCC hanno deciso di accelerare gli sforzi per il clima avviando negoziati per un primo sub-accordo.
Intanto che i governi procedevano nelle loro trattative diplomatiche, anche gli scienziati hanno continuato a confrontarsi. Tra fine agosto e inizio settembre del 2009 Ginevra ha ospitato la World Climate Conference-3 (Wcc-3), dedicata alle previsioni climatiche e a creare un quadro globale che collegasse i progressi scientifici di queste previsioni con il processo decisionale che avrebbe dovuto scaturirne e tutti i livelli: politica, imprese, gestori idrici ed energetici e così via.
Dalla Wcc-3 è scaturito un importante contributo al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite e degli obiettivi più ampi delle Nazioni Unite nella lotta al climate change e nella riduzione del rischio di catastrofi. I risultati hanno fatto parte del contributo dell'OMM alla COP15 del 2009 a Copenaghen.
Al summit della capitale danese, preso atto che il Protocollo di Kyoto vacillava, si è tentato di rilanciare l'azione sia dei Paesi cosiddetti sviluppati sia di quelli in via di sviluppo, ma i negoziatori non sono stati in grado di superare le loro divergenze. L'accordo di Copenaghen, sebbene fosse solo un accordo politico, fissava obiettivi ambizioni, a partire dalla limitazione dell'aumento della temperatura globale a 2 gradi. I Paesi avrebbero dovuto presentare piani verificabili di mitigazione degli impatti della crisi climatica; erano previsti anche fondi pubblici e provati finalizzati alla riduzione delle emissioni dei Paesi in via di sviluppo e si proponeva l'istituzione di un nuovo fondo per il clima.
Alla COP16 dell'anno successivo a Cancun, le parti hanno formalizzato gli elementi essenziali dell'Accordo di Copenaghen ipotizzando ulteriori negoziati per un nuovo accordo giuridicamente vincolante che sostituisse il protocollo di Kyoto. Dopo altri summit interlocutori, alla COP21 di Parigi, il 12 dicembre 2015, i leader mondiali hanno adottato l'accordo di Parigi, che stabilisce impegni procedurali vincolanti comuni per tutti i Paesi, ma lascia a ciascuno l’autonomia di decidere il proprio contributo non vincolante. L’obiettivo prioritario è quello di tenere la sotto i 2 gradi centigradi la temperatura media globale, con un’esortazione a stare il più possibile entro gli 1,5.
L'accordo è entrato in vigore alla fine del 2016, molto prima del previsto, e le parti stanno dettagliando le norme di attuazione. Nel giugno 2017, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha annunciato l'intenzione di ritirare il suo Paese dall'accordo di Parigi, rimodulando poi successivamente la sua posizione ed evocando la necessità di rinegoziare le condizioni.
Di fronte al diffondersi della consapevolezza dei rischi legati al cambiamento climatico, le attese per la COP25 di Madrid sono molto alte e la società civile globale che manifesta ogni venerdì nelle piazze per chiedere interventi immediati e giustizia climatica si aspetta che tutti i Paesi si pongano obiettivi ambiziosi resistendo alle pressioni delle lobby delle fonti fossili e trovando il modo di sostenere, anche finanziariamente, la riduzione delle emissioni anche da parte di Paesi cosiddetti in via di sviluppo, in modo da convincerli a rinunciare a una crescita economica basata sull'utilizzo massiccio di petrolio e carbone.
Commenti (14)
pietro casula
4 novembre 2019 alle ore 13:13Siamo preoccupati, non sappiamo e non riusciamo a capire cosa stiate facendo, cari portavoce.
Gli argomenti che ci date in pasto sono in prevalenza di quelli che farebbero pensare alla ordinaria amministrazione, come se nulla fosse avvenuto, come se non fosse vero che la potenza di fuoco mediatico del nostro allievo non si stesse giorno dopo giorno rinforzando, come se dopo l'Umbria si stesse riposando, come se non stesse raccogliendo le firme contro la Raggi, come se Renzi non avesse concordato con lui la caduta di questo governo (o sono dicerie?). Come se il divario tra nord e sud non ci fosse più, come se la disoccupazione non ci fosse più, come se i nostri ragazzi non stessero fuggendo, come se Conte non avesse convinto sulle misure connesse alla salvezza del pianeta e così via ad andare per molto più di 2000 caratteri.
Insisto, siamo alla frutta?
se si volete attuare i suggerimenti di Crozza?
Diteci dove stiamo andando, please.
Non preoccupatevi di dirci la verità, tanto almeno io continuerò a votare M5S.
Maria D
4 novembre 2019 alle ore 16:44Stiamo andando per la strada giusta ma combattere le lobby del petrolio e delle armi con la politica è come andare come pecore in mezzo a lupi. Quando decideranno l'ora x sbranare lo faranno in men che non si dica. Crozza si candidi a diventare premier invece di fare il comico. Ma non lo farà, non è fesso come Grillo che voleva salvare l'Italia.
Beppe
4 novembre 2019 alle ore 15:51Almeno 40 anni di conferenze, summit, accordi, rinegoziazione di condizioni, rimodulazione delle intese, obiettivi cambiati, Trump che si ritira dagli accordi prima accettati, ONU desaparecidos, ecc...
lo vedo male l'avvenire delle future generazioni se, a livello internazionale, la fanno da padrone/i solo e sempre le multinazionali delle armi e quelle del petrolio/carbone.
Basta vedere qui in Italia che non riusciamo neppure ad imporre una legge sulla plastica, a far chiudere le trivelle che inquinano i nostri mari, ad impedire alle grosse navi di entrare nella laguna di Venezia.
L'Italia con quale determinazione potrà mai pretendere dagli altri Stati impegni/obiettivi che portino a ridurre l'inquinamento, magari da paesi in via di sviluppo e che in rapporto al numero di persone già consumano molto meno di noi?
Insomma mi sembra una storia che finirà male e noi (Movimento) saremo tra quelli che non hanno fatto nulla per cercare di cambiarne il finale.
Fc
4 novembre 2019 alle ore 15:59Arcelor mittal si ritira. Vogliamo salvare l'ambiente? Chiudete l'ilva
Francesco
4 novembre 2019 alle ore 16:34Bel risultato avete raggiunto con l'ILVA: 10.000 disoccupati in più ed altri 30.000 nell'indotto, siete degli idealisti del cavolo.
Antonio
4 novembre 2019 alle ore 19:30....ma come Giggino doveva mettere a posto l'Ilva e poi come sta finendo? Tutti per strada? Già dimenticavo ora non è più ministro del lavoro ne dello sviluppo economico, ora è agli esteri, sai quanto ne capisce pure li, mi sembra che ora sia in Cina, a sbagliare il nome del Presidente come ha fatto già in Italia. Certo che se ne vede bene, quando potrà più girare il mondo senza spendere un cent di suo.
federico_2
4 novembre 2019 alle ore 19:58IL TRAMONTO DI UNA BALLA
E SPERIAMO DI NON DOVERNE PARLARE PIU’
Da uno dei migliori siti Americani di economia e politica… ZeroHedge un articolo di David Friedman del Mises Institute ( Mises.org ) smonta le *gretinate* di Greta e *gretini*.
Questo Friedman non passava per caso davanti al Mises
… era uno di quelli che hanno creato il famoso rapporto del *97% degli scienziati afferma*.
Come legge dal testo originale di sotto… peccato per pasionarie e kompagni … che sanno a malapena leggere l’ Italiano ( fanno finta di essere faziosi … per non ammettere che non capiscono quello che leggono )
* Di circa un terzo degli scienziati che hanno espresso una opinione sulla responsabilità delle attività umane nel riscaldamento globale , il 97% ( il 97% di un terzo ) credeva che l’uomo contribuisse IN QUALCHE MODO al fenomeno del riscaldamento globale*
Un poco diverso da *Il 97% degli scienziati afferma la responsabilità delle attività umane* … ?
MOLTO DIVERSO … suona come una balla ed un mantra ripetuto da milioni di *gretini* …e cosa più grave avallato da quella truppa di imbecilli scaldasedie … pagati lautamente che si inventano kolionate in serie … nel Palazzo dell’ ONU.
Nel programma di taglio spesa pubblica … ritirare la nostra delegazione all’ ONU … che in settanta anni non ha mai combinato una mazza di utile.
I nostri portavoce sono pregati di prendere buona nota e dissociarsi dalle kolionate e future manifestazioni.
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So, taking into account David Friedman’s criticism above, and mine, Cook and Bedford, in summarizing their findings, should have said, “Of the approximately one-third of climate scientists writing on global warming who stated a position on the role of humans, 97% thought humans contribute somewhat to global warming.” That doesn’t quite have the same ring, does it? [David R. Henderson, bold added.]
Ma vaffanc...
4 novembre 2019 alle ore 20:11Devo proprio ricordarvi quanto è IDIOTA bannare chi educatamente esprime idee diverse dalle vostre !!!
Antonio Valentini
4 novembre 2019 alle ore 22:39Purtroppo in decenni di sviluppo economico e industriale, che è andato avanti senza porsi domande sugli effetti climatici, si è creato un nefasto legame tra i posti di lavoro e il progressivo deterioramento dell'ambiente e per anni, sindacati e datori hanno contrattato la salute e la sicurezza in cambio del mantenimento dei livelli occupazionali; oggi, quando ormai di tempo ne è rimasto poco, tutti chiedono la protezione dell'ambiente, la bonifica, la riduzione delle emissioni, la riduzione dei rifiuti ecc, ma come vai a prendere un qualunque provvedimento in quel senso, tutti hanno da obbiettare qualcosa e i posti di lavoro vengono usati come deterrente a iniziative utili al cambiamento. Bel casino.
Luigi Andrea Vavassori
5 novembre 2019 alle ore 15:27Ma IPCC è un carrozzone dove mangiano un sacco di "scienzati" che altrimenti non avrebbero visibilità.
Infatti i loro modelli sul clima quando vengono applicati ai dati storici non funzionano.
Inoltre si continua a confondere inquinamento con CO2.
Ricordo a tutti che ognuno di noi quando respira assorbe Ossigeno ed emette CO2 quindi siamo tutti responsabili del riscaldamento ??
Cosa facciamo smettiamo di respirare ??
federico_2
7 novembre 2019 alle ore 02:25Amico ... tu sei troppo colto ... qui si naviga nel mare della ignoranza
fabio s.-roma
5 novembre 2019 alle ore 23:17io credo che non può essere MAI un uomo o donna soltanto a decidere su temi determinanti.......non dovrebbe essere cosi' perche' in alcune epoche, tipo questa, esistono persone come Trump o Bolsonero, che dei propri figli e quindi del futuro, non gli interessa nulla.......va quindi evitato che soggetti singoli, possano decidere su un tema come l'Ambiente, che riguarda qualche miliardo di persone.........
come credo che a questi grandi Convegni dei capi di Stato sul tema Ambientale, ci sia come primo punto la "visione reale" di alcune aree della Terra, che si sono trasformate e rese deserte.........
roberto rizzolio
8 novembre 2019 alle ore 21:51Ho aspettato a commentare questo post emotivo e non scientifico dopo le conferme delle copiose nevicate di oggi 8 novembre.
Sta nevicando abbondantemente in anticipo.
Quindi la terra si sta raffreddando??
Oppure e un piccolo cambiamento climatico trascurabile ?
Verificheremo ad aprile l altezza dei muri di neve sui passi montani.
6 mesi passano in fretta vedrete!!!
federico_2
9 novembre 2019 alle ore 15:12Ma cosa dici ... sei un bieco negazionista ... io qui in Svizzera vedo con il binocolo le carivane dei cammelli che scendono dal passo del San Gottardo.
