
E se quest’anno il giocattolo fosse “in condivisione”?
16 dicembre 2019 alle ore 09:39•di MoVimento 5 Stelle
L’automobile, la bici, le attrezzature sportive, ma anche lo spazio di lavoro e l’abito per il giorno del matrimonio. La Sharing Economy, cioè l’economia della condivisione, è sempre più una realtà concreta e tangibile nella vita quotidiana di milioni di persone. Nata a ridosso della grande crisi economica dei primi anni 2000, come risposta alla crescente domanda di risparmio delle classi medie occidentali, la Sharing Economy ha continuato a consolidarsi anche dopo gli anni della crisi. Merito, per così dire, anche dell’accelerazione dei cambiamenti climatici che stanno interessando il Pianeta e della necessità di porvi rimedio rivedendo radicalmente l’economia basata sullo sfruttamento delle risorse naturali finora predominante. E se è ormai chiaro a tutti che il modello di sviluppo economico attuale non è più sostenibile, ecco che “condivisione” diventa la nuova parola d’ordine anche quando si parla dei più piccoli. A partire dagli Stati Uniti, infatti, sempre più aziende stanno offrendo servizi di condivisione di giocattoli. Il mercato è in rapida crescita. La Green Piñata Toys, lanciata nel 2017 negli Usa, ad oggi ha registrato una crescita del 60% su base mensile. E non si tratta di un caso isolato: Little Passports, Spangler Science Club, Pley, Toy-Yo e Rent the ToyChest, sono tutti nomi di società di noleggio di giocattoli che sono sorte negli Stati Uniti, tutte nell'ultimo decennio, e che sono in rapida ascesa.
A Singapore, c'è la Toy Rental Club e, dal 2017, anche Amazon ha lanciato il suo servizio di abbonamento a giocattoli negli USA. Queste aziende stanno rispondendo a una domanda crescente. Basti pensare che Pinterest, il social network per la condivisione di idee, ha registrato un aumento del 441% delle ricerche di condivisione di giocattoli sul proprio sito lo scorso anno.
Ecco perché due giovani mamme, Alessandra Garini e Milva Bonvicino, hanno fondato Il Club dei Giocattoli, la prima piattaforma online in Italia di toy sharing. Il Club dei Giocattoli si rivolge a tutti quei genitori che vogliono offrire stimoli ed esperienze sempre diverse ai propri figli nella fascia d’età 0-12 anni, senza dover acquistare un alto numero di giocattoli, evitando inutili sprechi ed educando i bambini a un atteggiamento consapevole secondo i valori dello scambio, della condivisione e della cura degli oggetti. Le formule di toy sharing sono diverse e personalizzabili, si può decidere di noleggiare i singoli giochi per un dato periodo oppure pagare una quota base e ricevere ogni mese tre giochi, per poi decidere se acquistarli o restituirli.
Tra chi ricorre a questi servizi e chi si organizza da sé con i genitori di altri bimbi il fenomeno è in crescita costante. Del resto, stando alle stime, l'industria dei giocattoli produrrà ancora oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti di plastica all'anno da qui al 2023. In questo contesto, con lo spirito rivolto all’educazione al riciclo, alla sostenibilità ambientale e alla condivisione con le famiglie che non hanno la possibilità di comprare giocattoli ai propri figli, è nata l’iniziativa Giocattoli in MoVimento.
Un evento, giunto ormai alla terza edizione, che passato dalle 30 piazze del primo anno, alle quasi 150 dell’anno scorso. Un successo fatto di buone pratiche e solidarietà verso chi ha meno, che valorizza il riuso e il riciclo e che anche quest’anno porterà migliaia di attivisti del Movimento 5 Stelle nelle piazze italiane, per condividere la gioia di aiutare al tempo stesso l’ambiente e chi è più in difficoltà.
Commenti (2)
uncittadino
16 dicembre 2019 alle ore 10:57La politica deve facilitare, incentivare e semplificare l’arte del riuso,del dono, della riparazione,del noleggio, dello scambio…senza la farraginosità della burocrazia. Questo Paese ha bisogno di velocizzare, modernizzarsi e semplificarsi. Qualsiasi bella iniziativa viene mortificata dalla burocrazia. Una speranza nei 5 stelle è la possibilità di migliorare. Forse … se si impegnano e ci ascoltano … Ci sono troppe tasse e troppo alte. Troppe leggi e leggine. Una burocrazia che favorisce la corruzione, l’evasione fiscale e la spesa pubblica, gestita in modo pessimo dalla Pubblica amministrazione sprecona ed irresponsabile. Cominciamo con unificare e tagliare tante leggi, rendere tutto più chiaro e semplice, eliminare tanta burocrazia e burocrati, facilitare e garantire l’uso di internet a tutti. Guardate in giro per il mondo come non ci sono lacci e lacciuoli e tutto è più semplice e leggero, ma responsabile. Imparate da quelli bravi e copiamoli. Sinora ho solo sentito chiacchiere … tanto paga il popolo …
federico_2
17 dicembre 2019 alle ore 14:22Azz … ma non vi fate mancare niente in quanto a kolionate inverosimili
