
Il Welfare non arretra. Nel 2020 difendiamo le nostre conquiste e rilanciamo!
14 novembre 2019 alle ore 10:40•di MoVimento 5 Stelle
Ci avevano detto che il Reddito di Cittadinanza non si poteva fare, che Quota 100 costava troppo e che Opzione Donna e l’Ape sociale non andavano riproposte.
Nella Legge di Bilancio 2020 abbiamo confermato tutto, sventando la minaccia di chi voleva (e vuole ancora) eliminare Quota 100 e lasciando intatto il Reddito di Cittadinanza. Anche Opzione Donna e l’Ape sociale non sono in discussione, e stiamo rilanciando la sfida del welfare con 600 milioni in più per la famiglia ed un assegno unico dal 2021 per tutti coloro che hanno figli fino ai 26 anni.
L’Italia aspettava da 20 anni un’azione politica concreta per combattere davvero la povertà. E i numeri dimostrano che avevamo ragione.
Al 31 ottobre scorso erano: 900.283 le domande di Reddito di cittadinanza e 120.327 quella di Pensione di cittadinanza accolte, per un totale di 1.020.610 nuclei familiari.
Cosa significano queste cifre?
Molti pensieri in meno quando si trova una bolletta nella cassetta postale o quando bisogna fare la spesa, la possibilità di assicurare tre pasti tutti i giorni sul tavolo di casa, una speranza per chi ha perso il lavoro o non è stato mai aiutato a trovarne uno…con la fase 2 del Reddito di Cittadinanza e il potenziamento dei Centri per l’impiego, per i quali abbiamo messo due miliardi, i percettori del Reddito potranno accedere a un percorso di reinserimento lavorativo che finalmente permetterà a queste persone di riacquistare fiducia in sé stessi e nella loro utilità per la comunità.
Altra misura che abbiamo fortemente voluto introdurre con la scorsa legge di Bilancio è Quota 100.
Siamo orgogliosi di poter dire che non verrà modificata e i lavoratori prossimi alla pensione continueranno ad avere questa possibilità di pensionamento senza preoccuparsi di cambiamenti nelle finestre di accesso. Per noi è davvero un’ottima notizia anche perché ci consentirà di valutare l’efficacia di questa misura che ha già permesso a quasi 185.000 persone di andare in pensione, dopo averla vista sfumare per anni. Sono persone che hanno finalmente avuto modo di godersi il meritato riposo e tornare a dedicarsi alla famiglia, ai propri passatempo o anche semplicemente a sé stessi. La conferma di Quota 100 così com’è ci consentirà di portare avanti il progetto di superamento della Legge Fornero che abbiamo promesso ai cittadini.
Nel capitolo pensioni ci sono altre due importanti conferme.
La prima è quella che riguarda l’Ape sociale. Chi ha compiuto almeno 63 anni di età e ha versato contributi per 30 anni potrà andare in pensione con l’anticipo pensionistico. Una proroga di un anno che consentirà a tante persone che sono rimaste bloccate a causa della riforma Fornero di ritirarsi dal lavoro se lo desiderano.
Sulla stessa scia anche la proroga di Opzione donna. Lavoratrici che hanno lavorato per 35 anni e che al 31 dicembre 2019 hanno compiuto 58 anni (se sono dipendenti) o 59 anni (se autonome) potranno andare in pensione.
Una possibilità fondamentale per la componente femminile della nostra forza lavoro che in media ancora oggi trova più tardi un impiego rispetto ai colleghi uomini a causa di un gap di genere che vogliamo e dobbiamo colmare. Abbiamo conosciuto storie di donne che hanno dedicato la loro vita al lavoro e poi improvvisamente l’hanno perso a causa della crisi economica. Non avevano i requisiti per andare in pensione e sono rimaste in un limbo: troppo giovani per ritirarsi, troppo vecchie per cercare un’altra occupazione. Per loro Opzione donna è stata e sarà l’opportunità di riguadagnare l’indipendenza economica per la quale hanno lottato e dedicarsi ai loro affetti più cari.
Con questa Legge di Bilancio proseguiamo anche su un’altra strada tracciata l’anno scorso: quella dell’attenzione alle persone con disabilità.
Sono 550 i milioni che nei prossimi 3 anni andranno in tre fondi distinti dedicati a questa categoria.
Il primo riguarda il diritto al lavoro dei disabili per abbattere finalmente le barriere, anche culturali, che ostacolano l’accessibilità al lavoro.
Il secondo fondo è destinato alla mobilità di queste persone alle quali va garantita la possibilità e la libertà di muoversi sempre. Infine, ci occupiamo di chi assiste le persone con disabilità. Risorse preziose che aiuteranno i cosiddetti caregiver: familiari che, spesso nel silenzio, svolgono una funzione sociale dal valore inestimabile e ai quali lo stato deve supporto e rispetto perché contribuiscono a tenere in piedi l’intero sistema assistenziale.
Commenti (16)
Ermes Dall'Olio
14 novembre 2019 alle ore 10:53COMPLIMENTI per la Vs. resistenza, d'altronde vi siete trovati davanti (anche ora) ad un fenomeno normalissimo tipico di tutte le società evolute: "Il ladro ha paura di Carabinieri e Polizia, il truffatore ha paura della Guardia di Finanza, il parassita-di-Stato ha il terrore del M5S. " Tutto nella norma. Per ora dopo 40 anni di "manini" i soldi li hanno "loro", andando avanti, se i soldi ritornano nel giusto posto dove devono essere "allocati" (cittadini onesti e lavoratori) ... (fimato: lo psicoterapeuta-economista)
Ermes Dall'Olio
14 novembre 2019 alle ore 10:57Bis come sopra, tenete duro sono tutti con Voi !
pabblo
14 novembre 2019 alle ore 10:58bene...
lasciateli perdere i sondaggi... ignorateli
alla fine si faranno i conti
Carlo Roberto
14 novembre 2019 alle ore 11:46È chiaro che, a questo punto, chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza sarà il primo della lista ad ottenere un posto di lavoro, e magari anche nella PA. Chi, per pochi spicci non c'è l'ha fatta, può continuare ad essere SCHIAVIZZATO a 4 (QUATTRO) euro lorde l'ora. Che ne è del minimo salario garantito??
marius
14 novembre 2019 alle ore 12:07Sarebbe interessante che questi commenti, o perlomeno quelli ritenuti interessanti, vengano fatti leggere anche da chi oggi del M5S siede in Parlamento, anche così si tengono i legami coi territori e con la gente. Parto dal tema della disabilità e lo l iquido subito dicendo che sono soprattutto le famiglie ad addossarsi gli oneri del mantenimento di un disabile e queste vanno aiutate non con le chiacchiere. I 550 milioni potevano essere distribuiti tra i percettori della misera pensione di € 269/mensili (che sono una vera vergogna) bloccati da decenni e mai rivalutati. Infine aiutare i pensionati rivalutando le pensioni al disopra delle tre volte il minimo (€ 1.460/mensili) significa prenderli in giro visto che siamo in un periodo di deflazione per cui la rivalutazione corrisponde ad € 3/annui. Sarebbe stato più giusto e più serio stabilire una somma a rimborso degli anni di mancata perequazione mai effettuata per colpa dei precedenti governi piddini e di Monti. Ancora in Parlamento giace una Legge a firma Meloni (del Vs. precedente governo giallo/verde) contro lo stalking-finanziario che servirebbe per togliere dalle grinfie persecutorie delle banche e delle finanziarie migliaia di debitori indebitati per colpa delle crisi e della mancanza di lavoro. Per finire che fine ha fatto la Commissione di inchiesta sulle Banche che doveva essere presieduta da Paragone? Come vedete a Voi piace autocelebrarVi ma sfuggite temi molto sentiti dalla gente, poi non lamentateVi se perdete i voti.
stefano
14 novembre 2019 alle ore 14:48Fate quota 41 per chi avendo cominciato presto, ma non precoce, a lavorare....
G. Mazz.
14 novembre 2019 alle ore 15:16Mi è molto piaciuta la Plastic Tax perché più del fenomeno del cambiamento climatico che è legato all’imprevedibilita’ della natura, l’inquinamento da plastica fa parte delle scelte umane. Quindi ben venga una tassa che indirizza modelli diversi di sviluppo. Quindi io sono per non demordere su questa tassa. Ma il dibattito che si è innestato sull’argomento è già un ottimo risultato che abbiamo ottenuto portando tutti ad approfondire l’argomento. Ad evidenza di quanto sopra mi ha fatto piacere vedere nella pubblicità che alcuni prodotti hanno già cambiato con il cartone gli involucri degli imballaggi. Anche nei supermercati si sta avviando un processo analogo. Spero bene per il futuro. G. Mazz.
maria tudisco
14 novembre 2019 alle ore 18:30Una osservazione su opzione donna. Ho sentito donne che vi hanno fatto ricorso e l'aspetto negativo è che l'importo è notevolmente più basso di quello a cui avrebbero diritto con la normale pensione di vecchiaia. Questo perchè la liquidazione della pensione con opzione donna avviene con il calcolo contributivo su tutti i periodi di versamento, mentre per le altre pensioni si utilizza il metodo retributivo sui periodi più vecchi (quando era in uso tale sistema) e si applica il sistema contributivo solo per gli anni successivi e cioè da quando tale metodo è stato introdotto. Gli importi delle opzioni donna risultano così notevolmente ridotti. Chiedetelo a qualche interessata e vedrete che non è veramente a favore delle donne.
A parer mio sarebbe ora di metter mano ad una seria riforma previdenziale, dalle pensioni alla riscossione dei contributi, alle sperequazioni di trattamenti, alla completa unificazione delle modalità di liquidazione, alla semplificazione degli adempimenti Insomma un vero cambiamento, siamo nel 2020 e di riforme previdenziali ne ho sentito parlare spesso ma con risultati spesso negativi, come quello della Fornero che ha coscientemente (visto le lacrime) operato contro i pensionandi e pensionati.
Beppe
14 novembre 2019 alle ore 18:54Il sistema sociale italiano non arretra.
Se ciò succede è dovuto agli italiani onesti, a quelli che pagano le tasse e non truffano lo Stato.
Il sistema sociale italiano non esisterebbe se tutti gli italiani si comportassero come gli evasori, i truffatori, i delinquenti abituali e i partiti che truffano i loro sostenitori di 49 milioni di euri.
Il sistema sociale italiano sarebbe tra i migliori al mondo se avesse uno Stato che:
-fa il proprio dovere nell'applicare equamente le tasse,
-combatte gli evasori,
-mette le manette a ladri e truffatori garantendo le pene certe,
-non fa condoni tradendo le persone oneste,
-non fa leggi che autorizzano l'evasione iva, l'elusione ed i falsi in bilancio.
Tutto il resto sono.......
Blog master ☆☆☆☆☆
15 novembre 2019 alle ore 11:03AVVISO: a causa del continuo ridursi dei followers di questo blog, chiediamo, a sostegno della riscontrabile necessità di sopravvivenza del movimento, di convincere amici e parenti anche di 4° grado di iscriversi alla piattaforma e produrre quotidianamente almeno un commento conforme alla dottrina del partito.
rosaria
16 novembre 2019 alle ore 19:48Dovreste vedere se ci son delle "falle" perché a volte si rinuncia per il mal funzionamento! Dicono di entrare con i vari browser che poi non funzionano!
Spesso ho dovuto togliere l'applicazione!
Sam
16 novembre 2019 alle ore 20:06Si si il 20%, Bro System
rosaria
15 novembre 2019 alle ore 23:04L' Inps deve rivedere quelle persone che sono state defraudate sbagliando i conteggi!
Gente che ha lavorato oltre quarant'anni anni e, state penalizzate con l'ultimo sistema di conteggio in vigore! Non è stata colpa loro se son stati esodati negli anni novanta e son rimasti invisibili!
Si son dovuti adattare ai più svariati lavori, e quindi con un monteore minore! Da qui la penalizzazione!
federico_2
16 novembre 2019 alle ore 08:24tanto per fare una prova
Pamela Dougherty
19 novembre 2019 alle ore 17:44What about the 100,000 people who have just been cut off from their unemployment money because they were born abroad - including Italian citizens who have lived in Italy for decades. No warning, no idea when the money might be restored and are now back to living in poverty. Don’t boast about your achievements until you have a system that is fair and efficient.
Vincenzo
20 novembre 2019 alle ore 18:27Che fine ha fatto il decreto legge n. 4/2019 convertito in legge n.26 del 28 marzo 2019 - anticipo TFS per i dipendenti pubblici ? E' una mancanza gravissima che sta penalizzando i pensionati ai quali viene negata la possibilità , prevista per legge, dell'anticipo del TFS. Chiedo al M5S di intervenire per sbloccare la situazione.
Segnalo anche il mancato pagamento delle pensioni, sono un docente in pensione dal 01/09/2019 e a tutt'oggi non ho ricevuto nessun pagamento della pensione, posso dire che tantissimi colleghi si trovano nella stessa situazione. Confido, come sempre, nel M5S, per la risoluzione di queste gravi inadempienze a sfavore delle categorie più deboli.
