
Caso Cucchi, finalmente la verità
16 novembre 2019 alle ore 09:30•di Paola Taverna
È stato omicidio.
Stefano Cucchi, fermato la sera del 15 ottobre 2009, è stato massacrato di botte in una caserma e morto all’ospedale Pertini per il pestaggio subito. Questo è il verdetto in primo grado contro i veri responsabili, i carabinieri Raffaele D’Alessandro e Alessio Di Bernardo, condannati a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale. Poi c’è Francesco Tedesco, condannato a due anni e mezzo per falso commesso, e Roberto Mandolini a tre anni e otto mesi per manomissione di dati e falsa testimonianza.
Abbiamo lottato dal primo momento, da quel lontano 2009, chiedendo che si facesse luce su questa torbida vicenda. L’abbiamo seguita passo passo, con il fiato sospeso, perché fosse resa giustizia e venisse riscattata la storia di una famiglia che ha tanto sofferto quanto resistito!
Verità, che parola bellissima. A volte si sussurra soltanto, non si ha la forza di gridarla.
Uno Stato che la cerca, che non la baratta con nient’altro, è uno Stato all’altezza della più bella democrazia e, soprattutto, di coloro che dedicano una vita intera a perseguire la giustizia. Questo Paese ha un debito di coraggio con la famiglia Cucchi.
In tutta questa storia ci sono attori e comparse che Stefano lo hanno ucciso tante volte cercando di nascondere la verità!
Ma in mezzo al fetore di questi antieroi, c’era sempre il profumo di un fiore che è sopravvissuto al freddo dell’inverno: Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e voce della sua vita spezzata. Una donna che ha lottato e lottato e lottato perché la memoria del fratello smettesse di essere ingiuriata, perché la sua morte venisse raccontata per ciò che era stata veramente: un omicidio.
Il suo coraggio mi commuove, il suo coraggio mi insegna, il suo coraggio è un patrimonio per tutti. Contro l’impossibile può solo l’amore.
Commenti (34)
Fabio
16 novembre 2019 alle ore 09:52Cosa sono 12 anni rispetto ad una persona che ha perso la vita in quel modo? Nulla!
Dovrebbero dargli il triplo degli anni!
VERGOGNA!
Sandy*****s
16 novembre 2019 alle ore 11:38Su questo sono daccordo anch'io!!! Pochi anni
Giovanni f.
16 novembre 2019 alle ore 10:28se avessero liberalizzato la cannabis non ci sarebbero stati tanti guai per chi infrange la legge e chi la tutela. Tanto comunque abbiamo la libera vendita di ALCOOL , sostanza devastante e molto più pericolosa di uno spinello. Meglio evitarli tutti e due ed avere la mente lucida per evitare di incappare nella rete di chi vuole che non si pensi. Il pensiero fa male al regime.
Sandy*****s
16 novembre 2019 alle ore 10:34Bravi,contro l'impossibile puo' solo l'amore!!!ci sono momenti nella vita infernali!,momenti che devi indossare una corazza e lottare con tutte le tue forze per difendere e aiutare chi ami!!!!so bene e so che vuol dire,ci sono passata anch'io!!!! Un abbracco a ilaria!!!! ❤riposa in pace stefano! Giustizia è stata fatta!e la verita' è venuta a galla!!!!
Franca C.
16 novembre 2019 alle ore 11:04Spero che la sorella di Stefano quereli, come ha detto, Salvini per aver affermato che il ragazzo è morto perchè drogato. Se anche fosse stato così, la colpa è di chi spaccia, e chi spaccia lo fa perchè glielo lasciano fare, e quelli che glielo lasciano fare sono i mafiopolitici e quindi proprio la Lega, alleata di Silvio e corrotta fino all'osso, dovrebbe tacere e scomparire!
Fabio
16 novembre 2019 alle ore 11:59Franca lo spacciatore non ti viene ne a cercare, ne ti costringe con un fucile a comprare droghe da lui.
È la stessa cosa per la prostituzione, non si puo dire che la gente ci va perché ci sono le prostitute, in entrambi i casi si potrebbe dire che se non ci fossero drogati o puttanieri, non lavorerebbero ne spacciatori ne prostitute.
Sono cose a cui non si puo dare colpa solo da una parte.
Franca C.
16 novembre 2019 alle ore 15:57È vero, una parte di responsabilità ce l'ha la persona stessa, un'altra parte i genitori, ma se chi governa mettesse fine allo spaccio di droga tanti giovani non ci cadrebbero. Si inizia per superficialità nella giovane età e si diventa schiavi. A combattere la droga non ci vuol niente: cani antidroga nelle scuole, discoteche e luoghi pubblici, pene severe, telecamere. Passeggiando nelle grandi città tutti vediamo lo spaccio a cielo aperto. È evidente la non volontà di combattere la droga. E guardacaso è una grossa fonte di reddito per la malavita intrecciata con la politica. Non è che non si possa fare a meno della droga, ricordiamocelo. Chi ha problemi dovrà essere curato, non lasciato in pasto a spacciatori senza scrupoli.
Giovanni f.
17 novembre 2019 alle ore 09:30A salvì, te piace lu vinu?guarda che contiene L’ alcool !!! Alcool è sostanza tossica!!! poi anche quello diventa VIZIO!!! te fa assi maleee!!!
Sandy*****s
16 novembre 2019 alle ore 11:42Speriamo che ilaria quereli quel delinquente di salvini,come si permette???che cretino!!!! Ricorda salvini che hai dei figli e non sai le cose come potrebbero andare stronzo!!! Levati dalle scatole come apri bocca fai dei danni stupido!!!!
Serafino
17 novembre 2019 alle ore 11:26Quel tossico tabagista di Salvini pur sapendo di essere un drogato fa intendere agli altri che non lo è. Incredibile!!
IVALDO BERGAMASCHI
16 novembre 2019 alle ore 12:25Grazie alla famiglia Cucchi per avere portato nel paese ITALIA la verità per quello che è successo a Stefano Cucchi,e AVERCI reso l'orgoglio di Italiani .
Mokj
16 novembre 2019 alle ore 12:30L'animo umano è debole a volte.. ci si ritrova a commettere errori!! Sto parlando non per esperienza ma perchè comunque tutti possono sbagliare e prendere una strada che ti porta dove non avresti mai pensato!! Umanità è capire gli errori altrui, ci vuole comunque fermezza solo così si possono riportare alla vita.. ora giustizia è fatta, un po' di più forse sarebbe stata più giusta..
ANTONINO VERSACI
16 novembre 2019 alle ore 12:41Esprimo tutta la mia ammirazione nei confronti di Ilaria Cucchi e tutto il mio sdegno per tutti quelli che hanno cercato in tutti i modi di falsificare la realtà dei fatti del "caso Cucchi". Purtroppo nella vita di tutti i giorni non sempre si trovano delle Ilaria Cucchi. I torti subiti e i soprusi in una nazione come l'Italia, che a parole si dice una nazione democratica, nei fatti, credo sia ultima o quasi dei paesi europei nel rispetto dei diritti umani. Basta solo guardare tutte le sanzioni che vengono comminate all'Italia per il cosiddetto "EQUO PROCESSO". Questa la dice lunga sullo stato della giustizia in Italia. Basti pensare che una persona affidata ai servizi sociali, se non riesce a trovare un lavoro finisce in galera. Di queste cose non se ne parla mai. Dei deboli non se ne parla. Ministro della Giustizia, oltre a prevedere manette per evasori, per delinquenti ecc. ecc. trovi pure il modo di prevedere un percorso dignitoso a quanti, purtroppo hanno sbagliato, pagato e che vorrebbero mettersi sulla giusta strada. ha previsto dei percorsi per queste persone?
Iononmollo
16 novembre 2019 alle ore 12:53Ilaria Cucchi, grande donna coraggiosa soprattutto determinata.
Sostengo che la pena a 12 anni é poco. Va considerato che si tratta agenti penitenziari, che si credono intoccabili invece in questo caso non è andata così!
Giuseppe
16 novembre 2019 alle ore 14:56Vorrei sapere se era un consumatore, spacciatore, non sono informato.
Beppe
16 novembre 2019 alle ore 15:29Era un uomo ucciso da chi lo doveva proteggere.
Beppe
16 novembre 2019 alle ore 15:26Grazie Paola Taverna per aver omaggiato, per conto di tutto il Movimento, Ilaria e tutta la famiglia Cucchi.
È vero il coraggio di Ilaria è un "patrimonio" per tutti i cittadini onesti.
Visto che sono poche quelle che sacrificano la loro vita per la giustizia e la verità, credo che non dobbiamo dimenticare nessuna di queste rare ed eccezionali persone.
Per questo ti chiedo, cara Paola, di raccontarci e sostenere con la solidarietà di tutti noi, la storia di un'altra donna, fuori dal comune, di 73 anni, che per difendere le sue idee rifiuta i domiciliari e chiede di fare il carcere perché così prevede "l'ingiustizia" italiana.
È l'attivista NO TAV Nicoletta Dosio che per un danno autostradale di 777 (SETTECENTOSETTANTASETTE) euri è stata condannata ad oltre un anno di carcere (la procura -chissà se non provano vergogna- ne aveva chiesti oltre 3 anni).
So' che il Movimento accetta sempre le sentenze dei Tribunali, ma qui siamo di fronte ad una Giustizia fatta per impedire ai cittadini di manifestare le loro idee e il giusto dissenso e la sproporzione delle pene è inconcepibile per una società che dice di essere democratica (vedere le ridicole condanne di Galan, Bossi, Berlusconi, ecc. ecc..).
Nicoletta, donna per bene e Straordinaria, non accetta i domiciliari perché "sarebbe come scusarsi" e per questo vuole scontare interamente la pena in carcere.
Inoltre, NO TAV è una bandiera del Movimento che dobbiamo sempre e con orgoglio ricordare agli italiani.
Con Ilaria io ringrazio anche Nicoletta, per il coraggio, il sacrificio, la determinazione e l'onestà, tutte caratteristiche rarissime (che hanno in comune queste due donne gentili) in questo paese dove spesso viene applicata la giustizia dei Potenti e dei delinquenti contro l'interesse della verità e dei suoi cittadini onesti.
M A D
16 novembre 2019 alle ore 19:52Ti ringrazio tantissimo per questo commento
pietro casula
16 novembre 2019 alle ore 15:50Se non ci fosse di mezzo la Bestia, il silenzio sarebbe buono.
E' vero, la bestia ha perso un'occasione per tacere, ha preferito fare l'occhiolino all'olio di ricino e rigirarlo ai suoi 60 milioni di contatti.
Prima o poi pagherà il dazio, vale per tutti i seriali.
Giuseppe
16 novembre 2019 alle ore 16:06Peppe tutti anno diritto di essere protetti a maggior ragione quelli più deboli , nessuno dovrebbe fare uso di sostanze stupefacenti.
SANDRO MARRONE
16 novembre 2019 alle ore 16:29La ricerca della verità è doverosa: uno Stato democratico non deve avere zone d'ombra e di impunità nelle istituzioni che lo rappresentano. Dunque ben venga la condanna dei responsabili della morte di Stefano Cucchi. Tuttavia la verità o è neutrale o non è verità. Neanch'essa deve avere zone d'ombra e angoli nascosti nei quali si annidano la menzogna e l'inganno.
E in questi dieci anni nei quali la ricerca della verità ha spesso occupato le pagine dei giornali e i principali notiziari la verità è stata presentata in modo parziale e dunque distorto.
Da una parte i carnefici: i carabinieri, violenti, reticenti, bugiardi; dall'altra la loro vittima: il cittadino qualsiasi, Stefano Cucchi.
Se questa fosse tutta la verità, se Stefano Cucchi rappresentasse il "cittadino qualsiasi", allora il cittadino che dovesse rapportarsi con i carabinieri dovrebbe temere per la sua incolumità, dovrebbe mettere in conto la possibilità di uno scatto di violenza immotivata contro di lui.
Beh, con tutto il rispetto, questo non è vero. Non è vero che il cittadino, non importa se onesto o no, ma rispettoso dell'Autorità che rappresentano i carabinieri in servizio, convocato o accompagnato in caserma, debba aspettarsi di essere malmenato, insultato, angariato, privato dei propri diritti e forse ucciso.
La caserma dei carabinieri è il luogo in cui SI TUTELANO I DIRITTI, non dove si può trovare chi li viola.
Il cittadino, onesto o no, che si comporta correttamente NON VIENE PICCHIATO. Questo deve essere chiaro.
Affermare esplicitamente o implicitamente che Stefano Cucchi è stato picchiato selvaggiamente pur essendosi comportato con rispetto, equivale a dare una rappresentazione falsa dei carabinieri.
E questo non va bene, perché un conto è perseguire i carabinieri responsabili della sua morte, altro conto è liberare da ogni responsabilità Stefano Cucchi, facendo di lui un martire innocente e dei carabinieri degli aguzzini.
giovanni2
16 novembre 2019 alle ore 18:36nesssuno ha mai detto che un cittadino rischia di venire malmenato dai carbinieri anche se non ha mai fatto niente.
anzitutto non deve essere malmenato anche se fosse un serial killer o un pedofilo. e poi c'e' da dire che quella tesi detta sopra, falsissima appunto perche' nessuno l'ha mai detta, e' stata usata da chi voleva in qualche modo discolpare chi ha ucciso cucchi.
la pena la infliggono i giudici (vari) dopo tre gradi di processo, e non dei carabinieri in una stazione di polizia. inoltre non esiste in italia la pena del linciaggio.
perche' un conto e' bloccare un fermato che da' in escandescenze anche usando la forza, altro e' linciarlo, che e' quello che e' successo con cucchi. va bloccato, gli vanno messe le manette e sbattuto in un locale dove potersi riprendere e calmare. stop. e va cercato un giudice che predisporra' per il suo rilascio o per la sua prigionia.
il resto, quello cioe' che e' successo a cucchi, e' barbarie che va condannata senza se e senza ma. e al poliziotto che non va bene cosi', cambi mestiere. il poliziotto (o il carabiniere) non e'il suo lavoro.
Spalviero59
16 novembre 2019 alle ore 18:59Sandro dove l'hai letto ,che si vuole fare di Cucchi un martire?.viviamo in un paese dove le verità ci vengono nascoste.finalmente grazie a questa donnache non siè data mai per vinta oggi la verità su la morte di questo ragazzo la si sa, visto se non era per lei , con il cavolo che la verità su come sia morto questo ragazzo veniva fuori.
SANDRO MARRONE
16 novembre 2019 alle ore 20:07giovanni2 - 16 novembre 2019 alle 18:36
"nesssuno ha mai detto che un cittadino rischia di venire malmenato dai carbinieri anche se non ha mai fatto niente.
anzitutto non deve essere malmenato anche se fosse un serial killer o un pedofilo. e poi c’e’ da dire che quella tesi detta sopra, falsissima appunto perche’ nessuno l’ha mai detta, e’ stata usata da chi voleva in qualche modo discolpare chi ha ucciso cucchi. "
Deposizione di Tedesco, testimone dell'accusa:
https://www.youtube.com/watch?v=LvT_pa4K7MA
Io non voglio discolpare nessuno, né il caso mi interessa particolarmente.
Mi interessa molto invece quale messaggio i mass media fanno passare, perché questo condiziona i cittadini a pensarla in un certo modo.
Omettere la parte della verità che comprende l'atteggiamento arrogante di Cucchi equivale ad una menzogna.
Quanto alle cause della morte:
https://www.youtube.com/watch?v=8oT7TKMPhFM
Ora, come è possibile che nessuno tra il personale ospedaliero e tra parenti e si sia accorto che il paziente calava drammaticamente di peso e non orinava è un mistero. A detta del perito Cucchi non sarebbe morto per nessuna delle patologie di cui soffriva, se avesse avuto un catetere correttamente applicato.
Le cose come vedi sono meno chiare e nette di come lascia credere l'articolo.
In ogni caso se Stefano Cucchi avesse tenuto un atteggiamento più consono alla sua situazione non sarebbe morto. Ne sono sicuro.
Spalviero59
16 novembre 2019 alle ore 18:49Questo caso ci da un balume di speranza,che la giustizia in questo paese può veramente funzionare. stiamo vivendo momenti bui con l'ascesa di un partito come la lega che manifesta insieme a coloro dell'olio di ricino è manganelli, . la democrazia, ma sopratutto la giustizia di un paese passa anche dalle forze dell'ordine, ,grazie a questa donna e stato possibile che delle mele marce siano state allontanate da questa onorevole arma.
Giuseppe
19 novembre 2019 alle ore 08:03È la mela marcia che a ucciso i due carabinieri, cosa dobbiamo fare?.
giovanni2
17 novembre 2019 alle ore 01:17X sandro marrone che scrive:
"Omettere la parte della verità che comprende l’atteggiamento arrogante di Cucchi equivale ad una menzogna."
"In ogni caso se Stefano Cucchi avesse tenuto un atteggiamento più consono alla sua situazione non sarebbe morto. Ne sono sicuro."
-----------------------------------------------------------------------------------------------
continui a non capire la parte piu' importante dei fatti, cioe' il nocciolo della questione: qualunque sia stato l'atteggiamento di cucchi (non ho nessuna remora ad ammettere che anche secondo me ha tenuto un atteggiamento come minimo offensivo o addirittura manesco nei confronti dei poliziotti, casomai non e' stato cosi' ma lo ritengo molto probabile), non dovevano linciarlo, malmenarlo. non mi sembra difficile da capire.
dovevano fermarlo, sono allenati per quello, fanno palestra, arti marziali, casomai mettergli le manette, e stop. ma non picchiarlo. quello non potevano farlo per nessun motivo. e' stato picchiato, questo e'un fatto. per il resto, i cateteri etcetc. e' andato tutto nelle mani dei periti che mi sembra abbiano dichiarato che e' morto per le lesioni subite dal linciaggio.
ma se anche non fosse morto per quei maltrattamenti, ugualmente chi lo aveva picchiato, malmenato, linciato, andrebbe punito comunque.
e se un poliziotto o carabiniere pensa che si puo' agire cosi' come hanno agito quei carabinieri quando si ha a che fare con una persona fermata qualunque essa sia, anche la peggiore, non deve fare il poliziotto perche' non e' il suo mestiere. faccia il giustiziere della notte ma non il poliziotto.
non mi sembra difficiled a capire. il fermato non va toccato. non va schiaffeggiato, non va picchiato, preso in giro, offeso, preso a calci. qualsiasi cosa lui stia facendo o voglia fare. al massimo va bloccato e reso inoffensivo per se stesso e per gli altri.
Claudia Felix
17 novembre 2019 alle ore 01:29Dalla prima volta che ho visto la foto del volto pestato di Stefano la verità mi è sembrata talmente evidente che vedere quella famiglia lottare sola per tanti anni mi dava il disgusto di questo paese.
Ringrazio la famiglia Cucchi e soprattutto Ilaria per aver portato un po' di civilità in questo paese e per averci insegnato a non mollare mai!
12 anni per pensare..
17 novembre 2019 alle ore 01:53un abbraccio a Ilaria Cucchi per la sua tenacia!!
non so chi sarebbe stato ingrado di essere così tenace come lo è stata lei. Che sia d`esempio per tutte le forze dell`ordine, che non dimentichino che loro sono pagati da noi, non hanno carta bianca. 12 anni di galera a questi 2 animali, che sia d`esempio per tutti coloro che con la divisa si sentono onnipotenti, pieni di boria e senza rispetto verso tutte le persone, chiunque queste siano.
12 anni e spero senza sconti. 12 anni per pensare all`odio che hanno riversato su questo ragazzo.
Serafino
17 novembre 2019 alle ore 11:03Solo 12 anni di carcere per un omicidio commesso da due "tutori della legge"? Spero almeno che vengano messi insieme ad altri assassini così che possano provare quella pena che hanno dispensato agli altri.
Io che sono stato malmenato da uno sbirro e minacciato di morte con metodo mafioso da un altro sbirro senza che avessi commesso alcun crimine nè infranto la legge, auguro a Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo tutto il male di questo mondo, che possano schiattare tra le più atroci sofferenze.
Stefano Cucchi non ti dimenticheremo mai.
SANDRO MARRONE
17 novembre 2019 alle ore 11:04@ giovanni2 - 17 novembre 2019 alle 1:17
Io capisco te, e sono d'accordo con quello che affermi, ma tu non capisci me.
IO NON AFFERMO CHE I RESPONSABILI DELLA MORTE DI CUCCHI NON DOVESSERO ESSERE PUNITI. L'ho scritto in maiuscolo, in forma di epigrafe scolpita. Anzi, sono contrariato dal fatto che i medici del Pertini non siano stati puniti per la loro parte di responsabilità. Le lesioni inflitte a Cucchi dai carabinieri erano del tutto curabili. E se sono contrariato non è per spirito di vendetta, lo sono pensando a quanti altri in futuro dovranno affidare la loro vita a quei medici cialtroni.
Tutto chiaro fin qui? E' chiaro che non sto difendendo nessuno dei responsabili della morte di Stefano Cucchi?
Se è chiaro volta pagina, dimentica il caso specifico e prendi in esame IL CASO MEDIATICO, che è quello che mi interessa e che ho cercato di trattare.
Di certo non è la prima volta che un caso umano e/o giudiziario viene preso a pretesto per far passare certe cosiddette "battaglie di civiltà". I Radicali sono maestri in questo: è un loro tratto distintivo, la loro strategia principe. Il mezzo più efficace che hanno per far passare la loro ideologia individualistica libertaria-liberista finalizzata a disgregare identità sociale e coesione nazionale.
Di un caso individuale fanno un caso generale per affermare la loro ideologia, della difesa dello "Stato di diritto" fanno un cavallo di Troia per distruggere i principi fondativi dello Stato di diritto, che sono l'espressione della volontà collettiva, con ciò disarticolando i legami che tengono unita la società.
Esamina il CASO MEDIATICO in quest'ottica e forse capirai cosa intendo contestare.
Claudio
18 novembre 2019 alle ore 04:53Era uno spacciatore e un drogato, non un santo...
Non diventiamo Pidioti anche noi!
federico_2
18 novembre 2019 alle ore 06:05Il caso Cucchi è stato una tragedia, perché è finito con la morte di un uomo.
Detto questo mi pare che sia stato molto montato.
E mi spiego.
Considerate una caserma dei carabinieri ... non è un posto da signorine ... ci trovate il peggio
della società, ed anche delle persone come Cucchi ... che sarà stato anche una brava persona
ma probabilmente era drogato se lo hanno portato dentro.
Adesso immaginatevi la vita dei carabinieri, che hanno a che fare tutto il giorno con gente che non si comporta proprio secondo il Galateo ... con tutta la buona volontà del mondo ... qualcuno lo devi menare
perché si calmi.
Avete mai visto un drogato in crisi di astinenza, che spacca tutta la casa e picchia sua madre perché
vuole i soldi per la droga ? Io lo ho visto ... non è un bello spettacolo e non lo calmi con le buone.
Non dico che Cucchi abbia fatto così ... era per darvi una idea di cosa possa succedere inn una caserma
dei carabinieri o della Polizia.
Hanno esagerato ? Può essere ... secondo me senza volerlo
Cucchi non ha avuto una assistenza medica adeguata ? Sarà vero ... a mio avviso ... in certe situazioni
tutto questo può accadere ... non è bello ma fa parte della vita di tutti i giorni.
Per cui ... rispetto per chi è morto e per la famiglia ... ma purtroppo sono cose
che nella società di oggi succedono ... per me dobbiamo metterci una pietra sopra.
Giuseppe
19 novembre 2019 alle ore 07:59Facciamo un discorso inverso, riflettendo e quei due carabinieri uccisi come la mettiamo, sicuramente è stata una tragedia per entrambi , però ognuno a il suo compito.