10 obiettivi per abbattere le emissioni
19 novembre 2019 alle ore 11:24•di MoVimento 5 Stelle
Dopo un ottobre caldissimo, stiamo vivendo ora un novembre drammatico con un'ondata di maltempo che rischia di sfiorare le due settimane consecutive.
Proprio pochi giorni fa abbiamo parlato di un appello sottoscritto da oltre 11 mila scienziati in tutto il mondo: o iniziamo a intraprendere comportamenti seri per prenderci cura del nostro pianeta, o sarà troppo tardi.
L'appello di questi studiosi parte da una prima necessità non più rinviabile: la riduzione delle emissioni a livello globale. È questa la pietra angolare di ogni politica ambientale ed energetica che va messa in atto in base a quelli che sono gli accordi di Parigi.
Già, ma da dove partire per diminuire il livello di inquinanti nell'aria che respiriamo?
Qui elenchiamo dieci punti fondamentali:
1. ADDIO ALLE ENERGIE FOSSILI
È il primo obiettivo da perseguire. Grazie al MoVimento 5 Stelle, da questo 2019 le major del petrolio non fanno più i loro comodi trivellando ovunque per terra e per mare come accaduto per decenni. Bisogna andare verso uno stop definitivo alle concessioni per la coltivazione e l'estrazione di idrocarburi. Le centrali a carbone vanno definitivamente "spente" ed è necessario disincentivare in ogni modo attività inquinanti.
2. INCENTIVI ALLE ENERGIE RINNOVABILI
Il secondo punto è diretta conseguenza del primo. Senza politiche coordinate, difficile arrivare a risultati importanti. È quanto mai necessario "spingere" perché cambi il paradigma: va favorita in ogni modo la produzione, l'accumulo e la vendita di energia pulita con politiche fiscali e commerciali ad hoc. Deve però cambiare anche la mentalità dei semplici cittadini: va fatto comprendere a tutti che investire su un impianto domestico che produce energia rinnovabile, migliora la qualità della nostra vita e di quella dei nostri figli.
3. EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DEGLI EDIFICI
Il MoVimento 5 Stelle si è battuto per anni per far sì che la politica incentivasse certe tipologie di intervento. In anni in cui l'edilizia vive una crisi durissima, abbiamo fatto continue campagne di sensibilizzazione sul tema, fino ad arrivare alla norma Fraccaro (500 milioni per interventi di messa a punto degli edifici pubblici) e per agevolare i cittadini ad interventi nelle loro case, poiché la dispersione energetica è uno dei fattori scatenanti dell'inquinamento dell'aria.
4. RIFORESTAZIONE
La comunità scientifica è sempre più convinta che la riforestazione sia uno dei metodi più efficaci per limitare le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Un esempio concreto arriva dall'Etiopia con un progetto ambizioso di piantare 4 miliardi di alberi contro la desertificazione: solo in una giornata, con un'operazione senza precedenti, ne sono stati piantati 350 milioni. Il MoVimento 5 Stelle, con "Alberi per il futuro", porta avanti in modo convinto questa grande sfida.
5. MODIFICARE IL MODO DI MUOVERSI
L'utilizzo del mezzo privato, soprattutto nelle grandi città, va disincentivato. Serve uno "scatto" sulla condivisione di servizi di mobilità, intesa sia come i tradizionali servizi di trasporto pubblico, o forme di carsharing, bikesharing o carpooling. Inoltre servono investimenti seri nel trasporto pubblico: nelle città italiane i cittadini che lo usano tutti i giorni sono ben al di sotto della media europea. Un trend che va invertito.
6. AGEVOLARE L'ACQUISTO DI MEZZI 'GREEN'
Va di pari passo col punto sopra: in attesa di ridurre l'uso privato delle due e delle quattro ruote, è necessario più che mai agevolare l'acquisto di mezzi elettrici o ibridi. Il MoVimento 5 Stelle ha spinto perché venisse potenziato l'Ecobonus. È un primo passo: la strada è ancora lunga e va incentivata anche l'offerta da parte delle industrie di auto e di motocicli. Ma è un trend inesorabile.
7. CAMBIARE APPROCCIO SUI CONSUMI
Anche il cibo che mangiamo incide sulle emissioni. Prediligere frutta e verdura di stagione e consumare alimenti con filiera corta è naturalmente importante per contribuire a ridurre l'inquinamento atmosferico. E ridurre il consumo di carne: il settore della produzione zootecnica è causa del 18 per cento delle emissioni totali di gas serra dovute alle attività umane.
8. INVESTIRE IN INNOVAZIONE
Ormai è appurato: i Paesi che riescono a predisporre i maggiori investimenti in innovazione registrano risultati concreti sul contrasto alle polveri sottili. Anche l'Italia avrà finalmente nella manovra 2020 un credito d'imposta per quelle imprese che investono in software o accorgimenti innovativi che consentano loro di inquinare meno. Diminuire le emissioni delle nostre attività produttive è fondamentale.
9. CICLO DEI RIFIUTI
Chiudere gli inceneritori, che appartengono ormai al secolo scorso, è un dovere morale. Per farlo in maniera definitiva è importante alzare il livello del riciclo e incentivare la produzione di materiali biodegradabili o compostabili.
10. ECONOMIA CIRCOLARE
L'economia circolare deve essere il nuovo paradigma alla base di tutta l’economia. Deve essere la precondizione di qualsiasi attività umana. Dal cittadino all’impresa, l’economia circolare è il nuovo modello su cui si deve orientare lo sviluppo umano. Un modello che sostituisca quello lineare per cui si estraggono risorse, si bruciano e si scartano gli avanzi. Un modello che si serva di sempre meno risorse, riutilizzandole, per poi rimetterle in circolo.
Commenti (10)
Leandro
19 novembre 2019 alle ore 13:34Tutti temi FONDAMENTALI soprattutto sulla mobilità elettrica! Bisogna spingere con un decreto già da subito per convertire tutto verso una sostenibilità generale.. Forza!
Marta Buscioni
19 novembre 2019 alle ore 14:52Per favore non arretrate di un millimetro sulla PLASTIC TAX!!! Un euro di tasse su un kg. di plastica è veramente il minimo sindacale per scoraggiarne il consumo! Chi poi si ostina a voler utilizzare questo schifo che sta distruggendo l'ambiente almeno restituisca qualcosa alla collettività!!! Consiglio a tutti di vedere il bellissimo documentario ALBATROSS segnalato da Beppe Grillo...
roberto rizzolio
19 novembre 2019 alle ore 16:42Piu che tassare che non cambiera di un milligrammo l uso della plastica ,ma fara solo salire il costo finale ed arricchire le casse dello stato e degli evasori ,che incasseranno questa maggiorazione e non la verseranno, bisogna cambiare abitudini !
Acquistare prodotti con imballo in Vetro,cartone, carta o materiali riciclabili alluminio, latta, rifiutare dove vi sia l alternativa l imballo plastico.
Portarsi borse e sacchetti riutilizzabili atti a ridurre il consumo di plastica.
differenziare i rifiuti il piu possibile.
Con una buona educazione penso si possa ridurre del 30% la plastica. ma non e possibile eliminarla.
Diventa quindi importantissimo la sua raccolta ed ilriciclo affinche non vada ad inquinare l ambiente,ma qui si tratta di educazione civica e la vedo dura visto il livello dei cittadini del mondo!
Giorgio Antonucci
20 novembre 2019 alle ore 11:01Ma invece di tassare, se si scegliesse di incentivare prodotti alternativi? Ovvio che per come è impostata è solo un modo per fare cassa sulla pelle dei poveracci che scelgono la plastica non perché sono cattivi e vogliono inquinare il pianeta ma perché alternative economiche non ce ne sono.
roberto rizzolio
19 novembre 2019 alle ore 16:31Bene ,bene iniziamo a cambiare modo di parlare e l obiettivo a questo punto mi sembra condivisibile.
Ma prima di andare avanti mi dovete spiegare perche , e per quale motivo da tutte le vostre iniziative rimane escluso il principale produttore di polveri sottili,anidride carbonica, solfuri, nano particolato di metalli pesanti e NOX.
Non vi ho mai letto in qualsiasi vostra discussione parlare del trasporto aereo e di quello marittimo che a differenza del primo puo gia viaggiare ibrido a tre vie- Sole-Vento-Combustibile.
Non ne parlate mai,questi due non inquinano???
Non fanno CO2??
Non emettono niente?
Aria profumata??
Se vogliamo discutere veramente in modo serio e ora che discutiamo a 360 gradi e non dove vogliono i vostri padroni , cioe tassare noi poveri inquinatori, untori del globo, noi sporchi e cattivi.
Se cambiamo e tassiamo le emissioni , lo dobbiamo fare uguale per tutti.
Uno vale Uno.
linkbato
19 novembre 2019 alle ore 18:12OK, passiamo ai fatti !?
tina ghigliot
20 novembre 2019 alle ore 08:19tutte balle !!! ma cosa aspettate a fare una bella legge che impone alle aziende il TELELAVORO ???? la finanza non vuole che si smetta di consumare ed inquinare ,prova ne è l'opposizione alla plastic tax ( che trovo giusta !) ma voi fate schifo: avete aumentato le tasse a coloro che cambiano l'auto , e fatto degli ecobonus che non valgono niente, per non parlare della sistematico smantellamento delle reti ferroviarie locali su cui non dite una parola. E gli aerei o le navi ? sono solo io che inquino con il mio euro 3 quando a linate o bergamo si alzano 3000 aerei e non dite un cazzo ? ma lo sapete che con questa demagogia state solo facendo gli interessi di costruttori e petrolieri ? cominciate a governare come si deve , e andate a vedere dove finiscono i sacchi di differenziato che IO per legge devo differenziare , ma VOI ( lo stato ) può allegramente avviare agli inceneritori !!!!! le leggi le potete fare domani mattina , ma è più facile venire qui a farci la paternale !!! e con tutti quelli che hanno il reddito di cittadinanza, costa troppo dargli un pennello e una latta di vernice e mandarli a dipingere le strisce sulle strade ?? con queste piogge NON SI VEDE UN CAZZO !!!!
Gianni Efisio Pinna
20 novembre 2019 alle ore 13:59In un sistema consumistico come il nostro la vera rivoluzione è il punto 7 "Cambiare approccio sui consumi".
Il singolo cittadino può essere protagonista del cambiamento solo se inverte il senso che viene proposto dal vivere comune. Questo comportamento viene giudicato negativamente dalla morale più comune e dall'economia globale . Se compri una sola macchina in tutta la tua vita usandola parsimoniosamente blocchi l'economia; pochi consumi energetici, di gomme, di parti meccaniche, di incidenti, vanno in fallimento i meccanici, i carrozzieri, i becchini, i medici, le assicurazioni, ecc. Se invece la usi sfruttando tutta la potenza che ti offre il motore, vai a comprare il prezzemolo con la macchina di città e usi il suv per i viaggi ricreativi e vacanzieri, vai a lavoro con una delle due a seconda di come tiìsenti, ecc., ecc., allora l'economia vola. Per pagare tutta questo ben di Dio devi lavorare e se non basta devi speculare, e se non basta devi, devi, ... . Altro paradigma da confutare è quello che afferma l'esigenza di correre e consumare per sollecitare l'evoluzione della civiltà moderna. ? Bho! Sono incapace di intendere cosa vuole affermare.
Però c'è un dato di fatto chi fa la formichina e risparmia è "fuori di testa" non sa vivere. Riutilizzare, riparare, aggiustarsi per risolvere delle problematiche sono cose da... "zingari" ; non me ne vogliano i rom non ho niente contro altre culture diverse dalle mie, ma è una affermazione che il gergo comune usa come dispreggiativo e nella mia stranezza ritengo che questo comportamento sia più umano e normale di quanto ci insegna il sistema moderno della globalizzazione.
renta
22 novembre 2019 alle ore 10:24La Eni ci prende per i fondelli, perchè la loro proposta energetica è tutto un bluff. Quando ci dicono che il futuro è nell'Idrogeno, che produrranno in nord Africa, per trasportarlo da noi, utilizzeranno già le tubazioni sottomarine già esistenti per il gas. 1° ecco la prima "balla", l'Idrogeno necessità tubazioni resistenti alla pressione minima interna di 700bar, oltre a quella della pressione esterna sui tubi dell'acqua marina. 2° L'idrogeno che produrranno è possibile trasportarlo ma insieme al Gas Metano laddove viene estratto, cioè Libia e Algeria. Quindi sarà un mix di carburanti composto da Gas Metano insieme ad una piccola percentuale di Idrogeno max 10%. Vi faccio presente che il Gas Metano bruciandolo emette CO2 quanto gli altri combustibili, quindi anche questo è inquinante.. Quando ci dicono che l'Italia avrà IDROGENODOTTI, sappiate che sarà quanto vi ho appena indicato sopra.
SUSANNE SEITZ
22 novembre 2019 alle ore 11:58VIVO IN UN COMUNE CHE E' STATO DEVASTATO DALLA PRESENZA DI UN'AZIENDA FORTEMENTE INQUINANTE. HO BISOGNO DI SUPPORTO PER POTERLA COMBATTERE, VI E' UNA SORTA DI OMERTA' CHE FA PAURA. CIO' CHE QUALCUNO HA FATTO E' STATO BOICOTTATO ED ARCHIVIATO. CHI PUO' AIUTARMI MI CONTATTI GRAZIE 3480931721
