Obiettivo “Salario minimo”, stop allo sfruttamento dei lavoratori

Salve a tutti, è per me un onore essere Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

È in questo Ministero che è nato uno degli interventi più importanti per tantissime persone e famiglie che erano rimaste indietro: sto parlando del reddito di cittadinanza che permette a milioni di persone di formarsi e di reinserirsi nel mondo del lavoro e soprattutto di uscire dall’ansia di non arrivare a fine mese, di non poter pagare una visita specialistica ai figli, o di non poter mettere a tavola un pasto decente.

Ora dopo aver raggiunto questo obiettivo che, abbiamo sempre considerato importantissimo, il prossimo obiettivo fondamentale, per me, è quello di dare all’Italia un salario minimo orario.

Attualmente nel nostro Paese migliaia di persone lavorano per 3, 4, 5 euro all’ora o hanno contratti capestro. Questa situazione è inaccettabile anche considerando il fatto che in Europa ben 22 Paesi hanno già previsto un salario minimo.

Vorrei ricordare anche insieme a voi l’articolo 36 della Costituzione che afferma: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Qualità del lavoro, esistenza libera e dignitosa, diritto ad una giusta retribuzione: tutto questo non può esistere se ci sono persone che in Italia nel 2019 vengono pagate pochi euro all’ora. Per questo vogliamo introdurre un salario minimo orario collegato alla contrattazione collettiva portata avanti dai sindacati. Parliamo di un salario che non possa in ogni caso essere inferiore alla soglia di dignità stabilita dalla legge.

Fino a poche settimane fa, da senatrice, stavo lavorando ad un disegno di legge che è ormai in dirittura d’arrivo, certamente vogliamo ascoltare tutti quelli che possono dare il loro prezioso contributo. Le parti sociali, le associazioni dei datori di lavoro per avere una legge condivisa con tutti e che rispetti lavoratori e imprese.

Proprio per questo, tale provvedimento sarà accompagnato da due misure che considero altrettanto fondamentali: il taglio del cuneo fiscale, e una legge sulla rappresentanza sindacale.

Indietro non si torna, il salario minimo è fondamentale se vogliamo avere un Paese all’avanguardia, dove i lavoratori, tutti i lavoratori hanno una dignità.

Prima abbiamo messo in sicurezza le persone più in difficoltà con il reddito di cittadinanza e abbiamo puntato sul lavoro stabile con il Decreto Dignità, ora siamo pronti a dare paghe vere ai lavoratori. È finito il tempo dei salari da fame, il lavoro delle persone per noi è una cosa seria, vogliamo tutelarlo e farlo crescere.

Questo è il nostro impegno, così come è per me un’assoluta priorità: la sicurezza sul lavoro. In questi giorni sono purtroppo molto frequenti le notizie di morti sul lavoro in tutta Italia e ho già convocato un tavolo con il Ministero della Salute e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’INAIL per mettere in campo subito un’azione forte.

Grazie a tutti per la vostra attenzione, seguitemi e ci aggiorniamo presto!

 

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