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L'industria plastic free tra economia circolare e opportunità di lavoro
26 settembre 2019 alle ore 10:21•di MoVimento 5 Stelle
La nuova direttiva europea impone il divieto di plastica monouso entro il 2021.
Questo vuol dire che entro quella data, le industrie che producono questa materia dovranno riconvertirsi e produrre piatti, posate, cannucce, aste per palloncini e bastoncini cotonati, giusto per citarne alcuni, con materiali biodegradabili e compostabili.
I materiali plastici, come sappiamo, soprattutto quelli monouso, troppo spesso vanno a finire nei nostri mari.
Prendiamo come esempio una semplice cannuccia: queste vengono utilizzate soltanto una volta e per pochi minuti. Sapete quanto occorre al mare per degradare una cannuccia? 100 anni. Nel frattempo questo oggetto si sminuzza in pezzi sempre più piccoli che vengono poi digeriti dai pesci entrando così nella catena alimentare.
Le cannucce, oggetto innocuo per molti di noi, rappresentano uno dei rifiuti più raccolti sulle nostre coste.
La domanda è: possiamo vivere una vita senza cannucce? Certo. In sostituzione cosa possiamo utilizzare? Qui entra in gioco la ricerca e le nuove metodologie di produzione.
Esistono nuovi materiali capaci di sostituire la plastica. Materiali biodegradabili ed ecologici. Senza necessariamente guardare all'estero, esistono alcune aziende marchigiane, ad esempio, che producono da anni cannucce di bamboo o di paglia.
Lo sapevate? Se proprio non possiamo farne a meno, ecco trovata la soluzione!
Dobbiamo abituarci al fatto che il nostro pianeta è in affanno sotto il profilo ambientale e talvolta basta modificare alcune piccole (malsane) abitudini per contribuire a salvarlo.
La bufala del “meno plastica, meno posti di lavori” non regge. L'industria si sta sempre più specializzando nella produzione di prodotti senza plastica.
Sempre per citare il nostro Paese, uno dei più grandi marchi di gelato ha iniziato a utilizzare materiali naturali e biodegradabili per l'inscatolamento.
Per gli pneumatici, esistono aziende capaci di ricavare dalla materia sostanze per fare campi da calcio, asfalto per strade, insonorizzazione per edifici e pavimenti.
Il nostro Paese si sta specializzando sempre più nella produzione di nuovi materiali. Molte aziende stanno cambiando paradigma, abbracciando quello dell'economia circolare, seguendo le nuove direttrici della ricerca e della sostenibilità.
Ricerca vuol dire sviluppo e quest'ultimo posti di lavoro. Queste sono le nuove direttive che il mercato dovrà seguire.
Commenti (7)
Caterina Rogani
26 settembre 2019 alle ore 11:46Federica Bertocchini aveva scoperto una larva "mangiaplastica".
La notizia, diffusa da Beppe Grillo, mi era sembrata splendida. E' stata accertata?
Se la scoperta fosse vera, il Movimento dovrebbe attivare e finanziare al più presto una task force di ricercatori scientifici qualificati per produrne grandi quantità e far lavorare questi "vermetti" in strutture ermetiche in cui riversare i materiali in plastica ottenuti dalla raccolta differenziata.
Qualche studioso del settore può darci notizie?
federico_2
26 settembre 2019 alle ore 13:43Notizia che emerge sulla stampa ogni tre o quattro anni .. e ci sono decine di plastiche diverse ... che richiedono batteri diversi ... adesso pare che ne abbiano trovato uno che scompone i PFA ( se ti dico cosa sono ti spaventi ) ... per ora applicazioni limitate
Adriano Bianchi
27 settembre 2019 alle ore 14:37Sì, penso che ci siano scienziati del genere, soprattutto perché ci sono molte startup con argomenti simili, ma gli stessi piatti degradabili hanno guadagnato molta popolarità nell'Europa orientale.
Antonio Valentini
26 settembre 2019 alle ore 12:23Secondo me dobbiamo produrre meno di tutto, non solo la plastica. Ogni cosa che produciamo, produce a sua volta residui, scorie e inquinamento mettiamocelo in testa. Inoltre si devono produrre materiali quanto più possibile standardizzati; non possiamo continuare decine di tipi di plastica diversi tra loro (che a loro volta hanno modi di riciclaggio diversi). Idem per quanto riguarda altri materiali.
Siamo troppi (e in crescita) e abbiamo troppe esigenze, questo è il punto.
federico_2
26 settembre 2019 alle ore 13:36Esatto ... il problema è che siamo troppi ed abbiamo sempre più esigenze ... senza contare i paesi sottosviluppati dover le donne fanno sette od otto figli ... ci sarà da ridere fra pochi anni ... in quanto alla plastica mono - uso che problema c'è ...la prossima volta in ospedale ti fanno una iniezione con la stessa siringa che hanno usato per un drogato dieci minuti prima ...
In quanto alla cretinata della economia circolare ... fa solo ridere ... viene da riflettere sul suffragio universale ... se la maggioranza non capisce e di cosa parla ... si fa incantare da delle frescacce orrende e può obbligare la politica a delle scelte disastrose.
Un cittadino
26 settembre 2019 alle ore 22:06Change your World....
Spalviero59
27 settembre 2019 alle ore 09:37Salvini con le legge elettorali non si mangia, non mi sono mai interessato di legge elettorali , ìl ‘importante che il popolo possa andare a votare, oggi sembra che il suo unico ed solo motivo di sopravvivenza e quello di poter cambiare la legge elettorale

