

Verso un'agricoltura plastic free
9 settembre 2019 alle ore 15:47•di MoVimento 5 Stelle
Anche l’agricoltura, come gli altri settori produttivi, si sta interrogando sul proprio impatto sull’ambiente, dall’uso della chimica al ricorso alle fonti energetiche fossili fino all’utilizzo massiccio della plastica, in gran parte usa e getta.
Già, perché spesso non si riflette su quanto la plastica sia presente in questo settore, da quella utilizzata per le serre a quella della pacciamatura, dai serbatoi alle tubazioni per l’irrigazione, dalle corde ai vasi alle cassette e su su fino agli imballaggi in cui troviamo confezionate frutta e verdura nei banchi dei supermercati.
Anche in questo ambito però la campagna plastic free ha fatto breccia perché i consumatori cominciano a premiare – almeno sugli scaffali del supermercato – quelle imprese agricole che mostrano attenzione per l’ambiente e riducono a tutti i livelli l’impatto ambientale dei loro prodotti. Basta pensare che, secondo alcune stime, ogni anno si vendono 500 milioni di vasi di plastica e vassoi per semi, che impiegano fino a 450 anni per biodegradarsi.
L’Italia è pioniera, ad esempio, nella sperimentazione del ricorso a plastiche derivanti da materiali organici nella pacciamatura, vale a dire la copertura del terreno con materiali che impediscano la crescita di erbe infestanti. Se molti agricoltori già fanno ricorso a vecchi cartoni, legna essiccata e altre soluzioni fai da te, recentemente FederBio e Assobioplastiche hanno siglato un protocollo di intesa per favorire l'impiego di “bioteli” degradabili e compostabili in agricoltura biologica. Questi teli certificati da uno standard europeo si decompongono in un paio d’anni senza lasciare, come avviene per i teli “tradizionali” tracce di microplastiche nel terreno. In questo modo si uniscono i benefici offerti dalla “chimica zero” delle colture bio quelli offerti da materiali che non contaminano il terreno e anzi lo nutrono.
Molto interessante, per restare in Italia, anche il progetto Pha-star, che grazie a un intenso lavoro di ricerca ha sviluppato dei biopolimeri utilizzando sottoprodotti di scarto della filiera lattiero-casearia lombarda. I ricercatori hanno realizzato plastiche biodegradibili con l’utilizzo di microgranuli ottenuti dalla fermentazione batterica alimentata dal siero di latte, in parte scartato dalla filiera industriale come rifiuto speciale. Quello che quindi rappresentava uno scarto e un costo in fase di smaltimento diventa un nuovo materiale, un prodotto da utilizzare in agricoltura e non solo. Un perfetto esempio di economia circolare.
Ma gli esempi di applicazione del plastic free sono tanti in Italia e in giro per il mondo. Si pensi ai tanti agricoltori che hanno abolito il ricorso ai legacci di plastica in agricoltura, utilizzando cordini in fibra naturale o addirittura completamente biodegradabili e compostabili.
Anche sull’irrigazione è in corso una forte riflessione, soprattutto finalizzata a eliminare i tubi di irrigazione usa e getta, puntando sulle nuove tecnologie, sulla cosiddetta agricoltura di precisione e in alcuni casi sull’irrigazione che fa prevalente o esclusivo ricorso all’acqua piovana, risparmiando dunque allo stesso tempo acqua e plastica grazie all’utilizzo dell'umidità residua del terreno durante la stagione secca.
Le alternative dunque ci sono e si fanno sempre più strada, soprattutto grazie alla sempre più diffusa disponibilità di bioplastiche. Vasi, contenitori per semi e germogli e gli stessi prodotti messi sul mercato sostituiscono la plastica usa e getta derivante dal petrolio con materiali biodegradabili e compostabili, ancora meglio se prodotti con scarti e non con vegetali destinati all’alimentazione.
Così anche l’agricoltura riduce la sua impronta ecologica all’insegna del plastic free.


Commenti (49)
Andrea Xxl
9 settembre 2019 alle ore 16:39Coltivare un ettaro di pomodori costa mediamente € 11,100/11,500
Produzione x ettaro 900/1,100 quintali
Prezzo di vendita del pomodoro lungo da industria 0,10 kg
Prima di riempirti la bocca di stupidaggini, preoccupatevi di far guadagnare la loro vita a contadini e braccianti,
Andrea Xxl
9 settembre 2019 alle ore 16:40€ 0,10 al kg.......
Alighione Alighieri
9 settembre 2019 alle ore 18:34Indegno d'un Paese civile: a questo punto, lo Stato dovrebbe intervenire fissando un minimo al produttore ed imponendo un controllo serrato di tutta la filiera, dalla produzione sino alla vendita al minuto......
Andrea Xxl
9 settembre 2019 alle ore 21:25Da qui il motivo del perché le paghe dei braccianti sono basse, ma possiamo farne una colpa ai contadini che a stento arrivano a poterli pagare?
Oppure dovremmo incriminate chi frutta l'agricoltore tutti x arricchirsi.
Giulio Bornacin
9 settembre 2019 alle ore 19:16Tra il 1960 ed il 1980 la popolazione mondiale è passata da circa 3 miliardi a 4,5 miliardi. Oggi abbiamo abbondantemente superato i 7 miliardi e nel prossimo ventennio supereremo i9 miliardi e ci incammineremo rapidissimamente verso i 10. Questo è il principale problema globale. L'agricoltura è riuscita a sfamere una parte dlla popolazione mondiale attraverso la prima rivoluzione verde (introducendo fertilizzanti, pesticidi, erbicidi ecc.) contraddicendo la previsioni di Maltus (1766-1834) che ipotizzava la carenza di cibo a partire dagli inizi del 900. Ora però margini per una nuova rivoluzione verde non ci sono più, considerando anche gli OGM. Con la crescita della popolazione avremo carenza di cibo, di suolo, di acqua. L'inquinamento sarà ineliminabile (pensiamo che circa il 70% della popolazione mondiale non ha standard adeguati di vita: cibo, casa, salute, istruzione, mobilità ecc). La green economy non è la soluzione. Si potrà fare per nicchie di popolazioni ricche in Europa ed in nord America ma non potrà intaccare le conseguenze di 10 miliardi di persone che vogliono vivere meglio di come vivono oggi. L'obiettivo è un pianeta con 5 miliardi di persone, che lavorano, che hanno una vita felice e sicura. Qualcuno ha idea di cosa possono significare 3/4 miliardi di auto elettriche?
Prima di lanciare campagne ad effetto ma di scarsa fattibilità concentiamoci sui principali fattori di rischio: 1° Raccolta dei rifiuti. Non parlo dell'Africa, dell'India, della Cina o del sud America, parlo dell'Italia. Ci sono regioni intere in qui la raccolta dei rifiuti funziona male ed è causa di emergenze. Nonostante il costo di smaltimento tra i più elevati d'Europa ed ovviamente del mondo. Lo smaltimento di un Kg di rifiuti speciali in Italia costa circa il doppo dello stesso servizio in Germania e questi rifiuti finiscono poi in discariche abusive o nella terra dei fuochi che si stà estendendo anche al nord. Facciamo bene le cose fondamentali.
gabrin1234
10 settembre 2019 alle ore 00:02FederBio, assobioplastiche, pha-star ... ora cosa fate la pubblicità occulta?
Marta Buscioni
10 settembre 2019 alle ore 01:46E tu invece produci plastica o prodotti chimici, che ti preoccupi della diffusione delle alternative? Io credo anzi che la politica dovrebbe essere molto più decisa nel guidare e OBBLIGARE alla transizione ecologica piuttosto che, come in questo caso, constatare con piacere la diffusione di buone pratiche!
Monica Guidetti
10 settembre 2019 alle ore 08:35Ma che pubblicità occulta!!!
Ma informati prima di parlare.
paola f
10 settembre 2019 alle ore 06:41ce la facciamo a bandire totalmente i pesticidi o contiamo meno di Bayer Monsanto... subiamo veleni in dose massiccia iniziamo a liberare la filiera agricola rendendo l'Italia tutta biologia, detassando chi si certifica bio e aumentare le tasse sui fitofarmaci e a chi li utilizza
Old
10 settembre 2019 alle ore 12:23ci sono più finti bio che veri.
Es.: basta una frasetta, tipo "condizioni meteorologiche permettendo" che trovi latte da mucche al pascolo" (incentivato in base agli ettari ) che non sono mai uscite da stalla !
Basta leggi con scappatoie che diventano autostrade per i furbastri !
Beppe
10 settembre 2019 alle ore 07:56Liberi dalla plastica, magari fosse vero, ma prima liberateci da inutili inglesismi.
Senz'altro anche il mondo agricolo può e deve contribuire a rendere il territorio più pulito, ma se la politica non fa la sua parte e non imporrà delle regole comportamentali adeguate, non serviranno a nulla le belle iniziative individuali di imprese, cittadini o le campagne pubblicitarie contro le nostre cattive abitudini.
Per i facili guadagni o perché costretti dalle difficoltà economiche, le persone sceglieranno sempre il materiale economicamente più conveniente come la plastica che dà risultati immediati ma che compromettera' in negativo il nostro futuro.
Certo, le belle storie ci permettono di credere di aver fatto il necessario ma la realtà è ben altra cosa,
Perciò incominciamo a curare la testa cioè il "settore politico" liberandolo senza ulteriori indugi dai bugiardi, dal conflitto di interessi, dalle lobby e dalla corruzione.
Per effetto di detta "bonifica" il nostro paese in breve tempo potrà poi essere certificato anche: libero dalla plastica.
Andrea Xxl
10 settembre 2019 alle ore 09:07Concordo............
AntonioDL
10 settembre 2019 alle ore 11:18Scusa ma se sostieni che "le persone sceglieranno sempre il materiale economicamente più conveniente" allora abbiamo un enorme problema anche al nostro livello, non solo al livello politico.
Anche perchè la tua frase è errata: la gente crede che sia economicamente vantaggioso se calcola solo i due centesimi di oggi, non i miliardi di europ che domani dovremo spendere per riparare ai danni dell'ambiente.
Quindi è corretto lavorare su tutti i piani, soprattutto per evitare la sensazione che i colpevoli sono sempre gli altri e che noli abbiamo fatto scelte obbligate e non potevamo fare altrimenti.
Perchè in questo paese dobbiamo sempre aspettare che ci siano imposte le regole dall'alto invece di metterci del nostro? Le regole imposte non hanno nessuna efficacia o molto limitata.
Se la mentalità non fosse questa i bordi delle strade sarebbero puliti e non pieni di rifiuti, i beni pubblici efficienti e non massacrati e vandalizzati, la corruzione non esisterebbe e così via.
IL problema è il basso, non l'alto, è il poplo non i governanti (eletti peraltro dal popolo).....
Andrea Xxl
10 settembre 2019 alle ore 09:06Dispiace constatare che i più convinti ecologisti della domenica non sanno neppure di cosa parlano, tutti bravi con il culo degli altri.
tonina
10 settembre 2019 alle ore 11:17sicuramente con la nuova ministra sarà del tutto impossibile cercare di fare questo
Old
10 settembre 2019 alle ore 12:18l'attenzione sulla plastica ormai mi sembra ben avviata. non altrettanto il discorso sui prodotti usati come diserbanti, fertilizzanti, anticrittogamici, ogm, antibiotici per piante, ormoni negli animali, finti prodotti bio, ecc. , seguono poi diversi tipi di inquinamento : una volta si classificavano come dell'aria, dell'acqua e del suolo dove la scienza vera fatica ad imporsi ai forti interessi economici che possono finanziare e avere customer testimonials a piacere.
Paola F
10 settembre 2019 alle ore 12:53Siamo già in crisi con la Bellanova sul CETA
Marina Capri
10 settembre 2019 alle ore 13:24Della plastica parlate sempre, ma non degli allevamenti che sono tra i settori più inquinanti e causa dei cambiamenti climatici. Eppure Grillo ne parla spesso sul suo blog, l'ONU ha invitato recentemente ad abbandonare la dieta carnea nel rapporto IPCC 2019, ma sul blog delle stelle mai una parola!!! Eppure l'industria della carne oltre che inquinante è anche crudele perché vive dello sfruttamento e morte di altri esseri viventi, senzienti e coscienti che vengono fatti nascere appositamente a miliardi!!! Vergogna!!!!
http://www.beppegrillo.it/carne-e-prodotti-caseari-maggiori-inquinatori-del-mondo/
Enzo Malerba
10 settembre 2019 alle ore 14:24Certamente ci sono molti allevamenti gestiti in modo criminale, dei quali il M5S dovrebbe fermamente occuparsi. -- - Però ci dobbiamo ricordare che siamo in 7 miliardi.
L'alimentazione solamente vegetariana non basterebbe.
Mi sembra di capire che preferireste far morire di fame 3 o 4 miardi di persone.
A mio parere dobbiamo continuare a mangiare carne, organizzando però la produzione di carne nel modo più sostenibile e umano possibili.
Noi umani siamo onnivori fin dalla nostra prima comparsa su questa terra.
Marina Capri
10 settembre 2019 alle ore 13:43Prendete esempio dalla Germania e da altri Paesi del Nord Europa, occorre tassare il consumo di carne, perché non parlate mai di questa industria dannosa e CRUDELE? Possibile che gli animali da tutelare per voi sono solo i cani e non gli altri, ad es. i maiali che sono anche più intelligenti dei cani? Perché questa differenza di trattamento? Non è un'ingiustizia?
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/30/la-germania-tassa-la-carne-per-aiutare-ambiente-e-allevatori-qui-invece-ancora-nulla/5419180/
Enzo Malerba
10 settembre 2019 alle ore 14:30Purtroppo i maiali sono anche più intelligenti di me.
grazi
10 settembre 2019 alle ore 18:02Pensi che in molti paesi con culture diverse dalla nostra, si mangiano cani, gatti, serpenti, insetti etc.
Io penso che il bello dell'umanità è la varietà di usi e costumi, anche se personalmente alcuni non riesco ad accettarli, ma non posso dire quali perché sarei accusato dai " soliti noti" di chissà quali ...fobie, le varie radici aggiungetele a vostro uso e consumo.
Andrea Xxl
10 settembre 2019 alle ore 16:03Una domanda che rivolgo ai vegani, è ai protezionismo senza se e senza ma
Mosche zanzare moscerini vespe calabroni topi ratti pidocchi zecche e tanti altri simpatici animaletti quando li incontrate nelle vostre case nei vostri capelli nei vostri piatti vi premunite di non danneggiarli ferendoli o addirittura uccidendoli?
Così tanto x sapere, grazie.
Giuseppe Ferruzzi
10 settembre 2019 alle ore 20:48Per la legge è illegale uccidere qualsiasi animale, quindi anche gli insetti se non vi è una valida ragione per farlo, e l'igiene è considerata una valida ragione. Pertanto se hai i pidocchi nei capelli è lecito uccidere i pidocchi.
Andrea Xxl
10 settembre 2019 alle ore 21:41Pertanto in base alla ragione valida anche il mangiar carne almeno una volta alla settimana è necessaria,
Perché se partiamo dal principio che tutte le creature viventi sono sacrosante dovremmo considerare che anche tutti i vegetali hanno una loro sensibilità, e l'esempio più calzante lo possiamo vedere in una pianta di facile reperimento, la mimosa pudica.
Giuseppe Ferruzzi
11 settembre 2019 alle ore 01:04La questione non è sul piano della sensibilità ma dell'intelligenza. Se tuttavia si pensa di avere la stessa sensibilità di un albero allora tutto può diventare lecito.
Andrea Xxl
11 settembre 2019 alle ore 09:11Sul piano dell'intelligenza quale? Quella umana, quella del regno animale o quella della fauna e flora?
Un uso eccessivo di carne e pesce è certamente da condannare ma non da escludere a priori, come derattizzare una casa o eliminare i pidocchi dai capelli come eliminare mosche e zanzare blatte e scarafaggi,
L'uomo è un mammifero onnivoro, i nostri denti canini ce lo ricordano,
Inoltre, a mio Modesto parere le filosofia vegana è assurda e ipocrita,
Una filosofia cieca e pure dannosa x chi la pratica,
Come poter credere che i vegetali che vengono usati non siano causa di morte e distruzione di esseri che di essi si nutrono.
Marina Capri
12 settembre 2019 alle ore 14:59Andrea Xxl, chi fa una scelta vegan in genere è per motivi etici, cioè non danneggiare altri esseri viventi e l'ambiente in cui viviamo. I vegani non pretendono di essere perfetti, così la sofferenza di altri esseri viventi non può essere del tutto eliminata, ma limitata si. Gli animali che mangiamo sono muniti come noi umani di un sistema nervoso centrale che gli trasmette stimoli e sensazioni di gioia e dolore. Di questo siamo sicuri, dei moscerini no. Cominciamo quindi a non togliere la vita agli animali i cui cadaveri vengono venduti come cibo, già sarebbe tanto.
grazi
10 settembre 2019 alle ore 18:10Penso che il problema non sia "la plastica" in sé, ma la cattiva gestione dalla produzione al recupero. Si è proprio il recupero che non funziona e non funziona perché chi amministra l' Italia, difende gli interessi delle discariche incontrollate/ mal gestite e dello smaltimento verso altri paesi del cosiddetto "tal quale", ovvero" raccolta a casaccio e spedita nei civili paesi nord europei che riescono a bruciarla con poco inquinamento.
Ivano
11 settembre 2019 alle ore 12:43Come fanno i 5 Cazzaniga a roma
Old
11 settembre 2019 alle ore 22:43beh, la plastica si può riciclare. non tutto il resto però. comunque condivido che le filiere dello smaltimento dei rifiuti non siano trasparenti.
Giuseppe
11 settembre 2019 alle ore 13:20Grande il movimento !!! Vuole migliorare L agricoltura .., ma la signora Bellanova vuole far invadere L Italia dal grano canadese.... mon si cosa farete con il CETA ??? Io son convinto che tradirete gli agricoltori italiani come avete già fatto con chi vi ha votato
Old
11 settembre 2019 alle ore 17:36Il ministro Bellanova non fermerà forse i pesticidi e le miscele con grano canadese col marchio made in italy. Forse i bio continueranno a giocare sulle definizioni ecc. ecc. (ma non è detto).
Credo che se ferma il caporalato dei braccianti e libera la nostra agricoltura dai vari schiavi ,
avrà tutto il mio plauso.
Forza ministro Bellanova da un votante 5stelle !
Andrea Xxl
11 settembre 2019 alle ore 22:52Old
X fermare il caporalato dei braccianti basta mettere il coltivare in condizioni di poter pagare la manodopera al giusto prezzo, e x far questo bisogna che la smettiamo di acquistare prodotti che non siano italiani.
Old
13 settembre 2019 alle ore 16:40io compro alimenti solo italiani. però il made in italy è difettoso, ---se almeno due fasi di lavorazione si sono svolte in Italia--- capisci che il buco è immenso. Solo un 100% italiano può dare trasparenza.
caruso paolo
11 settembre 2019 alle ore 17:28Mentre il presente è già passato, e il futuro è già il presente, il mondo resta costantemente ingabbiato in una molteplicità di interessi che esulano dalle vere necessità dell'uomo. Come recitava il testo di una vecchia canzone degli anni sessanta, "Il potere e il denaro sono trappole mortali che per tanto e tanto tempo han funzionato", oggi più che mai questi continuano a incidere pesantemente nella vita dell'essere umano, condizionandone l'esistenza e quindi le proprie scelte. Il materialismo più sfrenato si è impossessato dell'animo umano con i suoi valori, sostituendo l'etica con il profitto, il bene comune con il proprio Ego, e l'egoismo più esasperante. Gli interessi economici, la cosiddetta globalizzazione, l'estremo sfruttamento di risorse del pianeta, la deforestazione della Amazzonia, l'inquinamento terrestre con la plastificazione anche di vaste aree marine, costituiscono di per se un tragico esempio della condotta irresponsabile e della cecità dell'uomo nel gestire l'ecosistema, la biodiversità, mettendo a rischio anche la stessa sopravvivenza della specie. I molteplici focolai di guerra che infiammano diversi territori, le instabilità politiche in vari paesi, sono tutte riconducibili prevalentemente a interessi economici legati al sistema geo politico delle multinazionali, interpretazione moderna del neocolonialismo del terzo millennio. La ricchezza dei popoli della terra concentrata in poche mani, spesso in uomini senza scrupoli, rappresenta efficacemente l'antica concezione della condizione umana di "Homo homini lupus". La politica intesa come governo della polis ha cambiato identità di rappresentanza, non più il popolo sovrano bensì l'alta finanza che riesce a condizionare i programmi di governo di ogni singolo stato. Paolo Caruso
Old
11 settembre 2019 alle ore 22:37se è tutta farina del tuo sacco, complimenti vivissimi !
Anna Maria Pesciallo
11 settembre 2019 alle ore 19:02https://www.youtube.com/watch?v=g8XtYeUTXmA
Alessandro Poggi
13 settembre 2019 alle ore 11:17Hai postato il discorso di uno al quale bisognerebbe togliere il vino. La colpa sarebbe stata dell'ex ministro Trenta. Buttiamo li un Soros, che ci sta sempre bene, credendo di aver salvato la faccia del
penoso Cazzaro Verde. Non é così che si leggono gli eventi della crisi di governo, che Salvini ha creato,
rispolverando il cadavere del PD.
Alessio Nisticò
11 settembre 2019 alle ore 21:58Ma ci state prendendo proprio per il cubo???
La vostra nuova amica Bellanova apre a OGM e rilancia il CETA...
Voi raccontate storie e il PD fotte il Paese!
Vergogna! Non è per questo che vi abbiamo votato!
https://ilsalvagente.it/2019/09/11/agricoltura-la-neo-ministra-bellanova-apre-agli-ogm-e-al-ceta/
Sandro S.
12 settembre 2019 alle ore 01:17Non dobbiamo assolutamente ratificare il CETA con il Canada, né proseguire discussioni su futuri accordi del genere come il TTIP con gli Usa. Stoppate subito la ministra Bellanova, il cui problema non è l'aspetto fisico ma i suoi propositi. Aiutatemi a bombardare il blog su questo argomento. Basta scrivere No CETA, no TTIP.
Il M5S è sempre stato contrario ad accordi che permetteranno a tribunali internazionali privati di invalidare leggi dello Stato, se queste volessero introdurre o mentenere, ad esempio, controlli sugli alimenti, o norme sugli scambi commerciali, o sui diritti dei lavoratori, considerate da detti tribunali lesive della libera concorrenza.
Tutto ciò ipocritamente spacciato come desiderio di difendere il Parmigiano Reggiano dalla contraffazione. il Parmigiano Reggiano si difende da sé, chi compra il "Parmesan", sa benissimo che è un prodotto scadente, e comunque, anche se ci fossero realmente dei vantaggi per qualche azienda italiana, non si può per questo accettare di essere inondati dai prodotti carichi di pesticidi (o col pesticida incorporato nelle cellule, prodotto dal gene del Bacillus T., come avviene per il mais transgenico) che costituiscono la quasi totalità della produzione di Canada e Usa.
Marina Capri
12 settembre 2019 alle ore 14:46NO CETA, NO TTP, attenti alla Ministra Bellanova!!!
Sandro S.
12 settembre 2019 alle ore 19:23Grazie Marina, insistiamo, non deve passare questa cosa. No CETA, no TTIP!!! Se no annamose a ripone.
Sandro S.
13 settembre 2019 alle ore 08:13CETA significa: prodotti canadesi senza origine dichiarata nell'etichetta, coltivati con un solo agricoltore pilota di aereo ogni 500 ettari, che irrora le colture di pesticidi ogni settimana, invaderanno i nostri mercati. Eventuali leggi sulle etichettature, o divieti sull'uso di pesticidi (ad es. il Glifosato) verranno invalidati da tribunali privati internazonali, incaricati di vigilare il rispetto degli accordi.
TTIP significa: la stessa cosa nei confronti degli Usa.
Questi due Stati non sono certo virtuosi, vorrei solo ricordare che sono GLI UNICI AL MONDO che non hanno MAI firmato alcun accordo sul clima. Vorrei solo ricordare che in Europa esiste il principio di precauzione, prima di immetere un veleno nell'ambiente, in America no. Il ricatto che viene fatto dai suddetti paesi canaglia, ossia "o facciamo CETA e TTIP, oppure permetto a tutti di contraffare i vostri prodotti, ad esempio il parmigiano", è solo un aggravante, non va accettato, andrebbe denunciato al WTO (boni quelli... lasciamo perde..)
Questa questione è più identitaria della TAV, non possiamo mollare su questo, altrimenti andiamo a casa.
Alessandro Poggi
13 settembre 2019 alle ore 10:35Figurarsi se la Bellanova non si fiondava subito sul CETA, fatto passare a suo tempo da FI-PD. Come il TTIP, é un accordo contrario al nostro Paese e alla nostra Agricoltura. Col PD salteranno fuori tutti gli scheletri dagli armadi dei cazzari che si sono succeduti, fino al disastro ecologico creato dal Cazzaro di Rignano.
Non sono affatto alternativi a loro stessi, esattamente come la Lega. E hanno bisogno di soldi, tanti soldi...
Artù
13 settembre 2019 alle ore 11:00Bellanova divenne una delle più strenue sostenitrici del Jobs Act e della riforma dell’articolo 18, cambiando posizione rispetto a quando, quasi 15 anni prima, aveva lottato da sindacalista CGIL contro la sua abolizione da parte del governo Berlusconi. Per queste ragioni, da allora Bellanova è accusata da molti a sinistra di essere una traditrice della causa sindacale.
RENZIANA DI FERRO.......
Giovanna Taddeo
13 settembre 2019 alle ore 11:53Bene, ma oltre il plastic free, il programma del nuovo governo Conte 2 parla di agricoltura sostenibile, e incentivo a quella biologica con evidente qualità sulle nostre tavole. Ma la ministra Bellanova, con la sua volontà decisa (e pare essere un tipo che vuole che vuole, individualmente...) non si rende conto che è stata designata ministro dell'agricoltura in un governo che ha un certo chiaro programma, anche su questo settore, visto che vuole a tutti i costi la ratifica dello scellerato trattato CETA, con tutte le sue conseguenze, sulla salute degli alimenti (il grano duro in primis trattato con il glifosato...) a quelle giuridiche se un Paese che ha ratificato si oppone ad alcuni dei suoi prodotti, la cui tracciabilità è inesistente. Mi auguro, per la durata di questo governo e per un futuro di elezioni che il tema della qualità prodotti agricoli e alimentari sia difeso a spada tratta. I cittadini sono molto sensibili al riguardo.
Caruso Paolo
13 settembre 2019 alle ore 12:28grazie Old per i complimenti espressi al mio articolo del 11/settembre, ma ti confermo che l'articolo a firma Paolo Caruso è proprio farina del mio sacco. Purtroppo se molti intervenissero sul blog con argomenti interessanti per un sano dibattito e non con commenti arroganti e privi di qualsiasi interesse, spesso anche offensivi, si avrebbe un blog con veri contenuti costruttivi. Paolo Caruso (Palermo)
Domenico, elettore M5S
13 settembre 2019 alle ore 16:44Plastic free!? e secondo voi basta questo?
Dovreste impedire l'uso dei pesticidi e fare una legge che obblighi solo coltivazioni biologiche in Italia. Questa sarebbe una rivoluzione con i fiocchi, altro che plastic free. Avreste milionate e milionate di cittadini che vi appoggeranno questa scelta. Non fatevi infinocchiare dal CETA e dal pd!
