
La cittadinanza europea. La sfida dell'educazione
10 maggio 2019 alle ore 16:56•di Barbara Floridia
Ieri, 9 maggio, si celebravano la Festa dell'Europa e la Giornata della memoria per le vittime del terrorismo. Questa coincidenza è estremamente significativa.
Il 17 marzo 2015, poche settimane dopo gli attacchi terroristici di Parigi e Copenaghen, il Comitato dei Ministri dell'Istruzione degli Stati membri dell'Unione Europea e i membri della Commissione europea per l'educazione, la cultura, i giovani e lo sport si riuniscono a Parigi per reagire agli atti di violenza invocando l’istruzione come strumento prioritario di difesa e condivisione dei valori fondativi dell’Unione Europea.
La Dichiarazione che in quella occasione viene sottoscritta è un appello, anzi un impegno, ad agire a livello europeo, nazionale, regionale e locale per rafforzare il ruolo dell'istruzione nel promuovere la cittadinanza democratica basata sui valori comuni di dignità umana, libertà, uguaglianza, giustizia, tolleranza e non discriminazione (Declaration on Promoting Citizenship and the Common Values of Freedom, Tolerance and Non-discrimination through Education).
Si tratta di una professione di fede nel momento più buio: credere nell'azione insostituibile dell'educazione, a partire da quella dei giovani, per permettere loro di sconfiggere ogni forma di violenza e dare forma a un futuro migliore come cittadini responsabili, informati e capaci di pensare in modo critico.
L'incontro del 2015, nato dall'urgenza di reagire al dramma della violenza cieca che ha ferito l'Europa, fa emergere istanze che abbiamo ancora oggi necessità di affrontare: riaffermare con forza i valori umani, civili e di pace sui quali si fonda la comunità europea, nata sulle ceneri dei due conflitti bellici e dei milioni di vittime degli scontri armati e dei campi di sterminio.
Nella lunga e turbolenta gestazione politica del Vecchio Continente il comune denominatore tra i popoli oltre all'identità cristiana è sempre stata la cultura umanistica e a quella dobbiamo fare appello.
Non possiamo negare che, ancora oggi, alcune forme di conflitto tra Paesi europei non sono scomparse del tutto ma hanno solo cambiato forma trasformandosi in trappole finanziarie e ricatti economici. Non dobbiamo permettere che questi comportamenti e sentimenti vengano nutriti e che minino il sogno europeo.
Il contesto attuale pone sfide importanti: criticità socio-economiche, estremismo violento e mancanza di fiducia nei processi democratici e, per poter costruire una cittadinanza europea che non sia solo nominale ma che sia elemento aggregante e pacificatore, gli unici strumenti efficaci sono la cultura e l'istruzione.
Avere realizzato l'Eurozona ma non l'Europa è stato un grave errore. Ma possiamo porvi rimedio.
Per costruire l'Europa, così come noi l'abbiamo sognata, è necessario formare cittadini europei che siano in grado di attuare concretamente attraverso la partecipazione politica azioni frutto dei principi ispiratori dell'Unione Europea.
Se vogliamo una società più giusta dove le disuguaglianze di genere, razza e classe sociale vengano eliminate, dove la solidarietà diventi prassi e il rispetto della legge consuetudine, prima ancora che imposizione, non possiamo che partire dalla Scuola e dalle agenzie formative e i contesti di apprendimento informale che la affiancano.
Il dibattito internazionale sull'insegnamento della cittadinanza è ampio e ben documentato. L'Italia è ancora incredibilmente indietro, per questo il Movimento 5 Stelle si è fatto promotore di un disegno di legge che introduce nelle scuole di ogni ordine e grado l'insegnamento della Cittadinanza responsabile e della Costituzione, ma è anche impegnato in prima linea nell'aggiornamento delle istituzioni educative sulla cultura digitale e nella sua diffusione tra gli adulti (a cominciare dai progetti E_learning e Open Academy portati avanti sulla piattaforma Rousseau).
Educare alla cittadinanza significa insegnare ai giovani a sentirsi parte di una comunità, verso la quale agire in modo responsabile. Comunità è una parola meravigliosa e potente. Il Movimento 5 Stelle nasce dal bisogno di comunità, dalla voglia di partecipare e sentirsi parte di un progetto più grande, così grande da poter incidere sulla politica di un Paese e cambiarne radicalmente la rotta. E la stiamo cambiando anche prendendo dall'Europa ciò che funziona, con umiltà: il reddito di cittadinanza e il salario minimo per esempio sono misure di equità sociale che già ci sono in altri Paesi europei, e di cui finalmente anche gli italiani potranno beneficiare. Ma vogliamo andare anche oltre estendendo il salario minimo a tutti gli Stati membri per evitare la concorrenza sleale nel mercato del lavoro europeo.
Sappiamo che aggiornarsi e formarsi lungo tutto l'arco della vita oggi è necessario, per questo abbiamo promosso politiche attive del lavoro che si basano sull'aggiornamento professionale e sulla formazione come il Reddito di Cittadinanza.
Il Movimento 5 Stelle mettendo a disposizione dei suoi attivisti e di tutti i cittadini risorse didattiche aperte e on line su Rousseau, organizzando i Villaggi e i City Lab, che sono occasioni per informarsi e formarsi, mette al centro della propria azione politica la formazione alla cittadinanza. Il progetto più ambizioso che il Movimento ad oggi è riuscito a realizzare è stata la costruzione di una comunità politica informata e competente che ha saputo prendere in mano le istituzioni repubblicane e sostituirsi a una classe dirigente marcia e inadeguata. Al Governo del Paese semplici cittadini forti delle proprie idee, valori e capacità stanno riprogettando il modo di fare politica e l'agenda delle priorità. Questo è quello che il Movimento andrà a fare in Europa partendo dagli stessi presupposti.
Siamo figli di una cultura europea che abbiamo assorbito senza accorgercene ai tempi dell'università, dei progetti Erasmus, dei primi viaggi nelle capitali del continente senza passaporto.
Abbiamo il sogno e il bisogno di sentirci europei, di nuovo, anzi, per la prima volta. Vogliamo innamorarci della cittadinanza europea che è stata, e vogliamo torni ad essere, il sogno della nostra generazione. Un sogno fatto di appartenenza ad un continente antico, fatto di bellezza e cultura ma anche giustizia sociale.
L'Europa, quella nella quale crediamo fortemente, deve reggersi in nome di quei principi ispiratori che ne sostengano il progetto politico originale che non è stato ancora realizzato.
Commenti (33)
Fabrizio
10 maggio 2019 alle ore 18:14Cittadino Europeo? Io sono cittadino italiano. Non vi voto più.
Francesco Benedetti
10 maggio 2019 alle ore 18:22Bellissime considerazioni e proposte. Da meditare e diffondere, per un futuro migliore per tutti, che liberi la cultura europea dallo sfrenato egoismo economico e dalla distruttiva ipocrisia maschilista dell' "homo sapiens" (?) fortemente radicata nel nostro DNA. saluti e ringraziamenti da Comindo.
Alessio
10 maggio 2019 alle ore 19:37Quanta acqua è passata sotto i ponti.
Da quando chiedevate giustamente il referendum sull'euro.
Andrea Xxl
10 maggio 2019 alle ore 21:05Ma quale europa?
Quella che ci ha ridotti in mutande?
Quella che è a guida franco tedesca?
No grazie, ne faccio volentieri a meno,
Meno europa piu italia.
Rina Brundu
10 maggio 2019 alle ore 21:58Nessun Paese europeo, neppure la Germania, potrà sperare di sopravvivere da solo nel futuro che verrà – e che vedrà superpotenze come la Cina, la Russia, l’India, gli USA, il Brasile confrontarsi a badilate da gigantomachia stellare. Stare in Europa non è una opzione è l’unica via. La sua storia è però una palla al piede perché occorreranno secoli per superare i nazionalismi, e forse non basteranno; si pensi solo a realtà come la Scozia, l’Irlanda, la Sardegna, cioè a popolazioni che in migliaia di anni ormai non hanno mai smesso di proteggere e reclamare il rispetto per la loro identità differente. Ma vero è che non siamo più al tempo dei celti o dei feudatari spagnoli costretti a combattere feroci battaglie con le terre di frontiera della Sardegna interna, e con i loro abitanti che delle loro pretese di dominazione non volevano saperne. Adesso abbiamo strumenti per autoregolarci e vivere la nostra identità culturale in un contesto globale pacificato se solo lo si volesse. Il resto è fuffa da campagna politica, anche quando viene fatta su questo sito.
Piuttosto, se si potessero evitare queste giornate a ricordo di questo o di quello, questi cazzo di minuti di raccoglimento…. Questo nostro Paese morirà di minuti di raccoglimento dove peraltro, da perfetti italiani, ben lontani dalle capacità cogitative dei pensatori giudaico-teutonici, tutto quello che i nostri neuroni riusciranno a produrre sarà un’altra maniera scaltra per imbrogliare il prossimo… Certo, potrei sbagliarmi, ma non troppo, direbbe la nostra Piccola Storia!
Andrea Xxl
10 maggio 2019 alle ore 22:25Difficile sopravvivere da solo,
Amara verita,
Ma ancora piu difficile vivere in quest'europa dove a comandare sono pochi e neppure eletti, dove tutti sono nemici di tutti, dove l'unica cosa che conta è sopraffare il compagno di viaggio, appropriarsi dei suoi beni, e allora bisogna seguire i vecchi adagi che non sbagliano mai,
Meglio soli che male accompagnati,
Meno europa piu italia,
Fabrizio
11 maggio 2019 alle ore 12:08Ottimo. Uscire dall'euro, nazionalizza re banche e ricostituire IRI. Lo stato pensi ai propri cittadini e crei accordi bilaterali con paesi tipo Russia e Cina. Non c'è nessun bisogno di competere con gli altri stati. È questo l'errore. Collaborazione non competizione. Soluzione per la pace duratura.
elio d'annunzio
10 maggio 2019 alle ore 22:25l'unica Europa degna di questo nome è l'Europa dei popoli
tutto il resto è noia..
ps: vi ricordo che ci sono migliaia di bambini sanissimi che attendono di poter rientrare nelle scuole
ps2 : vi ricordo altresì che i bambini non votano,ma i genitori sì
prigioniero politico
10 maggio 2019 alle ore 23:57L'europa cosi come è strutturata con i suoi aberranti mostruosi trattati non è riformabile ne modificabile è solo sa abbattere. Venuto meno il principio di solidarietà tra i popoli e la Grecia insegna rimanere dentro x l'Italia è un suicidio.L'egemonia franco -germanica addirittura conclusa con un patto tra Macron eMerkel sancisce di fatto la fine del cosidetto sogno europeo e la continuazione dell'incubo europeo.Insulti minacce giudizi di perseveranza infame su l'ITALIA E SUGLI ITALIANI NON SONO SUFFICIENTI A SPINGERE I POLITICI ad affrontare con determinazione e coraggio l'uscita da UE e euro.Illusi coloro che credono in un cambiamento degli attuali assetti dopo il 26 maggio. Da riveder le stelle a veder le stalle.
Nicola
11 maggio 2019 alle ore 02:35Ma non avete ancora capito che questi figurini hanno tradito spudoratamente l'Italia?
Michele Carella
11 maggio 2019 alle ore 09:00LA CITTADINANZA EUROPEA ??????? E` A QUESTO CHE SIAMO ARRIVATI ? IMPROVVISAMENTE MATTARELLA E`UN GALANTUOMO, LA MERKEL UNA FATINA, L' EURO VA BENE E L'UNIONE EUROPEA SI CAMBIA MA NON SI LASCIA................I GILET GIALLI SI POSSONO FOTTERE E ORBAN E`CONTRO L`ITALIA PERCHE DICE GIUSTAMENTE DI NON VOLERE IMMIGRATI NEL SUO PAESE ? VERGOGNATEVI !
pietro nerboni
11 maggio 2019 alle ore 09:57in campo educativo la Scuola Italiana fino a prima dell' avvento della ipotesi Globalizzante giustificante la limitazione settoriale era la Scuola piu' adatta alla formazione degli Italiani esposti ad un contesto di vita variegato e penso che si debba ritornare a tale possibilita' di formazione ad ampio spettro che veniva messa a disposizione dal nostro Stato per garantire futuro di liberta' ai cittadini in particolare di Nazionalita' italiana: la Comunita' Europea non dovrebbe entrare nella educazione specifica nei singoli Stati a parte richiedere che la cultura raggiunta a livello mondiale sia patrimonio aperto all' accesso a tutte le scuole degli Stati membri e che i protocolli di interscambio delle informazioni tra le scuole Pubbliche siano gli stessi al fine che eventuali progressi e studi di ricerca possano non obbligatoriamente essere condivisi anche in tempo reale.
Giorgio
11 maggio 2019 alle ore 10:28"abbiamo bisogno di sentirci europei, dobbiamo innamorarci della cittadinanza europea"
Ma i 5 stelle non erano euro-scettici? Valli a capire
Marco Lavizzari
11 maggio 2019 alle ore 11:18Mi avete convinto: voterò Lega
Sandro S.
11 maggio 2019 alle ore 13:533) Boicottare e imporre sanzioni a paesi come l'Arabia Saudita e il Qatar, che finanziano e armano di volta in volta terroristi, patrioti di minoranza delle primavere, quando non sono invece impegnati a bombardare lo Yemen o a fare a pezzi i giornalisti.
4) Continuare a mantenere relazioni e importare petrolio dall'Iran, dato che l'intervento in Siria in aiuto di Assad non è violazione di alcuna regola internazionale, e dato che il trattato di non proliferazione delle armi nucleari non è stato firmato da moltissimi paesi, compresa ad esempio la Francia, per non parlare di chi come noi l'ha firmato, per poi accettare sul proprio territorio centinaia di testate americane puntate verso est.
Potrei continuare. In assenza di prese di posizione delle massime istituzioni su questi temi, che potranno mai fare gli insegnanti? Nel post si parla di "spirito critico"; bene, allora insegniamo a guardare a questi temi con spirito critico.
Sandro S.
11 maggio 2019 alle ore 13:53Questo post mi ricorda un po' il Tg4. Ammazzano una persona ed è colpa della scuola, violentano una ragazza ed è colpa della scuola, episodi di razzismo ed è colpa della scuola. Ma la tuta da Superman ai prof. la fornisce Juncker?
Vorrei solo ricordare qui alcune situazioni nelle quali sarebbero potute intervenire altre istituzioni, nazionali ed europee, nel prevenire il terrorismo.
1) Evitare le "primavere" (minoranze finanziate da grandi gruppi finanziari, per ammissione degli stessi AD) nei paesi arabi, attendere piuttosto che i tempi maturino mostrando collaborazione con questi paesi, e non atteggiamento predatorio. Non intervenire assolutamente se c'è un leader che mantiene l'equilibrio tra le diverse fazioni, come Gheddafi o Assad (leader discutibili come lo sono anche Juncker o Napolitano).
2) Dissociarsi con forza anche da Israele, quando pretende di avere un unico Stato sotto il controllo del proprio esercito, e con la parte palestinese disarmata e non in grado di gestire le proprie risorse (acqua, ecc.); chiarire bene (questo sì, andrebbe fatto nelle scuole), che l'antisemitismo è una cosa ben diversa da una forte e giusta opposizione alla politica di estrema destra di Nethanyahu.
Continua...
Giuseppe
11 maggio 2019 alle ore 14:05Mi viene difficile sentirmi cittadino europeo dopo le mazzate ricevute a tutti i livelli. Poiché comunque vada questa Europa da soli non la possiamo cambiare, e parlare di "cittadinanza europea" sfiora il banale, sarebbe molto meglio guardare al territorio e "radicare il movimento" nella mentalità della gente, specialmente al Sud, per consolidare quel surplus di consensi "volatili" (quelli oltre il 20%) che fanno la differenza. Una sana autocritica porterebbe molto più lontano delle chiacchiere da teatro.
Beppe A.
11 maggio 2019 alle ore 14:34cioe', questi promuovono educazione cultura sanita' servizi investimenti e poi costringono gli stati a tagli inverosimili degli stessi? non solo in italia ma nella media ue..
robe da psicopatici o da pianificatori di programmi di impoverimento generale. Spero nella prima ipotesi
Mara Trefoloni
11 maggio 2019 alle ore 14:36In questa epoca buia, che a mio avviso è solo all'inizio, sarebbe bello se i valori dell'antica cultura che ci ha dato origine, potessero essere baluardo e orgoglio dell'intero continente, con piena consapevolezza che altrimenti è un suicidio collettivo. Mi piacerebbe che l'Europa si ponesse degli obiettivi ambiziosi, di esempio di civiltà. Anche l'Italia in questo potrebbe avere a giusto titolo, un ruolo fondamentale, a patto che si dia una "ripulita"...
Il Barone Zazà
11 maggio 2019 alle ore 18:33Ma quanta inutile retorica!
A tutti quelli che dicono che nella globalizzazione non si può vivere fuori dall'Europa, vorrei ricordare che il Mondo intero è fuori dall'Europa e sopravvive benissimo:
Svezia, Danimarca, Turchia, Nuova Zelanda, Australia, Canada, Giappone, Messico, Cile.......
Basta con le stronzate, per favore,
BASTA!
Andrea Xxl
11 maggio 2019 alle ore 21:04Barone z.
Allora non siamo cosi distanti nella visione della realta,
Piu italia meno europa, e nn il contrario.
E non si capisce questa svolta di 180 gradi del capo politico.
Ciro
12 maggio 2019 alle ore 07:05Barone la Svezia è dentro l'Unione Europea.... Non lo è la Norvegia.
Ciro
12 maggio 2019 alle ore 07:06P.S. anche la Danimarca è Unione Europea.
Andrea Xxl
12 maggio 2019 alle ore 09:14Ciro
Buongiorno
È vero che la svezia e la danimarca sono in unione europea ma conservano la loro indipendenza monetaria, x cui sono mezze dentro e mezzo fuori di fatto conservano il loro sovranismo a diferenza dell'italia che si è svenduta anche quella poca sovranita che avevamo,
Il Barone Zazà
12 maggio 2019 alle ore 12:26Buona domenica a tutti e soprattutto alle mamme
@ Andrea e Ciro
sì Andrea mi riferivo all'euro in particolare, sull'Europa invece il discorso è meno grave. Per quanto riguarda Di Maio e la politica sull'euro, non si tratta di un cambiamento degli obiettivi, ma solo delle strategie: mi riferisco al fatto che allo stato attuale il polpo non è pronto a uscire dall'euro. Non si può fare una cosa di tale rilievo se non si ha il consenso e la DETERMINAZIONE del polpo.
Tanto se tutto va avanti così, sarà l'euro stesso a implodere..... a noi non resta che aspettare e impedire che il Paese si autodistrugga per obbedire alle stupidissime regole di bilancio. Basterà fare disobbedienza e
RESISTERE !
RESISTERE !
RESISTERE !
.....aah, che fatica ci tocca caro Andrea, siamo un po' come Tom Cruise in 'Rainman', che doveva badare al fratello autistico, come Noi dobbiamo proteggere un polpo ignorante e pauroso che nemmeno ci vota!
Saluti
Zazà
Andrea Xxl
12 maggio 2019 alle ore 14:03Sono d'accordo sul resistere, ma un poco di sano antieuropeismo il mv lo deve dimostrare, non fossanche x rispettare i valori che hanno fatto grande il mv,
Non riesco a capire invece questa inversione x piu europa.
pietro casula
12 maggio 2019 alle ore 00:22sono perplesso, la Bonino sarebbe d'accordo.
La nostra utopia sarebbe la trasformazione della U.E. negli Stati Uniti d'Europa, con la BCE uguale alla F.R. degli USA. In tal modo la solidarietà sarebbe assicurata.
Purtroppo la chiamiamo utopia perché è difficile l'unanimità fra 27 stati, ma bisogna provarci.
Ciro
12 maggio 2019 alle ore 07:18Gentilissima Barbara Floridia, quando lei dice:
"Educare alla cittadinanza significa insegnare ai giovani a sentirsi parte di una comunità, verso la quale agire in modo responsabile"
dice una cosa giustissima. Ma le domanda che quindi bisogna porsi sono:
1) perché non è già così?
2) com'è possibile che succedano in Italia fatti come quelli di Manduria e prima ancora l'evento di Monopoli (due pensionati spinti in mare da minorenni, un anziano morto)?
3) com'è possibile tutto questo degrado rbano che non è solo mancata manutenzione ma è anche stupido vandalismo?
Io mi permetto di dare un suggerimento. In Germania (ma anche in Belgio) dove vivo ormai da 6 anni i giovani dopo i 14 anni devono fare i mini-job. Di solito lavorano nei supermercati a rimettere le merci sugli scaffali o assistono i clienti.
Questo li toglie dalla strada e dalla noia. Questo da loro responsabilità ed anche qualche soldino.
In Italia un'idea simile è stata rigettata proprio da noi del Movimento. A suo tempo avevo scritto su questo.
Sono convinto che per responsabilizzare i giovani, questi devono essere coinvolti nella vita sociale da subito. Inoltre si può pensare per ragazzi di 16 anni a scambi lavorativi tra Paesi Europei.... Questo sarebbe uno scambio lavorativo-culturale che darebbe modo agli italiani di vedere come si vive in Germania ed ai tedeschi di beneficiare di un periodo di vita nel nostro Paese che malgrado il degrado urbano diffuso rimane ancora un posto bello dove vivere.
Massimiliano
13 maggio 2019 alle ore 16:32Mi pare che la moneta fiscale sia nel contratto vero? Quando si inizia a fare il gioco vero e lasciamo perdere i pannicelli caldi?
KAO MARIA PIA
29 maggio 2019 alle ore 02:25Mariapia Kao non credo che siano andate male ..io gli do'un'altra lettura . la gente non ti ha votato LUIGI perche' non era a te che si chiedeva di fare cio' che va' fatto ...ma a Matteo perche' era competenza del suo ministero ...e non lo potevi fare tu ....ma il popolo Italiano sa troppo bene cosa fare ....Matteo sa che deve fare una guerra dura contro cio' che l'Italiano non ne puo' piu' ..immigrazzione ...mafia camorra e traffici illeciti ...e questo lo deve fare Salvini il decreto sicurezzza ...anche, non si puo' tre per uno ...trovare qualcuno massacrato o ammazzato da ladri e delinquenti ...e infine le grandi opere, ? ...Luigi e company siete troppo prudenti e avete fatto delle promesse " ""NO TAV """ e allora , chi deve muovere la prima pietra ? tutto sommato Salvini e' un portento fa quello che non potevate fare voi ....perche' fisiologicamente ...non era il vostro compito e gli Italiani hanno capito che lui e' l'uomo giusto ...non vorrei essere nei suoi panni ...deve per forza camminare e con tutta quella merda che circola ...per voi e anche per lui ....si deve sentire spaventato ....lo sono io per lui ....consiglio ...... non lo mollate stategli vicino ...perche' e' troppo piu' grande di lui il suo da fare ......parlo come una fedele dei 5 stelle ...in attesa che si sciolga la matassa Europea fatta di tanti caimani con i denti affilati e voi non siete ancora pronti ... Matteo sa come salvarsi e imporsi ...ma non trattatelo come un estraneo ...stategli accanto e vincerete assieme ...un consiglio ...Mandate al diavolo l'obbligo dei due mandati ...altrimenti sarete destinati ad estinguervi e noi con voi ...e non farete mai la dovuta esperienza. per il resto , va tutto bene ...doveva andare cosi' ..... il resto ..giornali, gufi , parolai e iene che vi girano intorno ...girano in torno anche a Matteo ,non ascoltateli va tutto bene ...restate uniti perche' insieme vi salvate ..e salvate tutti noi ....
Manuela
3 giugno 2019 alle ore 00:25Cerchiamo un modo di fare ordine anche tra i titoli di studio. Mentre ci attardiamo a creare l'Europa, i nostri ragazzi viaggiano in lungo e in largo. Fanno esperienza all'estero, imparano lingue, lavorano e si laureano. Poi se per nostra fortuna rientrano non sappiamo nemmeno riconoscere loro il titolo di studio
ipazia59
23 ottobre 2019 alle ore 15:55Io credo che la cosa più importante sia riformare la scuola, lo studio della storia e della lingua italiana. Sono le prime cose da fare per formare il cittadino che usa impropriamente il linguaggio politico e altro,per offendere , aggredire gli altri che esprimono costumi e opinioni diverse. Io ho compilato molte antologie per la scuola con Zanichelli, Le Monnier,Simone etc. Sono stata docente universitaria di filologia e letteratura a Napoli. Ho tenuto corsi per i sindacati , al fine di formare i docenti. Ora sono a Terni dove ho lezioni sia presso ass.privata Rousseau, che corsi a contratto per lo stesso progetto a Perugia. Voi potete usarmi per un progetto di suola rinnovata e per formazione docenti . Per questi obbiettivi sono qualificata e motivata. Un paio d'anni fa ho partecipato anche al progetto Gesamteschule di Dortmund. Un progetto magnifico che hanno poi attuato in Germania. Per altre cose non mi sento nè motivata nè adatta. Ho anche tudiato molta filosofia,come prevedeva il progetto di Dortmund. E tutto ciò per avere una visione politica e sociale, oltre che linguistica e storica. Un punto di vista critico essenziale per la formazione del cittadino.
ipazia59
23 ottobre 2019 alle ore 16:04Vorrei rispondere ai cittadini che hanno parlato qui di giovani e titoli di studio, che è assolutamente necessario riformare la scuola primaria e secondaria, motivare studenti e insegnanti per avere una oncezione del mondo più vasta e una visione critica non aggressiva, ma argomentata e ragionata sulla soria e sulla politica. E le parole per dirlo.
