
Investimenti e innovazione. L’acqua pubblica è smart e guarda al futuro
7 febbraio 2019 alle ore 15:14•di MoVimento 5 Stelle
L’acqua è di tutti ma non è per tutti. Si stima che nel mondo 1,9 miliardi di persone tra sei anni vivrà in condizioni di scarsità idrica, anche a causa dei cambiamenti climatici. Per questo va fatto ogni sforzo per ridurre gli sprechi e rendere più efficiente l’uso della risorsa più preziosa.
Si deve risolvere il problema delle reti colabrodo, dato che in Italia si perde per strada oltre il 40% dell’acqua che sgorga dalle sorgenti, e si deve riflettere su un dato evidenziato dalle Nazioni Unite: il 70% delle risorse idriche utilizzabili del Pianeta sono destinate all’agricoltura e all’allevamento.
La sfida, dunque, è grande e importante e va di pari passo con il processo di affidamento della gestione dell’acqua in mano pubblica, in modo da ottenere maggiore efficienza del servizio e bollette più basse, come già accade in molte parti d’Europa e del mondo. Molto semplicemente, se teniamo gli speculatori fuori da questo settore resteranno più risorse economiche per ammodernarlo e rinnovarlo, anche ricorrendo alle tecnologie più avanzate.
Un sistema idrico “smart”, che ricorra a una rete di sensori e sistemi avanzati di misurazione per ridurre costi e sprechi e renda sostenibile l’intero ciclo, depurazione compresa, non è dunque un vezzo ma un obiettivo strategico che porta con sé vantaggi ecologici, economici e occupazionali. I gestori, le imprese e i cittadini dovranno puntare sempre di più su questi sistemi, già ampiamente sperimentati all’estero e con esperienze importanti anche in Italia.
Uno di questi sistemi lo propone una start up italiana impegnata sul fronte della gestione automatizzata dell’irrigazione, segnalata di recente tra quelle più promettenti al mondo. Si chiama Revotree e l’hanno fondata dei giovani professionisti provenienti da diverse parti d’Italia con l’obiettivo di far risparmiare acqua e tempo agli agricoltori. Come funziona? Un piccolo impianto inserito nel terreno e alimentato con pannelli solari consente di controllare grazie da smartphone o tablet umidità e temperatura delle coltivazioni. Questo monitoraggio consente di irrigare soltanto quando il terreno ne ha effettivamente bisogno e il risparmio idrico è di circa il 50%.
Le tecnologie a disposizione di privati, imprese e gestori delle reti sono ormai numerose e con la nostra legge sull’acqua pubblica potremo concentrare energie e risorse per renderne più efficiente l’utilizzo anche grazie all’innovazione. Ricorrendo all’Internet delle cose, ai Big data e all’intelligenza artificiale, ad esempio, molte aziende idriche nel mondo monitorano le perdite e i consumi, arrivando a identificare nel dettaglio i punti in cui intervenire per le riparazioni o quelli in cui concentrare maggiori o minori quantitativi di acqua a seconda della domanda. Sensori e nuove tecnologie possono monitorare costantemente la qualità dell’acqua a monte del consumo e a valle della depurazione, producendo un flusso di dati continuo e un sistema interattivo analogamente a quanto accade per le forniture energetiche. Ci sono poi le impianti alimentati dall’energia solare che dissalano l’acqua nelle comunità rurali e nelle scuole dei Paesi in via di sviluppo (progetto cui stanno lavorando un gruppo di giovani ricercatori del Politecnico di Torino), o le città che da anni stanno sperimentando la produzione di energia utilizzando la forza dell’acqua che scorre nelle reti e negli acquedotti. Il futuro è già qui. Con la nostra legge sull’acqua pubblica rilanciamo gli investimenti e ce lo andiamo a prendere!
Commenti (5)
antonio carbone
7 febbraio 2019 alle ore 16:13Si signori, l'acqua sarà il problema del futuro, e fate bene a preoccuparvene ,anzi penso che forse siamo già in ritardo. L'acqua è il bene supremo del pianeta e per l'uomo. Bisogna accelerare sui progetti, per un utilizzo più razionale e efficiente. W il m5s
giuseppe r.
7 febbraio 2019 alle ore 17:54E ci sono le caste privilegiate, che non avendo personalmente problemi per l'acqua, potendone comprare quanta ne vogliono, ritengono più UTILE e NECESSARIO spendere i soldoni per l'inutile TAV che riparare le perdite sulle condotte dell'acqua!
Che dire!!!!
id &as
7 febbraio 2019 alle ore 20:09OT? Water Conflict Chronology
http://www.worldwater.org/conflict/map/
Il Barone Zazà
8 febbraio 2019 alle ore 08:49a) AGRICOLTURA AEROPONICA in serre con pochissima acqua, senza terra e senza
pesticidi.
B) eliminiamo gli allevamenti intensivi.
Nicola Saporiti
9 febbraio 2019 alle ore 00:21Non riesco ad afferrare il nesso tra gestione pubblica dei servizi idrici ed innovazione: la mia esperienza quotidiana con l'amministrazione pubblica e' una di rigetto completo di qualsiasi innovazione tecnologica per mancanza di volonta, incentivi o fondi. Marche da bollo da leccare, bollettini da riempire manualmente, moduli per acquisire dati gia' in loro possesso, code, ritardi, inefficienza, incompetenza, nessuna volonta di innovare.
Nel contempo ecco la Revotree: una societa' "privata", che fa ricerca, sviluppa prodotti innovativi e spera di fare utili offrendo servizi innovativi e con impatti ambientali positivi. Non e' questo forse il modello da seguire? Invece che un anacronistico assoluto rifiuto del settore privato, non sarebbe meglio indirizzare le energie del settore privato affinche' producano quei risultati in termini di miglioramento dell'ambiente che tanto auspichiamo?
La ricerca delle perdite nelle reti si effettua con macchinari e modelli matematici sofisticatissimi. La depurazione delle acque reflue con processi chimico-biologici in continua evoluzione. Ecco, io credo sia importante preservare un modello industriale di fornitura dei servizi, nel quale il settore pubblico ha un ruolo fondamentale (di regolazione, definizione delle politiche, di supervisione), ma nel quale non si puo fare a meno di imprese private (come Revotree) che hanno un ruolo altrettanto importante da giocare.
