La geopolitica è un costo per l’AI in azienda?

Lo scorso anno è successo un fatto che ha segnato un punto di non ritorno nella scelta delle tecnologie da usare in azienda. A febbraio 2025 sembrava solo un fatto eclatante: un giudice della Corte Penale Internazionale non poteva più accedere alla sua posta elettronica. Gli Stati Uniti non erano d’accordo con le sue decisioni e lo hanno sanzionato costringendo Microsoft a sospendergli i servizi, posta elettronica compresa.  Questa singola decisione ha innescato un effetto domino in tutta Europa, le aziende e organizzazioni europee hanno iniziato a quantificare il costo del rischio geopolitico. La Corte ha deciso di adottare sistemi opensource gestiti in autonomia per le sue attività. 

Tutta la pubblica amministrazione francese deve migrare via da Microsoft e da Zoom entro il 2026.  Lo stesso sta facendo la Germania con un ente dedicato alla promozione e l’assistenza al passaggio a sistemi tecnologici sovrani per la pubblica amministrazione (Centro per la sovranità digitale della pubblica amministrazione).

Gli LLM non fanno eccezione a questo rischio geopolitico, come sappiamo bene anche in Italia dove alcuni sistemi vengono bannati o ritirati o rallentati da questioni politiche o regolatorie.

Credo che per il Governo questo debba diventare un punto di attenzione come lo è già per Francia e Germania, ma soprattutto le aziende oggi devono integrare sistemi AI con la consapevolezza che se arrivano da oltreoceano potrebbero interrompersi senza preavviso. Per questo è necessario definire a priori una strategia di orchestrazione di diversi modelli per le attività che diventano fondamentali per le aziende. 

 

Dei costi geopolitici dell’AI in azienda ne ho parlato anche qui.