La riserva mondiale sarà in BRICS?

Allo scorso incontro dei BRICS il presidente Lula ha lanciato l’idea di una nuova moneta sostenuta dall’oro. Per adesso gli altri Paesi partecipanti, con eccezione della Russia, non hanno voluto commentare. Il progetto ha però riscosso l’interesse di tutti anche al di fuori dell’alleanza degli emergenti. 

 

I ricorsi storici delle monete ci dicono che quando una moneta (nel nostro caso dollaro e euro) inizia a scollegarsi da un valore sottostante l’economia inizia ad andare in crisi. Successe nell’impero Romano quando per finanziare le guerre si toglieva oro dalle monete in circolazione, successe alla fine dell’impero Bizantino quando si re-iniziò a svalutare il Solidus che durò mille anni proprio perché fu rispettata la volontà di Diocleziano che stabilì che ci fosse una percentuale fissa di oro al suo interno. Oggi ci troviamo con una moneta (sia Euro che Dollaro) che è scollegata dal sottostante da ormai 50 anni e quindi è basata solo sul credito e sulla fiducia. L’aver stampato il 40% di tutta la moneta già presente sul mercato nel giro di pochi mesi per gestire la crisi del Covid ha creato un impatto sulla svalutazione che oggi le banche centrali fanno fatica a contenere solo con i rialzi dei tassi perché dall’altra parte causano recessione.

 

Il fatto che nessuno voglia parlare della moneta BRICS prima di avere il progetto in essere è abbastanza naturale visto quello successo a coloro che hanno messo in discussione la moneta di riserva mondiale. Ad esempio l’Iraq che aveva chiesto di vendere petrolio in euro appena prima di essere invaso, o la Libia che proponeva una moneta africana supportata dall’oro in sostituzione al CFA appena prima di essere attaccata nel 2011. 

Oggi tuttavia sembra esserci spazio per un cambiamento come dimostrano le compravendite di petrolio di Arabia Saudita, Iran, Pakistan e Russia non più in dollari, ma in yuan cinesi in dirham sauditi. 

 

Al di là delle dichiarazioni i fatti sembrano indicare una chiara volontà dei BRICS sia di espandersi ad altri Paesi andando a superare quindi il 40% della popolazione mondiale rappresentata oggi (per fare un confronto i Paesi NATO rappresentano il 13% della popolazione del mondo), sia di accumulare oro che potrebbe essere quindi utilizzato come collaterale della nuova moneta. La Russia ha quintuplicato le proprie riserve d’oro negli ultimi 15 anni, inoltre solo negli ultimi sei mesi la Cina ha acquistato ulteriori 102 tonnellate di oro e la Russia 31.

 

La Storia ci dice che una valuta di riserva mondiale dura circa 100 anni. Un secolo fa la sterlina ha ceduto il passo al dollaro, un secolo prima era il franco francese a passare il testimone alla sterlina. Le condizioni per una nuova valuta si stanno realizzando. La nuova moneta sarà il BRICS?