Gianroberto Casaleggio: storie di ordinaria follia

Con questa rubrica ogni settimana vogliamo regalarvi un estratto degli scritti di Gianroberto Casaleggio. Per ricordare parte di quel pensiero, di quelle idee che lo hanno portato a fondare il MoVimento 5 Stelle e il Progetto Rousseau.

Di seguito “Storie di ordinaria follia” tratto dal suo libro “Web ergo sum” pubblicato nel 2004.


Era una luminosa mattina di settembre del 2003. Dalla, mia camera/studio osservavo il monte Gregorio e la Dora Baltea prima di comprare alcuni libri via Internet, ignaro della storia di ordinaria follia che mi attendeva. Per chi non si è ancora rassegnato ai continui disservizi, situazioni come quella che sto per descrivere sono lunari, metafisiche, inaccettabili. Ecco la storia.

II 18 settembre mi collego al sito www.amazon.com. Ordino otto libri su vari temi come social network, intranet, digital divide. Libri che non si trovano nelle librerie italiane e di cui ho bisogno. Pago con la mia carta di credito per un totale di 206.46 dollari. Per la precisione, il costo dei libri e di 166,05 dollari, le spese di invio 40,41 dollari. Ricevo subito una mail da auto-confirm@amazon.com che conferma l’ ordine. Nei dettagli della spedizione è specificato che sette libri mi saranno recapitati tra il 3 ed il 17 ottobre, e l’ultimo tra il 3 ed il 20 ottobre

La mail contiene anche il mio numero d’ordine ed i link ad una serie di servizi, tra i quali la possibilità di seguire i vari passaggi della spedizione. II 20 settembre ricevo un’altra mail da shipconfirm­@amazon.com che motiva la spedizione in due invii con la fornitura di un servizio più rapido (?) e m’informa delI’invio del primo lotto di sette libri. Il 26 settembre mi perviene un’ulteriore mail da ship-confirm@amazon.com per confermarmi l’invio dell’ultimo libro. Fin qui tutto bene.

Dopo pochi giorni ricevo un libro da Amazon, quello del secondo invio (26/9). Sono sorpreso, in quanto mi aspettavo di ricevere il primo invio (20/9) che, a questo punto, mi dico, dovrebbe arrivare subito. Il 14 ottobre (quasi un mese dopo I’ordine dei libri) trovo nella casella della posta una lettera da: Poste Italiane Divisione Corrispondenza-Linate P.A. Sezione Dogana Postalettera-Via dell’Industria-Linate Aeroporto (MI) .

La lettera si riferisce ai sette libri di cui sono in attesa che scopro essere custoditi alle Poste dell’aeroporto di Milano. La comunicazione, che ho conservato con cura, richiede il pagamento dell’IVA del 4% sui libri, pari a 6,46 €, e diritti postali per 1,55 € per un gran totale di 8,01 €. E riportato che I’importo DEVE essere versato con un vaglia postale o in contanti presso l’ufficio di Linate. Non si fa cenno alla possibilità di pagamento via Internet e nella lettera, un modulo standard compilato a mano, non appare nessun sito di riferimento. Sulla comunicazione scopro la presenza di tre date, del 2/10, del 7/10 e del 9/10 con due sigle ed una firma. Ne deduco che i libri sono a Linate dal 2 ottobre, che la lettera mi è stata inviata (come da timbro postale) il 9 ottobre e che almeno tre persone hanno gestito iI processo, che ha comportato anche la pesatura dei libri, pari a 3,7 kg. 

Mi reco subito in posta (15/10) e, dopo I’usuale fila, compilo un vaglia postale indirizzato all’ufficio di Linate. Oltre a 8,01 €, devo aggiungere 2,58 € di commissione. Chiedo all’impiegato quanto tempo ci vuole per iI recapito del vaglia, mi risponde due-tre giorni. Dopo una settimana (21 /10) non ho ancora ricevuto nulla. Telefono a Linate al numero indicato nella comunicazione. Risponde un funzionario, m’informa che i libri sono in arrivo. Ma, dopo un’ulteriore settimana, dei libri neppure I’ombra. Ritelefono a Linate, parlo con un altro funzionario che mi rasslcura. A questo punto decido di non richiamare più ed attendere gli eventi con la calma dei forti. All’inizio di novembre i libri arrivano! Devo ammettere che avevo abbandonato ogni speranza di vederli. I libri sono accompagnati da una bolletta doganale compilata in ogni sua parte con data 28/10. Deduco quindi che ci sono voluti tredici giorni per l’invio dei libri dal pagamento del vaglia (1 5/10), più il tempo della spedizione.

Riepiloghiamo:

Ordine libri via Internet il 18/9, invio dagli USA iI 2019, arrivo a Linate il 2/1 0, invio della comunicazione dalle Poste ltaliane-Sezione Dogana, il 9/10, ricezione della comunicazione il 14/10, pagamento del vaglia postale il 1 5/10, due telefonate di sollecito all’ufficio di Linate nei quindici giorni successivi, invio dei libri il 28/1 0, ricezione dei libri all’inizio di novembre. 

Fanno circa quarantacinque giorni per ricevere i libri, più 10,59 € tra IVA, diritti postali e commissioni, più il mio tempo (almeno un’ora) per recarmi in posta a pagare il vaglia, piu il tempo di diversi funzionari ed impiegati. Il tutto per gestire I’ esazione di 6,46 € di Iva su sette libri. Ma quanto costa allo Stato Italiano imporre un dazio doganale del 4% sui libri? E se li compro in formato digitale e li leggo dal mio pc devo pagare I’IVA? Sarà tutto legale, ma non trovate che sia anche assurdo? Richiedo dei libri via Internet per ritrovarmi a fare la fila all’ufficio postale e riceverli dopo un mese e mezzo. 

Mi sono rivolto anche ad Amazon per chiedere spiegazioni e suggerimenti. Ho inviato una mail ai due indirizzi auto-confirm@amazon.com e ship-confinn@amazon.com per chiedere informazioni sull’IVA applicata ai libri e se esistevano procedure più spedite. Ho ricevuto una risposta standard con l’invito a collegarmi a www.amazon.com/help. Altro tempo perso, poiché, volendo, Amazon può reindirizzare da se le mail ricevute. Entro nel sito e ridigito la mail. Ricevo una risposta asettica che non soddisfa le mie domande. Sospetto che sia generata in modo automatico. Mi ricollego al sito scrivendo che non voglio perdere tempo a corrispondere con un automa e, se possibile, vorrei una risposta. Mi scrive finalmente una persona (o così sembra) e la sua mail contiene alcune informazioni interessanti. 

La prima è che se fossi tedesco non avrei problemi, in quanto Amazon Stati Uniti corrisponde con Deutsche Post, che poi smista i pacchi nelle varie nazioni europee. La seconda e che non posso pagare ad Amazon diritti doganali alla fonte per l’Italia, possibilità che eviterebbe immani perdite di tempo. La terza è che posso ordinare i libri anche dai siti europei Amazon.co.uk, Amazon.fr e Amazon.de. A questo punto mi chiedo: se ordino dei libri dai siti di Amazon della Comunità Europea pagherò ancora il dazio del 4%? E riuscirò a scendere sotto il limite dei quarantacinque giorni prima di poterli leggere? La risposta alIa prossima storia di ordinaria follia. 

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