La lista degli iscritti: la chiamavano comunità

In queste ultime settimane abbiamo assistito, con non poco sconcerto, a una crescente e rabbiosa pressione mediatica (e anche privata nei nostri confronti) messa in campo per ottenere “la lista degli iscritti”.

Appelli a organi non pertinenti, pressioni per ottenere azioni in realtà lesive della normativa privacy fino a diffide dal sapore solo sensazionalistico si sono susseguiti in una girandola di dichiarazioni pubbliche e di retroscena raccontati alla stampa con il solo fine di  ottenere “l’elenco di nomi”, considerato, nel migliore dei casi, come una pratica da consegnare a chi, a fronte della sua forza mediatica, lo meriterebbe.

Per questo crediamo necessario chiarire due aspetti di questa vicenda che sono dirimenti.

Primo aspetto: l’elenco degli iscritti non è un pacco postale da consegnare a qualcuno, ma rappresenta una comunità di centinaia di migliaia di persone alla quale abbiamo dedicato il nostro lavoro e il nostro tempo con la massima professionalità e che, quindi, rispettiamo profondamente.

Ogni giorno degli ultimi 15 anni è stato destinato a costruire l’architettura della partecipazione che oggi rappresenta un unicum del mondo e grazie al quale questa comunità ha preso forma, ha votato 347 volte partecipando a decisioni fondamentali per il Paese, ha presentato o commentato oltre 1200 proposte di legge, ha condiviso 5 mila atti, si è formata con decine di corsi online o con la scuola di formazione, ma si è anche informata attraverso il Blog, ha potuto esprimere candidati per tutti i livelli istituzionali, ha dato vita a migliaia di iniziative arrivando a progettare gli stessi spazi digitali che ogni giorno vive.

Questa comunità è stata sempre al centro della nostra attenzione.

Costruire le condizioni per farla crescere e partecipare è stata la nostra missione.

Il feedback continuo con gli iscritti attraverso le tantissime occasioni di confronto – Villaggi Rousseau, Level Up, Open Day, City Lab, La Base incontra Rousseau o gli Ambasciatori della partecipazione – ha consentito di creare un organismo vivo che negli anni è migliorato, si è rafforzato e ha saputo costruire una rete di persone che incidono nella vita politica costantemente.

Ci siamo presi cura, con una dedizione profonda che nessuno potrà mai mettere in discussione, di questa comunità e ammettendo gli errori, con umiltà, abbiamo sempre lavorato per risolverli insieme agli stessi “abitanti” di questa comunità. Ci siamo impegnati per creare una collettività di cittadini forti, consapevoli e concreti nella propria azione politica così come Gianroberto aveva immaginato nel lasciarci questa preziosa eredità.

In questi giorni, questa comunità è diventata improvvisamente molto importante, ma non per la necessità impellente di portarne a termine le decisioni sancite dal voto mesi e mesi fa, ma per il ruolo a livello statutario che – per fortuna voglio sottolineare – l’assemblea iscritti riveste nel rendere possibile o meno qualunque percorso futuro del MoVimento 5 Stelle.

Un ruolo statutario, quello dell’assemblea iscritti, che ha reso incredibilmente rilevante l’elenco degli iscritti, ma non gli iscritti stessi, considerati, invece, solo nominativi da ottenere, piuttosto che persone da rispettare.

Proprio la preoccupazione di vedere violati i propri diritti, ha spinto tantissimi iscritti a rivolgersi a noi per essere tutelati: da una parte un’ondata di messaggi di iscritti che ci hanno chiesto di non consentire il trasferimento dei propri dati a persone non legittimate e, dall’altra, in meno di 20 giorni oltre mille persone hanno deciso di disiscriversi dal MoVimento 5 stelle e di impedire che i propri dati vengano consegnati, contro la loro volontà, a soggetti terzi.

Queste preoccupanti reazioni ci portano a ribadire, ancora una volta, la nostra posizione e il secondo aspetto da chiarire di questa vicenda.

Riteniamo che tutti gli iscritti debbano poter esprimere il proprio consenso con tempi idonei, informazioni chiare e modalità congrue e, una volta individuato il rappresentante legale, qualunque attività si intenda perseguire dovrà avvenire con il pieno ed esplicito assenso degli iscritti e garantendo l’esercizio di tutti i diritti associativi . 

Lo abbiamo già chiarito e lo ribadiamo.

Vogliamo rassicurare, inoltre, anche tutti coloro che sono giustamente preoccupati, nel caso di un trasferimento dati, di perdere la propria storia di attivista su Rousseau (per esempio profilo attivista, meriti, documenti su sharing, proposte di legge presentate e/o commentate, eventi organizzati o ai quali si è partecipato, corsi e-learning seguiti o creati, candidature per posizioni lavorative, votazioni alle quali si è partecipato etc) dal momento che la storia che ognuno ha costruito negli anni è ovviamente legata alla specificità e all’unicità dell’architettura di partecipazione creata da Rousseau.

Ci adopereremo, nelle more delle nostre competenze e nei limiti del nostro ruolo presso il legittimo titolare dei dati, affinché tutti coloro che avranno fatto esplicita richiesta non siano costretti a rinunciare alla propria storia di attivisti su Rousseau in vista di tutti i progetti che nasceranno nel prossimo futuro e affinché possano esercitare a pieno il diritto di accesso e di proprietà dei propri dati.

L’elenco degli iscritti non è tesoretto, né un pacco postale, né una proprietà per sentirsi i padroni.

Gli iscritti sono cittadini attivi che hanno deciso di essere protagonisti della vita politica e verso i quali sentiamo, da sempre, una profonda responsabilità nel garantire al massimo la tutela e il rispetto dei loro diritti, ma anche e soprattutto di consentire, come abbiamo fatto in questi 15 anni, che abbiano sempre voce.

L’Associazione Rousseau è a totale disposizione, come sempre, per risolvere i problemi e collaborerà con serietà per dare seguito a tutte le decisioni che saranno prese, ma che dovranno, come già detto e ribadito, garantire il rispetto della legge, della democrazia interna e di tutti gli iscritti.

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