Gianroberto Casaleggio: leinonsachisonoio

Con questa rubrica ogni settimana vogliamo regalarvi un estratto degli scritti di Gianroberto Casaleggio. Per ricordare parte di quel pensiero, di quelle idee che lo hanno portato a fondare il MoVimento 5 Stelle e il suo cuore pulsante: il Progetto Rousseau.

Di seguito “Leinonsachisonoio” tratto dal suo libro “Web ergo sum” pubblicato nel 2004.


I “Ieinonsachisonoio” sono universali, ma in Italia ne esiste una percentuale più alta che nel resto del mondo.

Sono sempre più infastidito da personaggi e situa­zioni che definirei con “leinonsachisonoio”: tutto attaccato.

I leinonsachisonoio non sono solo persone fisiche, ma anche comportamenti, aziende, preconcetti, abitudini, idee che ogni giorno rendono più faticosa la nostra vita, la rallentano, la intristiscono. I leinonsachisonoio sono universali, ma in Italia ne esiste una percentuale più alta che nel resto del mondo. Un primato. Qualche anno fa mi trovavo a Londra con un collega per incontrare una società di information technology. Il vice presidente ci disse: “lo so già come vi chiamate!”. Non avendolo mai incontrato lo guardammo con fare interrogativo. “Vi chiamate dottori, nel vostro Paese sono tutti dottori; quando ero in Italia, se parcheggiavo, entravo in teatro 0 in un ristorante, mi chiamavano sempre dottore”. In effetti, la sua era un’analisi sociologica sugli Italiani che, di fronte ad un vero o presunto leinonsachisonoio, a scanso di equivoci, gli danno sempre del dottore.

I leinomachisonoio sono ovunque: nei marciapiedi lordi di escrementi di cani; negli scivoli per i portatori di handicap occupati da macchine di grossa cilindrata in sosta vietata; nel pubblico ufficiale che guida l’auto senza cintura di sicurezza e con il cellulare in mano; nella pubblicità inserita a forza nei servizi che già paghiamo; nelle analisi sbagliate sulle società di Borsa fatte, nel migliore dei casi, da incompetenti; nella protervia di manager e di auditor che conducono le società alla bancarotta; nei depuratori non funzionanti; nel fumo nei locali pubblici; nell’indifferenza dei burocrati; nelle menzogne dei politici.

Un segno che rivela un leinonsachisonoio è come ti spiega le cose: ti fa sentire un perfetto cretino. La sua forma preferita di dialogo è “Chiaramente” oppure “Come lei non può non sapere”. Ebbene, lo ammetto, se faccio una domanda di solito non so la risposta. Appunto per questo vorrei che mi venisse data una spiegazione semplice e con tono educato.

A Milano (definita a suo tempo capitale morale d’Italia) è accaduto un fatto preoccupante. Il Comune ha fatto installare delle telecamere sui percorsi riservati ai mezzi pubblici per scoraggiare il traffico privato. Molti milanesi non se ne sono curati, all’inoltro delle decine di migliaia di multe si sono risentiti e, da veri e propri leinonsachisonoio, hanno preso d’assalto i centralini del Comune per farsi togliere le contravvenzioni. Un partito politico è intervenuto chiedendo una sanatoria, alcuni cittadini hanno minacciato ricorsi per vie legali. Vie legali? Sanatoria? Di fronte alia sfrontatezza di questi leinonsachisonoio ed alla mancanza di reazione civile mi sembra di essere nel romanzo “Candido o l’ottimismo” di Voltaire, dove Pangloss fa da contraltare a Candido, che non accetta il degrado morale che lo circonda, e gli assicura che si trova nel migliore dei mondi possibili.

La superbia è il primo peccato capitale, radice di tutti gli altri peccati. Il vocabolario della lingua italiana la definisce come: “opinione esagerata di se, delle proprie capacita, dei propri meriti, che esteriormente si manifesta con una ostentazione di altera superiorità e di disprezzo per gli altri”. Se esistesse la voce leinonsachisonoio, la definizione sarebbe la stessa.

Dai leinonsachisonoio ci si può difendere con l’informazione e la disintermediazione portate dalla Rete.

La Rete e come il bambino che, privo di pregiudizi e guidato solo dai suoi occhi, grida: “Il re è nudo!” nella favola in cui un re crede di indossare stoffe stupende, in realtà inesistenti, acquistate da due imbroglioni.

Nel 2002, in Venezuela, la Rete ha messo a nudo il re. Il presidente Chavez fu destituito ed imprigionato in un’isola caraibica a seguito di un colpo di Stato. La televisione riporto la notizia falsa delle sue dimissioni spontanee. Internet ed i telefoni cellulari diffusero invece la verità. Centinaia di migliaia di sostenitori, in particolare dai barrios venezuelani, scesero in piazza e Chavez ritorno al suo posto. I leinonsachisonoio furono sconfitti ed Internet entrò nella storia dei golpe come media democratico.

Grazie ad Internet l’intermediazione degli uffici pubblici (grandi incubatori di leinonsachisonoio) per la dichiarazione dei redditi, l’ICI, la patente e, in futuro, qualunque documento, sta scomparendo.

Internet consente di far conoscere la nostra opinione ai leinonsachisonoio. Quando tutti i cittadini saranno in Rete e disporranno delle informazioni, situazioni scandalose come il depuratore di Milano, che non ha funzionato per anni, non potranno più esistere.

I leinonsachisonoio non riusciranno più a nascondersi dietro alla disinformazione.

E il cittadino, come Totò, a “LEI-NON-SA-CHI-SONO IO” risponderà con: “E chissenefrega!”.

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