Il governo dei migliori porti in classe i migliori docenti per i nostri studenti

La vera domanda è quanto siamo disponibili a derogare sul merito per il mero consenso elettorale? Quanto vale l’istruzione dei nostri figli? Per noi del MoVimento 5 Stelle è tutto. La domanda che dobbiamo porci è: quali insegnanti vogliamo selezionare nella scuola pubblica per i nostri figli?  Sono certa che il “Governo dei migliori” vorrà selezionare i “migliori” anche per la Scuola.

Ho già, giorni addietro, rappresentato al Ministro Bianchi la nostra visione della scuola e la posizione rispetto alle procedure di reclutamento. Inoltre ho portato ai tavoli proposte risolutive rispetto alle richieste urgenti del Paese: avvio dell’anno scolastico e immissioni in ruolo. Ho anche ipotizzato una soluzione per l’immissione in ruolo di ulteriori precari rispetto a quelli che già verranno assunti con lo straordinario che si sta per concludere. Ma una sanatoria non sarebbe accettabile. Proprio adesso che, per via della pandemia e della prolungata sospensione delle attività in presenza, per le nostre studentesse e i nostri studenti è necessario che in cattedra ci siano, o restino, i docenti migliori. Certamente una buona parte saranno i precari. Ma una sanatoria mortifica la loro bravura e capacità di dimostrare la preparazione e l’esperienza di cui sono portatori.  Servono inoltre al Paese anche energie nuove, una notevole parte di immissioni in ruolo non può esimersi dal dare una opportunità a nuove giovani risorse che possano aiutare la scuola ad affrontare nuovi traguardi sfidanti.

L’INIZIO DELL’ANNO SCOLASTICO NON SI RISOLVE CON LA STABILIZZAZIONE
Sfatiamo un falso mito. Se la domanda è fare ripartire in tempo il prossimo anno scolastico, ci tengo a sottolineare che questo non è per niente legato alla stabilizzazione dei precari. Se la finalità della sanatoria ipotizzata è quella di immettere in ruolo già nell’anno scolastico 2021/22 l’obiettivo non viene raggiunto. Infatti, verrebbero immessi in ruolo solo a settembre 2022. Ci sarebbe quindi tutto il tempo, per quella data, di affrontare il concorso ordinario, già bandito, e di immettere in ruolo i candidati che stanno già studiando da aprile 2020 e che aspettano di concorrere in maniera trasparente ad un concorso che volendo potrebbe essere semplificato.

Vi sono inoltre molti docenti già pronti per l’immissione per l’anno scolastico 2021/2022 che risultano vincitori del concorso 2016, 2018 e docenti presenti ancora in Gae. Molti di loro sono gli stessi precari di cui si chiede la stabilizzazione.

Preso atto che la stabilizzazione non risolverebbe l’inizio dell’anno scolastico, dobbiamo lavorare per rispettare e velocizzare il cronoprogramma: sbloccare al più presto la mobilità, velocizzare i pensionamenti e sbloccare il prima possibile le procedure d’avvio dell’anno scolastico.

LA VIA È TRACCIATA: I CONCORSI ORDINARI POSSONO SVOLGERSI IN SICUREZZA E VELOCITÀ
A chi crede che il corso-concorso ipotizzato sia la sola via percorribile in pandemia, rispondo con l’esempio virtuoso dei concorsi nella P.A. di cui abbiamo avuto notizia di recente, che sono il paradigma da condividere: semplificazione, velocità, valorizzazione del merito. Questi ultimi prevedono prove selettive iniziali a differenza dell’ipotesi del corso-concorso della scuola. Se la Pubblica Amministrazione fa selezione per posti a tempo determinato, che senso ha non farlo per il ruolo dei docenti? Inoltre ad oggi più del 77% del personale scolastico è stato vaccinato, quindi la sicurezza per l’espletamento di prove concorsuali è decisamente meno a rischio che nei mesi scorsi.

NESSUNO DIMENTICA I PRECARI. POSSONO ESSERE ASSUNTI NEL PIENO DELLA LORO DIGNITÀ
Intanto partiamo dai dati. I 200 mila precari di cui si parla sono un dato totalmente falsato privo di qualsiasi fondamento, in quanto fra questi una parte ha già partecipato al concorso straordinario e verrà assunta a breve e la stragrande maggioranza non è supplente in organico di diritto (e che quindi può essere immesso in ruolo) ma sono precari su cattedre di fatto, su cui non si possono effettuare assunzioni. Bisogna ristabilire la verità dei dati e su quelli ragionare, altrimenti si propongono finte soluzioni. Con lo studio dei dati di cui sono in possesso è evidente che la necessità di un corso-concorso così come ipotizzato non torna. Servono i veri dati dei posti vacanti e disponibili oltre che le facoltà assunzionali in prospettiva dei prossimi 4 anni. Mi spiego meglio, con il concorso straordinario già in dirittura d’arrivo e con quello ordinario che, ripeto, possiamo velocizzare, assumeremo più di 77 mila docenti. Quanti posti aggiuntivi possiamo avere dal Mef? Solo in base a questo dato, ancora non pervenuto, si capirebbe la reale necessità di un ulteriore concorso rispetto a quelli già banditi.

Una soluzione rapida e di buon senso, e che verrebbe incontro alle molteplici istanze dei soggetti interessati, compresi i 450 mila candidati dell’ordinario, sarebbe quella – in caso di ulteriori cattedre autorizzate dal Mef – di ampliare la platea dei vincitori degli attuali concorsi. Si potrebbero implementare i posti dello straordinario già in via di espletamento, strutturato proprio per i precari con 36 mesi di servizio negli ultimi 10 anni, e si potrebbero implementare anche i posti dell’ordinario magari dando immediatamente seguito ai concorsi già banditi, facendolo partire subito con procedure semplificate ma meritocratiche.
Siamo proprio sicuri che uno straordinario-bis rispetti i principi costituzionali?


Se vuoi sapere di più su Barbara Floridia guarda il suo profilo su Rousseau

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