Alberto Airola: Sono qua con Giuseppe Mastruzzo per porgli delle domande sulla mia idea ribelle. Noi viviamo in un mondo estremamente digitalizzato. Internet è stata una grandissima scoperta, internet ha riempito le nostre vite anche dando l'accesso alla cultura per esempio a miliardi di persone, ma ha di fatto smaterializzato moltissimo alcune esperienze che io ritengo invece importanti proprio per la costruzione del pensiero dell'essere umano. Tu che cosa ne pensi rispetto alla dematerializzazione della cultura? Giuseppe Mastruzzo: Ma io penso che la tua sia un'idea stupenda e persino urgente. Tu vuoi rimaterializzare la cultura e, se vuoi, riproporre la materialità dell'esperienza umana. Penso che queste occasioni debbano essere riproposte a ragazzi che ormai vedono le opere d'arte soltanto online, ragazzi che ormai non toccano più la pagina del libro e, di nuovo, la leggono su uno schermo, anche a chi ormai ascolta un brano musicale sempre solo in traccia senza viverne invece la fisicità della prima volta. Io sono per riproporre le jam session, l'unicità di un pezzo di cui non si terrà neanche memoria se vuoi, o forse sì, l'afflato di musicisti che per la prima volta suonano assieme una cosa di cui non sanno quale sarà il compimento. Alberto Airola: A proposito della musica, io noto la differenza - io ho suonato, come molti altri, uno strumento - tra il comporre musica elettronica, che fra l'altro mi piace moltissimo, e l'esperienza, ma anche lo stato diciamo di coscienza, il pensiero, come influisce il fatto di suonare magari uno strumento a fiato - io suono il sassofono - e usare le mani sul pensiero e sull'evoluzione anche delle sinapsi, quindi i collegamenti del cervello. Giuseppe Mastruzzo: Tu hai mai fatto caso che quando parliamo di musica spesso usiamo il linguaggio dell'amore? E penso che questo sia dovuto appunto alla essenziale fisicità della musica che mette in gioco tanti sensi, non soltanto quello dell'udito, quello del tatto quando suoni, quando pizzichi la corda di una chitarra, quando tocchi in modo diverso lo stesso tasto di un pianoforte, piano più forte, e così è anche negli scambi umani come ce li ricordavamo prima del digitale e che forse dobbiamo recuperare per amplificare poi in meglio l'esperienza del digitale. Quello che tu vuoi, quello che tu intendi con rimaterializzazione non concerne solo lo spazio, concerne anche il tempo, l'unicità del tempo, l'unicità di ritrovarsi contemporaneamente assieme in un luogo. Alberto Airola: Questo infatti è per chi ha assistito ad un concerto, magari in un luogo storico, un'esperienza sicuramente energetica, anche direi unica che proviene dal palco, dagli esecutori, dal cantante, o un'esperienza teatrale o un'esperienza comunque dove esiste un hic et nunc. Queste sono esperienze che secondo me, come dici tu, fisicamente ci restano dentro in qualche modo, diventano patrimonio del nostro pensiero, molto più di ricordi che invece in questo cloud possono perdersi, entropicamente disperdersi, le fotografie della nostra vita oppure appunto un libro, l'importanza di toccare un oggetto culturale e magari collezionarlo. Mi pare che questo sia un rischio reale. Giuseppe Mastruzzo: Io penso che la tua esigenza di rimaterializzazione della cultura, della realtà, sia anzitutto un’esigenza di comunità. Vedi che mi porti questi esempi di ritrovarsi qui ed ora, hic e nunc tutti assieme. Vedi che parli sempre di un'esperienza condivisa e la materialità la vedi in questo senso. Penso che questo sia alla base di un tuo progetto che va oltre il politico e che diventi antropolitico: tu vuoi recuperare gli spazi che vale la pena di vivere e le occasioni che vale la pena di vivere. Alberto Airola: Queste dei luoghi culturali, dello stare insieme è molto importante. Io penso sia ai luoghi storici, musei, cioè l'esperienza di vedere un quadro dal vivo, ma penso anche, che so, a quello che erano le librerie in cui avevi un contatto con il proprietario che conosceva i tuoi gusti, ti consigliava. Noi siamo indicizzati oggi, profilati, ma non è detto che questo contribuisca ai nostri gusti o ci faccia scoprire cose nuove. Adesso ritornano di moda i dischi, andare in un negozio di dischi e confrontarsi con un altro collezionista, con un estimatore, magari c'è un dj, diventano anche eventi e diventano vita vissuta. Che poi può anche essere una vita vissuta su internet ma che ha una sostanziale differenza, magari ti fai anche degli amici reali nuovi. Giuseppe Mastruzzo: Sono convinto Alberto che questa vita vissuta di cui tu parli, questi momenti di comunità di cui tu parli, non siano soltanto un piccolo mondo antico, ma sia l'unico futuro possibile che ci possiamo disegnare per una vita che valga la pena di essere vissuta, per una vita non nuda e in sé, ma una vita fatta di momenti unici che possiamo ricordarci, che hanno segnato la nostra esistenza e l'hanno fatta diventare significativa. Alberto Airola: Grazie Giuseppe della tua sensibilità, delle tue risposte. Io chiuderei dicendo che ci serve per mantenere la nostra identità questo insieme di esperienze materiali, fisiche, quindi fatte di luoghi, fatte di ricordi che possiamo conservare anche al di fuori di noi stessi, scrivendo, fotografando, ricordando appunto delle esperienze fisiche che sono poi anche sensibili, sensoriali e quindi non so risentire il profumo di una persona o di una cosa ci può veramente dare delle emozioni e dei ricordi fortissimi e che sia impossibile fermare, sarebbe assurdo, questo percorso che l'umanità sta facendo verso la smaterializzazione, verso il cloud, le esperienze digitali, ma che debba essere ibridato tutto ciò con l'esperienza fisica. Solo così penso avremo un’identità che conserva molte culture da cui arriviamo e che ci può aiutare in una transizione, qualunque essa sia, evolutiva di tutta l’umanità.

Idee ribelli: Rimaterializzazione Culturale
15 marzo 2021 alle ore 12:41•di Alberto Airola
Le idee ribelli sono le idee che possono rendere straordinario il nostro Paese e che si ribellano alla quieta disperazione del non cambiare nulla. Le idee ribelli si compongono di due parole dove ribelle è l’aggettivo come: Identità Digitale, Acqua Pubblica o Reddito Energetico.
Proponi la tua idea ribelle! Compito di chi si proporrà come custode di un’idea ribelle sarà quello di promuoverla, ma anche e soprattutto di creare la consapevolezza che il tempo per quella idea è oggi.
Oggi Alberto Airola, portavoce del MoVimento 5 Stelle al Senato, propone la sua idea ribelle “Rimaterializzazione Culturale” raccontandola con il supporto di Giuseppe Mastruzzo, direttore dell'International University College of Turin e direttore dell'International Journal of Public Law and Policy.
Alberto Airola: Sono qua con Giuseppe Mastruzzo per porgli delle domande sulla mia idea ribelle. Noi viviamo in un mondo estremamente digitalizzato. Internet è stata una grandissima scoperta, internet ha riempito le nostre vite anche dando l'accesso alla cultura per esempio a miliardi di persone, ma ha di fatto smaterializzato moltissimo alcune esperienze che io ritengo invece importanti proprio per la costruzione del pensiero dell'essere umano. Tu che cosa ne pensi rispetto alla dematerializzazione della cultura? Giuseppe Mastruzzo: Ma io penso che la tua sia un'idea stupenda e persino urgente. Tu vuoi rimaterializzare la cultura e, se vuoi, riproporre la materialità dell'esperienza umana. Penso che queste occasioni debbano essere riproposte a ragazzi che ormai vedono le opere d'arte soltanto online, ragazzi che ormai non toccano più la pagina del libro e, di nuovo, la leggono su uno schermo, anche a chi ormai ascolta un brano musicale sempre solo in traccia senza viverne invece la fisicità della prima volta. Io sono per riproporre le jam session, l'unicità di un pezzo di cui non si terrà neanche memoria se vuoi, o forse sì, l'afflato di musicisti che per la prima volta suonano assieme una cosa di cui non sanno quale sarà il compimento. Alberto Airola: A proposito della musica, io noto la differenza - io ho suonato, come molti altri, uno strumento - tra il comporre musica elettronica, che fra l'altro mi piace moltissimo, e l'esperienza, ma anche lo stato diciamo di coscienza, il pensiero, come influisce il fatto di suonare magari uno strumento a fiato - io suono il sassofono - e usare le mani sul pensiero e sull'evoluzione anche delle sinapsi, quindi i collegamenti del cervello. Giuseppe Mastruzzo: Tu hai mai fatto caso che quando parliamo di musica spesso usiamo il linguaggio dell'amore? E penso che questo sia dovuto appunto alla essenziale fisicità della musica che mette in gioco tanti sensi, non soltanto quello dell'udito, quello del tatto quando suoni, quando pizzichi la corda di una chitarra, quando tocchi in modo diverso lo stesso tasto di un pianoforte, piano più forte, e così è anche negli scambi umani come ce li ricordavamo prima del digitale e che forse dobbiamo recuperare per amplificare poi in meglio l'esperienza del digitale. Quello che tu vuoi, quello che tu intendi con rimaterializzazione non concerne solo lo spazio, concerne anche il tempo, l'unicità del tempo, l'unicità di ritrovarsi contemporaneamente assieme in un luogo. Alberto Airola: Questo infatti è per chi ha assistito ad un concerto, magari in un luogo storico, un'esperienza sicuramente energetica, anche direi unica che proviene dal palco, dagli esecutori, dal cantante, o un'esperienza teatrale o un'esperienza comunque dove esiste un hic et nunc. Queste sono esperienze che secondo me, come dici tu, fisicamente ci restano dentro in qualche modo, diventano patrimonio del nostro pensiero, molto più di ricordi che invece in questo cloud possono perdersi, entropicamente disperdersi, le fotografie della nostra vita oppure appunto un libro, l'importanza di toccare un oggetto culturale e magari collezionarlo. Mi pare che questo sia un rischio reale. Giuseppe Mastruzzo: Io penso che la tua esigenza di rimaterializzazione della cultura, della realtà, sia anzitutto un’esigenza di comunità. Vedi che mi porti questi esempi di ritrovarsi qui ed ora, hic e nunc tutti assieme. Vedi che parli sempre di un'esperienza condivisa e la materialità la vedi in questo senso. Penso che questo sia alla base di un tuo progetto che va oltre il politico e che diventi antropolitico: tu vuoi recuperare gli spazi che vale la pena di vivere e le occasioni che vale la pena di vivere. Alberto Airola: Queste dei luoghi culturali, dello stare insieme è molto importante. Io penso sia ai luoghi storici, musei, cioè l'esperienza di vedere un quadro dal vivo, ma penso anche, che so, a quello che erano le librerie in cui avevi un contatto con il proprietario che conosceva i tuoi gusti, ti consigliava. Noi siamo indicizzati oggi, profilati, ma non è detto che questo contribuisca ai nostri gusti o ci faccia scoprire cose nuove. Adesso ritornano di moda i dischi, andare in un negozio di dischi e confrontarsi con un altro collezionista, con un estimatore, magari c'è un dj, diventano anche eventi e diventano vita vissuta. Che poi può anche essere una vita vissuta su internet ma che ha una sostanziale differenza, magari ti fai anche degli amici reali nuovi. Giuseppe Mastruzzo: Sono convinto Alberto che questa vita vissuta di cui tu parli, questi momenti di comunità di cui tu parli, non siano soltanto un piccolo mondo antico, ma sia l'unico futuro possibile che ci possiamo disegnare per una vita che valga la pena di essere vissuta, per una vita non nuda e in sé, ma una vita fatta di momenti unici che possiamo ricordarci, che hanno segnato la nostra esistenza e l'hanno fatta diventare significativa. Alberto Airola: Grazie Giuseppe della tua sensibilità, delle tue risposte. Io chiuderei dicendo che ci serve per mantenere la nostra identità questo insieme di esperienze materiali, fisiche, quindi fatte di luoghi, fatte di ricordi che possiamo conservare anche al di fuori di noi stessi, scrivendo, fotografando, ricordando appunto delle esperienze fisiche che sono poi anche sensibili, sensoriali e quindi non so risentire il profumo di una persona o di una cosa ci può veramente dare delle emozioni e dei ricordi fortissimi e che sia impossibile fermare, sarebbe assurdo, questo percorso che l'umanità sta facendo verso la smaterializzazione, verso il cloud, le esperienze digitali, ma che debba essere ibridato tutto ciò con l'esperienza fisica. Solo così penso avremo un’identità che conserva molte culture da cui arriviamo e che ci può aiutare in una transizione, qualunque essa sia, evolutiva di tutta l’umanità.
Alberto Airola: Sono qua con Giuseppe Mastruzzo per porgli delle domande sulla mia idea ribelle. Noi viviamo in un mondo estremamente digitalizzato. Internet è stata una grandissima scoperta, internet ha riempito le nostre vite anche dando l'accesso alla cultura per esempio a miliardi di persone, ma ha di fatto smaterializzato moltissimo alcune esperienze che io ritengo invece importanti proprio per la costruzione del pensiero dell'essere umano. Tu che cosa ne pensi rispetto alla dematerializzazione della cultura? Giuseppe Mastruzzo: Ma io penso che la tua sia un'idea stupenda e persino urgente. Tu vuoi rimaterializzare la cultura e, se vuoi, riproporre la materialità dell'esperienza umana. Penso che queste occasioni debbano essere riproposte a ragazzi che ormai vedono le opere d'arte soltanto online, ragazzi che ormai non toccano più la pagina del libro e, di nuovo, la leggono su uno schermo, anche a chi ormai ascolta un brano musicale sempre solo in traccia senza viverne invece la fisicità della prima volta. Io sono per riproporre le jam session, l'unicità di un pezzo di cui non si terrà neanche memoria se vuoi, o forse sì, l'afflato di musicisti che per la prima volta suonano assieme una cosa di cui non sanno quale sarà il compimento. Alberto Airola: A proposito della musica, io noto la differenza - io ho suonato, come molti altri, uno strumento - tra il comporre musica elettronica, che fra l'altro mi piace moltissimo, e l'esperienza, ma anche lo stato diciamo di coscienza, il pensiero, come influisce il fatto di suonare magari uno strumento a fiato - io suono il sassofono - e usare le mani sul pensiero e sull'evoluzione anche delle sinapsi, quindi i collegamenti del cervello. Giuseppe Mastruzzo: Tu hai mai fatto caso che quando parliamo di musica spesso usiamo il linguaggio dell'amore? E penso che questo sia dovuto appunto alla essenziale fisicità della musica che mette in gioco tanti sensi, non soltanto quello dell'udito, quello del tatto quando suoni, quando pizzichi la corda di una chitarra, quando tocchi in modo diverso lo stesso tasto di un pianoforte, piano più forte, e così è anche negli scambi umani come ce li ricordavamo prima del digitale e che forse dobbiamo recuperare per amplificare poi in meglio l'esperienza del digitale. Quello che tu vuoi, quello che tu intendi con rimaterializzazione non concerne solo lo spazio, concerne anche il tempo, l'unicità del tempo, l'unicità di ritrovarsi contemporaneamente assieme in un luogo. Alberto Airola: Questo infatti è per chi ha assistito ad un concerto, magari in un luogo storico, un'esperienza sicuramente energetica, anche direi unica che proviene dal palco, dagli esecutori, dal cantante, o un'esperienza teatrale o un'esperienza comunque dove esiste un hic et nunc. Queste sono esperienze che secondo me, come dici tu, fisicamente ci restano dentro in qualche modo, diventano patrimonio del nostro pensiero, molto più di ricordi che invece in questo cloud possono perdersi, entropicamente disperdersi, le fotografie della nostra vita oppure appunto un libro, l'importanza di toccare un oggetto culturale e magari collezionarlo. Mi pare che questo sia un rischio reale. Giuseppe Mastruzzo: Io penso che la tua esigenza di rimaterializzazione della cultura, della realtà, sia anzitutto un’esigenza di comunità. Vedi che mi porti questi esempi di ritrovarsi qui ed ora, hic e nunc tutti assieme. Vedi che parli sempre di un'esperienza condivisa e la materialità la vedi in questo senso. Penso che questo sia alla base di un tuo progetto che va oltre il politico e che diventi antropolitico: tu vuoi recuperare gli spazi che vale la pena di vivere e le occasioni che vale la pena di vivere. Alberto Airola: Queste dei luoghi culturali, dello stare insieme è molto importante. Io penso sia ai luoghi storici, musei, cioè l'esperienza di vedere un quadro dal vivo, ma penso anche, che so, a quello che erano le librerie in cui avevi un contatto con il proprietario che conosceva i tuoi gusti, ti consigliava. Noi siamo indicizzati oggi, profilati, ma non è detto che questo contribuisca ai nostri gusti o ci faccia scoprire cose nuove. Adesso ritornano di moda i dischi, andare in un negozio di dischi e confrontarsi con un altro collezionista, con un estimatore, magari c'è un dj, diventano anche eventi e diventano vita vissuta. Che poi può anche essere una vita vissuta su internet ma che ha una sostanziale differenza, magari ti fai anche degli amici reali nuovi. Giuseppe Mastruzzo: Sono convinto Alberto che questa vita vissuta di cui tu parli, questi momenti di comunità di cui tu parli, non siano soltanto un piccolo mondo antico, ma sia l'unico futuro possibile che ci possiamo disegnare per una vita che valga la pena di essere vissuta, per una vita non nuda e in sé, ma una vita fatta di momenti unici che possiamo ricordarci, che hanno segnato la nostra esistenza e l'hanno fatta diventare significativa. Alberto Airola: Grazie Giuseppe della tua sensibilità, delle tue risposte. Io chiuderei dicendo che ci serve per mantenere la nostra identità questo insieme di esperienze materiali, fisiche, quindi fatte di luoghi, fatte di ricordi che possiamo conservare anche al di fuori di noi stessi, scrivendo, fotografando, ricordando appunto delle esperienze fisiche che sono poi anche sensibili, sensoriali e quindi non so risentire il profumo di una persona o di una cosa ci può veramente dare delle emozioni e dei ricordi fortissimi e che sia impossibile fermare, sarebbe assurdo, questo percorso che l'umanità sta facendo verso la smaterializzazione, verso il cloud, le esperienze digitali, ma che debba essere ibridato tutto ciò con l'esperienza fisica. Solo così penso avremo un’identità che conserva molte culture da cui arriviamo e che ci può aiutare in una transizione, qualunque essa sia, evolutiva di tutta l’umanità.
Commenti (7)
maria derienzo
15 marzo 2021 alle ore 18:38Smaterializzare significa ridurre l'impronta ecologica di ognuno di noi.
Esempio: se invece di prendere la macchina e fare la fila per entrare in un cinema multisala mi godo il film a casa .. riduco l'inquinamento del pianeta.
Ritengo che stare seduti in una sala piena di gente a vedere un film preceduto da pubblicità non è vivere la socialità.
Viviamo in un mondo antropizzato, reso invivibile dall'azione umana.
"Penso che questo sia alla base di un tuo progetto che va oltre il politico e che diventi antropolitico: tu vuoi recuperare gli spazi che vale la pena di vivere e le occasioni che vale la pena di vivere."
Andare a un Congresso, a una Assemblea, per fare politica e' una esperienza umana esaltante ma al tempo stesso limitata e deviata dalle impressioni, dalle inevitabili simpatie e antipatie personali.
La politica va il più possibile smaterializzata, resa fruibile dalla ragione e dall'uso del cervello senza l'influenza di altri fattori.
Uno dei modi per combattere la corruzione è smaterializzare le relazioni politiche e di affari.
Roberto B
15 marzo 2021 alle ore 23:24Se ti può far piacere nel recovery Plan alla voce :
M1C2 Digitalizzazione, innovazione e capacità di comunicazione
del sistema di produzione e in generale nel PDF a pg 112, 315 492 si parla di dematerializzazione
Qui trovi la pagina e il link al PDF
https://www.corrierecinquestelle.it/2021-03-13-Controllo-RF.htm
un punto (Turismo 4.0)
I siti culturali e i musei italiani soffrono attualmente di un divario digitale, sia in termini
di infrastrutture/sistemi digitali che di capacità del loro personale. La sfida consiste nel
colmare questo divario digitale migliorando l'accesso alle risorse culturali e ai servizi digitali,
attuando una progettazione dei punti di accesso incentrata sull'utente e costruendo abilità e
competenze.
Obiettivi: Gli obiettivi degli investimenti proposti sono i seguenti:
• agevolare la crescita di un mercato complementare dei servizi culturali per le piccole e
medie imprese e le start-up innovative;
• agevolare il trasferimento delle innovazioni in materia di R & sviluppo nella pratica del
patrimonio culturale;
• sviluppare il potenziale delle banche dati culturali e delle collezioni digitali, sia dal
punto di vista edutainment che scientifico;
• garantire l'utilizzo e l'accessibilità a lungo termine degli archivi digitali e dei prodotti
della digitalizzazione del patrimonio culturale;
• ridurre le inefficienze e i costi di gestione mediante la razionalizzazione dei sistemi di
informazione (approccio cloud), la dematerializzazione degli archivi cartacei e la
digitalizzazione dei depositi.
Importo 1,5 Miliardi di Euro.
battegliseester
15 marzo 2021 alle ore 19:45Una vera testimonianza di vita che può interessare tutti coloro che hanno problemi con il loro matrimonio o relazione, voglio parlare al mondo del grande e potente incantatore chiamato Dr Muhammad Center, mio ??marito mi tradiva e non si è più impegnato con me e con i nostri figli quando gli ho chiesto quale fosse il problema mi ha detto che si è disamorato di me e voleva il divorzio ero così affranto che ho pianto tutto il giorno e la notte ma è uscito di casa stavo cercando qualcosa online quando ho visto un articolo su come il grande e potente dottor Muhammad ha aiutato così tanti in situazioni simili come la mia, e-mail e numero whatsapp drmuhammadcenter@outlook.com, whatsapp +2348123964775 era lì, quindi gli ho inviato un'e-mail dicendogli del mio problema mi ha detto che mio marito tornerà a me entro 48 ore ho fatto tutto ciò che mi ha chiesto di fare, dopo 48 ore con mia grande sorpresa mio marito è tornato a casa e piangeva e mi chiedeva perdonarlo e accettarlo, può anche aiutarti a uscire da qualsiasi situazione tu Trovati a contattarlo e sii specifico sul tuo problema email: drmuhammadcenter@outlook.com o whatsapp +2348123964775
Gerardo Migliaccio
16 marzo 2021 alle ore 08:13Buongiorno al Blog
Economia reale ed idee ribbelli:
Bisogna che questi della scuola Bocconi vengano a studiare a Napoli.
https://youtu.be/M5UcaVBM32g
Gerardo Migliaccio
16 marzo 2021 alle ore 09:00Dopo il Corona virus, Facciamo in Modo da stampare subito soldi Freschi e cerchiamo di evitare che si sparge sangue con assalti ai supermercati,
Alla piattaforma Rousseau e al movimento cinque stelle pensano alle poltrone e la riconversione, si parla di
"Rimaterializziamo" che cosa? Le carte?
Ma se la miseria ci assale!
Che facciamo con le carte?
Rimaterializziamo i soldi, quelli si!
Quelli che la finanza internazionale speculativa ci ha sottratto per grande usura bancaria speculativa, studiate un po' di diritto monetario e sovranità monetaria, siete degli Incapaci e buoi a nulla, avete il metodo e la visione neoliberista!
Le banche e la finanza ci stanno distruggendo, i poteri forti sono tutti contro il nostro Paese,
ci hanno portato Via. Tutto e stanno continuando con la politica economica di Mario Draghi.
Secondo me alla scuola Bocconi, devono venire impare a Fare i reporter per 3 anni , dopodiché studiare economica, per i cittadini non per i banchieri , non hanno nemmeno capito che anche le imprese hanno come azionista di maggioranza la banca centrale europea e Federal Reserv
Per poter per vivere...
Servono soldi Freschi e subito, pochi e maledettamente subito,!
https://www.facebook.com/watch/?v=1811563185675531
salvoalgeri
16 marzo 2021 alle ore 17:41Di idee ribelli ne abbiamo tante ma come realizzarle?
Il M5S con Alessio Villarosa (rappresentante degno dei cittadini in difficoltà e di tanti iscritti pensanti) aveva dato una SOLUZIONE che risolveva 100 problemi, parlo del PRESTITO CONDIVISO TRENTENNALE che toglieva soldi a mafie e banche regalando solo tempo ad ogni cittadino o impresa in difficoltà, soluzione che preveniva nei fatti chiusure, usura e suicidi, evitava denunce, arresti e processi oltre che mettere in sicurezza i cittadini (dovere dello Stao)...etc etc.
Andando a noi io ho una idea ribelle che è sostenibile, coincide con gli obiettivi del Movimento e del volere della maggioranza degli italiani, evita danni e sprechi e migliora la qualità della vita dei cittadini. L'idea crea un piccolo danno economico a pochissimi soggetti ma ho anche il suggerimento per evitarlo o compensarlo. Disponibile a presentarla ma chi permetterà di attuarla?
#ioproveròlostesso
Prêt Express
8 ottobre 2021 alle ore 05:16Ciao, siamo una società finanziaria che offre prestiti internazionali. Avendo un capitale che verrà utilizzato per concedere prestiti tra privati a breve e lungo termine che vanno da 5.000 € a 50.000.000 di euro a tutte le persone serie in reale bisogno, il tasso di interesse è del 2% anno gratuito. prestito, prestito di investimento, prestito auto, prestito personale Siamo disponibili a soddisfare i nostri clienti in un periodo massimo di 03 giorni dopo il ricevimento del modulo di domanda. PS: messaggi molto seri
info: loanexpressfinance12@gmail.com
Whatsapp: +1 815 320 4094
https://www.facebook.com/Loan-Express-finance-180218634093402/
