G. C.
8 febbraio 2021 alle ore 18:59La consultazione è apprezzabile e in linea con i 2 precedenti: accordo-contratto con Lega e con Pd/Leu. Stavolta però resto scettico, per non dire "contrario". Molto più rispetto all'iniziale scetticismo - subito superato - manifestato sulla nascita del Conte2, quando temevo i colpi bassi dei renziani (che infatti si son verificati: https://bit.ly/3p33Zvf) ma il gioco valeva ancora la candela. Non tanto per Draghi in sé, quindi, ma per il fatto che ora, con la formula politica che si profila, non pare sussistere GARANZIA MINIMA che i paletti 5S vengano applicati. Non solo perché non ci sarà più un premier da noi indicato (Draghi ha citato l'art. 95 sottintendendo che sarà lui a dettar la linea), ma perché squilibri e numeri parlamentari restano inalterati.
Perciò, al netto dell'entusiasmo di Grillo e della “volontà di incidere” espressa dall'ottimo Conte (prima vittima della congiura di palazzo, forse concepita prima della pandemia: https://bit.ly/3rwFwjA), ora è già noto che nulla può impedire, nemmeno Draghi, che sui temi cari al M5S - rilevanti per l'implosione del Conte1 e del Conte2 (giustizia, autostrade, conflitto d'interessi, salario minimo, ecc.) - si verifichino le stesse dinamiche parlamentari e le stesse sponde antiM5S che abbiamo visto sulla prescrizione e sul Tav. Sponde già riprese proprio sulla giustizia, che per me è e resta battaglia fondamentale a livello legalitario, economico e sociale (https://bit.ly/2YZXjTS). La sola circostanza che tutti gli ambienti e i media da sempre ostili al M5S plaudono al governo Draghi (pianoB di Renzi) è indicativa in negativo. Fidarsi ora rischia seriamente, molto più che in passato, di tradursi in "incauto acquisto".