Luca Di Giuseppe: L'idea ribelle di cui ci occupiamo oggi è la “Città del Quarto d'Ora”, un tema molto importante che fa riferimento anche all'idea che il mondo post Covid sarà completamente diverso rispetto a quello che immaginavamo soltanto fino a qualche tempo fa. La città del quarto d'ora è la città dei 15 minuti, una città all'interno della quale si possano raggiungere tutti i servizi essenziali entro 15 minuti da casa, a piedi oppure in bicicletta. E quindi la città del quarto d'ora è appunto una visione di come le città del futuro dovrebbero essere costruite. Di questo parleremo con un esperto: Guglielmo Minervino, architetto urbanista che si occupa di ricerca e sviluppo. Con Guglielmo approfondiremo questo tema, cioè in che modo le città del futuro dovrebbero e potrebbero essere costruite per rispondere meglio alle esigenze e alle necessità dei cittadini. Guglielmo quindi la prima domanda che ti pongo è: per quale motivo oggi si parla di città del quarto d'ora nel mondo? Cioè qual è il problema dal quale si parte, che si vuole appunto risolvere attraverso questo nuovo modello di città? Guglielmo Minervino: il problema principale che abbiamo con le città moderne è che non rispondono più all'essere umano. Semplicemente seguono logiche diverse, diciamocelo fin da subito, le logiche del capitale, dell'economia, ma non più l'esigenza abitativa della persona. Quindi è un problema di paradigma: l'uomo non è più da un secolo a questa parte al centro del pensiero della città, della progettazione della città, ma è diventato un utente della città. Mi voglio semplicemente rifare al concetto di città stessa, cioè di civitas romana, che era proprio l'insieme delle relazioni sociali delle comunità all'interno della città, la parte fisica invece si chiamava urbe cioè urbanistica. Purtroppo l'urbanistica da quando è nata si è concentrata troppo spesso sulla forma della città è un po’ meno su quello che invece è la qualità e quindi i suoi abitanti. Questo è il problema principale che credo, anzi sono sicuro, la città del quarto d'ora pone al centro e al quale prova a rispondere anche in una maniera secondo me abbastanza innovativa. Luca Di Giuseppe: quindi sostanzialmente con la città del quarto d'ora l'obiettivo è quello di tornare ad una dimensione più umana della città e ovviamente il tema fondamentale da cui si parte è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini e quindi rispondere a delle esigenze che magari fin qui non trovano risposta da parte dei cittadini all'interno dei comuni, dai più piccoli ai più grandi. In che modo questo modello di città può aiutare i cittadini a fare in modo che quelle necessità trovino invece risposta? Guglielmo Minervino: innanzitutto se è vero che la città è fatta per abitare, quindi per gli esseri umani, ecco noi siamo degli esseri sociali, viviamo di relazioni sociali e troviamo anche soddisfazione a contribuire attivamente a quella della nostra comunità. Questo è uno dei problemi principali che abbiamo anche oggi, ovvero uno scarso ascolto della cittadinanza da parte magari delle istituzioni. La città del quarto d'ora proprio in funzione di questa sua prossimità, cioè di avere tutto a portata di 15 minuti più o meno da raggiungere a piedi, in bicicletta o comunque con qualsiasi mezzo di trasporto che sia sostenibile, incentiva proprio le relazioni sociali, quindi possiamo parlare di una città socio-generativa. D'altra parte questi elementi costruiscono e diciamo contribuiscono allo sviluppo di quel capitale sociale, che sono appunto le persone, le relazioni, che hanno fondamentale importanza oggi nella scelta delle politiche più opportune da perseguire proprio per uno sviluppo delle città che sia in linea con i concetti di sostenibilità, di resilienza, di ecologia. Luca Di Giuseppe: Ma quali sono secondo te i problemi che si potrebbero verificare nell'immaginare la costruzione di questa città? Guglielmo Minervino: innanzitutto diciamo che questo modello di città si scontra proprio con quello che attualmente esiste, quindi immagino innanzitutto dei vantaggi ad esempio dal consumo di suolo. La città dei 15 minuti vuol dire che non dobbiamo più consumare suolo in maniera così estensiva come si fa adesso, e questo ovviamente va contro le logiche neocapitaliste del consumare, del vendere, del produrre incessantemente, di una crescita diciamo infinita. Quindi questo è un ostacolo principale. E se volessi fare un accenno sull'Italia, diciamo che l'evidenza di questo l'abbiamo nel fatto che l'Italia ha una legge urbanistica del ‘42, cioè abbastanza datata, che rispondeva a tutt'altra logica, anche se poi superata in parte. Però diciamo, l'italia paradossalmente, nonostante abbia le carte in regola e le capacità, e soprattutto una storia legata a un concetto di città e di abitare denso, prossimo, dove il cittadino è al centro, fatica da un po’ di anni a trovare delle risposte anche in termini di legislazione. Quindi questi sono i due aspetti principali che potrebbero causare problemi. Luca Di Giuseppe: se dovessimo fare appunto una sintesi, cosa porterebbe la città dei 15 minuti? Cioè quali sono i benefici e i vantaggi che trarrebbero i cittadini attraverso la città dei 15 minuti? Guglielmo Minervino: innanzitutto penso al problema dello stress personale, che sappiamo essere più alto - questo è documentato - proprio in contesti urbani. Pensare di ridurre moltissimo gli spostamenti attraverso l'automobile, che ci isolano anche, vuol dire comunque agire una maniera più più serena e tranquilla, quindi con minore stress. Poi c'è l'aspetto ambientale, che è indirettamente toccato da questo modello dei 15 minuti: penso ad esempio al forzarci a ripensare, a riqualificare tutti quegli spazi di risulta abbandonati che troviamo all'interno delle città e convertirli ad esempio in area verde, quindi in una maniera saggia e produttiva per il miglioramento della rete ecologica urbana della quale tanto si parla oggi. Questi sono due aspetti che mi vengono subito in mente. Ce ne sarebbero altri diciamo altrettanto rilevanti, ma questi due secondo me sono già i principali. Luca Di Giuseppe: certo la città del quarto d'ora poi si basa anche sull'idea ad esempio di costruire degli uffici di coworking, per permettere ai cittadini di svolgere tutte quelle attività tradizionali che si svolgono con un certo distanziamento in maniera più ravvicinata, come può essere il lavoro, ma anche lo sport, oppure gli asili nido. Guglielmo, io ti ringrazio e facciamo giusto brevemente una sintesi di quello che ci siamo detti. La città del quarto d'ora è una città nella quale si tenta di riportare il tessuto sociale di un comune ad una dimensione maggiormente umana, cioè più vicina alle esigenze dei cittadini. E’ una città nella quale si riducono gli spostamenti inutili e quindi si cerca anche di diminuire il numero di autovetture che circolano, perché uno dei maggiori ostacoli per le famiglie, per i cittadini, al giorno d'oggi è rappresentato proprio dalle auto, che allo stesso tempo inquinano e quindi attraverso una diminuzione delle autovetture in circolazione ovviamente si hanno dei benefici anche di carattere ambientale. Quindi possiamo sostanzialmente, se tu sei d'accordo, sintetizzare la città del quarto d'ora con due parole: da un lato ambiente, perché è evidente che ci sono dei benefici, dall'altro invece qualità della vita, migliorare la qualità della vita di ciascun cittadino nella propria vita quotidiana e quindi nelle attività che svolge nella sua quotidianità. Questa è la città di 15 minuti, questa è la nostra idea ribelle.

Idee ribelli: la Città del Quarto d'Ora
8 febbraio 2021 alle ore 10:21•di Luca Di Giuseppe
Le idee ribelli sono le idee che possono rendere straordinario il nostro Paese e che si ribellano alla quieta disperazione del non cambiare nulla. Le idee ribelli si compongono di due parole dove ribelle è l’aggettivo come: Identità Digitale, Acqua Pubblica o Reddito Energetico.
Proponi la tua idea ribelle! Compito di chi si proporrà come custode di un’idea ribelle sarà quello di promuoverla, ma anche e soprattutto di creare la consapevolezza che il tempo per quella idea è oggi.
Oggi Luca Di Giuseppe, facilitatore alle relazioni esterne in Campania, propone la sua idea ribelle la “Città del Quarto d'Ora” raccontandola con il supporto di Guglielmo Minervino, architetto urbanista, ricercatore, esperto in sviluppo e gestione del territorio e dei centri storici.
Luca Di Giuseppe: L'idea ribelle di cui ci occupiamo oggi è la “Città del Quarto d'Ora”, un tema molto importante che fa riferimento anche all'idea che il mondo post Covid sarà completamente diverso rispetto a quello che immaginavamo soltanto fino a qualche tempo fa. La città del quarto d'ora è la città dei 15 minuti, una città all'interno della quale si possano raggiungere tutti i servizi essenziali entro 15 minuti da casa, a piedi oppure in bicicletta. E quindi la città del quarto d'ora è appunto una visione di come le città del futuro dovrebbero essere costruite. Di questo parleremo con un esperto: Guglielmo Minervino, architetto urbanista che si occupa di ricerca e sviluppo. Con Guglielmo approfondiremo questo tema, cioè in che modo le città del futuro dovrebbero e potrebbero essere costruite per rispondere meglio alle esigenze e alle necessità dei cittadini. Guglielmo quindi la prima domanda che ti pongo è: per quale motivo oggi si parla di città del quarto d'ora nel mondo? Cioè qual è il problema dal quale si parte, che si vuole appunto risolvere attraverso questo nuovo modello di città? Guglielmo Minervino: il problema principale che abbiamo con le città moderne è che non rispondono più all'essere umano. Semplicemente seguono logiche diverse, diciamocelo fin da subito, le logiche del capitale, dell'economia, ma non più l'esigenza abitativa della persona. Quindi è un problema di paradigma: l'uomo non è più da un secolo a questa parte al centro del pensiero della città, della progettazione della città, ma è diventato un utente della città. Mi voglio semplicemente rifare al concetto di città stessa, cioè di civitas romana, che era proprio l'insieme delle relazioni sociali delle comunità all'interno della città, la parte fisica invece si chiamava urbe cioè urbanistica. Purtroppo l'urbanistica da quando è nata si è concentrata troppo spesso sulla forma della città è un po’ meno su quello che invece è la qualità e quindi i suoi abitanti. Questo è il problema principale che credo, anzi sono sicuro, la città del quarto d'ora pone al centro e al quale prova a rispondere anche in una maniera secondo me abbastanza innovativa. Luca Di Giuseppe: quindi sostanzialmente con la città del quarto d'ora l'obiettivo è quello di tornare ad una dimensione più umana della città e ovviamente il tema fondamentale da cui si parte è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini e quindi rispondere a delle esigenze che magari fin qui non trovano risposta da parte dei cittadini all'interno dei comuni, dai più piccoli ai più grandi. In che modo questo modello di città può aiutare i cittadini a fare in modo che quelle necessità trovino invece risposta? Guglielmo Minervino: innanzitutto se è vero che la città è fatta per abitare, quindi per gli esseri umani, ecco noi siamo degli esseri sociali, viviamo di relazioni sociali e troviamo anche soddisfazione a contribuire attivamente a quella della nostra comunità. Questo è uno dei problemi principali che abbiamo anche oggi, ovvero uno scarso ascolto della cittadinanza da parte magari delle istituzioni. La città del quarto d'ora proprio in funzione di questa sua prossimità, cioè di avere tutto a portata di 15 minuti più o meno da raggiungere a piedi, in bicicletta o comunque con qualsiasi mezzo di trasporto che sia sostenibile, incentiva proprio le relazioni sociali, quindi possiamo parlare di una città socio-generativa. D'altra parte questi elementi costruiscono e diciamo contribuiscono allo sviluppo di quel capitale sociale, che sono appunto le persone, le relazioni, che hanno fondamentale importanza oggi nella scelta delle politiche più opportune da perseguire proprio per uno sviluppo delle città che sia in linea con i concetti di sostenibilità, di resilienza, di ecologia. Luca Di Giuseppe: Ma quali sono secondo te i problemi che si potrebbero verificare nell'immaginare la costruzione di questa città? Guglielmo Minervino: innanzitutto diciamo che questo modello di città si scontra proprio con quello che attualmente esiste, quindi immagino innanzitutto dei vantaggi ad esempio dal consumo di suolo. La città dei 15 minuti vuol dire che non dobbiamo più consumare suolo in maniera così estensiva come si fa adesso, e questo ovviamente va contro le logiche neocapitaliste del consumare, del vendere, del produrre incessantemente, di una crescita diciamo infinita. Quindi questo è un ostacolo principale. E se volessi fare un accenno sull'Italia, diciamo che l'evidenza di questo l'abbiamo nel fatto che l'Italia ha una legge urbanistica del ‘42, cioè abbastanza datata, che rispondeva a tutt'altra logica, anche se poi superata in parte. Però diciamo, l'italia paradossalmente, nonostante abbia le carte in regola e le capacità, e soprattutto una storia legata a un concetto di città e di abitare denso, prossimo, dove il cittadino è al centro, fatica da un po’ di anni a trovare delle risposte anche in termini di legislazione. Quindi questi sono i due aspetti principali che potrebbero causare problemi. Luca Di Giuseppe: se dovessimo fare appunto una sintesi, cosa porterebbe la città dei 15 minuti? Cioè quali sono i benefici e i vantaggi che trarrebbero i cittadini attraverso la città dei 15 minuti? Guglielmo Minervino: innanzitutto penso al problema dello stress personale, che sappiamo essere più alto - questo è documentato - proprio in contesti urbani. Pensare di ridurre moltissimo gli spostamenti attraverso l'automobile, che ci isolano anche, vuol dire comunque agire una maniera più più serena e tranquilla, quindi con minore stress. Poi c'è l'aspetto ambientale, che è indirettamente toccato da questo modello dei 15 minuti: penso ad esempio al forzarci a ripensare, a riqualificare tutti quegli spazi di risulta abbandonati che troviamo all'interno delle città e convertirli ad esempio in area verde, quindi in una maniera saggia e produttiva per il miglioramento della rete ecologica urbana della quale tanto si parla oggi. Questi sono due aspetti che mi vengono subito in mente. Ce ne sarebbero altri diciamo altrettanto rilevanti, ma questi due secondo me sono già i principali. Luca Di Giuseppe: certo la città del quarto d'ora poi si basa anche sull'idea ad esempio di costruire degli uffici di coworking, per permettere ai cittadini di svolgere tutte quelle attività tradizionali che si svolgono con un certo distanziamento in maniera più ravvicinata, come può essere il lavoro, ma anche lo sport, oppure gli asili nido. Guglielmo, io ti ringrazio e facciamo giusto brevemente una sintesi di quello che ci siamo detti. La città del quarto d'ora è una città nella quale si tenta di riportare il tessuto sociale di un comune ad una dimensione maggiormente umana, cioè più vicina alle esigenze dei cittadini. E’ una città nella quale si riducono gli spostamenti inutili e quindi si cerca anche di diminuire il numero di autovetture che circolano, perché uno dei maggiori ostacoli per le famiglie, per i cittadini, al giorno d'oggi è rappresentato proprio dalle auto, che allo stesso tempo inquinano e quindi attraverso una diminuzione delle autovetture in circolazione ovviamente si hanno dei benefici anche di carattere ambientale. Quindi possiamo sostanzialmente, se tu sei d'accordo, sintetizzare la città del quarto d'ora con due parole: da un lato ambiente, perché è evidente che ci sono dei benefici, dall'altro invece qualità della vita, migliorare la qualità della vita di ciascun cittadino nella propria vita quotidiana e quindi nelle attività che svolge nella sua quotidianità. Questa è la città di 15 minuti, questa è la nostra idea ribelle.
Luca Di Giuseppe: L'idea ribelle di cui ci occupiamo oggi è la “Città del Quarto d'Ora”, un tema molto importante che fa riferimento anche all'idea che il mondo post Covid sarà completamente diverso rispetto a quello che immaginavamo soltanto fino a qualche tempo fa. La città del quarto d'ora è la città dei 15 minuti, una città all'interno della quale si possano raggiungere tutti i servizi essenziali entro 15 minuti da casa, a piedi oppure in bicicletta. E quindi la città del quarto d'ora è appunto una visione di come le città del futuro dovrebbero essere costruite. Di questo parleremo con un esperto: Guglielmo Minervino, architetto urbanista che si occupa di ricerca e sviluppo. Con Guglielmo approfondiremo questo tema, cioè in che modo le città del futuro dovrebbero e potrebbero essere costruite per rispondere meglio alle esigenze e alle necessità dei cittadini. Guglielmo quindi la prima domanda che ti pongo è: per quale motivo oggi si parla di città del quarto d'ora nel mondo? Cioè qual è il problema dal quale si parte, che si vuole appunto risolvere attraverso questo nuovo modello di città? Guglielmo Minervino: il problema principale che abbiamo con le città moderne è che non rispondono più all'essere umano. Semplicemente seguono logiche diverse, diciamocelo fin da subito, le logiche del capitale, dell'economia, ma non più l'esigenza abitativa della persona. Quindi è un problema di paradigma: l'uomo non è più da un secolo a questa parte al centro del pensiero della città, della progettazione della città, ma è diventato un utente della città. Mi voglio semplicemente rifare al concetto di città stessa, cioè di civitas romana, che era proprio l'insieme delle relazioni sociali delle comunità all'interno della città, la parte fisica invece si chiamava urbe cioè urbanistica. Purtroppo l'urbanistica da quando è nata si è concentrata troppo spesso sulla forma della città è un po’ meno su quello che invece è la qualità e quindi i suoi abitanti. Questo è il problema principale che credo, anzi sono sicuro, la città del quarto d'ora pone al centro e al quale prova a rispondere anche in una maniera secondo me abbastanza innovativa. Luca Di Giuseppe: quindi sostanzialmente con la città del quarto d'ora l'obiettivo è quello di tornare ad una dimensione più umana della città e ovviamente il tema fondamentale da cui si parte è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini e quindi rispondere a delle esigenze che magari fin qui non trovano risposta da parte dei cittadini all'interno dei comuni, dai più piccoli ai più grandi. In che modo questo modello di città può aiutare i cittadini a fare in modo che quelle necessità trovino invece risposta? Guglielmo Minervino: innanzitutto se è vero che la città è fatta per abitare, quindi per gli esseri umani, ecco noi siamo degli esseri sociali, viviamo di relazioni sociali e troviamo anche soddisfazione a contribuire attivamente a quella della nostra comunità. Questo è uno dei problemi principali che abbiamo anche oggi, ovvero uno scarso ascolto della cittadinanza da parte magari delle istituzioni. La città del quarto d'ora proprio in funzione di questa sua prossimità, cioè di avere tutto a portata di 15 minuti più o meno da raggiungere a piedi, in bicicletta o comunque con qualsiasi mezzo di trasporto che sia sostenibile, incentiva proprio le relazioni sociali, quindi possiamo parlare di una città socio-generativa. D'altra parte questi elementi costruiscono e diciamo contribuiscono allo sviluppo di quel capitale sociale, che sono appunto le persone, le relazioni, che hanno fondamentale importanza oggi nella scelta delle politiche più opportune da perseguire proprio per uno sviluppo delle città che sia in linea con i concetti di sostenibilità, di resilienza, di ecologia. Luca Di Giuseppe: Ma quali sono secondo te i problemi che si potrebbero verificare nell'immaginare la costruzione di questa città? Guglielmo Minervino: innanzitutto diciamo che questo modello di città si scontra proprio con quello che attualmente esiste, quindi immagino innanzitutto dei vantaggi ad esempio dal consumo di suolo. La città dei 15 minuti vuol dire che non dobbiamo più consumare suolo in maniera così estensiva come si fa adesso, e questo ovviamente va contro le logiche neocapitaliste del consumare, del vendere, del produrre incessantemente, di una crescita diciamo infinita. Quindi questo è un ostacolo principale. E se volessi fare un accenno sull'Italia, diciamo che l'evidenza di questo l'abbiamo nel fatto che l'Italia ha una legge urbanistica del ‘42, cioè abbastanza datata, che rispondeva a tutt'altra logica, anche se poi superata in parte. Però diciamo, l'italia paradossalmente, nonostante abbia le carte in regola e le capacità, e soprattutto una storia legata a un concetto di città e di abitare denso, prossimo, dove il cittadino è al centro, fatica da un po’ di anni a trovare delle risposte anche in termini di legislazione. Quindi questi sono i due aspetti principali che potrebbero causare problemi. Luca Di Giuseppe: se dovessimo fare appunto una sintesi, cosa porterebbe la città dei 15 minuti? Cioè quali sono i benefici e i vantaggi che trarrebbero i cittadini attraverso la città dei 15 minuti? Guglielmo Minervino: innanzitutto penso al problema dello stress personale, che sappiamo essere più alto - questo è documentato - proprio in contesti urbani. Pensare di ridurre moltissimo gli spostamenti attraverso l'automobile, che ci isolano anche, vuol dire comunque agire una maniera più più serena e tranquilla, quindi con minore stress. Poi c'è l'aspetto ambientale, che è indirettamente toccato da questo modello dei 15 minuti: penso ad esempio al forzarci a ripensare, a riqualificare tutti quegli spazi di risulta abbandonati che troviamo all'interno delle città e convertirli ad esempio in area verde, quindi in una maniera saggia e produttiva per il miglioramento della rete ecologica urbana della quale tanto si parla oggi. Questi sono due aspetti che mi vengono subito in mente. Ce ne sarebbero altri diciamo altrettanto rilevanti, ma questi due secondo me sono già i principali. Luca Di Giuseppe: certo la città del quarto d'ora poi si basa anche sull'idea ad esempio di costruire degli uffici di coworking, per permettere ai cittadini di svolgere tutte quelle attività tradizionali che si svolgono con un certo distanziamento in maniera più ravvicinata, come può essere il lavoro, ma anche lo sport, oppure gli asili nido. Guglielmo, io ti ringrazio e facciamo giusto brevemente una sintesi di quello che ci siamo detti. La città del quarto d'ora è una città nella quale si tenta di riportare il tessuto sociale di un comune ad una dimensione maggiormente umana, cioè più vicina alle esigenze dei cittadini. E’ una città nella quale si riducono gli spostamenti inutili e quindi si cerca anche di diminuire il numero di autovetture che circolano, perché uno dei maggiori ostacoli per le famiglie, per i cittadini, al giorno d'oggi è rappresentato proprio dalle auto, che allo stesso tempo inquinano e quindi attraverso una diminuzione delle autovetture in circolazione ovviamente si hanno dei benefici anche di carattere ambientale. Quindi possiamo sostanzialmente, se tu sei d'accordo, sintetizzare la città del quarto d'ora con due parole: da un lato ambiente, perché è evidente che ci sono dei benefici, dall'altro invece qualità della vita, migliorare la qualità della vita di ciascun cittadino nella propria vita quotidiana e quindi nelle attività che svolge nella sua quotidianità. Questa è la città di 15 minuti, questa è la nostra idea ribelle.
Commenti (54)
maxper
8 febbraio 2021 alle ore 10:27Altro splendido post che sarebbe stato magnifico in altri momenti ...
Altro muro bianco su cui tutti scriveranno altro...
pietrocasula
8 febbraio 2021 alle ore 10:39Beh, però, qui la visione c'è, l'innominabile dovrebbe essere contento!
maxper
8 febbraio 2021 alle ore 10:39L'unica vera possibilità di avere un senso in futuro, per il MoVimento
è diventare il partito ecologista degli Italiani.
I "Verdi" in italia sono ostaggio del "Rossi", e le loro istanze sono scomparse.
Il PC/PD da loro un seggio a legislatura giusto per tener bloccati i simboli.
Lo spazio sarebbe grande, e ci permetterebbe di tornare ad allontanarci dal PD
e a riprendere gli spazi illuminati dalle 5 stelle da cui siamo partiti
Ma a questo punto la scelta dovrebbe essere netta
e probabilmente la classe dirigente (altro che portavoce!)
andrebbe completamente rivista ed accuratamente selezionata!
In bocca al lupo a tutti...
gruz fruz
8 febbraio 2021 alle ore 10:43per Piras:
nella Costituzione Italiana vi sono già alcuni strumenti di democrazia diretta : (referendum abrogativo, proposta legislativa popolare).
Questi strumenti si possono certo rafforzare, senza per questo stravolgere l' equilibrio istituzionale italiano. $$$000$$$
Josef Piras
8 febbraio 2021 alle ore 11:00Stravolgere l'equilibrio istituzionale di per sé non è né un bene, né un male. Bisogna guardare all'alternativa che si vuole offrire.
Mi sono appassionato al Movimento proprio perché era l'unica forza politica che aveva il coraggio di proporre alternative (e di discutere anche di temi fondamentali, senza porre limiti o tabù alla capacità d'inventiva).
gruz fruz
8 febbraio 2021 alle ore 10:47Riposto qui:
Penso che la situazione attuale porti al pettine i nodi annodati dal M5S sin dalla sua nascita: nel M5S convivono “da sempre”
– coloro che vorrebbero semplicemente una maggiore onestà nella pubblica amministrazione, maggiore attenzione per i problemi ecologici, una distribuzione più equilibrata del reddito
-coloro che vorrebbero “distruggere il sistema capitalista”, nazionalizzare banche e trasporti, attaccare il “turbocapitalismo” (grazie Fusaro), azzerare le lobby, indebolire le istituzioni rappresentative (le scatolette di tonno) a vantaggio di una futuribile democrazia diretta, combattere l’ integrazione dell’ Italia nell’UE e nel mondo Occidentale ecc ecc
è chiaro che coi primi un dialogo sereno è possibile : con i secondi manca un linguaggio comune. I loro interlocutori si trovano attualmente in Venezuela, o nelle minoranze tipo gilet gialli, barricaderi, terzomondisti, antiglobalisti assortiti
Le scelte si possono rinviare a lungo, ma poi (di solito) i nodi arrivano al pettine.
Certo, invece dei sogni di abbattere il”sistema”, rassegnarsi ad essere una forza di centro-sinistra, moderata e riformista, non è facile : ma non vedo altra soluzione, pena l’ irrilevanza
$$$000
roberto astuni
8 febbraio 2021 alle ore 11:08Ottimo progetto, finalità e prospettive da sostenere. Manca tuttavia una parte fondamentale: COME? Non è mica uno scherzo convertire adesso l'organizzazione urbanistica di città che sono state costruite, come anche tu Di Giuseppe hai sottolineato, in funzione del consumismo e degli interessi del modello di sviluppo capitalistico nel quale la persona umana e la sua qualità di vita hanno meno importanza del profitto e delle sue priorità.....
massimo consoli
8 febbraio 2021 alle ore 11:32https://m.youtube.com/watch?v=gaSauxeTNds
massimo consoli
8 febbraio 2021 alle ore 11:40Se veramente vuole il bene del paese Draghi,ci vuole la riforma della giustizia,conflitto d’interesse ed una nuova legge elettorale con una soglia del 5%......
Dobbiamo eliminare il marcio del sistema per garantire un futuro migliore.
nadia73nb
8 febbraio 2021 alle ore 11:46Tutto condivisibile. Altra lotta contro il capitale a difesa del benessere del popolo.
Non è impossibile da attuare ma, come sempre, ci sono problemi più vitali da risolvere. Magari, un passo alla volta, riusciremo a far tutto.
pietrocasula
8 febbraio 2021 alle ore 12:05BISOGNA SAPER PERDERE?
Forse ora lo possiamo dire, quand'anche avessimo preso il 51% invece che il 33%, il film sarebbe stato lo stesso: le elite finanziarie che dominano il mondo avrebbero comunque scatenato la propaganda con i giornaloni, i media e le TV a reti unificate esattamente contro come le abbiamo già avute.
Fin'ora ci hanno solo fatto il solletico, lasciandoci assaporare qualcosa tipo spazza corrotti e RdC, ma quando Conte è diventato pericoloso, è venuto fuori Draghi, forse il miglior rappresentante dell'elite.
Le elite finanziarie hanno una potenza di fuoco mille volte superiore al nostro debito pubblico, determinano ciò che vogliono, come crisi, guerre, colpi di stato e vogliono che il popolo sia solo consumatore.
Pertanto noi siamo una anomalia da distruggere e sembrerebbe del tutto trascurabile che noi si partecipi o meno al governo Draghi.
https://youtu.be/SeECaRUyqOs
Ci rimarrebbe, quindi, solo da valutare come perdere.
Restando all'opposizione potremmo crescere nei consensi, ma nulla cambierebbe e, quand'anche arrivassimo al 51%, ci impedirebbero di fare alcunché (Birmania dice qualcosa?).
Potremmo assecondarli per ridurre i danni facendo finta che si sia in democrazia ideale.
Forse qualcosa potrebbe otterersi, in fondo alle elite poco interessano i ladri di polli.
La scelta, comunque, sarebbe tra due negatività.
Credo, però, che l'utopia non ce la possa togliere nessuno e, quindi, mi auguro che almeno Giuseppe Conte resti con noi e ci aiuti a ottenere il massimo possibile.
Jessica Rombolà
8 febbraio 2021 alle ore 14:38però scusa col 51% potevate fare come volevate e forse Conte non entrava nemmeno in politica
gruz fruz
8 febbraio 2021 alle ore 12:28leggo ancora qui contributi che propugnano la "lotta al capitale" al capitalismo, al profitto ecc
cosa vuol dire esattamente ? capitalismo vuol dire iniziativa privata, proprietà privata dei mezzi di produzione, perseguimento del profitto (nei limiti della legge)
il contrario del profitto è la perdita : vogliamo delle attività economiche in perdita (magari addirittura "sistematica" ?)
lo Stato ha una funzione essenziale : assicurare il rispetto della legge, una certa redistribuzione del reddito a favore di uno stato sociale, assolvere le funzioni "regaliane" (difesa, giustizia, ambiente, politica estera e -in parte- sanità e istruzione). Arrivare ad assolverle bene, sarebbe già molto : farne l' imprenditore principale dell' economia è già stato tentato, con pessimi risultati
una società capitalista dal "volto umano" è perfettamente possibile : abbiamo numerosi esempi (democrazie nord-europee, Canada ecc)
non abbiamo bisogno di ispirazioni improbabili (Cuba, Venezuela, chessò, magari addirittura Russia o Cina) per una società alternativa introvabile, o che ha già fallito miseramente (vari comunismi)
in altre parole : teniamoci il profitto "capitalista", che è sempre molto, ma molto meglio della perdita (e del debito) e vediamo invece di organizzare meglio la dimensione sociale e "regaliana" dello Stato : la rivoluzione sarà per un' altra era geologica $$$000$$$
bastyancontrario
8 febbraio 2021 alle ore 14:02La propaganda catto/capitalista, ha fatto e fa tante vittime, specie se semianalfabete.
Era Novembre, ma faceva già un freddo becco. Martino, avvolto nel suo grande mantello, in sella al suo cavallo bianco, stava trotterellando verso casa, quando improvvisamente, ai lati del sentiero, vide un povero straccione, ricoperto di pochi cenci laceri, che batteva piedi e mani, nel tentativo inutile di scaldarsi.
Martino, mosso da compassione, impugnò la sua spada, tagliò un pezzo del suo mantello ( al Suo castello, ne aveva un altro centinaio), e lo donò al miserabile semi-congelato.
Il poveraccio, ringraziò Martino genuflettendosi fino a terra.
Il Padreterno, che aveva assistito alla scena, vedendo che Martino era rimasto con solo metà del mantello e temendo prendesse il raffreddore, si affrettò a far venire un caldo tale, che quel periodo, fu poi chiamato Estate di San Martino. Inoltre, lo nominò Santo Subito, e, quando morì, lo fece salire in cielo come un razzo, mentre il povero straccione, che per la fame ed il freddo, aveva bestemmiato come un turco, lo mandò diritto all'inferno, nel girone degli Iracondi.
mariaabate
8 febbraio 2021 alle ore 12:40pietrocasula , ottima sintesi della realtà umana . Mi ricorda i commenti di un Blogger che non vedo più da tempo, commenti sempre molto interessanti perchè andava all'essenza dei problemi . Rapportava spesso la politica alla genetica , evidentemente era un esperto della materia . Quella che tu chiami elite lui li chiamava leoni alfa, ed il popolo sfruttato erano tutti gli altri leoni meno forti che venivano cacciati o uccisi , i leoni alfa cacciano tutti gli altri leoni più deboli e si tengono il territorio e le femmine ( potere e sesso ). A volte concludeva i suoi commenti con la frase : l'uomo si cambierà solo con l'ingegneria genetica. IL tuo commento dice le stesse cose , l'uomo si comporta allo stesso modo da millenni , emergono sempre i più furbi, i più bugiardi , i più intelligenti , a discapito di tutti gli altri che vengono sottomessi . I mezzi sono cambiati ma il fine è sempre lo stesso : sottomettere il popolo per trarne privilegio personale , di parenti , di amici . IL M5S è solo l'ultimo dei tentatiti che l'uomo ha fatto per provare ad invertire questa regola utilizzando l'intelligenza ( le regole interne del movimento ) per portare al governo persone oneste : l'anomalia contro natura . Purtroppo la storia ci insegna che alla fine tutti questi tentativi di ribellione ,usare l'intelligenza per contrastare la genetica, alla fine vengono neutralizzati dalla forza dei leoni alfa ed internamente al gruppo dei ribelli da un processo di "normalizzazione" , quello che a mio avviso sta avvenendo tra gli eletti 5S.
id &as
8 febbraio 2021 alle ore 12:46¥€$¥€$¥€$
Sindaco di Parigi @Anne_Hidalgo sta sostenendo "la città del quarto d'ora", dove i parigini possono ottenere tutto ciò di cui hanno bisogno in 15 minuti. Significa ripensare MOLTO, anche in una città come #Paris , compreso il design stradale.
Brent Toderian
https://twitter.com/BrentToderian/status/1219753462272946177?s=20
viviana v.
8 febbraio 2021 alle ore 13:081
Il Movimento tra tradimento e speranza-Tommaso Merlo
Se il Movimento s’inchinerà a Draghi e abbraccerà Berlusconi allora tradirà. Inutile arrampicarsi sugli specchi. La scusa della pandemia aveva senso forse un anno fa. Quanto alla scusa di realizzare chissà cosa da stampella di un’ammucchiata di senso proprio non ne ha. Forse finora è stata solo tattica, ma se non lo fosse si prefigura un palese tradimento. Questo anche perché il Movimento ha delle alternative. Invece cioè di svendere i suoi voti, potrebbe usarli per indirizzare l’ammucchiata da fuori, fino al voto. Serve un amministratore di codominio per qualche mese? Bene, poi che la democrazia faccia il suo corso. Il prima possibile. Sono giorni travagliati ma non tutto è ancora perduto. C’è ancora la speranza che i portavoce in parlamento tengano la schiena dritta e trovino la forza di ribellarsi in massa alla linea seguita fin qui del Movimento. Sono la principale forza parlamentare ed hanno un potere enorme. Senza di loro salta tutto. Molti portavoce hanno già dichiarato il loro no all’ammucchiata e si spera che rimangano coerenti fino in fondo. Se invece prevarrà la paura e magari pure qualche appetito, allora la speranza ricade tutta sul mouse degli attivisti che con Rousseau potrebbero per la prima volta smentire la linea ufficiale. Sono giorni travagliati ma se alla fine il Movimento s’inchinerà a Draghi e abbraccerà Berlusconi allora si creerà un vuoto politico enorme che prima o poi qualcun’altro colmerà.
Le tempeste perfette come quella che ha portato all’ascesa del Movimento sono eventi molto rari nella storia di un paese, ma prima o poi le istanze di cambiamento esplose il 4 marzo troveranno nuove vie.
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viviana v.
8 febbraio 2021 alle ore 13:092
A destra sorriderà il sovranismo mentre dall’altra parte non rimarrà nessuno se il Movimento si arrenderà a tutto ciò contro cui ha combattuto. Un vuoto enorme che favorirà la formazione di nuove forze politiche. Questo perché le istanze del 4 marzo erano non solo sacrosante ma anche genuine e solide. Istanze nate dal basso, frutto del dolore, della rabbia della paura delle persone e non propaganda escogitata a tavolino. Istanze addirittura più culturali che politiche. Cittadini esasperati da decenni di malapolitica e desiderosi di cambiamento. Cittadini umiliati da decenni di malaffare desiderosi di una politica e di una democrazia moderna. Cittadini oppressi da caste e logiche ammuffite. Cittadini desiderosi di un paese finalmente pulito e giusto e aperto e verde e che sia un’opportunità e non una palla al piede. Un paese all’altezza delle loro nuove consapevolezze. Il Movimento è stato solo uno strumento di quelle istanze sociali. Il Movimento gli ha dato cioè una voce, le ha portate nei palazzi e le ha anche trasformate in leggi. Ma quelle istanze erano già presenti nella società italiana. E sono ancora lì. E lì resteranno. E lì cresceranno. E se il Movimento tradisce ci penseranno altri a portarle avanti. È questo che gli alfieri della vecchia partitocrazia non riescono a mettersi in testa. Gli alfieri s’illudono che riassorbendo il Movimento a corte spegneranno per sempre quelle istanze e ritorneremo alla routine partitocratica di sempre. Chimere senza fondamento.
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viviana v.
8 febbraio 2021 alle ore 13:093
Miopia egoistica. Le evoluzioni culturali sono irreversibili. E la storia non ha la retromarcia. Da anni in Italia è in corso una battaglia per il cambiamento. Una battaglia politica ma anche culturale tra vecchio e nuovo. Una battaglia il cui epilogo è scontato ma che potrebbe richiedere anni. Se lo devono ricordare anche i portavoce e gli attivisti del Movimento. Inutile arrampicarsi sugli specchi. Se non è solo tattica e alla fine il Movimento s’inchinerà a Draghi e abbraccerà Berlusconi allora tradirà. E a quel punto toccherà ad altri rappresentare democraticamente il grido di dolore e la fame di cambiamento echeggiata con forza il 4 marzo.
bastyancontrario
8 febbraio 2021 alle ore 13:26Senato:
M5* 92 senatori
LORO 229 senatori
Camera:
M5* 190 deputati
LORO 439 deputati
giovanni2
8 febbraio 2021 alle ore 13:33sono d'accordo per fare un governo di scopo, cioe' per portare a termine l'emergenza pandemia e il rp e poi andare al voto. se non facciamo parte del governo nessuno si straccera' i vestiti. anzi il contrario. il governo se lo faranno loro, la maggioranza ce l'hanno visto che alcuni 5stelle e alcuni pd lo sosterranno comunque, e ci si sara' condannati al nulla. potranno fare e disfare a loro piacimento.
ottimo fare parte di un governo fino a quest'estate, poi risolti i problemi piu' importanti che sono basilari, verra' deciso il futuro della nazione e con i voti che il m5s ha a disposizione si potra' influire tanto, con tutta tranquiliita' si vada al voto.
sono convinto che anche a draghi vada bene cosi'. non mi sembra che abbia la pazienza di un conte, disposto ad ascoltare le paturnie di tutto l'arco politico.
Jessica Rombolà
8 febbraio 2021 alle ore 14:35giovanni2 ma non cambia nulla, non è che tra 2 anni la pandemia sarà scomparsa, ci dovremo convivere ancora a lungo perciò prima impariamo meglio è
giovanni2
8 febbraio 2021 alle ore 13:10mi riallaccio al discorso delle due anime del m5s. quella dei duri e puri e quella dei "normalisti", dei filogovernativi:
ognuno di noi ha i suoi vuoti interiori. ci sono persone che pretenderebbero dalla politica che le riempisse quei vuoti, cosa che non sara' mai. al massimo si potra' avere qualche impressione di pienezza provando sensazioni forti, estreme, nel bene e nel male, che potranno dare una parvenza di pienezza, ma in realta' non riempiranno niente, il vuoto restera', sara' solo coperto per un breve lasso di tempo da una sensazione piu' marcata e immediata.
per questo motivo i cosiddetti duri e puri sono cosi' affascinati dagli estremismi. i loro modi di esprimersi sono all'estremo, o e' inferno o e' paradiso, non c'e' un sano equilibrio nel vedere le cose. in questi giorni ad esempio qui' dentro si leggono commenti da fine del mondo.
l'estremo provoca dunque fascinazione, cosi' ci si lega a utopie ma anche, e questo e' il pericolo, a estremi negativi, vedendo disastri e mostri dappertutto. "basta che possa provare sensazioni" e' il motto inconfessabile (anche a loro stessi) dei duri e puri. da qui' nasce la sindrome di stoccolma, cioe' un legame masochistico quasi affettivo con il proprio carnefice, perche' comunque riempie quel vuoto interiore che piu' o meno tutti abbiamo. il carnefice diventa meno temuto del proprio personale vuoto interiore. anzi, facendocelo dimenticare e' quasi ben accetto.
non e' che sto inventando l'acqua calda, questo modus operandi dell'animo e' conosciuto da sempre. cosi' ci sono persone che sfruttano questa debolezza per fregare il prossimo. visto che le sensazioni forti positive sono piu' uniche che rare, e la politica certo non puo' darle, "nutrono" la gente con sensazioni negative, con le loro maialate, a carognate. trovando sempre un interlocutore che li sostiene, perche' loro lo sostengono dandogli quello che vogliono, sensazioni forti.
giovanni2
8 febbraio 2021 alle ore 13:10questo e' il motivo inoltre del perche', parlando con un duro e puro su quanto fatto finora dal m5s di governo, lo consideri alla stregua di un mezzo bicchiere d'acqua, un "niente". perche' il m5s ha ottenuto il "normale", e questo normale al duro e puro non lo sfama. lui vuole la guerra, la soddisfazione di "schiacciare il nemico", l'odio, la rivalsa e la vendetta, lo stravolgimento. tutte cose che il m5s non gli ha dato. lo sbavante osserva il rdc e per lui e' "niente", non e' una sensazione forte. cosi' preferisce aprirsi ai toni forti usati dai media per sbeffeggiare il m5s, piuttosto che le sue vittorie dal momento che non le percepisce nemmeno. e i media gli danno quello che vuole con grande piacere, facendo a gara a chi aumenta artificiosamente il livello dello scontro e dell'ingiuria.
la politica deve "solo" (metto il solo tra virgolette perche' sarebbe tutto grasso che cola, una vera manna), permettere di formare una nazione che dia benessere e stabilita' materiale alle persone. il resto, la soddisfazione, il nutrimento interiore, la cosiddetta felicita', non le potra' mai dare. sono valori dell'essere umano che hanno come naturale premessa la liberta', l'emancipazione personale, e se qualcosa di esterno ce li desse saremmo legati a quel qualcosa. perderemmo la nostra autonomia personale. le formiche sono strutturate in quel modo, l'essere umano no. ogni essere umano e' una cosa a se stante ognuno con la sua storia personale.
giovanni2
8 febbraio 2021 alle ore 13:153)
il "mondo" dei duri e puri non e' che non esiste, c'e' ma solo per loro, ognuno ha il suo. l'insieme delle persone, la politica, ha il dovere di creare una condizione in cui ognuno possa viversi la sua realta' senza imporre niente agli altri, men che meno il suo credo o la sua visione del mondo, una societa' che possa dare a tutti la soluzione dei propri bisogni primari, sicurezza del futuro, bisogni economci e fisici, giustizia sociale, nessuno resti indietro etcetc.
per il resto ognuno fa per se. la felicita' la possiamo trovare solo in noi stessi ed e' gusto che sai cosi'.
Jessica Rombolà
8 febbraio 2021 alle ore 13:10Luigi ora BASTA scuse dite che sentite il peso delle poltrone altroché decisivi per un rdc francamente migliorabile, cos'avete fatto davvero per CREARE LAVORO?! Conte ha gestito bene la pandemia è vero ma non per questo dovete buttare noi cittadini nel governo ammucchiata con draghi che la maggior parte dei cittadini non vuole
Oreste °.°⭐⭐⭐⭐⭐
8 febbraio 2021 alle ore 13:22E' nella genetica che il ladro rubi e rimanga ladro.
E' nella genetica che il Dracula si nutra del sangue.
E' nella genetica dell'uomo considerare una parte dei suoi coetanei dei coglioni da fregare,perchè è nella genetica considerare l'uomo fornito(non di intelligenza) ma di furbizia per fottere il fesso.
Una vecchia legge dei mittinculi contro i pigninculi!
Ora bisogna vedere,oltre la genetica,per furbizia da che lato ti metti.
Uno che ha fatto cadere il governo ha dimostrato di essere da entrambi i lati.
Uno invece che da anni è sulla cresta dell'economia-politica è da una parte sola ....indovinare la parte è facile:lo hanno aspettato da tempo perchè aveva un'altro incarico.
Addirittura il Quirinale aveva ufficialmente negato e poi il giorno dopo te lo trovi a Palazzo Chigi!
E i Giornaloni degli industriali a pagine unificate, sondaggi alla mano ,per convincere i cittadini, che è il migliore di Chi per due anni si è fatto il mazzo per i cittadini.
Una pre sondaggio senza aver ancora operato e senza aver detto una parola.... Bene,bravo,clap,clap, ...ma de chè?
ps: Ciao Beppe ricambio di cuore!
Claudia Felix
8 febbraio 2021 alle ore 13:52Giuseppe Conte: "Volare le spalle a Draghi vorrebbe dire voltare le spalle al Paese. Temo la Lega, come sa anche Crimi, ma noi dobbiamo rimanere al tavolo perché dobbiamo dare una prospettiva al Paese. Non dobbiamo auto isolarci ed essere autolesionisti"
E poi
"Io ci sarò nelle forme che riterrete giuste, perché mi avete dato tanto” (M5S)
reteramo
8 febbraio 2021 alle ore 14:50Siamo in guerra, una guerra non dichiarata.Il miglior governo degli ultimi trent'anni, certificato da tutte le cancellerie europee, è stato fatto fuori da un signore che ha appena il 2% di consensi, con l'aiuto di quasi tutti i mezzi d'informazione.
Il M5S da quando è al governo, è stato massacrato in tutti i modi da quasi tutti i media nostrani.
Il M5S è una spina nel fianco del sistema, per questo deve assolutamente entrare a fare parte del governo nascente, portando avanti il programma, se poi non ci sono le condizioni, può andare fuori in qualsiasi momento.
GioBar
8 febbraio 2021 alle ore 14:53Quando si parla di "golpe bianco" finiscono nel macero tutte le altre evoluzioni politiche!. Un Golpe non si accetta partecipandovi. Pensate che Renzi non avesse già deciso almeno dal giorno in cui ha provocato la scissione con il PD ? Ogni discorso dovrebbe finire qui! E Crimi o chi per esso avrebbe dovuto manifestare una sola opzione! Il Si o il NO al Governo Draghi solo se gli iscritti erano d'accordo! Quindi.....Troppe contraddizioni e troppe giravolte! E poi basta con l'uomo "salvatore della patria"!!!
GioBar
8 febbraio 2021 alle ore 15:10Esistono momenti in cui la dignità, l'orgoglio e il senso anche dei propri limiti devono manifestarsi!
Come fai a stare in un Governo con i berluschini, discendenza del mafioso più mafioso?
E con Renzi ? Nipotino del mafioso più mafioso ? C'è un limite a tutto! Draghi era Satana per noi ma B. pure peggio!
viviana v.
8 febbraio 2021 alle ore 15:22Io direi:
come si fa a stare in un governo con Draghi??
smars
8 febbraio 2021 alle ore 15:11ABBRACCIO MORTALE
Caro Beppe, se il Movimento va con B. si copre di ridicolo
di Massimo Fini
Scriveva Marco Travaglio sul Fatto di venerdì (5/02) che ci sono vari modi di suicidarsi, tutti tragici ma rispettabili, ma ce n’è uno invece che non solo non è rispettabile ma è disonorevole: “consegnarsi volontariamente al carnefice”. È quello che han fatto, stando almeno alle dichiarazioni di Vito Crimi di sabato (6/02), i 5 Stelle.
A quanto pare costoro accettano di entrare in un governo in cui c’è, tronfio come sempre, chi li ha pugnalati alle spalle, Matteo Renzi, con la complicità di Tatarella (chiedo scusa ai figli dell’onorevole di An per l’accostamento linguistico) e del tecnico di “altissimo profilo” Mario Draghi, una trama che, secondo me, era stata preparata da tempo, cioè almeno da quando Italia Viva tolse il suo sostegno al governo di Giuseppe Conte.
Ma c’è anche di peggio. I 5 Stelle vanno a confluire in un governo dov’è presente Silvio Berlusconi, il noto pregiudicato pluriprescritto plurimputato. Il Movimento di Grillo era nato al grido di “onestà, onestà” (che io avrei preferito tradurre, come dissi loro, inascoltato, in “legalità, legalità”, perché l’onestà è un valore più profondo che può appartenere anche a un bandito), non vedo come possa stare ora, senza coprirsi di vergogna e di ridicolo, con un Tale che è stato condannato in via definitiva per una colossale frode fiscale, che ha violato nella sostanza tutti gli articoli del Codice Penale e anche qualcuno di quello di Procedura penale.
smars
8 febbraio 2021 alle ore 15:12Caro Beppe, io ho partecipato, intervenendo, al tuo primo “Vaffa Day” a Bologna dell’8 settembre 2007. E allora la mia parola contava un po’ di più di quella di Marco Travaglio o di Sabina Guzzanti. Da allora ho sempre seguito con interesse il Movimento creato da Gianroberto Casaleggio e da te, naturalmente mantenendo il necessario distacco che un giornalista deve sempre avere nei confronti di ciò di cui si occupa, criticando, quando è il caso, coloro che gli sono più simpatici o ideologicamente più vicini, elogiando, quando è il caso, gli altri. Per me, adesso, non siete più un oggetto di interesse, né positivo né negativo.
Faceva ridere, perché per un soggetto del genere sarebbe troppo provar pena o disprezzo, Matteo Salvini che l’altro giorno dichiarava la sua entusiastica adesione al premier incaricato, il tecnico di “altissimo profilo”, Grand Uff, Gran Cav, Mario Draghi (a proposito, chi sono ora i ministri in carica, boh?). Faceva ridere quando sottolineava l’importanza del Recovery Fund. Ma chi l’ha ottenuto questo Recovery? L’ha ottenuto il governo di Giuseppe Conte, certamente con l’aiuto fondamentale di quell’Angela Merkel che fino a ieri Matteo Salvini indicava come la fonte di tutti i mali perché perseguiva gli interessi della Germania, il suo Paese (cosa che non dovrebbe far storcere troppo il naso a un nazionalista come Salvini). Il fatto è che Angela Merkel avrà anche perseguito gli interessi della Germania, ma nello stesso tempo ha perseguito gli interessi di quell’Europa unita senza la quale nessuno Stato del Vecchio Continente potrebbe salvare la pelle e far fronte ai grandi conglomerati come Stati Uniti, Russia, Cina e a quel soggetto indefinibile (in realtà definibilissimo ma non lo si può chiamare col suo nome, pena la garrota sociale e anche penale) che è la grande finanza internazionale, di cui Mario Draghi è un alfiere, che ci sta strangolando tutti.
smars
8 febbraio 2021 alle ore 15:14Di passata faccio notare che ogni volta che in Italia si affaccia qualcosa che mette a rischio lo status quo su cui sono assisi i poteri di sempre, si trova sempre il modo di innocuizzarla. Così è stato per la cosiddetta “rivoluzione italiana” del 1992-‘94, che rivoluzione non era affatto, ma era il tentativo di richiamare anche la classe dirigente, politica e imprenditoriale al rispetto di quelle leggi cui tutti noi cittadini siamo tenuti. Chi erano i protagonisti di quella cosiddetta rivoluzione? Innanzitutto la magistratura milanese nei nomi di Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D’Ambrosio, Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Francesco Greco e poi Ilda Boccassini. In concomitanza c’erano la prima Lega Nord di Umberto Bossi e Gianfranco Miglio, l’Indipendente di Vittorio Feltri, Gianfranco Funari con Aboccaperta su Raidue e Mezzogiorno Italiano su Italia 1. Nel giro di pochissimi anni i magistrati milanesi divennero i veri colpevoli (“sporcano l’immagine dell’Italia all’estero”, secondo il Berlusconi entrato in politica e diventato presidente del Consiglio), i ladri, i corruttori, i corrotti le vittime e spesso giudici dei loro giudici. Di Pietro fu infamato con sette processi da cui uscì assolto. Umberto Bossi inglobato. Vittorio Feltri comprato. Funari emarginato e rinchiuso nella ridotta di Odeon.
Lo stesso è avvenuto col Movimento 5 Stelle, sia pur con una tecnica di logoramento che ha avuto bisogno di un tempo più lungo. Ed ora eccoci qui. Come ha affermato uno scrittore tedesco, parafrasando quel che si diceva del Cremlino ai tempi dell’Urss, “la politica italiana è un enigma avvolto in un mistero”.
Laura Cascella
8 febbraio 2021 alle ore 15:14Siamo una Repubblica parlamentare e le leggi si votano in Parlamento.
Non bisogna essere degli addetti ai lavori per sapere che senza il M5S Draghi:
1. forse non avrebbe accettato poiché avrebbe avuto una esigua maggioranza tanto debole, da far sfiduciare perfino lui, che è appoggiato da tutti i poteri (e così si sarebbe, forse, riconsiderato un Conte-ter);
2. avrebbe dovuto fare i conti con il 33% M5s all'opposizione, più FI e altri.
Far entrare nel Governo i 5S è stato solo per neutralizzarlo, affinché il voto dei 5 stelle diventasse ininfluente, inutile, perché la maggioranza dei voti in Parlamento il governo ce l’ha, anche se, come abbiamo detto, meno sicura, ma ce l'avrebbe avuta per iniziare un Governo di emergenza.
Al contrario, un M5S all'opposizione si sarebbe opposto a leggi es. salvabanche, pro confindustria etc.
(Mattarella e Draghi, che il diritto costituzionale lo conoscono bene, neutralizzano il 33% dell'antisistema..).
Inoltre, da Giugno in poi inizia il Semestre Bianco e NON SI POSSONO PIU’ sciogliere le Camere, quindi entrare nel Governo Draghi significa anche eleggere il Presidente della Repubblica d’accordo con i compagni di merende Berlusconi, Renzi, PD, Leu, Bonino, Salvini, etc. e tutti insieme appassionatamente arrivare a fine legislatura (2023).
Quanto sopra è' chiaro a Di Battista, a quanti di noi si stanno opponendo a questo suicidio di massa.
Il M5s dovrà essere in linea con il governo e dovranno votare ogni provvedimento, anche quelli a favore delle Banche, contro i lavoratori, non potranno contrastare il loro Presidente, Draghi e tutta l’ammucchiata.
IO STO CON DI BATTISTA, Lezzi, Lannutti e tutti quelli che restano coerenti agli Ideali 5stelle!
NO a Draghi
Inoltre, nessuno difende le ingiuste e vili accuse volte a Conte, di essere un sabotatore e un irresponsabile?? Non era il vostro Premier preferito?
Avete tradito Conte e non avete lottato fino in fondo per un Conte-ter.
Jessica Rombolà
8 febbraio 2021 alle ore 15:39Laura sul fatto di opporsi hai ragione ma l'm5s bastava per non far passare certe leggi? Forse con la meloni ma di lei non mi fido
massimo consoli
8 febbraio 2021 alle ore 15:25fondamentale di capire le vere cause...
e poi creare sei provvedimenti per migliorare la situazione.
Non ho capito dove il problema fondamentale di collaborare insieme per migliorare la qualità....
La riforma della giustizia
Conflitto d’interesse
Legge elettorale...
Sostenibilità ambientale
Adeguare il sistema per cambiare il metodo del lavoro sul digitale e robot ...
Tanto difficile capire ..?
massimo consoli
8 febbraio 2021 alle ore 15:33Se la politica italiana vuole veramente fare una politica per il bene comune,dovrebbe cambiare atteggiamenti ed iniziare a collaborare con un contratto senza di fare le solite pagliacciate che da anni oramai come abitudine si fa....
massimo consoli
8 febbraio 2021 alle ore 15:38Dov’è.... correggo.
Evidente che non si lavora per il bene del paese....
Una vergogna di fare tutto questo teatrino per chi?
viviana v.
8 febbraio 2021 alle ore 15:32Anna Salori
L'Europa a Draghi avrà detto, ma davvero questi 209 miliardi li dobbiamo far gestire da Conte che li impiegherà per l'economia italiana anziché metterli a disposizione delle banche??? Bisogna farlo saltare. Il resto è storia.
Bob55
8 febbraio 2021 alle ore 15:33Mi sto rendendo conto che gli unici coerenti in questo marasma sono Di Battista e aimé la Meloni, mai!!!!!! con il banchiere Draghi e ....... Il Sig. Mattarella quando disse " o Conte ter o elezioni" peggio dell'inaffidabile, non cedete mandateci Salvini con il PD.
Bob55
8 febbraio 2021 alle ore 15:51D'accordissimo con Laura non avete fatto abbastanza per Conte ter, nella vita bisogna accettare anche le sconfitte non abbiate paura a dire NO!!!! a Draghi, sono sicuro che ci guadagnano tutti si a Di Battista per tutto quello che ha fatto per il movimento ha la stessa statura di Conte, ormai come dite siete adulti, fermatevi, altrimenti ci avete tradito tutti perdendo ogni speranza per un futuro migliore.
maria s., ancona
8 febbraio 2021 alle ore 15:58 DA MANY
Vedo che sul blog continua la disputa Draghi si/Draghi no. Dovremmo riconoscere che il dilemma ha sortito un effetto positivo, commenti critici, magari aspri, certamente contrapposti ma degni in forma e contenuti di una discussione di rilievo . . . il valore del confronto che cerca la migliore soluzione possibile . . . ogni 5 stelle, dagli intransigenti ai possibilisti, direbbe per istinto ideale e valoriale, no a Draghi, lo sappiamo . . . anche chi crede nell' utilità di sedersi ad un tavolo che vorremmo d' impulso mandare all' aria, insieme a chi è seduto intorno, fa una scelta sofferta, perché la ragione di usare, nell'interesse del paese, una collaborazione strategica, difficile, impegnativa, cozza brutalmente con la nostra idealità, identità valoriale, noi a differenza di altri le possediamo ed è questa la nostra diversità . . . quello che per un 5 stelle è una decisione sofferta, per altri è l' ennesima esternazione della propria meschineria, della propria ed unica convenienza contro il bene comune, perché questa è la loro "politica" storica, anche senza la simbologia del nome e della personalità illustre. Il M5S è entrato in parlamento e si è seduto al " tavolo" di quella politica per contrastarla dall'interno, perché questo era l' unico mezzo perseguibile, non violento e democratico, e sono anni che combattiamo i referenti del potere finanziario, economico, lobbystico, elitario, arrogantemente esecutore di ingiustizia sociale, di diseguaglianze, di distruzione ambientale e culturale, colluso ed impunito.
segue
maria s., ancona
8 febbraio 2021 alle ore 16:01segue 2 - DA MANY
La differenza tra il prima ed ora, è che i referenti parlamentari di quel potere, incapaci di reggere l'urto della Politica di interesse pubblico, realizzata dal M5S al governo del paese, fatto oggettivo , oscurato da propaganda, menzogne e manipolazione di media asserviti, ma destinato alla consapevolezza della realtà, avevano bisogno del simbolo illustre . . . lo scontro si è solo spostato di livello, dalla bassa manovalanza a chi ha competenza e curriculum. Il M5S è già dentro, seduto a quel tavolo dal 2018 e, nelle peggiori condizioni possibili, ha realizzato parte del proprio programma. L' arrivo di Draghi è la dimostrazione della loro difficoltà, non della nostra . . . sapremo trovare la soluzione migliore per contrastare la star così come le comparse, ma occorre freddezza e lucidità per decidere se mantenere con fermezza la posizione o passare all' opposizione, considerando però che non c'è niente di diverso rispetto al 2018, il tavolo è sempre lo stesso, solo che abbiamo costretto i referenti ,politicanti, squallidi ricattatori, miseri rappresentanti di se stessi, a chiamare in loro soccorso direttamente il protagonista, lo scontro è di livello superiore ma è quello che ci vede impegnati dal 2018. Io ho la stessa istintiva repulsione per entrambi e non so come finirà, ma ho la certezza che hanno dovuto calare l' asso Draghi per poter contrastare il M5S e temono che non sarà sufficiente. A noi dimostrare che no, non sarà sufficiente!
giuseppe abruzzese
8 febbraio 2021 alle ore 16:21$£$
"...la parte fisica si chiamava urbe e cioè urbanistica..........." ma siamo su un altro pianeta? Urbe deriva da "urbs" parola latina che ha un'altra origine. L'urbanistica, invece è nata e cresciuta nel 1800 quando non vi era alcuna considerazione, né delle persone, né degli ambienti, esclusi quelli belli e riscaldati delle case finto nobiliari degli arricchiti del nuovo sistema sociale.
Perché non ci parla, caro architetto, della "Città Ideale", studiata nel 1500 circa (ho sempre avuto problemi con le date) dove al primo posto era l'Uomo, creativo ed attivo; perché non studiamo Palmanova, una città che aveva un senso se non per gli "Uomini" almeno per chi doveva difendere quegli "Uomini"?
In quanto alla città di 15 minuti, mi sembra un tema buono come due gusti due baci, in sostanza un nulla elevato a scopo: una città non è il tempo che ci metti ad arrivare in Comune, ma le cose e le persone che nel frattempo incontri, dove le incontri, come le incontri, e il tempo è solo una variabile dipendente dalla nostra volontà di essere.
$$
gian giul
8 febbraio 2021 alle ore 16:56Una volta che è stata accettata (io male) la linea governista (Lega e poi, all'opposto, PD) ora molti schifano Draghi che non ha ancora enunciato il programma.
Sarebbe interessante conoscere l'analisi di una scelta preventiva così radicalmente diversa dai precedenti compromessi coi partiti di volta in volta alleati.
Mokj
8 febbraio 2021 alle ore 17:12Per bob 55 C'è una sostanziale differenza tra Di Battista e la cocomeraia, anzi la differenza è diametralmente opposta, giacché ella ha dichiarato che vorrebbe che draghi facesse bene, quindi lei non è assolutamente coerente, solo grandemente scorretta e furba!!
maria s., ancona
8 febbraio 2021 alle ore 17:56LA LUCIDITA' DI BEPPE.
Il punto di osservazione è la politica UE e i 209 miliardi del RF.
La politica UE è cambiata, basta austerity con la nuova commissione (votata dal M5S), ed è cambiata nella direzione auspicata ancora di più per la pandemia Se Draghi ha costruito alto profilo e autorevolezza quale ponte tra la finanza internazionale e la UE/€, la sua missione attuale è la stessa. . . a termini invertiti. Certo, se il contesto politico italiano NON fosse il coacervo di mediocrissimi + delinquenti+ pregiudicati assetati di potere personale che tanti danni hanno arrecato al Paese e recentemente assediato allo sfinimento il pdc Conte e il M5S nel loro sforzo immane di ridare all'Italia la credibilità perduta, NON ci sarebbe da pensare un attimo sulla posizione da prendere, ma così non è. Sal vini si è dichiarato "dentro senza condizioni". Stride come un gesso sulla lavagnia, diversamente dal M5S che, nel Plain europeo per la destinazioni di buona parte dei fondi all'economia green, vede la realizzazione di una delle sue stelle. . . Però però. . . e se il felpato volesse prendersi il controllo e il merito di tutti quei finanziamenti che consentiranno alle aziende produttive del Nord e non solo, la conversione green delle strutture di produzione? Ecco LA LUCIDITA' DI BEPPE! Si sta dentro, per questo e molto altro.
#lefragolesonomature
Alberto Licandro
13 febbraio 2021 alle ore 01:09Concordo al 100% della tua teoria, grazie!
tuono
9 febbraio 2021 alle ore 17:51Salve a tutti mentre vi scrivo Salvini uscito dal secondo incontro con Draghi sta rilasciando la dichiarazione un Duro Attacco contro di noi 5MS QUESTO DIMOSTRA CHE NON CI VOGLIONO DENTRO
SONO ATTACCHI MIRATI A FARCI RIBOLLIRE IL SANGUE
PER FAR SÌ CHE GLI ISCRITTI DOMANI VOTINO NO AL GOVERNO DRAGHI
STANNO FACENDO DI TUTTO PER NON FARCI ENTRARE
NON CADIANO NELLA TRAPPOLA
VOTIAMO SI !!!!
Un abbraccio a tutti rimaniamo uniti 🤩
Alberto Licandro
13 febbraio 2021 alle ore 02:14Senza andare indietro al '400, come suggerisce Giuseppe Abruzzese, alla "Citta` ideale", mi sembra che la proposta di Guglielmo Minervino, architetto urbanista, ricercatore, esperto in sviluppo e gestione del territorio e dei centri storici, della Citta` del 1/4 d'ora (meno male che non ha detto 1/2 ora, altrimenti mi avrebbe ricordato un programma televisivo condotto da una che "annunzia" faziosita` contro il M5S senza riserve) sia quella della "Torre di Babele" (da Babilonia), che sarebbe lo "Ziqqurat Etemenanki", forse e` meglio pensare di adottare la "Citta` radiante" dell'architetto svizzero le Corbusier, esempio di citta` intelligente.
Le persone hanno bisogno di muoversi, spostarsi, incontrarsi, scambiare idee, vedere cose e situazioni nuove.
Se dovessimo segregare i cittadini in alveari, dove l'uscire dal proprio alveare non diventerebbe piu` necessario, creeremmo una societa` di isolati e malati mentali. Invece quello che bisogna cambiare ed incrementare nelle nostre belle citta` medievali, "sgomberare" tutti gli edifici storici dei centri urbani attualmente occupati dalla politica (oltre un milione di persone che lavorano nella politica in Italia), aprendo gli stessi edifici storici come musei, attirando visitatori da tutto il mondo (si raccoglierebbero tanti soldi) ed a studenti di arte e architettura, e spostare tutti i lavoratori della politica in nuovi uffici funzionali, razionali e utili in zone limitrofe alle citta`, evitando cosi` di congestionare il traffico dei centri storici. Questo gia` avviene in Giappone, hanno spostato il ministero delle finanze, di tutta l'area di Tokyo che comprende 37,468,000 abitanti, regione a nord di Tokyo Saitama, dove c'e` l'Arena piu` grande in Giappone e un edificio residenziale su idea di Le Corbusier, dove abito io.
danielgiraud001
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