Così abbiamo combattuto insieme ai cittadini l’inquinamento da PFAS

Le storie guerriere sono storie che ci insegnano come sia possibile, con forza e tenacia, cambiare realmente le cose. Storie che possono essere di ispirazione ed esempio.

In questa rubrica vogliamo raccontarvi le battaglie e le migliori iniziative portate avanti sul territorio dai portavoce, dagli attivisti e dai sindaci del MoVimento 5 Stelle, che ogni giorno si impegnano per cambiare il volto delle loro città. Segnalateci qui la vostra storia guerriera!


 

di Roberto Castiglion, sindaco del Comune di Sarego amministrato dal MoVimento 5 Stelle

• IL PROBLEMA

Nell’estate 2013 ci è stata comunicata la presenza nell’acquedotto pubblico di una quantità rilevante di sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) su un territorio di 180 Km2 tra la Provincia di Vicenza, Verona e Padova. La popolazione coinvolta è di circa 300 mila abitanti, e il Comune di Sarego ha registrato la presenza dei valori più alti di queste sostanze al punto che un pozzo dell’acquedotto è stato chiuso in via definitiva.

I Pfas sono sostanze chimiche usate nel trattamento degli indumenti e nel cartone a uso alimentare per le loro capacità d’impermeabilizzazione. La loro struttura chimica conferisce loro una particolare stabilità termica e li rende resistenti ai principali processi naturali di degradazione.

Per quanto riguarda i loro effetti sulla salute, sono considerati tra i fattori di rischio per un’ampia serie di patologie. Si ritiene che i Pfas intervengano sul sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, e che siano sostanze cancerogene.

Non si tratta di sostanze dagli effetti immediati: si ritiene invece che la lunga esposizione sia in relazione con l’insorgenza di tumori a reni e testicoli, lo sviluppo di malattie tiroidee, ipertensione gravidica e coliti ulcerose. Alcuni studi hanno ipotizzato una relazione tra le patologie fetali e gestazionali e la contaminazione da queste sostanze.

• L’INIZIATIVA

Siamo stati il primo ente pubblico a organizzare un incontro aperto a tutti per informare i cittadini sulla problematica, quando altre realtà politiche accusavano chi ne parlava di procurato allarme.

Abbiamo emanato un’ordinanza di chiusura dei pozzi privati contaminati da Pfas usando per primi i valori più restrittivi suggeriti da Ministero della Salute. Assieme ad altri consiglieri regionali e deputati, compreso l’On. Luigi Di Maio, abbiamo firmato un esposto di condanna dell’azienda responsabile di questo inquinamento.

Sono state numerose le iniziative con gli altri comuni coinvolti e con comitati No Pfas cui abbiamo partecipato e che abbiamo sostenuto.

• IL RISULTATO

La nostra pressione, assieme a quella degli altri sindaci coinvolti e dei comitati No Pfas ha portato a dei grandi risultati.

La Regione Veneto ha, infatti, imposto l’uso di filtri che permettano di azzerare queste sostanze nell’acquedotto e ha iniziato un biomonitoraggio sulla popolazione nata tra il 1956 e il 2002 per il monitoraggio e la presa in carico dei cittadini coinvolti dalla contaminazione.

Inoltre il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per i Pfas in Veneto, stanziando 65 milioni di euro che hanno permesso di realizzare delle nuove condotte idriche per prelevare l’acqua da fonti pulite.

• COSA SERVE PER REPLICARE L’INIZIATIVA?

E’ necessario innanzitutto documentarsi il più possibile sul problema attraverso tutti i canali oggi possibili e fare in modo poi che più persone possibili prendano coscienza dei rischi per salute che gli inquinanti emergenti come i Pfas comportano.
Importante è stato quindi l’aver coinvolto i cittadini che si sono poi riuniti in comitati molto determinati a portare avanti la battaglia per avere zero Pfas nell’acquedotto.

Sono state coinvolte trasmissioni giornalistiche come le Iene e Report assieme a molti esponenti politici e tutto questo ha contribuito a ottenere dal Governo lo stato di emergenza con le relative risorse economiche per affrontarla.

 


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