
Nucleare, grazie al MoVimento parte la più grande consultazione pubblica del Paese
8 gennaio 2021 alle ore 16:10•di Sergio Costa
Il tema del deposito nazionale di rifiuti radioattivi ha suscitato una forte discussione. Come è giusto che sia, visto che è una questione importantissima e tocca ciascuno di noi.
Chiariamo subito che non è iniziata nessuna costruzione, proprio perché prima verranno ascoltati i territori: il 5 gennaio infatti è stato tolto il segreto alla Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi ed è iniziata la più grande consultazione pubblica degli ultimi anni: un processo che durerà almeno 44 mesi, circa tre anni e mezzo e che con estrema trasparenza coinvolgerà amministratori, università, associazioni di categoria e tutti i cittadini.
L’abbiamo pubblicata scegliendo di mettere la faccia su una scelta impopolare per un unico motivo: andava fatto. Da troppi anni i rifiuti radioattivi sono stoccati in luoghi provvisori e pertanto poco sicuri. È un’opera necessaria e bisogna realizzarla con la massima partecipazione e trasparenza. Nel resto d’Europa esistono altri dieci depositi simili, in esercizio. Anche l’Italia deve averne uno per stoccare i propri rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Cosa sono? Si tratta soprattutto di rifiuti provenienti da attività mediche (terapie antitumorali, radioterapie, ricerca scientifica e medica) o da quelle industriali (come, per esempio, quelle legate alla verifica dello spessore della struttura dei manufatti, come gli aerei).
Pubblicare questa carta tecnica è stato un gesto di responsabilità nei confronti del Paese. Chi ci ha preceduto se n’è visto bene perché elettoralmente non paga. Ma governare significa anche questo: assumersi la responsabilità delle scelte.
La Carta è frutto di anni di lavoro da parte di enti di ricerca, Ispra, Isin, l’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, e la Sogin, che hanno utilizzato mappe sismiche e geologiche, mappe idriche, criteri di esclusione e di approfondimento e hanno individuato la lista di 67 possibili aree. Tra i criteri di esclusione vi erano siti Unesco e zone particolarmente protette come i Parchi Nazionali: nessun sito si trova in queste aree.
Si tratta di criteri tecnici: nessuna scelta politica. Io stesso, come ministro, ho conosciuto la mappa insieme a tutti voi, nel momento in cui è stata pubblicata e quindi non era più segreta. Ora è il momento del dibattito: e invito tutti voi, amministratori, comitati, associazioni di categoria, ad andare sul sito depositonazionale.it e a partecipare. Presentate le osservazioni, rilievi e tutto quanto possa contribuire.
Lasciatemi però sfatare alcune fake news: il dibattito, per quanto possa essere acceso, deve sempre poter essere basato sulle verità.
1) Ho letto che il governo vorrebbe costruire 67 depositi in giro per l’Italia: FALSO. Il deposito è nazionale e unico.
2) “Conterrà le scorie delle centrali nucleari estere o addirittura armi nucleari”: FALSO. Siamo noi italiani che abbiamo mandato le nostre scorie delle ex centrali all’estero per riprocessarle, le scorie torneranno indietro, e stiamo pagando circa 30 milioni di euro l’anno agli Stati che li ospitano (sarebbero già dovute tornare ma abbiamo prolungato i contratti con Francia e Inghilterra), e avremo quindi la necessità di conservare anche esse in condizioni di assoluta sicurezza.
3) “Gli enti locali non sono stati consultati”: FALSO. L’ho già detto e voglio ribadirlo: la consultazione è appena iniziata.
4) Decisione presa “nel cuore della notte”: FALSO. Nessuna decisione, come ho spiegato. Abbiamo solo pubblicato la carta il primo giorno utile dopo il nulla osta che la “liberava”. Appena il giorno è iniziato, cioè a mezzanotte, l’abbiamo resa accessibile.
5) Leggo che alcuni sindaci di città non presenti nella lista si stanno candidando: se non si è nella lista, il proprio territorio non possiede le caratteristiche tecniche pe ospitare il deposito.
Capisco le proteste e le preoccupazioni, ma non accetto la diffusione delle fake news, soprattutto da chi riveste ruoli istituzionali. Bisogna lavorare sempre in trasparenza, per il bene e l’interesse dei cittadini: questa è la politica, anche se alle volte ciò comporta mettere la faccia nell’affrontare le questioni più impopolari e complesse.
Commenti (24)
Giuseppe
8 gennaio 2021 alle ore 16:34E’ mai possibile che dobbiamo pure stoccare i rifiuti ospedalieri radioattivi? O le scorie delle nostre centrali?
Come i rifiuti di Roma, Campania & C., dobbiamo eliminare i rifiuti con un tocco di magia! Pure il sindaco di Parma è stato eletto con i voti di chi non voleva l' inceneritore! E dato che l' inceneritore è stato fatto, abbiamo rottamato Pizzarotti!
Capite, o non capite che i veri 5S non vogliono rifiuti?
Questo è il governo del green, non sapevamo che gli ospedali facessero (anche) scorie nucleari con i raggi o con la TAC o… [ veramente io sì 🤭 ].
E pure in certe ditte...
Dobbiamo abolire la medicina nucleare, ( e le ditte, e i laboratori. E il radon... ) e andare a cercare le malattie col pendolo! Viva la terra.
Ah, anche la terra mi emana il gas radioattivo radon, naturalmente? Non c’è più la natura di una volta!
Oreste °.°⭐⭐⭐⭐⭐
8 gennaio 2021 alle ore 17:09Onorevole Costa ....lo vogliamo dire in TV o dobbiamo lavorare tacendo?
Si potrebbe stoccare il tutto e pure quello che deve tornare indietro nel tunnel di ispezione fatto per la tav?
Non ci costerebbe nulla e potremo pure guadagnarci richiamando anche i nostri residui trattati.
Mokj
8 gennaio 2021 alle ore 17:24Argomento scottante🔥, anzi radioattivo☢️! Beh sarà arduo trovare un sito sicuro sicuro per lo stoccaggio! Un'isola non abitata, non riserva naturale, lontana da criticità sismiche, naturalmente non sottomarino. Sarà dura, molto dura, l'Italia è piccola e popolata. Potremmo chiedere agli USA se ce le tengono le scorie, tanto di scorie ne hanno in abbondanza di ogni genere, ops🤭 anche noi veramente 😁!
Gennaro Fusco
8 gennaio 2021 alle ore 17:59Si, un'isola disabitata, soprattutto privata da espropriare al solito riccone di turno che l'ha comprata.
P.s. Mah, comprare un'isola 😡
FEDORA RIGOTTI
8 gennaio 2021 alle ore 21:30Salve,
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Mokj
8 gennaio 2021 alle ore 22:23Mò me o segno. Fidati.
Alighione Alighieri
9 gennaio 2021 alle ore 22:01..
Ce sta forse quarcuno co' de' bisogni da coprire???.....
maria s., ancona
9 gennaio 2021 alle ore 01:06Contatore: 1, 2, 3, 4,
Solo la Sardegna non è territorio sismico. Tutto il resto del territorio Italiano "balla". Inoltre esistono
nel Sulcis Iglesiente miniere molto profonde e dismesse. A me spiace per la Sardegna che adoro (il territorio) ma, a meno che non si spedisca il materiale radioattivo su qualche pianeta ostile alla vita in lontane galassie... Alternativa: lo scavo Tav che però è orizzontale...No, non è una alternativa.
C'è il rischio di inquinare le falde acquifere. Nel frattempo, si può evitare di produrne altre?
Giuseppe
10 gennaio 2021 alle ore 12:24tu sei, da quanto mi risulta, un operatore della sanità.
Pertanto TU ci potrai dire se possiamo stare senza TAC & C.
E far chiudere le ditte, per esempio, che hanno bisogno delle radiografie sulle saldature. Intanto la Fincantieri; le saldature delle navi devono essere controllate...
Beppe
9 gennaio 2021 alle ore 09:57Ministri Costa e Patuanelli,
condivido il coraggio con cui avete voluto dare il via alla costruzione di questo deposito nazionale
(che la comunità europea ci ha già punito con una infrazione per non aver fatto mai nulla)
di scorie nucleari, che, ovviamente, anche l'Italia produce
(ed ha prodotto negli anni passati prima del referendum)
e, conseguentemente, ora deve mettere in sicurezza sul proprio territorio.
Una precisazione, è vero che il deposito non conterrà armi nucleari, ma rifiuti radioattivi militari, quelli si.
Interessante sapere che questo "processo di consultazione pubblica è di realizzazione dell'opera abbia tempi contingentati (tre/cinque anni),
è un criterio che mi piace dovrebbe essere applicato anche alla Giustizia italiana, leggi sul conflitto di interessi, acqua bene pubblico, ecc..
A mio parere, dovrebbe essere messo in atto, subito, un piano per informare l'opinione pubblica ed i comuni di quei territori dove potrebbe essere realizzato il sito di stoccaggio per permettere un dibattito democratico e non lasciare che sia l'opposizione politica a comandare il gioco e noi a doverli, come al solito, rincorrersi o metterci sulla difensiva facendo, sicuramente, una figura barbina visto che ci seppelliranno di "scorie".
Il "gioco", se vogliamo avere una sola possibilità di vincerlo, dobbiamo giocarlo di anticipo con un tavolo di regia dell'informazione tecnico scientifico puntuale e trasparente.
Antonio Valentini
9 gennaio 2021 alle ore 11:00A Fedo', a mme una che presta fino a 500 mila euro nun mme piace propio pe ggnente. Smamma.
Macchè! S'è 'nchiodato l'argoritmo.
Sandro S.
9 gennaio 2021 alle ore 15:08Questo e altri argomenti ci ricordano che le fake news più perniciose provengono dai canali mainstream come tgcom, rainews e sky, se non addirittura da figure istituzionali, e ci ricordano quindi che il M5S deve opporsi in ogni sede e in ogni modo a qualsiasi tentativo di censura della rete, basato sulla presunta diffusione di notizie "dannose" per la popolazione. Personalmente, pur non avendo alcuna fiducia, e provando persino una ripugnanza fisica bei confronti di Trump, trovo assurdo e molto pericoloso che Twitter, o quel coglioncello di Zuckerberg, possano censurargli l'account. Chi da loro questo potere? È un potere che spetta alla politica, e che andrebbe esercitato solo in casi estremi, e almeno col pronunciamento di un giudice, eventualmente d'urgenza.
maria derienzo
9 gennaio 2021 alle ore 16:26Zuckerberg è il proprietario di FB. Può fare come meglio crede.
Il credo nella fede dell'assoluta libertà si ferma difronte al recinto della libertà altrui.
Zuckerberg è libero o no?
pietrocasula
9 gennaio 2021 alle ore 16:22Bene, ma che ne pensa l'innominabile?
A parte ciò, spiegate bene cosa rischia il territorio ospitante, grazie.
id &as
9 gennaio 2021 alle ore 17:28grazie
memories (30 Settembre 2017 alle 12:19)
https://www.ilblogdellestelle.it/2017/09/fuori_le_scorie_dalla_sardegna.html#comment-6777810
Alighione Alighieri
9 gennaio 2021 alle ore 21:06A dispetto dell' immagine di bella cartolina, la Sardegna è stata ed è ancora una più grandi pattumiere di cui l'Italia si è servita, una terra martoriata da grossi impianti industriali chimici da sud a nord, ormai quasi tutti dismessi, ma solobdopo aver inquinato tutto e desertificato i paesi strappando i sardi alle attività tradizionali agricole e dell'allevamento: Porto Torres, Villacidro, Ottana, portate qui con la scusa di rivitalizzare un' economia povera (ma con l'intento reale di portarvi le produzioni più inquinanti che nessuno voleva), sono ormai solo scheletri, ma la loro eredità è ben presente e pesante: resta la raffineria SARAS dei Moratti, la più grande d' Europa, ad impestare l'aria con le fumate delle sue ciminiere e quell'odore penetrante che sa di bombola di gas, così costante che la gente del posto quasi non ci fa più caso; restano dovunque le installazioni militari dove si simula la guerra, così tante ed estese che non puoi pensare altro che ad una visione colonialista dello Stato centrale verso questa terra ed i suoi pochi e politicamente indifesi abitanti: restano le industrie sporchissime ed inquinanti della lavorazione del piombo, e l'inquinamento da secoli di sfruttamento delle sue risorse minerarie: che minchia si vuole ancora dai Sardi e dalla Sardegna?. Non si tiri fuori poi la storia della bassa sismicità: il fatto vero, è che una regione dal peso politico inesistente perché poco popolata, è la vittima più facile e scontata da trovare...
Alighione Alighieri
9 gennaio 2021 alle ore 21:13...La Sardegna e la Sicilia .potrebberlo pensare a sé stesse, e l'Italia a tre depositi, nord, centro e sud: mi sembra più equo........( e molto meno pericoloso).
B. E. O.
9 gennaio 2021 alle ore 21:30Ai moratti gli mandiamo l‘éfbiai. Hai perfettamente ragione, la Sardegna, per gli industriali speculatori è stata terra di conquista e di schoping.
Alighione Alighieri
9 gennaio 2021 alle ore 21:58... un'altra cosa: vivo a qualche km da una discarica di rifiuti "speciali" (proprietà, ovviamente di una società non sarda), e li vedo continuamente, i TIR che dal continente, vengono già a portarci la loro sporchissima "merce"......
maria s., ancona
10 gennaio 2021 alle ore 21:45Il ministro Costa ha aperto ai cittadini e "prima verranno ascoltati i territori", correttissimo, non si prenderanno decisioni sulle loro teste. E' anche una chiamata di corresponsabilità.
Lo sfruttamento/inquinamento di superficie della Sardegna proveniente da ogni pizzo, riguarda altri e ben altre modalità e responsabilità politiche, interne ed esterne alla Sardegna.
In ordine al tema, il mio com metteva solo in evidenza un aspetto importante della tua terra, la non sismicità che, per la pericolosità del materiale, dovrebbe essere tra le prime condizioni per l'identificazione di un sito sicuro. Ragione e banale conoscenza, niente di più.
Mi assolve messer Alighione?
Contatore: 1, 2,
Roberto Benelli
10 gennaio 2021 alle ore 14:38Scorie, rifiuti, inceneritori ?
Dovrebbe esistere un criterio per definire dove posizionare questi "mostri" che nessuno vuole ma che fanno parte della produzione della nostra Italiana Industria che fa parte del sistema Italia (produzione=lavoro=benessere)
Il Criterio dovrebbe essere un compromesso tra chi produce e chi è in grado di accogliere le scorie.
Chi produce, in base ad un parametro che esprime la % di scorie prodotte (materiali o in atmosfera) deve accantonare soldi (tipo una fidejussione) o/e pagare tasse che lo stato userà per smaltire tali rifiuti.
E fino a qui dovremmo esserci di già da anni (spero..)
A questo punto lo stato deve usare un criterio onesto e trasparente (pubblicato nel proprio sito) dove indica:
- la regione che crea scorie deve poter in autonomia smaltirle (o da se o pagando altre regioni disposte a prendersi le scorie). Ogni regione deve pubblicare le aziende che producono (danno lavoro) e che inquinano.
Non c'è nulla di male a dire la verità. Produrre senza generare scorie è una favoletta per illusi.
- la regione che non crea scorie (perché è virtuosa o perché non ha attività produttive) può accettare le scorie altrui in corrispondenza di un importo economico che le permetta di stoccarle in tutta sicurezza. Anche questo un modo di fare produzione.
- se una regione NON riesce a trovare dove piazzare le scorie (nel proprio territorio o a pagamento in altri territori) a questo punto deve ridurre in % la produzione e trovare una soluzione.
Una volta che blocchiamo o riduciamo la produzione possiamo metterci davanti ad un tavolo con tutte le regioni e decidere cosa fare. Purtroppo è facile dire.. non voglio la discarica vicino a casa.. nessuno la vuole ma tutti vogliono un bel lavoro.
Il compromesso sarà produrre il minimo e cercare di ridurre al minimo le scorie investendo e innovando con nuove tecnologie.
Casomai usando i fondi europei in modo corretto.
La ricetta ci sarebbe. Cosa aspettiamo ?
Roberto
maria s., ancona
11 gennaio 2021 alle ore 20:55⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️⚠️
MINISTRO COSTA,
sarebbe opportuno e URGENTE che oltre al contenuto del post, fornisse maggiori notizie su quando nasce il progetto, quale governo lo coordinava, chi sapeva, perché secretato, perché è stato inserito tra i siti la Val d' Orcia- Pienza, protetta dall' UNESCO, problema simile credo anche in Puglia. ... E SA PERCHE' E' URGENTE AVVIARE, NON SOLO SUL BLOG PERCHE' NON BASTA, UNA COMUNICAZIONE EFFICACE E COMPLETA SULL'ARGOMENTO?
Scaramelli, capo gruppo di Italia Viva in consiglio regionale della Toscana ha lanciato una petizione e raccolta firme ....dal partito di chi era al governo al momento della decisione, il cosiddetto BOMBA, organizzazione, incarico e secretazione della Carta Nazionale! !!!
A lei sembra poco? Crede che i cittadini sappiano che lei ha solo desecretato e resa pubblica la lista predisposta da altri, attivando finalmente un rapporto di rispetto con i cittadini? Diversamente da coloro che oggi raccolgono firme lasciando intendere che la responsabilità sia sua e del M5S?
Alcuni link:
https://www.italiaviva.it/pienza_rifiutiradioattivi
https://www.gazzettadisiena.it/scaramelli-italia-viva-follia-mettere-le-scorie-in-toscana-sarebbe-un-crimine/
Sandro S.
11 gennaio 2021 alle ore 21:39@maria derienzo Non sono d'accordo, come quasi sempre sui tuoi interventi e commenti.
Zuckerberg può fare ciò che crede. Io per fortuna non ho facebook, e sto meditando di togliere anche whatsapp (tra l'altro da febbraio ancora più liberi di usare e rivendere i nostri dati come vogliono).
Parafrasando una frase storica che riguardava i libri..."quando si cominciano a chiudere gli account, prima o poi si chiudono anche le bocche".
Prêt Express
8 ottobre 2021 alle ore 06:59Ciao, siamo una società finanziaria che offre prestiti internazionali. Avendo un capitale che verrà utilizzato per concedere prestiti tra privati a breve e lungo termine che vanno da 5.000 € a 50.000.000 di euro a tutte le persone serie in reale bisogno, il tasso di interesse è del 2% anno gratuito. prestito, prestito di investimento, prestito auto, prestito personale Siamo disponibili a soddisfare i nostri clienti in un periodo massimo di 03 giorni dopo il ricevimento del modulo di domanda. PS: messaggi molto seri
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