Nucleare, grazie al MoVimento parte la più grande consultazione pubblica del Paese

Il tema del deposito nazionale di rifiuti radioattivi ha suscitato una forte discussione. Come è giusto che sia, visto che è una questione importantissima e tocca ciascuno di noi.

Chiariamo subito che non è iniziata nessuna costruzione, proprio perché prima verranno ascoltati i territori: il 5 gennaio infatti è stato tolto il segreto alla Cnapi, la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi ed è iniziata la più grande consultazione pubblica degli ultimi anni: un processo che durerà almeno 44 mesi, circa tre anni e mezzo e che con estrema trasparenza coinvolgerà amministratori, università, associazioni di categoria e tutti i cittadini.

L’abbiamo pubblicata scegliendo di mettere la faccia su una scelta impopolare per un unico motivo: andava fatto. Da troppi anni i rifiuti radioattivi sono stoccati in luoghi provvisori e pertanto poco sicuri. È un’opera necessaria e bisogna realizzarla con la massima partecipazione e trasparenza. Nel resto d’Europa esistono altri dieci depositi simili, in esercizio. Anche l’Italia deve averne uno per stoccare i propri rifiuti radioattivi a bassa e media attività. Cosa sono? Si tratta soprattutto di rifiuti provenienti da attività mediche (terapie antitumorali, radioterapie, ricerca scientifica e medica) o da quelle industriali (come, per esempio, quelle legate alla verifica dello spessore della struttura dei manufatti, come gli aerei).

Pubblicare questa carta tecnica è stato un gesto di responsabilità nei confronti del Paese. Chi ci ha preceduto se n’è visto bene perché elettoralmente non paga. Ma governare significa anche questo: assumersi la responsabilità delle scelte.

La Carta è frutto di anni di lavoro da parte di enti di ricerca, Ispra, Isin, l’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, e la Sogin, che hanno utilizzato mappe sismiche e geologiche, mappe idriche, criteri di esclusione e di approfondimento e hanno individuato la lista di 67 possibili aree. Tra i criteri di esclusione vi erano siti Unesco e zone particolarmente protette come i Parchi Nazionali: nessun sito si trova in queste aree.

Si tratta di criteri tecnici: nessuna scelta politica. Io stesso, come ministro, ho conosciuto la mappa insieme a tutti voi, nel momento in cui è stata pubblicata e quindi non era più segreta. Ora è il momento del dibattito: e invito tutti voi, amministratori, comitati, associazioni di categoria, ad andare sul sito depositonazionale.it e a partecipare. Presentate le osservazioni, rilievi e tutto quanto possa contribuire.

Lasciatemi però sfatare alcune fake news: il dibattito, per quanto possa essere acceso, deve sempre poter essere basato sulle verità.

1) Ho letto che il governo vorrebbe costruire 67 depositi in giro per l’Italia: FALSO. Il deposito è nazionale e unico.

2) “Conterrà le scorie delle centrali nucleari estere o addirittura armi nucleari”: FALSO. Siamo noi italiani che abbiamo mandato le nostre scorie delle ex centrali all’estero per riprocessarle, le scorie torneranno indietro, e stiamo pagando circa 30 milioni di euro l’anno agli Stati che li ospitano (sarebbero già dovute tornare ma abbiamo prolungato i contratti con Francia e Inghilterra), e avremo quindi la necessità di conservare anche esse in condizioni di assoluta sicurezza.

3) “Gli enti locali non sono stati consultati”: FALSO. L’ho già detto e voglio ribadirlo: la consultazione è appena iniziata.

4) Decisione presa “nel cuore della notte”: FALSO. Nessuna decisione, come ho spiegato. Abbiamo solo pubblicato la carta il primo giorno utile dopo il nulla osta che la “liberava”. Appena il giorno è iniziato, cioè a mezzanotte, l’abbiamo resa accessibile.

5) Leggo che alcuni sindaci di città non presenti nella lista si stanno candidando: se non si è nella lista, il proprio territorio non possiede le caratteristiche tecniche pe ospitare il deposito.

Capisco le proteste e le preoccupazioni, ma non accetto la diffusione delle fake news, soprattutto da chi riveste ruoli istituzionali. Bisogna lavorare sempre in trasparenza, per il bene e l’interesse dei cittadini: questa è la politica, anche se alle volte ciò comporta mettere la faccia nell’affrontare le questioni più impopolari e complesse.

Centro delle preferenze per la privacy

Necessari

I cookie necessari aiutano a contribuire a rendere fruibile un sito web abilitando le funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie.

gdpr[*], bds_user_logged_in, wordpress_logged_in,

Statistiche

I cookie statistici aiutano i proprietari del sito web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima.

_ga, _gid, _wingify_pc_uuid, _cfduid,

Marketing

I cookie per il marketing vengono utilizzati per monitorare i visitatori nei siti web. L'intento è quello di visualizzare annunci pertinenti e coinvolgenti per il singolo utente e quindi quelli di maggior valore per gli editori e gli inserzionisti terzi.

fr