Il Governo crede nell’agricoltura biologica

Sostenere e incentivare la ricerca e l’innovazione in agricoltura biologica: questo è l’obiettivo del nostro governo, e del bando del Ministero delle Politiche Agricole, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 gennaio, per rafforzare il primato dell’Italia come Paese che si colloca ai primi posti in Europa per l’agricoltura biologica.

L’Italia ha una estensione dedicata di 2 milioni di ettari (il 15% della superficie agricola nazionale), focalizzata soprattutto al Sud (Sicilia, Puglia, Calabria) e in Emilia-Romagna, e quasi 80.000 operatori coinvolti.

Il bando è in linea anche con gli obiettivi europei della strategia “Farm to Fork” che punta a raggiungere il 25% della superficie agricola europea in biologico entro il 2030 (oggi ferma all’8%), insieme al dimezzamento dell’uso dei fitofarmaci e alla riduzione del 20% dei fertilizzanti.

Grazie al bando del governo, le Università e gli enti pubblici avranno 45 giorni di tempo per presentare progetti di ricerca finalizzati al miglioramento genetico, alla riduzione degli input esterni, alla trasformazione dei prodotti, al florovivaismo, alle piante officinali e aromatiche, all’agroecologia, alla meccanizzazione, allo sviluppo sostenibile del territorio e alla tutela ambientale, forestale e paesaggistica.

A disposizione del comparto biologico ci sono risorse per ben 4,2 milioni di euro. Si prevede la copertura sino al 90% delle spese ammesse a finanziamento, per un massimo di 300mila euro.

I progetti di ricerca devono tendere al consolidamento e allo sviluppo del settore e, attraverso il coinvolgimento obbligatorio sin dal primo momento di almeno una azienda agricola biologica e relative associazioni, avere una applicazione concreta dei risultati sulle realtà produttive.

Accanto alla sperimentazione presso le aziende coinvolte, sarà determinante la condivisione e comunicazione dei risultati attraverso conferenze, pubblicazioni, video, banche dati accessibili gratuitamente e software open source.

Il primato italiano deve spronarci, sempre di più, ad innovare e guidare il mercato biologico dei prossimi anni post-pandemia, che non ne ha arrestato la crescita nei consumi degli italiani.


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