Il diritto alla petizione popolare digitale. A Roma ora è realtà

Nella rubrica Cittadinanza Digitale vogliamo proporvi approfondimenti e spunti di riflessione sui temi più attuali inerenti la cittadinanza digitale, da sempre obiettivo di ricerca, studio e approfondimento della Rousseau Open Academy.

Il contributo di oggi è a cura di Angelo Sturni, consigliere MoVimento 5 Stelle di Roma Capitale.


Negli ultimi anni Roma Capitale ha approvato una serie di riforme dell’ordinamento degli istituti di partecipazione popolare, riconoscendo il diritto alla partecipazione democratica digitale ed ulteriori specifici diritti di partecipazione, che rientrano all’interno delle nuove forme di cittadinanza digitale. Le proposte approvate sono consultabili sul portale istituzionale di Roma Capitale nonché su Rousseau, nella sezione Sharing.

Questa rivoluzione silenziosa ha avuto inizio dalla revisione dello Statuto di Roma Capitale, approvata il 30 gennaio 2018 con la deliberazione n. 5/2018, a mia prima firma, con la quale abbiamo introdotto nell’ordinamento di Roma Capitale nuovi strumenti di democrazia diretta e partecipata come le petizioni popolari digitali, il referendum propositivo senza quorum, il bilancio partecipativo anche digitale. Partire dalla revisione dello Statuto di un ente è fondamentale in quanto consente di poter individuare i principi generali degli strumenti di partecipazione digitale per poi svilupparli dal punto di vista tecnologico e regolamentare. Stiamo parlando di riforme istituzionali che puntano ad essere permanenti per la città di Roma

La petizione popolare digitale

Il diritto di partecipazione digitale oggi esaminato è quello della petizione popolare. Tale istituto di partecipazione, riconosciuto anche all’articolo 50 della Costituzione italiana, consente alla comunità cittadina di richiedere all’Assemblea o al Sindaco l’adozione di provvedimenti utili per la collettività.

Per sostenere lo sviluppo della piattaforma, sono stati formulati alcuni indirizzi con un ordine del giorno approvato dall’Assemblea Capitolina. In via sperimentale la cittadinanza ha avuto la possibilità di presentare una petizione, visionare e sostenere quelle presentate attraverso il sistema di identificazione digitale riconosciuto dalla normativa vigente per gli enti locali, come ad esempio S.P.I.D..

Dopo questa prima fase di sperimentazione, il 15 gennaio 2021 è stata approvata all’unanimità dall’Assemblea Capitolina una proposta deliberazione per la regolamentazione definitiva della disciplina delle petizioni popolari digitali. Si tratta della modifica del Regolamento degli istituti di partecipazione, risalente al 1994, che è stato adeguato alla riforma statutaria approvata nel 2018 e al processo di transizione digitale avviato nel corso di questi anni a partire dall’Agenda Digitale di Roma Capitale.

La modalità digitale di presentazione e sostegno delle petizioni popolari sul portale istituzionale di Roma Capitale si aggiungerà e si affiancherà a quella cartacea. La ragione principale di questa disposizione risiede nel riconoscimento dell’esistenza di quelle disuguaglianze tecnologiche che oggi ancora non consentono, del tutto, di sostituire gli strumenti di partecipazione tradizionali con quelli esclusivamente digitali e pertanto i due mondi, in questa prima fase di attuazione della riforma, viaggeranno insieme.

La regolamentazione consentirà ai cittadini di poter presentare una petizione scegliendo un periodo temporale per raccogliere le adesioni digitali sul portale istituzionale di Roma. Le petizioni popolari che avranno raccolto almeno millecinquecento adesioni saranno sottoposte all’esame dell’organo di governo. In ogni caso, al fine di dare maggiore trasparenza al processo e dignità allo strumento, le petizioni, anche quelle meno rappresentative o che non avranno avuto una risposta, saranno comunque messe a disposizione degli amministratori capitolini per consentire di esaminarle e far eventualmente seguire ulteriori azioni istituzionali. Qualora una petizione popolare dovesse raggiungere le “88 miglia orarie”, quindi trentamila adesioni digitali, il primo presentatore potrà illustrarla in Assemblea Capitolina.

A seguito dell’approvazione di questa ultima deliberazione saranno necessari alcuni interventi di adeguamento tecnologico alla piattaforma istituzionale. Al momento, l’applicativo online delle petizioni popolari è raggiungibile all’interno del portale istituzionale di Roma Capitale, nella sezione partecipa, questo per rafforzare il principio della sovranità tecnologica degli strumenti di partecipazione digitale. Tale strumento dovrà essere accessibile anche attraverso la “prima app” di democrazia digitale di Roma Capitale, istituita con una ulteriore deliberazione di Assemblea Capitolina, la n. 64/2019, approvata ad agosto 2019.

Nell’era della partecipazione, per “rifondare la democrazia” a livello locale è importante disegnare nuove architetture istituzionali basate sulla democrazia digitale.


Se vuoi sapere di più su Angelo Sturni guarda il suo profilo su Rousseau

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