
Riflessioni sulla ludopatia
15 dicembre 2020 alle ore 15:54•di Beppe Grillo
Qualche tempo fa, espressi una fortissima critica contro quelle società che si occupano di scommesse, per lo più legate al calcio, perché tanta gente si è rovinata per questo vero e proprio vizio del gioco di azzardo.
Criticai duramente anche gli spot pubblicitari facendo un esempio che è stato ricondotto al noto attore Claudio Amendola. Questo originò un contenzioso che però, ci tengo a comunicare, si è concluso nel migliore dei modi.
Abbiamo avuto modo di parlare, confrontarci e giungere ambedue alla stessa conclusione, ovvero che la materia del gioco d’azzardo deve essere oggetto di grande attenzione e riflessione, soprattutto per il gravissimo tema della ludopatia.
È importante essere vicini a coloro i quali sono sfortunatamente “caduti” in questa malattia e per questo – oltre a chiarirci personalmente – abbiamo pensato ambedue di impegnarci per aiutare chi ha bisogno.
Voglio quindi sottolineare la mia stima ed il mio rispetto per Claudio Amendola e sono certo che insieme a lui avremo modo di porre in essere iniziative di ausilio per chiunque ne abbia bisogno. Lui per primo ha dato l’esempio rinunciando a pubblicizzare le scommesse sportive.
Commenti (15)
maria derienzo
15 dicembre 2020 alle ore 16:21Beppe, che bella sorpresa!
Ludopatia è la malattia dei poveri, nel senso che i primi a soffrirne sono i poveri e chi, praticando il gioco d'azzardo, dilapida in poco tempo i molti o pochi averi.
Gerardo Migliaccio
15 dicembre 2020 alle ore 17:30Insomma proprio non ti entra in testa, che se applichiamo uno strumento nuovo, di utilizzo cittadino, potremmo davvero stare più vicino alle persone che hanno problemi di qualunque campo, o che hanno visto situazioni reali a cui potrebbero dare seguito tramite le istruzioni, specialmente i portavoce, sia locali, sia provinciali, regionali e nazionali, anche con l'ausilio del quinto potere, cioè gli organi di informazione, non collusi o assoldati dal regime di informazioni Italiano.
La mia esperienza lavorativa e professionale mi porta ad una sola conclusione:
Se non diamo voce ai cittadini italiani, tutti i cittadini italiani non avremo mai pace, non riusciremo mai a sconfiggere i poteri forti, Beppe te lo Vuoi mettere in testa si o no?
Oltretutto se vogliamo recuperare le perdite elettorali - oramai endemiche - da questa enpasse non ne usciremo mai.
Quindi mettiamoci d'accordo, mettiamo subito in cantiere la mia idea di mettere on-line un portale Web, a cui possiamo accedere tutti i cittadini certificati, per dare spazio e voce alla loro coscienza umana.
Beppe solo tu puoi fare questo lavoro, questo grande passo di convincimento, io come tutti sanno, sono l'ultimo degli ultimi, sia nel movimento cinque stelle, sia nella società, sono un esodato epurato Parmalat Spa Newlat spa, che non si è piegato alla volontà dei colletti bianchi collusi con il malaffare.
Beppe questo è un appello straordinario, pensaci bene, sono Anni che lo vado dicendo, senza che nessuno riesca a capire l'importanza strategica per vincere tutte le battaglie.
Vatti a vedere la mia pagina personale FACEBOOK "comunicazione interattiva" ci sei tu da giovane con un giornale tra le mani, l'inizio delle tue battaglie:
La pagina:
https://www.facebook.com/comunicazione.interattiva/
Il mio appello:
https://www.facebook.com/comunicazione.interattiva/videos/1004088570415525/
Sandro S.
15 dicembre 2020 alle ore 20:55Caro Beppe, intanto premetto che sei stato un mio mito, e una persona importante per la mia formazione e speranza di costruire un mondo migliore. Poi devo aggiungere che la firma del pattoperlascemenza è la cosa più assurda che tu abbia mai fatto, un giorno te ne renderai conto; è degno dell'Inquisizione (altro che Galileo...), e infatti ha prodotto solo minacce, diffide e censure.
Venendo al tema del post, sicuramente importante...anche qui, però, devo essere un po' critico. Nelle agenzie di scommesse si vedono persone che, tolto il gioco, finirebbero probabilmente in un bar a bere; si vedono persino persone che, altrimenti, finirebbero probabilmente in qualche reparto di psichiatria. Adesso, non voglio certo sostenere che i gestori delle scommesse svolgano un servizio sociale, però, se basiamo tutta la società sulle scommesse (gioco in borsa) perché dovremmo diventare castigatori dei costumi solo per i piccoli giocatori? Ok, le borse non si possono tassare a breve, e allora vogliamo tornare ad argomenti affrontabili? Il fracking, almeno, si può vietare in Italia? L'acqua pubblica che fine ha fatto? Castigatori dei comportamenti individuali, Savonarola del nuovo millennio, è questo che vogliamo essere? Per me la libertà è il primo valore, naturalmente quando non lede quella altrui, libertà anche di darsi una chiodata o di spendere per uno svago. Chi fa shopping continuamente, anche quando non compra nulla, spende una decina di euro per la benzina, 300 euro al mese e 3600 all'anno. Quanti scommettitori raggiungono queste cifre?
maria derienzo
16 dicembre 2020 alle ore 08:29Parole senza riflessione, parole in libertà. Tipiche di chi non conosce la tragedia della ludopatia.
Sandro S.
16 dicembre 2020 alle ore 13:32Invece ti sbagli, conosco, e ti dico che spesso le persone che cominciano a giocare sono già disperate, hanno matrimoni falliti, sono solissime. Si confonde (spesso, non dico sempre) la causa con l'effetto. Non si considera, poi, il divertimento, che è innegabile, e che può dare dei momenti di allegria, se non di gioia. Le tue sono parole in libertà, o perlomeno di chi vede solo una parte della questione.
Poi se vogliamo fare i castigatori, da dove cominciare? Da chi va a prostitute senza precauzioni, causandosi danni certi (sono tanti, sai?), da chi si impasticca in discoteca, perché no? Il discorso è molto più complesso di come lo fai.
maria derienzo
16 dicembre 2020 alle ore 13:37La Ludopatia è una vera e propria malattia mentale, con sintomi specifici, con impulsi incontrollabili a giocare d’azzardo o fare scommesse in denaro. Sul sito del Ministero della Salute, per dare una definizione della patologia, si legge che la ludopatia è “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze".
Si sta parlando di individui malati e di una società che asseconda gli stessi al fine di fare intascare profitti miliardari a soggetti senza scrupoli, spesso legati alla criminalità sovranazionale. Questo girone infernale - dipendenza dal gioco=profitti a soggetti non identificati - procura danni incalcolabili a tutti i Paesi democratici.
Sandro S.
16 dicembre 2020 alle ore 13:53Non posso che suggerirti di rileggere ciò che ho scritto, senza pregiudizi o presunzione (se hai una formazione scientifica ce l'ho anch'io). Tra le persone che giocano i malati di cui parli tu sono una minoranza, e non sappiamo neanche come starebbero senza il gioco.
pisanusquidam
16 dicembre 2020 alle ore 16:10Per prevenire la ludopatia nelle giovani generazioni bisognarebbe fare seriamente nelle scuole, magari al posto di certe chiacchiere obsolete, o anche di certa geometria euclidea noiosa, un mini-corso di calcolo delle probabilita'. Non e' affatto difficile, se ben fatto. Anzi puo' essere divertente e abituare a un minimo di astrazione; inoltre e' un sicuro antidoto, perche' nessuno che conosce quelle cose, potendosi calcolare le probabilita' di buttare via il proprio danaro, e' affetto da ludopatia. Pare che la nostra ministra Azzolina non ami affatto la matematica, ma proviamo lo stesso a suggerirglielo.
Mokj
16 dicembre 2020 alle ore 16:11Chi non ha mai avuto una dipendenza alzi la mano!! Ci sono dipendenze leggere e dipendenze pesanti.. il fumo è dipendenza leggera ma mortale, sembra un paradosso ma a confronto della dipendenza dalla droga è più leggera come dipendenza, poi c'è la dipendenza dal cibo, hai detto niente? C'è l'alcolismo, la dipendenza dal sesso... Poi c'è la ludopatia che è una delle peggiori, distrugge intere famiglie come la droga.. perché ho elencato queste dipendenze, ce ne saranno altre delle quali non ho conoscenza ma comunque e sempre chi è dipendente fortemente da qualcosa, è una persona debole e con alle spalle problemi familiari molto gravi, la società è responsabile i governanti sono responsabili e quando il movimento è riuscito ad escludere la pubblicità nelle tv sono stata felice, non basta ovviamente, chi ha in mano la possibilità di intervenire per aiutare tutte le persone dipendenti da qualche cosa, agisca perché ne ha la facoltà e possibilità. Ho notato inoltre che chi è fortemente dipendente è sempre solo molto solo ed incapace a reagire.
maria derienzo
16 dicembre 2020 alle ore 17:43Sandro S.
non ho una formazione scientifica. Ho una mente portata a ragionare. Ho letto il commento ed è contraddittorio. Da un lato nega la ludopatia riducendola a pochi casi (come fa a saperlo? ) dall'altra scrive che chi gioca d'azzardo ha dei problemi personali, quindi attribuisce a questi problemi la causa della dipendenza. Sono giustificativi tipici di chi è malato di ludopatia o di altro tipo di dipendenza. Nei soggetti predisposti giocare piace, diverte, e innesca un meccanismo di ricompensa: ma è proprio su questi scarichi di adrenalina e dopamina che puntano le società del gioco on line d'azzardo. La domanda è: perché lo Stato deve promuovere il gioco d'azzardo che causa disastri famigliari, omicidi e suicidi?
Non mi risponda che anche la droga causa tragedie familiari perché la droga pesante non è legale.
Sandro S.
18 dicembre 2020 alle ore 00:12Ti avevo risposto subito, ma la risposta forse non è piaciuta...pure la censura, come siamo caduti in basso.
Ti dicevo che ero d'accordo sul vietare la pubblicità, ma non su interdire le persone, o bloccare il loro conto in banca, come hanno proposto psichiatri e...banche, né su chiudere tutte le sale gioco, come hanno proposto sindaci emiliani malati di benpensantismo. Aggiungevo che fare i Savonarola, concentrandoci sulla giustizia e sul castigare gli errori individuali, è una delle maggiori cause della perdita di consensi. Noi dovremmo concentrarci soprattutto sulle questioni legate all'ecologia e alla qualità della vita (perciò 5 stelle), e quindi anche all'economia.
maria derienzo
18 dicembre 2020 alle ore 19:08Sandro S.
scusa ma non capisco: curare dei malati è antidemocratico? Antilibertario?
Proprio ieri è deceduto in carcere Donato Bilancia, aveva ammazzato 17 persone e stava scontando l'ergastolo (13 comminati).
Era un giocatore d'azzardo che diventerà un serial killer. Cominciò a uccidere i biscazzieri poi continuò con prostitute, fino a donne che neppure conosceva, incontrate per caso in treno. Era un malato lucido.
Anche Michele Profeta era un giocatore d'azzardo poi serial killer, morto nel 2004. Era un malato lucido.
Ora, non sto asserendo che tutti i giocatori d'azzardo siano malati. Ci mancherebbe altro. Ma come Beppe e Claudio hanno rilevato, purtroppo, la patologia esiste e procura danni non soltanto ai giocatori stessi ma anche a chi li circonda. Alla stessa società.
enrico salvetti
25 dicembre 2020 alle ore 12:29mi scusi il godimento?? nel introdurre soldi in una macchinetta con 3 arance che girano e 3 meloni pure loro . Dobbiamo decidere su è più importante una famiglia sul lastrico o una separazione o una persona con hiv mentre le seconde le puoi guarire la prima non la guarisci .
Sandro S.
27 dicembre 2020 alle ore 00:59C'è anche chi gode sparando ai passeri...non dico ai cinghiali, in questo caso, se se li mangia, potrei anche capirlo. Anche chi gode andando a prostitute, a mio modesto parere (sarò strano), fa molto peggio di quello che fa una giocata su una partita e spera di vincere un po' di soldi. Tra i giocatori ci sono dei malati, vero, ma sono una piccolissima frazione. A meno che non si consideri malato chiunque ha perso tanto (chi ha vinto come lo consideriamo, ultrasano?). Il discorso è molto complesso, si potrebbe estendere anche agli anziani che spendono i loro risparmi in pochi anni. Non ne hanno il diritto? Effettivamente in molti casi si procede contro i beneficiari dei loro acquisti, siano badanti, autisti, ecc. E' giusto ciò? Se l'anziano veramente non connette può esserlo.
Il discorso si potrebbe addirittura estendere a qualsiasi attività, anche la più "sana", che una piccola frazione di individui svolge in un modo che potremmo dire "poco sano" (ultimamente in cronaca c'era il caso delle arti marziali, ma pensiamo all'alpinismo... vietare le scalate sull'Himalaia?).
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