Parlamento e territori insieme per l’accessibilità universale

Nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, durante l’evento digitale “Lavoriamo insieme per l’accessibilità universale”, i parlamentari del MoVimento 5 Stelle Celeste D’Arrando e Ruggiero Quarto hanno presentato la mozione sulla “Accessibilità universale” con la quale intendono istituire l’Agenzia nazionale per l’Accessibilità universale e accendere i riflettori sulla figura del Disability manager, con l’obiettivo di istituire questa figura professionale a livello nazionale. Si tratta di una proposta che parte dal basso e viene veicolata nelle istituzioni dai portavoce di ogni livello, che interagiscono come rete solidale, e che i due portavoce vogliono portare in Parlamento.

Contemporaneamente è partita sui territori un’azione sinergica dei consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle per impegnare con una mozione unica i Comuni d’Italia a garantire i diritti delle persone con disabilità. Se vuoi unirti a loro registrati qui.


Buongiorno a tutti, sono Ruggiero Quarto portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle.

Sono felice di essere stato coinvolto in un’importante iniziativa che riguarda il delicato e complesso mondo della disabilità. Sono orgoglioso che ciò sia avvenuto secondo un percorso che rappresenta uno dei punti cardine del MoVimento 5 Stelle: una proposta parte dal basso e viene veicolata nelle istituzioni dai portavoce di ogni livello, che interagiscono come rete solidale.

Abbiamo quindi costituito un gruppo di lavoro multiforme e predisposto una mozione sulla “Accessibilità Universale”, sia a livello parlamentare, che in parte tratterò, e sia a livello comunale, che sarà presentata da Marco Piazza.

Un obiettivo concreto della mozione parlamentare è quello di impegnare il Governo ad istituire la figura del Disability Manager a livello nazionale attraverso una normativa coerente e uniforme che ne preveda l’inserimento negli enti pubblici, ma anche in quelli privati, attraverso opportune forme di incentivazione.

Il Disability manager è una figura con una elevata e comprovata professionalità nel campo della disabilità. Favorisce, in collaborazione con le altre competenze della struttura di cui fa parte, l’adozione di politiche finalizzate a garantire l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità nel rispetto dei principi definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2006 sui diritti delle persone con disabilità.

Il disability manager aziendale:
– Promuove e guida la programmazione, il reclutamento, l’inserimento, la formazione, il rientro e la conservazione del rapporto di lavoro della persona con disabilità.
– Rimuove gli ostacoli organizzativi, ambientali e comportamentali che limitano l’integrazione.
– Valorizza l’autonomia e la professionalità del lavoratore, conciliando le esigenze di vita, di cura e di lavoro.
– Trasforma un obbligo per l’azienda in risorsa! È l’oramai indifferibile cambio di paradigma: da “disabile” a “diversamente abile”.

Il Disability Manager degli enti territoriali promuove i diritti delle persone con disabilità, garantendo l’accessibilità di tutti i cittadini a tutti i servizi: l’accessibilità universale! Nessuno deve essere escluso! Nessuno deve rimanere indietro!

Alcune lodevoli amministrazioni comunali si sono avvalse di questa figura ma manca una normativa nazionale che la definisca in modo chiaro. Non c’è nemmeno un albo professionale e la formazione è demandata a corsi di perfezionamento e master universitari disomogenei e non sempre accessibili a tutti i potenziali interessati.

In Italia il Disability Manager fece la sua apparizione nel 2009 nel “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana” a cura del tavolo Tecnico istituito tra Comune di Parma e Ministero del Lavoro, della salute e delle Politiche Sociali dell’epoca; successivamente è stata riproposta nell’ambito dell’adozione del programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità sia nel 2013 che nel 2017, ma poi non se n’è fatto più nulla.

Siamo oggi qui per cercare di avviare un percorso che possa colmare questo vuoto legislativo.

La mozione contiene un’altra richiesta di impegno di cui ora vi parlerà Celeste d’Arrando, ma volevo far presente che, prima di depositarla sia alla Camera che al Senato, verrà sottoposta alle associazioni di categoria, per suggerimenti ed osservazioni.

La disabilità può generare diseguaglianza e sono convinto che una Democrazia può definirsi compiuta e giusta allorché tutti possono godere in egual modo dei diritti umani e accedere compiutamente ai servizi erogati alla comunità. Una Democrazia può definirsi evoluta, inclusiva e solidale allorché sia pervasa dalla “Cultura dell’accoglienza” che non veda nelle diversità di età, genere, salute e cultura dei potenziali ostacoli o fardelli, ma delle opportunità. Prima ancora di abbattere le barriere fisiche, dobbiamo rimuovere quelle mentali!

Il secondo periodo dell’articolo 3 della nostra amata Costituzione, uno dei più belli e significativi, cita: <<È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana>>.

Se sono qui, in veste di portavoce in Senato, lo devo a questo articolo. Se siamo tutti qui, adesso, vuol dire che in questo articolo ci crediamo e ci battiamo per la sua attuazione.


Se vuoi sapere di più su Ruggiero Quarto guarda il suo profilo su Rousseau

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