Meloni difende i Paesi autoritari e mette da parte gli interessi degli italiani

A cura dei portavoce del MoVimento 5 Stelle nella Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati


Annaspa e tentenna Giorgia Meloni, tentando di abbozzare una replica approssimativa e inconcludente. Il fatto resta ed è ormai chiaro a tutti: in piena pandemia l’Ungheria e la Polonia hanno bloccato l’approvazione del bilancio dell’Ue, intralciando e rallentando in questo modo anche l’iter del Recovery Fund, fondi preziosi per la ripartenza economica e sociale dell’Italia. L’internazionale sovranista, ossimoro in termini, vuole che Meloni e Salvini siano proprio alleati tanto del leader ungherese quanto di quello polacco.

Resta solo delusione in coloro che ipotizzavano una loro telefonata per convincere, in nome degli interessi italiani, i sodali europei. Salvini tace da giorni, mentre Meloni fa peggio, lanciandosi in una difesa totale dell’amico Viktor Orban che, secondo lei, sarebbe stato eroico a non piegarsi ai ricatti di Bruxelles difendendo l’identità cristiana dell’Europa. “A Polonia ed Ungheria è stato fatto un ricatto vergognoso ed è stato fatto non tenendo evidentemente in considerazione chi si ha di fronte: gente che ha sfidato i carri armati sovietici quasi a mani nude non si fa esattamente ricattare oggi dai Paesi frugali o dalla sinistra europea”, ha tuonato la leader di Fratelli d’Italia. Forse avrebbe fatto miglior figura a scegliere il silenzio come l’amico Salvini.

Il 5 novembre, lo ricordiamo, i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio con la presidenza del Consiglio europeo sulla legislazione che stabilisce un meccanismo che consentirebbe la sospensione dei pagamenti dal bilancio UE a uno stato membro in caso di violazione dello stato di diritto. Ed Ungheria e Polonia sono sotto osservazione non per le loro radici cristiane o per la difesa dei confini o perché si oppongono alla sinistre al potere (quali governi in Europa?), come vorrebbe far credere Meloni, ma per le loro leggi liberticide.

In questi ultimi anni l’Ungheria di Orban è finita su tutte le cronache per provvedimenti che miravano ad imbavagliare i media indipendenti, limitare il settore accademico e a sostituire i giudici indipendenti con giudici più vicini al regime. Così nella vicina Polonia, in queste ultime settimane, ci sono state manifestazioni di decine di migliaia di persone che sono scese in piazza contro la sentenza del Tribunale costituzionale polacco, che ha reso illegale l’interruzione di gravidanza anche in caso di malformazione del feto sembrano aver ottenuto un primo successo.

I soldi per il Recovery sono ostaggio di due Paesi che violano i diritti umani. Meloni dovrebbe agire a tutela dei cittadini italiani e non degli alleati autoritari. Evidentemente si trova bene nelle vesti di patriota a giorni alterni.

 

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