L’Italia in Gaia-X: obiettivo, autonomia digitale europea

Oggi sono intervenuta in rappresentanza del governo italiano al Gaia-X Summit, l’incontro tra alti dirigenti di alcune grandi aziende europee e rappresentanti di alcuni Paesi dell’Unione volto a promuovere una federazione europea di cloud competitiva, sicura e affidabile. L’Italia vuole sostenere il progetto nella convinzione che potenziare l’autonomia tecnologica della Ue significhi proteggere i diritti digitali e i dati di tutti i cittadini europei.

Sono intervenuti al Summit anche il Commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton, il Ministro tedesco degli Affari economici e dell’Energia, Peter Altmaier, Il Ministro francese dell’Economia, delle Finanze e dello Sviluppo, Bruno Le Maire.

La necessità di rafforzare l’autonomia digitale a livello europeo si impone a seguito della inarrestabile trasformazione digitale del nostro sistema socio economico che richiede una cooperazione internazionale e procedure condivise, anche tenendo conto del crescente ruolo che stanno giocando le imprese asiatiche e statunitensi.

In Italia, come in altri Stati membri, due aspetti caratterizzano il cloud: la bassa utilizzazione (soltanto il 15% delle nostre aziende ricorre a servizi cloud) e la forte dipendenza da tecnologie extraeuropee, le quali forniscono il 60% dei servizi cloud utilizzati nel nostro Paese.

Nel mio intervento al Gaia-X Summit ho espresso il vivo interesse italiano ad unirsi al progetto per giungere alla creazione di una federazione europea di cloud. Per questo nei mesi scorsi, in raccordo con Confindustria, abbiamo agito affinché le imprese italiane fossero rese consapevoli dell’importanza del progetto e finora sono già 28 le grandi aziende del nostro Paese che hanno aderito a Gaia-X.

In linea con quanto sta avvenendo in altri Paesi europei, nei quali vengono creati centri per aumentare ulteriormente l’interesse di aziende private verso il progetto e condividere strategie, anche in Italia la Confindustria sta lavorando per realizzare un ‘hub’ in collaborazione con le imprese nazionali.

Come ho sottolineato, dobbiamo continuare a lavorare con Germania, Francia, gli altri Stati membri, la Commissione e le istituzioni europee con l’obiettivo di sviluppare una federazione europea di cloud.

Viviamo in un mondo sempre più digitalizzato e dobbiamo assicurarci che valori e principi europei siano sempre tutelati nella vita e nei rapporti dei cittadini con il digitale. L’Unione Europea deve rimanere aperta, ma è importante che sia anche tecnologicamente autosufficiente e che abbia un ruolo maggiore di quello attuale nello sviluppo tecnologico globale.

 

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