
L’Italia in Gaia-X: obiettivo, autonomia digitale europea
19 novembre 2020 alle ore 18:38•di Paola Pisano
Oggi sono intervenuta in rappresentanza del governo italiano al Gaia-X Summit, l’incontro tra alti dirigenti di alcune grandi aziende europee e rappresentanti di alcuni Paesi dell’Unione volto a promuovere una federazione europea di cloud competitiva, sicura e affidabile. L’Italia vuole sostenere il progetto nella convinzione che potenziare l’autonomia tecnologica della Ue significhi proteggere i diritti digitali e i dati di tutti i cittadini europei.
Sono intervenuti al Summit anche il Commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton, il Ministro tedesco degli Affari economici e dell’Energia, Peter Altmaier, Il Ministro francese dell’Economia, delle Finanze e dello Sviluppo, Bruno Le Maire.
La necessità di rafforzare l’autonomia digitale a livello europeo si impone a seguito della inarrestabile trasformazione digitale del nostro sistema socio economico che richiede una cooperazione internazionale e procedure condivise, anche tenendo conto del crescente ruolo che stanno giocando le imprese asiatiche e statunitensi.
In Italia, come in altri Stati membri, due aspetti caratterizzano il cloud: la bassa utilizzazione (soltanto il 15% delle nostre aziende ricorre a servizi cloud) e la forte dipendenza da tecnologie extraeuropee, le quali forniscono il 60% dei servizi cloud utilizzati nel nostro Paese.
Nel mio intervento al Gaia-X Summit ho espresso il vivo interesse italiano ad unirsi al progetto per giungere alla creazione di una federazione europea di cloud. Per questo nei mesi scorsi, in raccordo con Confindustria, abbiamo agito affinché le imprese italiane fossero rese consapevoli dell’importanza del progetto e finora sono già 28 le grandi aziende del nostro Paese che hanno aderito a Gaia-X.
In linea con quanto sta avvenendo in altri Paesi europei, nei quali vengono creati centri per aumentare ulteriormente l’interesse di aziende private verso il progetto e condividere strategie, anche in Italia la Confindustria sta lavorando per realizzare un ‘hub’ in collaborazione con le imprese nazionali.
Come ho sottolineato, dobbiamo continuare a lavorare con Germania, Francia, gli altri Stati membri, la Commissione e le istituzioni europee con l’obiettivo di sviluppare una federazione europea di cloud.
Viviamo in un mondo sempre più digitalizzato e dobbiamo assicurarci che valori e principi europei siano sempre tutelati nella vita e nei rapporti dei cittadini con il digitale. L’Unione Europea deve rimanere aperta, ma è importante che sia anche tecnologicamente autosufficiente e che abbia un ruolo maggiore di quello attuale nello sviluppo tecnologico globale.
Commenti (3)
Gerardo Migliaccio
19 novembre 2020 alle ore 23:11Vorrei porre l'attenzione del Cloud, cosiddetto Europeo e rapportate lo stesso all'interno del dualismo di visione tra Occidente ed Oriente,
Preciso che il mio post è solamente uno spunto di riflessione, considerato che la comunicazione di regime in questo paese ed in Europa è largamente influenzata dalle politiche economiche finanziarie USA dipendente, l'Europa siamo sicuri che abbiamo autonomia del Cloud, tanto per iniziare i server del Cloud in quale paese saranno presenti e chi avrà la gestione di tali server.
A tal proposito, faccio presente questi due link uno attuale e l'atro di due mesi fa.
1) interessante il documento americano sitticiuta al pubblico televisivo
https://youtu.be/EMjAYEc_new
2) Ascoltare solo la prefazione o premessa
https://youtu.be/-iUhaTH6rbc
Stefano Allegri
20 novembre 2020 alle ore 13:24Ma di quale autonomia parliamo se l'antitrust UE ha permesso e permette che siano Amazon e Microsoft ad avere il 90% del mercato del Cloud ? Per non parlare del controllo della pubblicita' on-line nelle mani della sola Google con AD-sense che controllando l' 80% della pubblicita' on-line puo' quindi decidere quale azienda possa godere di pubblicita' e prosperare e quali no e quindi destinate a fallire.
Gerardo Migliaccio
21 novembre 2020 alle ore 11:09Credo che sia certo, all’interno del blog ci siano finti attivisti infiltrati, pagati dai potentati economici, perché qui sul blog banca d'Italia, lavorano per i lobbisti della grande usura gli stessi che stanno infangando il movimento sui social media, nessun si rende conto che sono persone esperte di web marketing, strapagate e che boicottano il movimento dal di fuori e dall’interno stesso del blog.
In risposta al Sign Giovanni … Giacinto Auriti contesto integralmente la banca d’Italia
, la Moneta non si può aumentare oltre i limiti dell’effettivo bisogno di scambio, esiste una formula che per calcolare il valore di mercato della moneta, un equilibrio domanda e offerta, con un punto di saturazione oltre il quale bisogna fermare la produzione di Moneta in circolazione le trovo il link che spiega quanto detto
formula calmierare monetario
https://youtu.be/TO-BPWKd3To
General vision
https://youtu.be/dAWfaPnIyOQ
Reddito di cittadinanza
https://youtu.be/-1fR7Bn87gQ
Basta solo Paolo Savona, per mettere in pratica la moneta sovrana e semplice.
Dato l’anzianità di Savona passerebbe il testimone, con la Possibilità di mettere in affiancamento una donna promettente Ilaria Bifarini, vi prego di inviare PEC al comitato strategico del movimento 5 stelle. Denunciate pubblicamente sulle piattaforme social Media, facebook etc anche ai giornalisti con la schiena diritta. condividete! Grazie a tutti ✋
