
Il Superbonus dà slancio all’edilizia e piace agli italiani
3 novembre 2020 alle ore 17:58•di MoVimento 5 Stelle
Il Superbonus 110% funziona. E la conferma arriva dai dati.
Sono, infatti, 4.971 le nuove imprese edili nate tra luglio e settembre grazie a questa misura e a dirlo è la rilevazione di Unioncamere-Infocamere, secondo cui l’agevolazione per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza antisismica “consente al sistema imprenditoriale italiano di tenere le posizioni, aumentando di quasi 24mila unità rispetto al trimestre precedente”.
Unioncamere ribadisce che il Supebonus gioca un ruolo cruciale sulla vitalità del settore delle costruzioni “che, tra luglio-settembre, si segnala per un incremento dello 0,6% su base trimestrale, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2019”. I tre quarti di questa crescita, che riguarda ben 3.691 imprese, sono legati “alle piccole realtà individuali, agli specialisti nelle attività di impiantistica e di finitura degli edifici e ai posatori di infissi”. Un fermento che promette di non fermarsi a questi numeri, dal momento in cui siamo ancora agli albori dell’applicazione del Superbonus. A giovarne sarà anche l’indotto, con i produttori dei materiali per l’isolamento, degli infissi e dei pannelli solari in prima fila.
La seconda conferma, arrivata proprio nei giorni scorsi, riguarda il sondaggio commissionato da Facile.it, secondo il quale più di 21 milioni di italiani, l’equivalente di oltre 9 milioni di famiglie, hanno intenzione di utilizzare il Superbonus 110%. Di questi, ben 11,7 milioni di italiani (il 55%) lo faranno per il condominio in cui risiedono, mentre il 29,3%, pari a 6,2 milioni di individui, lo utilizzerà per la casa unifamiliare di residenza. Oltre 2 milioni di persone useranno, invece, la maxi agevolazione per la loro seconda casa.
L’obiettivo è quello di raggiungere la stragrande maggioranza dei 14 milioni di famiglie che vivono nel milione di palazzi condominiali stimati sul territorio nazionale, oltre che i tanti – soprattutto al Sud – che vivono in abitazioni indipendenti.
Il Superbonus porterà benefici enormi in termini di risparmio energetico e dunque economico: basta considerare che l’82% dei condomini è stato costruito prima della Legge 10 del 1991, la prima vera legge italiana sull’efficienza energetica, e che il 98% è in classe energetica dalla G alla C. I lavori di efficientamento agevolati dal bonus (il 58,2% di chi farà i lavori opterà per il cappotto termico) faranno fare un balzo in avanti alla qualità e al valore di queste abitazioni, consentendo all’edilizia di ripartire e di fare sempre più da traino alla ripresa.
Con il Superbonus 110%, guadagnano le famiglie, l’economia e l’ambiente!
Commenti (6)
ANNA PONISIO
3 novembre 2020 alle ore 20:00Ho visto il nuovo video al riguardo sul Canale youtube M5S Parlamento.
Stamane parlavo con dei conoscenti/amici che per la ristrutturazione della loro casa stanno usando anche il Superbonus.....ne sono felice!!!
vg82cg
4 novembre 2020 alle ore 16:20ATTENZIONE:.....I SOLDI CHE IL SINGOLO ANDRA' A SPENDERE DEVONO ESSERE GIUSTIFICATI DAL GUADAGNO CHE DOVRA' AVERE. Saranno soldi buttati via se non avrà consumi quasi a zero. Per informarsi prima spendere soldi andare su www.consumizero.net
Marina Capri
7 novembre 2020 alle ore 06:41Molti edifici, soprattutto condominiali, hanno necessità di rifare le facciate e lo potranno rifare con il "cappotto termico" e i condomini non spenderanno nulla con la cessione del credito di imposta. Meglio di così!!!
Gianfilippo Russo
7 novembre 2020 alle ore 08:40Nessun soldo buttato via, bisogna migliorare di due classi l'ape, se no non è possibile accedere al superbonus, con almeno due classi i costi calano per forza, i soldi non li tira fuori il singolo ( sto facendo il superbonus)....
Giuseppe
4 novembre 2020 alle ore 16:40leggo sul post
“L’obiettivo è quello di raggiungere la stragrande maggioranza dei 14 milioni di famiglie che vivono nel milione di palazzi condominiali stimati sul territorio nazionale, oltre che i tanti – soprattutto al Sud – che vivono in abitazioni indipendenti.”
Capisco da questa frase, che chi ha postato questo brano, pensa che al nord gli abitanti vivano in condomini, mentre al sud ( e al centro? ) la maggior parte delle persone hanno una casa unifamiliare. Consiglio di usare i lauti stipendi da parlamentare, quando sarà finita la pandemia, di farsi qualche giro per l’Italia, ma distante dalle città...
Gianfilippo Russo
7 novembre 2020 alle ore 09:07Per me è un'idea giusta. Vedere aziende edili chiudere con perdita di lavoro, debiti, operai in cassa integrazione, non è conveniente né per lo stato né per tutti. Immaginiamo una ditta edile con 10 operai che chiude, la ditta fallita con debiti, gli operai con sussidio dello stato a 500 euro al mese circa per sopravvivere a casa... 500 euro al mese per 10 operai per 12 mesi fa in totale euro 60.000 che lo stato dovrebbe sborsare per fare stare a casa gli operai a sopravvivere senza un futuro... Così invece l'azienda non chiude avendo il lavoro, paga gli operai rientrati senza utilizzare cassa integrazione, di cui parte di soldi rientrano allo stato per le tasse, ne beneficia tutto l'indotto e aumentano i consumi con i guadagni delle persone effetto a catena (ristoranti, abbigliamento, negozi, beni, ecc.) E anche qui infine parte rientrano allo stato in normali tasse.