Al via la riforma sul monitoraggio degli investimenti pubblici

di Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica e agli investimenti


L’approvazione da parte del Cipe della delibera che dà il via libera alla Riforma sul Monitoraggio degli investimenti pubblici è un passaggio davvero importante per il nostro Paese. Si tratta di una riforma che il MoVimento 5 Stelle ha sempre ritenuto indispensabile: denominata “programmi-progetti” e approvata il 26 novembre al CIPE, essa dà attuazione all’art.41 del decreto-legge “Semplificazione”, rendendo operativa la legge istitutiva del Codice Unico di Progetto (CUP).

L’identificazione puntuale degli investimenti pubblici attraverso il CUP consentirà di conoscere lo stato di realizzazione delle opere pubbliche, di misurare la capacità della spesa e di migliorare la gestione delle risorse pubbliche. Allo stesso tempo, si avrà la possibilità finalmente di rimuovere tempestivamente le criticità che spesso producono ritardi nella costruzione e completamento di quelle infrastrutture utili ai cittadini e all’economia del Paese.

La riforma introdotta permetterà anche di migliorare la programmazione economica e l’utilizzo delle risorse pubbliche, evitando sprechi e rendendo più trasparente la gestione amministrativa. Tutti obiettivi prioritari sui quali il MoVimento 5 Stelle lavora da anni e che adesso prendono forma concreta.

Si prevede poi l’istituzione di una Commissione di Monitoraggio, costituita dal Dipartimento per la Programmazione e il coordinamento della Politica Economica (Dipe), dalla Ragioneria generale dello Stato (RgS) e dal Dipartimento di coesione (DipCoe), che dovrà gestire gli atti amministrativi di finanziamento e dichiarare la loro nullità se privi del CUP, così come si istituisce un obbligo annuale di pubblicazione dell’elenco dei progetti finanziati e del loro stato di avanzamento, sia da parte delle amministrazioni centrali che territoriali. In questo modo, i cittadini potranno finalmente seguire le fasi e l’andamento delle opere pubbliche dei loro territori, e valutare le capacità amministrative e gestionali dei propri amministratori pubblici, così come conoscere con oggettività i risultati raggiunti.

Inoltre, l’Autorità politica delegata alla programmazione economica e agli investimenti dovrà fornire periodicamente una dettagliata informativa al CIPE, in cui analizzare lo stato di utilizzo delle risorse, evidenziare criticità e proporre azioni correttive.

La riforma approvata, grazie alla possibilità di rimuovere con maggiore tempestività le criticità che rallentano la realizzazione delle opere pubbliche, permetterà di ridurre gli aumenti di spesa dovuto ai ritardi di realizzazione delle opere, che è purtroppo una caratteristica negativa da sempre dell’Italia.

 

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