
Superbonus 110%, i vantaggi collegati alle “vecchie” agevolazioni
23 ottobre 2020 alle ore 13:16•di MoVimento 5 Stelle
Il 110% è una percentuale che abbiamo imparato a conoscere. È la percentuale del Superbonus, un incentivo che aiuterà da un lato le famiglie, a rendere le proprie case più efficienti dal punto di vista energetico e più sicure con interventi di miglioramento antisismico; dall’altro le imprese, dando un grande impulso all’occupazione e in generale all’economia del Paese. Si potrà così risparmiare sulle spese del riscaldamento, ad esempio, e ridurre anche le emissioni inquinanti in atmosfera.
C’è però una serie di “vecchi” bonus, che esistono da tempo, che i cittadini possono continuare a utilizzare. Si tratta di bonus che danno diritto a volte a detrazioni fiscali un po’ più basse, perché sono associati ad aliquote inferiori (dal 50 al 90% è il range) e che però, grazie alla novità introdotta con il decreto Rilancio, possono comunque contare sul meccanismo della cessione del credito di imposta e dello sconto in fattura. Significa che si può decidere di ottenere uno sconto diretto in fattura nella percentuale prevista dal bonus. Oppure, di cedere il credito d’imposta all’impresa che effettua i lavori o ad altri soggetti, come artigiani, banche, società. Qualsiasi sia l’aliquota applicata, comunque, si potrà decidere di tenere per sé il diritto alla detrazione e andare in compensazione ogni anno, cioè godere di uno “sconto” sulle tasse da pagare un po’ per volta.
È il caso del vecchio ecobonus nel settore dell’edilizia: per coloro che realizzano interventi di riqualificazione energetica ma non hanno i requisiti per accedere all’aliquota rafforzata del Superbonus 110%, c’è comunque la possibilità di accedere all’ecobonus con le “vecchie” aliquote di detrazione fiscale che vanno dal 50 all’85% a seconda degli interventi effettuati. Nell’ecobonus rientra ad esempio la sostituzione degli infissi, che tanta importanza ha anche nel contenimento della dispersione termica delle abitazioni.
Resta la possibilità, sempre se mancano i requisiti per il 110%, di accedere al bonus con detrazione originaria al 50% per l’installazione negli edifici di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Tutto quello che bisogna fare è acquistare un’infrastruttura di ricarica e sostenere i costi della sua installazione in casa. A quel punto si avrà diritto a una detrazione del 50% sull’Irpef.
Infine ci sono gli interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici. Come per i precedenti bonus, nel caso in cui questi lavori non si trovino in associazione ai grandi interventi che fanno scattare l’aliquota al 110%, la detrazione è al 50% per una spesa massima di 96mila euro.
Ricordiamo poi altre due agevolazioni che incentivano il miglioramento degli edifici e che godono del meccanismo della cessione del credito di imposta e dello sconto in fattura, introdotto con il decreto Rilancio, pur mantenendo sempre l’aliquota originaria.
Il primo è il bonus ristrutturazione edilizia che prevede una detrazione del 50% per un limite massimo di spesa di 96mila euro. Si possono fare interventi di manutenzione straordinaria come l’installazione di ascensori o scale di sicurezza, la sistemazione delle recinzioni e altri interventi per il risparmio energetico o per eliminare le barriere architettoniche.
Il secondo è il bonus facciate che consente di avviare lavori sugli esterni degli edifici e avere diritto a una detrazione del 90% sulla spesa complessiva. Grazie a questo bonus si può quindi accedere a un’importante agevolazione per ripulire o ritinteggiare le facciate delle case, in particolare in aree di interesse come i centri storici delle nostre città.
Questi incentivi, che prevediamo di prorogare con la prossima legge di Bilancio, insieme agli interventi previsti dal Superbonus, rappresentano un volano per la ripresa dell’economia e un’occasione per un futuro sostenibile e innovativo per il nostro Paese.
Commenti (4)
raffaele ferraro
25 ottobre 2020 alle ore 02:56peccato che siano stati lasciati fuori tuti quelli che come me hanno fatto lavori con pannelli solari,cappotto termico,infissi con doppi vetri ed altro ancora ed abbiamo depositato il documento di fine lavori questo anno ed appena prima dell'entrata in vigore della legge .abbiamo speso soldi per la nostra volontà di optare per energia pulita e risparmio energetico e meriteremmo di essere inseriti nell'elenco dei beneficiati da questa legge! oltre la beffa il danno
Maria Paola
26 ottobre 2020 alle ore 10:22raffaele ferraro hai proprio ragione: le date di inizio e fine dovevano essere basate sui tuoi lavori, ma ci sei o ci fai?
Maria Paola
26 ottobre 2020 alle ore 10:25giulio ghetti non mi pare così difficile entrare nel fse
iotavviso
20 novembre 2020 alle ore 19:30A Riccardo Fraccaro
Stefano Patuanelli
Laura Castelli
e Alessio Villarosa.
Numerosi e non ancora dissolti sono i dubbi sull’ecobonus 110%. Primo fra tutti quello dei controlli dell’Agenzia delle Entrate, che espone il titolare dell’immobile su cui si interviene al pericolo di un rimborso parziale o totale del credito erogato per cause che non dipendono da lui, ma casomai dal cessionario. L’erroneità o l’incompletezza dei documenti presentati possono causare il recupero del credito fino all’ottavo anno successivo a quello dell’assegnazione e, per quanto ne so, i proprietari di case della mia città sono in attesa di una norma più chiara, che li convinca a procedere senza timori di sorta alla richiesta del credito. Se lo spirito è quello di sollevare dagli oneri economici i titolari degli immobili che intendono riqualificare la propria abitazione, consentire alla nazione di alleggerire la bolletta energetica e produrre un impulso benigno nell’economia, allora, il beneficio di cui alla fine si giova il proprietario è anche un pretesto per altri obiettivi e benefici. Perciò, al momento della cessione del credito, che si auspica pro-soluto, il cedente dovrebbe anche essere sollevato dalla responsabilità in solido derivante dai controlli successivi dell’Agenzia delle Entrate. I proprietari traggono benefici di fatto e non in denaro, che invece sono esclusiva del cessionario, e la loro buonafede è garantita dall’unico obiettivo di riqualificare la propria abitazione.
Cordialmente
Giuseppe Di Maio
