L’innovazione sarà centrale nelle politiche economiche del nostro Paese

L’indice Desi (Digital Economy and Society Index) è al momento lo strumento più riconosciuto a livello internazionale per misurare il grado di innovazione dell’economia di un Paese. Con una mozione a firma del deputato Niccolò Invidia, approvata alla Camera, il MoVimento 5 Stelle ha ottenuto un grande risultato: non solo abbiamo portato a riconoscere in Italia un nuovo indice economico, che si accompagna al Pil e che verrà allegato ogni anno al Documento di Economia e Finanza (DEF), ma di fatto spingiamo il governo a definire gli obiettivi che intende perseguire proprio in merito agli indicatori dell’indice Desi: connettività, capitale umano, uso dei servizi internet, integrazione della tecnologia digitale, Pubblica Amministrazione digitale.

Ogni anno il governo dovrà monitorare insieme al Parlamento i miglioramenti che l’Italia farà per scalare posizioni nella classifica europea dei Paesi più avanti su questo fronte. Questa mozione è quindi il modo in cui il Parlamento è riuscito a sottolineare la centralità della digitalizzazione e dell’innovazione nella nostra economia, indicando una priorità da seguire nelle politiche economiche per diventare sempre più competitivi a livello europeo e raccogliere le sfide del 4.0.

L’innovazione è un parametro vitale della nostra economia. Eppure il divario digitale dell’Italia è avvertito come tale solo da pochi esperti o appassionati.  Il Desi è al momento di certo meno noto dell’indice di Gini (sulle disuguaglianze), del Bes (indice del benessere sostenibile) o dello human development index, ma altrettanto importante almeno per avere una misura di quanto l’Italia debba impegnarsi.

La Commissione europea ogni anno usa questo indice per stilare una classifica dei Paesi più avanzati in termini di innovazione e digitalizzazione e la performance dell’Italia non è purtroppo incoraggiante. Il nostro posizionamento nel 2020 è stato al terzultimo posto in Europa.

Puntiamo a dare all’Italia la consapevolezza che la svolta digitale è necessaria alla sua crescita e alla sua competitività.

Quello di oggi è un grande successo parlamentare. È stata condivisa da tutte le forze politiche l’importanza di stimolare l’innovazione in tutte le sue forme nelle dinamiche economiche del nostro Paese.

Questa è la strada tracciata anche dalle politiche digitali dell’Unione europea, con i fondi messi a disposizione dal Recovery Fund, che ci aiuteranno a lavorare su questi aspetti per allinearci all’andamento degli altri Stati membri e rispondere in maniera sempre più puntuale alle esigenze di un mondo in continua trasformazione.

 

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