Estendere le tutele del lavoro dipendente anche alle collaborazioni svolte nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è obbligatoria l’iscrizione ad appositi albi professionali. Rimodulare l’apprendistato, in particolare quello professionalizzante, per consentire ai giovani di acquisire nuove competenze lavorando nelle aziende, anche dopo 36 mesi di formazione sul campo. La lotta alle false partite Iva, che spesso simulano rapporti di lavoro dipendente. Gli strumenti normativi ci sono ma vanno regolati in modo chiaro e semplice una volta per tutte. E poi occorre incentivare il turnover con una disciplina puntuale capace di agevolare l’uscita su base volontaria dei lavoratori più anziani e favorire l’ingresso di nuove energie in azienda. Queste sono alcune delle misure contenute nel DDL depositato in Senato e al quale avevo cominciato a lavorare ben prima che scoppiasse la pandemia che ha colpito il nostro Paese e che ho riesaminato alla luce delle trasformazioni in atto. Oggi più che mai siamo chiamati a una sfida, serve visione e lungimiranza. Il legislatore, ossia il Parlamento, e dunque ciascun portavoce, è chiamato a un compito fondamentale: ripensare strumenti esistenti, prevederne di nuovi così da accompagnare la trasformazione, che stiamo vivendo, e renderli più rispondenti alle esigenze della realtà economica e industriale italiana, che, a seguito del lockdown ha già innescato un cambiamento, senza per questo retrocedere sul fronte dei diritti e delle tutele. Il disegno di legge in esame si propone di intervenire con alcuni correttivi su determinati provvedimenti in vigore: all'articolo 1 apporta delle modifiche al D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 in materia di apprendistato. In particolare, innalza dal 20% al 50% la soglia obbligatoria per l'assunzione a tempo indeterminato degli apprendisti presenti in quelle aziende che occupano più di cinquanta dipendenti. L'articolo 2 richiama l’interpretazione autentica contenuta in una sentenza della Corte costituzionale dell'articolo 2094 del C.C. I giudici della Suprema Corte hanno stabilito un principio fondamentale per contrastare il fenomeno delle false Partite Iva. Con questa norma interveniamo una volta per tutte fugando ogni dubbio per evitare abusi e simulazioni di rapporti di lavoro subordinato, spesso alla base di contenziosi giudiziari, che finiscono quasi sempre per dare ragione ai lavoratori, ai quali spetta comunque l’onere della prova, condannando i datori di lavoro. All'articolo 3 disciplino il turnover, la cosiddetta staffetta generazionale, offrendo ai datori di lavoro del settore privato la possibilità di attuare un patto intergenerazionale. Diamo così la possibilità al datore di lavoro e al lavoratore più anziano di: 1) concordare una riduzione dell'orario di lavoro progressiva (15% il primo anno, 25% il secondo e 35% il terzo); 2) riconoscere per le ore residue i contributi figurativi ai fini pensionistici; 3) assumere nuova forza lavoro: disoccupati da almeno 6 mesi con contratto a tempo indeterminato o giovani con contratti di apprendistato. Per le nuove assunzioni ho previsto uno sgravio contributivo pari al 100% per i primi 36 mesi. Estendiamo le tutele del lavoro dipendente anche in caso di simulazione di rapporti di lavoro subordinato e sosteniamo l’occupazione giovanile. Il Paese ne ha estremo bisogno per ripartire. Queste misure non sono più rinviabili, soprattutto alla luce della doppia emergenza sanitaria ed economica che stiamo attraversando.

Le proposte di legge su Lex Eletti: Disposizioni in materia di tutela del lavoro
29 ottobre 2020 alle ore 12:58•di Mariassunta Susy Matrisciano
Grazie alla funzione Lex Eletti di Rousseau i cittadini possono contribuire con le proprie competenze all’attività legislativa dei portavoce del MoVimento 5 Stelle inserendo osservazioni e proponendo miglioramenti alle proposte di legge presentate dagli eletti.
Accedi a Lex Eletti, leggi le proposte di legge in discussione e contribuisci all’attività dei portavoce!
Oggi Mariassunta Matrisciano, portavoce del MoVimento 5 Stelle al Senato, ci racconta la sua proposta di legge in materia di tutela del lavoro.
Estendere le tutele del lavoro dipendente anche alle collaborazioni svolte nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è obbligatoria l’iscrizione ad appositi albi professionali. Rimodulare l’apprendistato, in particolare quello professionalizzante, per consentire ai giovani di acquisire nuove competenze lavorando nelle aziende, anche dopo 36 mesi di formazione sul campo. La lotta alle false partite Iva, che spesso simulano rapporti di lavoro dipendente. Gli strumenti normativi ci sono ma vanno regolati in modo chiaro e semplice una volta per tutte. E poi occorre incentivare il turnover con una disciplina puntuale capace di agevolare l’uscita su base volontaria dei lavoratori più anziani e favorire l’ingresso di nuove energie in azienda. Queste sono alcune delle misure contenute nel DDL depositato in Senato e al quale avevo cominciato a lavorare ben prima che scoppiasse la pandemia che ha colpito il nostro Paese e che ho riesaminato alla luce delle trasformazioni in atto. Oggi più che mai siamo chiamati a una sfida, serve visione e lungimiranza. Il legislatore, ossia il Parlamento, e dunque ciascun portavoce, è chiamato a un compito fondamentale: ripensare strumenti esistenti, prevederne di nuovi così da accompagnare la trasformazione, che stiamo vivendo, e renderli più rispondenti alle esigenze della realtà economica e industriale italiana, che, a seguito del lockdown ha già innescato un cambiamento, senza per questo retrocedere sul fronte dei diritti e delle tutele. Il disegno di legge in esame si propone di intervenire con alcuni correttivi su determinati provvedimenti in vigore: all'articolo 1 apporta delle modifiche al D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 in materia di apprendistato. In particolare, innalza dal 20% al 50% la soglia obbligatoria per l'assunzione a tempo indeterminato degli apprendisti presenti in quelle aziende che occupano più di cinquanta dipendenti. L'articolo 2 richiama l’interpretazione autentica contenuta in una sentenza della Corte costituzionale dell'articolo 2094 del C.C. I giudici della Suprema Corte hanno stabilito un principio fondamentale per contrastare il fenomeno delle false Partite Iva. Con questa norma interveniamo una volta per tutte fugando ogni dubbio per evitare abusi e simulazioni di rapporti di lavoro subordinato, spesso alla base di contenziosi giudiziari, che finiscono quasi sempre per dare ragione ai lavoratori, ai quali spetta comunque l’onere della prova, condannando i datori di lavoro. All'articolo 3 disciplino il turnover, la cosiddetta staffetta generazionale, offrendo ai datori di lavoro del settore privato la possibilità di attuare un patto intergenerazionale. Diamo così la possibilità al datore di lavoro e al lavoratore più anziano di: 1) concordare una riduzione dell'orario di lavoro progressiva (15% il primo anno, 25% il secondo e 35% il terzo); 2) riconoscere per le ore residue i contributi figurativi ai fini pensionistici; 3) assumere nuova forza lavoro: disoccupati da almeno 6 mesi con contratto a tempo indeterminato o giovani con contratti di apprendistato. Per le nuove assunzioni ho previsto uno sgravio contributivo pari al 100% per i primi 36 mesi. Estendiamo le tutele del lavoro dipendente anche in caso di simulazione di rapporti di lavoro subordinato e sosteniamo l’occupazione giovanile. Il Paese ne ha estremo bisogno per ripartire. Queste misure non sono più rinviabili, soprattutto alla luce della doppia emergenza sanitaria ed economica che stiamo attraversando.
Estendere le tutele del lavoro dipendente anche alle collaborazioni svolte nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è obbligatoria l’iscrizione ad appositi albi professionali. Rimodulare l’apprendistato, in particolare quello professionalizzante, per consentire ai giovani di acquisire nuove competenze lavorando nelle aziende, anche dopo 36 mesi di formazione sul campo. La lotta alle false partite Iva, che spesso simulano rapporti di lavoro dipendente. Gli strumenti normativi ci sono ma vanno regolati in modo chiaro e semplice una volta per tutte. E poi occorre incentivare il turnover con una disciplina puntuale capace di agevolare l’uscita su base volontaria dei lavoratori più anziani e favorire l’ingresso di nuove energie in azienda. Queste sono alcune delle misure contenute nel DDL depositato in Senato e al quale avevo cominciato a lavorare ben prima che scoppiasse la pandemia che ha colpito il nostro Paese e che ho riesaminato alla luce delle trasformazioni in atto. Oggi più che mai siamo chiamati a una sfida, serve visione e lungimiranza. Il legislatore, ossia il Parlamento, e dunque ciascun portavoce, è chiamato a un compito fondamentale: ripensare strumenti esistenti, prevederne di nuovi così da accompagnare la trasformazione, che stiamo vivendo, e renderli più rispondenti alle esigenze della realtà economica e industriale italiana, che, a seguito del lockdown ha già innescato un cambiamento, senza per questo retrocedere sul fronte dei diritti e delle tutele. Il disegno di legge in esame si propone di intervenire con alcuni correttivi su determinati provvedimenti in vigore: all'articolo 1 apporta delle modifiche al D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 in materia di apprendistato. In particolare, innalza dal 20% al 50% la soglia obbligatoria per l'assunzione a tempo indeterminato degli apprendisti presenti in quelle aziende che occupano più di cinquanta dipendenti. L'articolo 2 richiama l’interpretazione autentica contenuta in una sentenza della Corte costituzionale dell'articolo 2094 del C.C. I giudici della Suprema Corte hanno stabilito un principio fondamentale per contrastare il fenomeno delle false Partite Iva. Con questa norma interveniamo una volta per tutte fugando ogni dubbio per evitare abusi e simulazioni di rapporti di lavoro subordinato, spesso alla base di contenziosi giudiziari, che finiscono quasi sempre per dare ragione ai lavoratori, ai quali spetta comunque l’onere della prova, condannando i datori di lavoro. All'articolo 3 disciplino il turnover, la cosiddetta staffetta generazionale, offrendo ai datori di lavoro del settore privato la possibilità di attuare un patto intergenerazionale. Diamo così la possibilità al datore di lavoro e al lavoratore più anziano di: 1) concordare una riduzione dell'orario di lavoro progressiva (15% il primo anno, 25% il secondo e 35% il terzo); 2) riconoscere per le ore residue i contributi figurativi ai fini pensionistici; 3) assumere nuova forza lavoro: disoccupati da almeno 6 mesi con contratto a tempo indeterminato o giovani con contratti di apprendistato. Per le nuove assunzioni ho previsto uno sgravio contributivo pari al 100% per i primi 36 mesi. Estendiamo le tutele del lavoro dipendente anche in caso di simulazione di rapporti di lavoro subordinato e sosteniamo l’occupazione giovanile. Il Paese ne ha estremo bisogno per ripartire. Queste misure non sono più rinviabili, soprattutto alla luce della doppia emergenza sanitaria ed economica che stiamo attraversando.
Commenti (3)
Giovanni F.
30 ottobre 2020 alle ore 16:29O.T. Posto qui : Salve, non so se vi sia possibile leggere quanto scrivo, ma vorrei esprimere la mia solidarietà al mondo dello spettacolo che è in ginocchio causa covid 19. Mi era venuta un'idea in merito e cioè:" Perchè la RAI con tutti i canali che ha non manda in diretta, registrato, streaming e quant' altro, spettacoli, commedie ed altre rappresentazioni che attualmente non possono essere viste dal pubblico per il motivo di cui sopra?
Vista econsiderata la qualità e la quantità, talora e spesso criticabile di alcuni spettacoli, telefilm, ecc., perchè non dare un fattivo aiuto, compensando economicamente ANCHE, motivando questi lavoratori che hanno dato tanto nella loro vita per contribuire alla crescita culturale del nostro paese?" E' una semplice domanda da un abbonato.
maria derienzo
30 ottobre 2020 alle ore 18:43Bisogna estendere le tutele da lavoro dipendente a quei giovani infermieri assunti in primavera per il Covid-19 e licenziati quando i contagi e i malati erano al minimo e, al contempo, inasprire le leggi per espellere dal mondo del lavoro professionisti iscritti ai rispettivi Albi macchiati di fatti , che non vengono radiati. Come qualche medico.
https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/gallery/taranto/1257740/taranto-protesta-contro-il-dpcm-striscioni-e-strada-bloccata.html
Fabio Bartoli
30 ottobre 2020 alle ore 19:40Bene.
Materia importante, impostata con attenzione.
E' di questi minuti la notizia del licenziamento dei dipendenti alla WHIRLPOOL di Napoli inviata dall'azienda a mezzo sms.
Un fatto aberrante, soprattutto nella forma, proprio in questo momento di estremo disagio; verrebbe da pensare appositamente e strumentalmente pensato ed eseguito.
Da qui la politica al primo posto - sottolineo - per connettere argomenti e strumenti: il vaglio delle necessità, le priorità, le competenze, come sostenere le spese con l’obiettivo di riuscire, i correttivi per evitare di perdersi, saper prevedere e gestire le reazioni, l'esasperazione, evitare i disastri.