
Grazie al MoVimento approvata la riduzione del 60% delle emissioni entro il 2030
9 ottobre 2020 alle ore 12:21•di MoVimento 5 Stelle Europa
Il 7 ottobre al Parlamento europeo c’è stato un voto cruciale: quello sulla Legge europea per il Clima.
Si tratta di uno dei provvedimenti più importanti in tema di tutela dell’ambiente, perché trasforma in legge l’obiettivo prefissato dal Green New Deal: far sì che l’economia e la società europee diventino a impatto climatico zero entro il 2050, rendendo questo impegno vincolante per gli Stati membri.
In questo importante voto, che serviva ad adottare il mandato negoziale del Parlamento europeo sulla Legge per il Clima, il MoVimento 5 Stelle è stato ago della bilancia: grazie al nostro voto favorevole, infatti, ci presentiamo ai tavoli negoziali con gli Stati membri (riuniti in sede di Consiglio) con degli obiettivi ambiziosi per combattere la crisi climatica.
Lo stesso non si può dire delle delegazioni di Lega e Fratelli d’Italia, che hanno votato contro la riduzione del 60% delle emissioni inquinanti entro il 2030. Non solo: i gruppi di loro appartenenza hanno presentato un emendamento di rigetto dell’intera proposta di legge. Un comportamento irresponsabile e fuori dal tempo, oltre che un pericoloso sintomo del negazionismo dei cambiamenti climatici che sembra appartenere a questi partiti.
Per fortuna le loro ambizioni disfattiste sono state messe alla porta e ha prevalso l’Unione europea che ci piace: quella che s’impegna per il futuro e che si pone obiettivi di buonsenso. Ma quali sono questi obiettivi?
Vediamo insieme i principali:
- È stato approvato il target della riduzione del 60% delle emissioni inquinanti entro il 2030;
- È stato fissato l’obiettivo del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050;
- È stata richiesta la necessità di stabilire un bilancio per i gas serra, che definisce la quantità totale rimanente di emissioni che potrebbe essere emessa fino al 2050;
- Si è stabilito che ogni iniziativa della Commissione europea dovrà essere in linea con gli obiettivi climatici dell’Unione;
- Si è affermata la volontà di istituire un Consiglio europeo per i cambiamenti climatici, ossia un organismo scientifico indipendente che valuti i progressi in tale direzione;
- Si è confermata la richiesta di eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025.
Entro il 31 maggio 2023 la Commissione dovrà proporre una tabella di marcia su come raggiungere la neutralità entro il 2050, per limitare l'aumento della temperatura globale, in conformità con l'accordo di Parigi del 2015.
I prossimi passi: il Parlamento europeo, con la sua proposta, è pronto a presentarsi ai tavoli negoziali con il Consiglio europeo, non appena questo avrà concordato la propria posizione.
La strada è ancora lunga e siamo solo all’inizio di un percorso che richiederà impegno da parte di tutti. Il tempo è già scaduto e servono azioni subito. Questo voto simboleggia un'Europa che c’è e che batte un colpo: non ci fermiamo.
Commenti (3)
Old
10 ottobre 2020 alle ore 11:23Bravi davvero. La germania investirà molto nelle celle ad idrogeno per le auto ( fin che ha carbone da convertire ?). la superiorità in efficienza del motore elettrico poi sarà evidente , specie se per quella data (2030) usciranno le nuove batterie a vetro e sodio che renderanno finalmente green la circolazione .
zato nero
10 ottobre 2020 alle ore 16:11Io sono convinto che le auto elettriche sono il presente , per chi può permettersele e avranno futuro di massa,
io guido auto ibride da 11 anni e plug-in da uno
sono altrettanto convinto che l’idrogeno NOn è la soluzione
la batteria SI ..
troppi gli svantaggi rispetto alle Batterie :
1) un’auto a idrogeno ha anche bisogno di una batteria al litio , non molto grande , tipo quelle delle ibride ma ne ha bisogno
2) con un auto a idrogeno GREEN servono 62Kwh di energia per fare 100Km, con un'auto a batteria se ne fanno almeno 300 di km ..
la produzione dell’idrogeno a bassa energia non esiste,
è ancora nei laboratori di ricerca , ma comunque serve energia per produrlo , tantovale ficcare l’energia direttamente in una batteria , batterie che hanno anche loro ,margine di sviluppo importanti a breve/brevissimo termine
3) Le stazioni di stoccaggio e rifornimento di idrogeno sono COSTOSE , PERICOLOSE(Vedi esplosione in Norvegia) COMPLESSE quindi concentrate nelle mani di grosse aziende , come quelle dei combustibili fossili ;
la LIBERTA’ di ricarica BEV anche domestica fotovoltaica non minimente comparabile con un sistema basato sull’idrogeno
alla luce di questa breve e semplice riflessione
sono pienamente daccordo con il pensiero Elon Musk
hydrogen-powered cars as “bullshit.”
LUCA MARINI
24 ottobre 2020 alle ore 19:13Salve,
sono d'accordo con gli altri commenti. L'anima del Movimento dovrebbe manifestare tutta la sua forza in questi settori invece poco o nulla...boh..
Comunque, benissimo la riduzione delle emissioni MA COME IMPLEMENTARE L'OBIETTIVO.
UN TEMA CHE NON VEDO TROVI MOLTO SPAZIO NEL MOVIMENTO E' L'IDROGENO VERDE..
IL SETTORE DELL'IDROGENO E' IN FORTE FIBRILLAZIONE. OGNI GIORNO VENGONO ANNUNCIATE ALLEANZE, ACCORDI, PIANI DI INVESTIMENTO ALLA RICERCA DELLA TECNOLOGIA OTTIMALE PER PRODURRE A COSTI PIU' BASSI L'IDROGENO.
NOI ITALIANI ABBIAMO IL VANTAGGIO STRATEGICO DI POTER VANTARE UNA FILIERA INDUSTRIALE TRA LE PIU' COMPETITIVE AL MONDO: L'IMPIANTISTICA DELL'OIL&GAS , UN PATRIMONIO CHE SI RIVELERA' FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO DELL'INDUSTRIA DELL'IDROGENO.
A LIVELLO POLITICO POCHI NE PARLANO:
PATUANELLI E' UNO DEI POCHI A CAPIRCI QUALCOSA..MA ALTRI DEL MOVIMENTO1!!!
