Internet è una rivoluzione. Non un semplice prodotto che può aiutarci a vivere meglio la vita di sempre o a lavorare meglio nello stile di sempre. No. Internet deve, necessariamente, portare ad una vera e propria trasformazione radicale delle aziende, dei prodotti, delle relazioni umane e aziendali... Altrimenti il suo senso ne risulterà travisato e inespresso.
È questa, come scrive Renato Mannheimer nella prefazione di “Il web è morto, viva il web” (Pro Sources, 2001), l'idea forte che ispirava Gianroberto Casaleggio, che nel libro propone spunti di riflessione, lancia provocazioni forti, a volte moniti. Come a dire: attenti! Perché nella rivoluzione bisogna inserirsi con anticipo e con una presa di coscienza forte. Il cambiamento deve essere affrontato per tempo e nella convinzione che a cambiare non sarà solo la superficie, ma la sostanza delle cose.
Proprio per questo vogliamo regalarvi alcuni stralci di “Il web è morto, viva il web”. E per ricordare oggi, nel giorno del compleanno del MoVimento 5 Stelle, parte di quel pensiero, di quelle idee che lo hanno portato a fondare il MoVimento e il suo cuore pulsante: il Progetto Rousseau.
Era la mitica capitale del regno di re Artù, simbolo di un mondo favoloso in cui vigeva l'armonia. Camelot rappresenta la leggenda più importante della tradizione britannica ... ma non solo.
Re Artù è più un simbolo che una realtà storica, la sua figura è stata associata al mondo cavalleresco, alle pratiche magiche dei druidi, alla ricerca del Santo Graal. La sua identità è rimasta controversa, con tutta probabilità fu un comandante bretone o un soldato romano che si oppose agli invasori Angli, Juti e Sassoni nel VI secolo.
Il medioevo ed anche il mondo moderno hanno ripreso dalla saga di Artù concetti e riferimenti: dal Graal ad Avalon, dall'amor cortese alla cavalleria.
Camelot è rimasta nell'immaginario come comunità di persone libere, felici e determinate a rimanere tali. Re Artù regnava perché considerato il migliore.
Camelot è un ottimo esempio per le società che vogliono emergere nella Rete.
Le persone desiderano essere felici nel luogo di lavoro, fare parte di una comunità in cui si riconoscono, avere la possibilità di essere valutate per le loro capacità. Le persone ambiscono a Camelot.
Non tutte le società che operano sulla Rete sono simili a Camelot. Anzi, quasi nessuna! Ma saranno costrette a cambiare. Per ragioni di business!
A un'azienda, che sia new o old economy, se ha delle buone idee oggi non mancano le risorse finanziarie e neppure il mercato. Ogni azienda ha un solo, fondamentale problema : la mancanza di persone qualificate. Per le società di information technology l'attrition rate (il numero di persone medio che si dimette in un anno) è del 37% in California, del 28% in Europa Occidentale e nell'Italia del Nord è superiore al 20%.
Il presidente di una dotcom di San Francisco, alla mia domanda sulla ricerca di personale nella sua città, mi ha risposto che a San Francisco il problema della ricerca del personale non esiste. Semplicemente perché non c'è più personale. Se una società californiana vuole espandersi deve aprire uffici in altre città. Il cancelliere tedesco Schroeder ha avviato una campagna per attrarre persone con competenze hi-tech dai Paesi dell'Est Europa perché in Germania la crescita dell'economia è minacciata dalla mancanza di persone qualificate.
Recentemente ho assistito a uno spettacolo di Beppe Grillo che, facendo riferimento alla disumanità della nostra società, ha proiettato un inserto pubblicato su un quotidiano milanese da una grande società di consulenza americana per la ricerca di Risorse Umane. Non persone, ma risorse umane! lo da quella società non mi farei mai assumere. E con me quasi tutti i ragazzi che oggi escono dalle Università.
Altro esempio, una grande banca convoca una ventina di neolaureati della Bocconi, si presentano in quattro e nessuno si fa assumere. La banca non capisce il perché e attribuisce la colpa all'immaturità dei ragazzi.
Nella Rete le persone decideranno per chi e come lavorare, le società che riusciranno ad attrarle e a tenerle faranno business, le altre usciranno dal mercato. Ne usciranno insieme ai dirigenti devoti al command and control, agli amministratori nominati per ragioni politiche e ai responsabili del personale che di tutto si occupano tranne che di dialogare con le persone in azienda.
Le società per attirare le persone, e in particolare i talenti, devono dare loro la possibilità di esprimersi e di confrontarsi tra uguali, come i cavalieri della Tavola Rotonda. La Tavola Rotonda simboleggiava la pari dignità di tutti i cavalieri. Un simbolo rimasto così potente ed attuale da essere utilizzato ancora oggi dalle Nazioni Unite.
Non esistono il lavoro ed il tempo libero, esiste solo il tempo. Un tempo unico in cui le persone vogliono crescere professionalmente ed essere felici. Le società che lo sapranno realizzare saranno le sole a vincere nel Regno della Rete.

Gianroberto Casaleggio: Camelot!
4 ottobre 2020 alle ore 10:00•di Associazione Rousseau
Commenti (44)
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 10:25IL PROCESSO FARSA DI SALVINI. Viviana Vivarelli.
Il martirologio è già finito, prima di cominciare.
Anche senza la fine del processo sappiamo tutti che il tutto sarà archiviato e bona lì. senza vinti né vincitori. Del resto la procura di Catania, trasmettendo al tribunale dei ministri gli atti dell'inchiesta, aveva chiesto l'archiviazione già nel settembre del 2019
Le lagne di Salvini faranno la fine di quelle di Berlusconi a cui somigliano come una fotocopia.
E anche Salvini sbiadirà come Berlusconi.
Ne è già prova che gli aficionados al processo erano pochissimi.
Le ripetizioni giovano ma fino a un certo punto. Poi stuccano.
C'è poi la sfiga di cui pure si deve tener conto. L'eroe di Salvini, Trump, si è preso il Covid. L'amico di Salvini, Briatore è stato contagiato e ha dovito chiudere la discoteca. Chiusura anche per la Santanché. Contagio non si sa se vero o falso per Berlusconi. L'avvocato di Salvini, la Bongiorno, si becca un lastra di marmo su un piede. Dieci punti nei sondaggi sono andati perduti. le altre perdite arriveranno. Al momento la Lega conta 1527 sotto processo e 66 condannati. Archiviato questo processo, gli altri andranno avanti. Prima o poi il lercio viene a galla.
I leghisti sono così idioti da scrivere nei social con vivo gaudio che devono andare 'alla sbarra' anche Conte, Di Maio e la Lamorgese. Confondono imputati con testimoni, il che dà l'idea del loro stato mentale, ormai non è più politico ma psichiatrico.
Intanto, mentre tutto il mondo elogia l'Italia per la precauzioni contro il contagio, Salvini insiste a portare avanti il suo negazionismo idiota. Se fossero stati al governo Salvini o Meloni, oggi saremmo ridotti come il Brasile o gli Stati Uniti, con centinaia di migliaia di morti e in Italia non ci verrebbe più nessuno. Insomma l'Italia come la Lombardia, una sorte peggio della morte.
Oreste °.°⭐⭐⭐⭐⭐
4 ottobre 2020 alle ore 10:55vedere questo filmato è una goduria:
https://youtu.be/CdX31sOytp4
***
Giusta osservazione chiamati Conte,Di Maio e Lamborgese come testimoni...(iniziativa collegiale dei Ministri) mentre si attende quelle individuali per la Arma e Diciotti... c'è da ridere come farà a dimostrare di essere vittima.
massimo consoli
4 ottobre 2020 alle ore 10:42Noi (il popolo) dobbiamo imparare a difendere principi importanti che servono alla collettività...
Nelle votazioni regionali i cittadini appoggiano l’interesse e promesse fatti nello piccolo spazio per pochissimi interessi personali....
Una mentalità sbagliata.
CalzolaioSperimantale-W5S
4 ottobre 2020 alle ore 10:50I cavalieri della tavola rotonda di Artù... non sono come coloro i quali abbiamo mandato in Parlamento.
Il mondo Cavalleresco voluto e pensato da tuo Padre... era ed è un mondo giusto fatto da Giusti. Un mondo dove la stretta di mano... conta tanto quanto e ancor di più di un contratto notarile.
Un mondo dove tutti hanno la possibilità di potersi esprimere liberamente.
Un mondo dove la tavola rotonda serve il Cittadino... e dove ogni Cavaliere è pronto a fare la propria parte per la Collettività in cui opera e vive.
Tuo padre... caro Davide... era una persona speciale. Anche Beppe Grillo lo è.
Ma la loro Anima è molto diversa da quella dei tanti che abbiamo imbarcato in questo speciale universo parallelo.
Nessuno dei Cavalieri di Artù... aveva lavorato per altri Re. Nessuno di loro aveva svolto lavori di prestigio o di comando. Nessuno di loro era legato ai soldi e al potere.
Artù seppe scegliere bene i propri cavalieri.
Tuo Padre inizialmente seppe fare altrettanto.
Ma la nostra tavola rotonda... non è qualcosa che dura il tempo di un semplice racconto... ma qualcosa che come la Leggenda di Artù dura nel Tempo. Dovrai essere Tu... Davide... a continuare il lavoro che ebbe inizio con tuo Padre.
I migliori... dovrai saperli cercare e selezionare tu... ma senza andarli a cercare a Cambridge o alla Bocconi... perché nella foresta di Sherwood... nella Contea di Nottinghamshire... Robin Hood e tutti i suoi "fratelli" non era Gente di alto "rango"... come non lo erano i Cavalieri della Tavola Rotonda di Re Artù.
Erano sono Persone con un Cuore Grande... pronti a rischiare la Vita per gli altri... e che sono passati alla storia e divenuti Leggenda.
Come vorrei che Tuo Padre scrivesse ancora qualcosa!... Davide... adesso... qualcosa... inizia a scriverla tu... per tutti Noi!
Un Abbraccio forte.
L.
CalzolaioSperimantale-W5S
4 ottobre 2020 alle ore 10:59..."Erano sono Persone con un Cuore Grande... pronti a rischiare la Vita per gli altri... e che sono passati alla storia e divenuti Leggenda"...
Oreste °.°⭐⭐⭐⭐⭐
4 ottobre 2020 alle ore 11:00Ci siamo andati alla tavola rotonda con quello che il mercato offriva,se pensi poi che il 40% dei cittadini non va a votare...abbiamo fatto anche troppo con le mani nude!
CalzolaioSperimantale-W5S
4 ottobre 2020 alle ore 11:00..."Erano solo Persone con un Cuore Grande... pronti a rischiare la Vita per gli altri... e che sono passati alla storia e divenuti Leggenda"...
CalzolaioSperimantale-W5S
4 ottobre 2020 alle ore 11:23Lo capisco Oreste... e mi compiaccio che tu ne stia facendo cenno e memoria.
Ma per il futuro serve altro.
Spero che Davide Casaleggio sia sempre parte "Principale" di questo mondo... e che senza tentennamento alcuno... prenda le redini del progetto voluto da Gianroberto... e allontani quei 4 mascalzoni che ne stanno approfittando e facendo quel che gli pare.
Noi siamo Altra Storia.
Dada
4 ottobre 2020 alle ore 10:59Vi ringrazio, è bello ricordare.
La mancanza di memoria è segno di inciviltà.
Sono sgomenta dell'ignavia di ALCUNI eletti, che con il loro comportamento danneggiano il Movimento, rinnegando le battaglie di civiltà, "per 30 denari".
La stampa, che non è informazione, amerà molto il riferimento "religioso" ai "30 denari" visto che si ostina ad indicarci con simboli pseudo religiosi in segno di disprezzo e di delegittimazione... quando ci riuniamo facciamo un "conclave" quando esprimiamo un parere o difendiamo i nostri diritti siamo degli "adepti" , ogni tanto è necessario scendere al loro livello, nell'attesa, spero non vana, di vederli salire sul gradino dell'informazione.
maria derienzo
4 ottobre 2020 alle ore 11:25Buongiorno
In considerazione che su Rousseau è rimasto attivo il servizio di voto on line
propongo
che sia messa ai voti la proposta di voto su due opzioni per la guida futura del MoVimento 5 Stelle:
1) Alessandro Di Battista
2) Segreteria collegiale.
La Segreteria collegiale può essere o già formata da portavoce o iscritti individuati fra i candidati oppure ( in caso di mancate candidature) votati in seguito (se prevale detta opzione) sulla piattaforma Rousseau.
Il congresso del MoVimento 5 Stelle si fa anche mettendo sul tavolo il voto di 175 mila iscritti al MoVimento 5 Stelle, o no?
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 14:13Maria, ma non hai capito ancora nulla?
sei sempre lì fissa sul capo politico?
guarda che è una cosa che doveva essere sotterrata undici anni fa
La democrazia diretta esclude ogni capo unico
e parla solo di sistema collegiale.
Ma tu decidi o no a studiare il sistema svizzero?
o devi continuare con questa anticaglia del capo unico per l'amore scriteriato che hai per De Battista?
Faccio replay
Gianroberto Casaleggio si è ispirato alla democrazia diretta svizzera.
In Svizzera il supremo potere esecutivo (governo) è rappresentato dal Consiglio federale, composto di 7 membri che agiscono collegialmente. La presidenza è tenuta dal presidente della Confederazione (eletto dalle Camere riunite per la durata di un anno), il quale non ha però più potere dei suoi colleghi di governo. Il presidente non può essere rieletto per l’anno successivo. I membri del governo (consiglieri federali) sono eletti dalle Camere riunite per 4 anni. Non possono ricoprire un’altra carica e sono i soli che non possono esercitare una professione. L’incontestabile forza di cui gode il Governo è fondata sulla sua collegialità. Il potere non è concentrato in una sola persona, ma è suddiviso fra i membri del Consiglio federale, che condividono le responsabilità.
Per cui smettiladi continuare a idolatrare Di Battista e di parlare di capo unico o sei fuori tempo.
maria derienzo
4 ottobre 2020 alle ore 17:35Forse non mi sono spiegata.
Non sto idolatrando nessuno. Al posto di Di Battista mettici pure un altro nome ( se lo trovi) e poi VOTIAMO. A me interessa votare le proposte, partecipare. Nient'altro.
O non si possono fare certe proposte da sottoporre al voto?
Ho capito che in Svizzera non esiste un capo politico ma qui dobbiamo decidere se vogliamo affidarci ad un organo collegiale oppure no.. Applicare la DD secondo il modello svizzero oppure no.
giovanni2
4 ottobre 2020 alle ore 11:32tutto giusto, pero' a ogni aspetto della realta' va dato il suo spazio e importanza. perche' questa comunanza che si vuole fare tar re artu' e camelot e il m5s, puo' ade adito a piu' sbarellamenti tra i "duri e puri".
se il cavaliere e' un "duro e puro", non puo' scendere a patti con il suo credo e i suoi principi, il gestore, il "re", deve farlo. scendere a patti con i propri principi e' brutto dirlo, e puo' sembrare dovere infangare se stesso, la propria coscienza anche solo un po'.
ma scendere a patti non vuol dire questo. vuol dire che si governa ma ci si deve rendere conto che si governa per tanta gente, e ognuno ha la sua testa, i suoi diritti e doveri. e i propri diritt, anche se si pensa siano giustissimi, non devono calpestare quelli degli altri.
siccome nessuno ha la verita' in tasca, tantomeno il re o i suoi consiglieri, bisogna essere elastici nel pensiero. cioe' non avere nessuna remora nel riconoscere un proprio errore, ascoltare e saper ascoltare le posizioni degli altri, sapersi adattare alle circostanze, sapere mediare, sapere trovare la quadra etcetcetc.....
un bravo re fa questo e per fare questo deve avere in se' un alto senso della giustizia. anche perche' e' facile finire dall'altra parte e vendersi, corrompersi, fare scelte sballate etcetc.
pero' se non sa fare questo, diventa un tiranno. e gia' per questo sbaglia. casomai avviene il paradosso che diventa un tiranno per combattere la tirrannia. ma sempre tiranno e'.
giovanni2
4 ottobre 2020 alle ore 11:33il cavaliere non ha questi problemi. ha i suoi principi, chi sgarra e' suo nemico. punto. per il resto, per dargli la saggezza che puo' anche mancargli, per l cavaliere e' un optional mentre per il re e' un dovere averla seguirla, ci pensa il re suo signore.
il cavaliere e' un soldato. ma si sa che i soldati sono delle macchine telecomandate da principi ferrei, ma non e' li che c'e' il "giusto". il giusto glie lo da' il re. se "il giusto" si potesse scrivere in tot righe scritte su un foglio di carta, l'umanita' sarebbe gia' nel giusto da millenni.
quindi, per favore, chi si immedesima nei cavalieri non pretenda di fare il re. rimanga nel suo ruolo di soldatino e basta.
si e' deciso che il re del m5s e' il "popolo", quindi se il popolo decide qualcosa (ad esempio di fare alleanze strutturali) il soldatino cavaliere si adegui senza stressare (detto ad esempio per di battista).
se non gli va bene dica la sua, diventi cavaliere errante senza padrone. o se ne vada al servizio di un altro re. o diventi re lui stesso, pero' dichiarando questa sua volonta'. ma mai diventi motivo di destabilizzazione o di debolezza per il suo regno.
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:34“… tutti i problemi di cui stiamo parlando, cioè la legge che non viene applicata, gli operai che muoiono, il lavoro come ricatto, la riduzione in schiavitù delle persone, alla fine siano riconducibili tutti alla questione del denaro che ha preso il sopravvento su qualunque aspetto della nostra vita. Al denaro andrebbe attribuito un peso marginale nella società perché in sostanza è una forma di scambio di beni. Nessuno dovrebbe possedere più di un certo livello di beni materiali, un massimo di 3 o 4 milioni di euro. Non è un discorso francescano ma politico.
L’accumulo di denaro non va d’accordo con la democrazia. Chi concentra molto denaro può influenzare la società, piegare la politica e quindi la gestione della cosa pubblica ai suoi interessi.”
Gianroberto Casaleggio, ‘Il Grillo canta sempre al tramonto’ ed. Chiarelettere
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:35Alessandro Gilioli
“Imparare la rinuncia. La forza morale di dimostrare distaccamento dal denaro in favore della politica. Questo è il concetto più forte che ha introdotto politicamente Gianroberto.
Un messaggio cristiano eppure di una violenza devastante in una società dell’avere in cui si abbiamo invertito l’essere con l’avere“.
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:36Casaleggio ha il grande merito di aver dato voce e rappresentanza a chi ormai si era allontanato dalla politica perché forse la politica si era allontanata da loro. Ha il grande merito di aver canalizzato in forme (quasi ) democratiche il dissenso delle persone verso la politica. Ha il grande merito di aver riportato a discutere di scelte ideali molti giovani che erano diventati indifferenti nei confronti della politica perché la politica, forse, era diventata indifferente nei loro confronti. Onore al merito!!
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:38Mio marito lavorava in IBM. Quando nacque il portatile, in IBM dissero che il nuovo oggetto non avrebbe attecchito. Lo stesso scetticismo ci fu col bancomat. La prima mostra degli Impressionisti suscitò ribrezzo e risate. Nessuno volle credere che il piccolo aereo dei fratelli Right potesse sollevarsi in aria. Nessuno accettò il telegrafo di Marconi. Il primo telefono finì in un parco divertimenti. Il cannocchiale di Galilei non convinse i saggi veneziani a guardarci dentro. Oggi c’è chi dubita della democrazia digitale. E sulla democrazia diretta, si continua a dimenticare che è una realtà di fatto in Svizzera da 60 anni e viene usata oggi in Islanda.
Spesso accade che i precursori non siano capiti.
Cortezza di visione. Conservatorismo. Ignoranza. Mancanza di immaginazione. E poi tanti che trovano più facile denigrare invece che capire.
Ma Casaleggio era avanti e aveva una visione.
Per nostra fortuna, il progresso e la civiltà vanno avanti sulle gambe dei visionari. Oppure resteremmo immobili e chiusi in una ripetizione ossessiva come una colonia di formiche che ripete sempre i propri schemi immutabili.
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:39La Democrazia Digitale è la forma di Democrazia Diretta più moderna esistente, quella che usa le moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle consultazioni popolari, usa cioè internet e il web per far emergere e comprovare la volontà sovrana dei cittadini. La Democrazia Diretta Elettronica è la più alta forma di democrazia Digitale, e presuppone che i cittadini siano i soggetti legislativi primari attuando nel modo più completo il principio costituzionale della loro sovranità.
Ovviamente per essere operativa, non basta che la Democrazia Diretta sia annunciata, deve essere inserita nella Costituzione, richiede cioè che la Costituzione preveda gli articoli che la rendano operativa, dando direttamente alle scelte popolari la forza di legge. Richiede, cioè, che il Movimento 5stelle vinca le elezioni e generalizzi il suo progetto facendolo divenire operante a livello delle istituzioni che dovranno essere, dunque, totalmente riformate, togliendo alla Casta politica i poteri assoluti che ha adesso e rendendo al popolo una sovranità che deve essere esercitata direttamente e non delegata a rappresentanti. Nella visione di Casaleggio i delegati sono legati ai propri elettori da un vincolo di mandato (recall) e non possono fare come fanno generalmente adesso quando compiono atti esattamente contro i precedenti programmi o in relazione a interessi privati o di lobby, si alleano ai nemici dichiarati, cambiano di partito o schieramento o si asservono a potenze straniere o poteri esterni.
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:42Non ci sono ostacoli, se non nella volontà contraria del potere, che possano impedire l’applicazione della Democrazia Digitale nel mondo. In Italia la tendenza dei partiti è stata di esautorare i cittadini della loro sovranità, lo hanno fatto prima col porcellum, che ha trasformato la democrazia in una oligarchia di segretari di partito con liste formate dalle loro scelte e non da quelle dei cittadini, hanno poi distorto il senso di ogni ideologia politica con le larghe intese e l’infame patto di alleanza tra Pd e B, infine hanno esautorato dei loro poteri i massimi organi dello Stato, come il Parlamento o la Corte dei Conti o ne hanno distorto i fini come hanno fatto col Presidente della Repubblica, la Cassazione o la Consulta e ora centralizzano ancora di più il potere con la distorsione creata col nuovo Senato e una Costituzione facilmente variabile per facilitare il passaggio a una repubblica presidenziale. Non c’è nulla di più contrario alla visione di Casaleggio dell’operato di Renzi che voleva un sultanato con uno solo che assomma tutti i poteri e una corte di yesman, un dispotismo partitico centralizzato e autoritario, che toglie sovranità al popolo per rendere inamovibile e impunibile la Casta.
Ma se al momento è molto difficile introdurre in Italia la Democrazia Digitale, questa viene applicata e da molto tempo in altri Paesi. Nella sua forma più forte in Svizzera, sia a livello federale che locale, poi negli Stati Uniti, a livello dei singoli Stati.
Le prime esperienze pratiche dimostrano che e-democracy può essere usata per migliorare la burocrazia relativa alle operazioni di voto (voto elettronico) e nei processi decisionali relativi alla deliberazione popolare.
La Germania è una delle nazioni guida nell’e-democracy, perché ha visto in questa la possibilità di interagire e fidelizzare l’elettorato e per una tendenza culturale democratica non delegante, tipica dei paesi a forte cultura calvinista.
SEGUE
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:42seguito
La pIattaforma Rousseau doveva creare un’assemblea permanente e virtuale, dove tutte le iniziative vengono sviluppate e messe ai voti tra tutti gli iscritti al partito. Le iniziative che passano il vaglio dell’assemblea, sono portate avanti dai loro rappresentanti.
Per citare altre iniziative concernenti l’implementazione di e-democracy, l’adozione da parte del Partito Socialdemocratico Tedesco della piattaforma deliberativa Adhocracy.”
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:44È chiaro perché in Italia le reazioni dei partiti alla democrazia digitale è stata negativa. Essa aprirebbe alla loro destituzione. I motivi di opposizione sono sostanzialmente due:
-il peso delle lobby sulla gestione politica;
-i tradizionali meccanismi elettorali che arricchiscono indebitamente di soldi e di potere una casta feroce di politici attaccati ai loro privilegi e abusi
Ma nel mondo ci sono stati vari progetti nel senso di una maggiore democrazia, come E-Democracy.org, un’associazione di cittadini nata nei tardi anni 90 in Minnesota, capace di indirizzare attraverso il dibattito e la pressione le elezioni locali e le successive scelte amministrative; MixedInk, una piattaforma attivata dalla Casa Bianca allo scopo di aprirsi alle proposte dei cittadini (open government); White House 2, un’iniziativa privata open source che ha portato alla creazione di una piattaforma per realizzare programmi e proposte condivise; fu promossa durante la prima campagna elettorale del presidente Obama nel 2008, e rimase attiva fino al 2010.
In materia ambientale, l’Europa ha mosso i primi passi verso l’implementazione dei principi partecipativi attraverso la convenzione stipulata ad Århus, Danimarca, il 25 giugno 1998. Ratificata dall’Italia con la legge 16 marzo 2001, n. 108, la Convenzione richiede ai governi di intervenire in tre settori: garantire ad un pubblico il più vasto possibile (persone fisiche o giuridiche, associazioni, gruppi o organizzazioni) il diritto di accesso alle informazioni ambientali detenute dalle istituzioni e dagli organi comunitari; prevedere che le informazioni in materia ambientale siano messe a disposizione del pubblico attraverso banche dati elettroniche facilmente accessibili; prevedere la partecipazione del pubblico all’elaborazione di piani e programmi in materia ambientale da parte della Comunità.
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 11:45Molti faticano a capirlo ma siamo arrivati alla fine di un’era. Il web propone mezzi e strumenti impossibili prima e sarebbe da ciechi rifiutare di vederli. La storia non esige passi indietro e chi tenta di immobilizzare il tempo farà la fine dei dinosauri.
Cambiare si può, cambiare si deve.
Con la rete non ci sono scuse per non essere cittadini attivi e non sudditi, per esercitare la democrazia vera, intesa come partecipazione, condivisione di scelte, di priorità di programmi, partecipazione alla stesura, alla selezione dei rappresentanti, alle scelte dello stato. E la maggioranza dei cittadini impegnati, chiamati a queste scelte, determinerà il corso degli eventi e sarà sicuramente meglio di quanto non faccia questa classe di servi politici sotto un unico capo.
Democrazia è dare a tutti gli strumenti per partecipare, prima di tutto l’informazione.
Democrazia è promuovere e accettare le scelte della maggioranza prese con la democrazia diretta, e non ex cathedra attraverso la voce del padrone o dei servi del padrone di turno, che si chiami Renzi o Berlusconi o De Benedetti.
Ci sono casi in cui veramente il mezzo è il messaggio. Casaleggio lo aveva capito e lavorando sul mezzo ha permesso al messaggio di una democrazia più vera e moderna di venire avanti per affermarsi per il bene di tutti.
antonella genova
4 ottobre 2020 alle ore 11:50https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=789152168294131&id=236638050212215
Pur avendo perplessità sull'incipit (e sulla minimizzazione dell' importanza democrazia diretta) via consiglio di dare un'occhiata a questo post.
Crucioli è un parlamentare ligure entrato in Parlamento nel 2018.
antonella genova
4 ottobre 2020 alle ore 11:58Di Battista esorta il Movimento a restituire al Parlamento il suo ruolo e a far pesare i nostri voti senza farci mettere all'angolo dal PD. Dovremmo lavorare tutti insieme,l ma per il bene del Paese, mentre invece tanti sono solo portatori di interessi particolari. Dei lobbisti pagati a 20.000 euro al mese. Tanto vale ridurre loro lo stipendio: non sono i soldi in busta a creare l'onesto.
Alessandro Cagliostro
4 ottobre 2020 alle ore 11:59La domanda/risposta sta tutta qui,
E non a caso il DIBBA se ne sia uscito con le sue dichiarazioni,
Se ilmoVimento non ritroverà immediatamente sè stesso (innanzitutto in questo frangente), chi vigilerà per evitare la grande abbuffata?
Il m5s è moribondo e già se ne sente la mancanza.
Altra campana a morto x la gestione gargamella
bastyancontrario
4 ottobre 2020 alle ore 12:28Ecco perché bisogna essere nella Stanza dei Bottoni, e non sul tetto a gridare Onestà, Onestà!
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 14:07Cagliostro
moribondo sarai tue
e le tue stupide insinuazioni !
ne abbiamo abbastanza di te e delle tua molestie!
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 12:04L'Italia da molto tempo ormai non è più una democrazia parlamentare ma è una partitocazia, dove un numero ristrettissimo di capi partito decide chi deve essere candidato e chi deve salire ai posti di massima responsabilità dello Stato. Il sistema elettorale è cambiato nel tempo ma ha rigorosamente mantenuto l'accentramento del potere in questo gruppetto scarso di padroni di fatto delle istituzioni.
L'avvento del M5S intende rovesciare questa oligarchia partitica dove sono sparite le differenze ideologiche e il gioco politico si è ridotto ad essere quello di una merchant bank, cioè un comitato di affari che si scambia favori per interessi molto personali, ubbidendo a logiche spartitorie e lobbistiche. Tutto questo non ha niente a che fare con la democrazia intesa come governo nell'interesse del bene di tutti.
Democrazia vuol dire scelta. Se le scelte le fa solo uno o le fa solo una consorteria di pochi, legati da una trama di ricatti o interessi, non siamo in democrazia.
Le scelte fanno parte della libertà. Le deleghe hanno senso fin quando la persona a cui deleghi il tuo potere fa i tuoi interessi. E’ un sistema di falsa democrazia quello in cui, quando credi di delegare, in realtà non scegli la persona che vuoi o quella che fa il tuo utile ma ti viene imposta dall’alto come è avvenuto col Porcellum e con l’Italicum.
Renzi, Salvini e Berlusconi, col Rosatellum, hanno addirittura peggiorato la situazione, obbligando i cittadini a sottostare alla logica perversa e prettamente numerica delle coalizioni dove il partito maggiore viene penalizzato incaprettandolo all'obbligo di compromettersi col secondo o col terzo partito. In queste condizioni la lotta per realizzare un programma diventa lotta non solo contro i nemici ma contro i tuoi stessi alleati.
segue
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 12:052
Per di più, quando l'elettore vede che il suo eletto si dimostra infido, corrotto o menzognero, non ha la possibilità di cacciarlo per un veto costituzionale, mentre sarebbe molto più corretto e democratico il recall
In tutta Europa, ormai, la democrazia parlamentare ha dimostrato tutti i suoi vizi e le sue inadempienze e non è più in grado di garantire rappresentanza e governabilità. Invece di fare del Parlamento l’organo dei rappresentanti popolari, ha creato una Casta eterna di detentori del potere che sono disposti a tutto pur di conservarlo e che è capace solo di difendere se stessa e occupare altro potere.
Solo la democrazia digitale permetterebbe la selezione, il controllo e la cacciata degli indegni.
E solo un nuovo sistema elettorale proporzionale con soglia al 5%, premio di maggioranza e ballottaggio, senza più liste bloccatem ma con la reintroduzione delle preferenze dal basso. può, a questo punto, migliorare la situazione. Ma, come sta dimostrando in questi giorni Zingaretti, il Pd come gli altri partiti non ci stanno lasciarsi sottrarre questo potere assoluto e antidemocratico di cui hanno abusato finora.
Old
4 ottobre 2020 alle ore 13:22Opinione personale.
il premio di maggioranza, la soglia di sbarramento alta, sono strumenti poco democratici in quanto distruggono i voti di molte persone.
dare il potere ad un solo partito artificialmente mi sembra il solito (datemi i pieni poteri)
bene le preferenze (sarà una dura battaglia )
il recall non è democratico
fare partiti nuovi in parlamento non è democratico
il voto contro (del toninellum) non è democratico
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 14:06OLD
lo fai apposta a sembrare cretino
o ti viene naturale?
aldo b.
4 ottobre 2020 alle ore 12:41Che differenza tra una Camelot che è rimasta nell’immaginario come comunità di persone libere, felici e determinate a rimanere tali, e una....
Cin-cin, CaMerlot, col Cavaliere dell'apocalisse delle libertà, seduti alla tavola gioconda :
https://cdn-static.dagospia.com/img/patch/11-2017/berlusconi-salvini-e-meloni-954736.jpg
giovanni2
4 ottobre 2020 alle ore 12:44certi post infervorano le menti.
tutto bello, ma bisogna ricordare sempre che anche chi si sente dall'altra parte della barricata (del cosiddetto sistema) deve farsi i suoi esami di coscienza.
tante volte il m5s e' stato come il pierino della favola che urla al lupo quando il lupo non c'e'. o almeno ha usato toni da guerra, da tempesta, quando era solo un po' d'acqua mossa nel bicchiere. poi pero' quanado arriva veramente (ad esempio i media contrari) non gli credono (parlo della gente comune). troppo principessa sul pisello, troppo autoincensatore e psicodrammatico.
pierino faceva cosi' per scherzo, per prendere in giro gli altri pastori, il m5s non lo fa per quello. pero' il risultato e l'antipatia suscitata e' la stessa.
propongo di fare basta con questa costante, continua ricerca del "noi e loro", del cercare nemici in continuazione, del puntare il dito dappertutto come tanti maestri arrivati. lo sappiamo che ci sono ostacoli da superare, caschiamo dal pero con le mani nei capelli ogni volta che c'e' un mezzo refolo contrario. come si dice in qUEsti casi? calma e gesso. no isterìa.
calma, serenita', lucidita', lentezza di pensiero perche' chi va piano va sano e va lontano e direi anche che vede le cose meglio e e piu' delineate facendosi un quadro d'insieme senz'altro migliore, e autoironia e autocritica , le due medicine per tenere lontano il bimbominkismo tafazziano.
giovanni2
4 ottobre 2020 alle ore 12:49calma, sta succedendo, a dispetto della nostra depressione cronica, vittimismo e tafazzismo masochista.
se non esageriamo nello sguazzare nel lato oscuro 5s di rompere tutto, sta succedendo e succedera'. la strada e' ben delineata davanti a noi. gli "altri", se non li salviamo noi, non hanno piu' chances.
Old
4 ottobre 2020 alle ore 13:09che fantastico sognatore ! i suoi interventi sono di carattere utopistico, ma sempre con un insegnamento sulle società del futuro .
qui si parla di hi-tech e del mondo della rete, delle necessarie trasformazioni che porterà ad aziende, lavoro, prodotti,
ma anche a nuovi tipi di relazioni umane.
è da sempre che l'applicazione di scoperte scientifiche rivoluzionino le società, oggi più che mai sta capitando in molti campi e sempre più velocemente.
non siamo però tutti uguali, in alcuni questo genera una inevitabile Ansia Per il Futuro, in altri una grande aspettativa di una Shangri-la a venire.
ancora oggi però la schiavitù esiste, una nuova servitù della gleba si sta diffondendo , la felicità e serenità sono briciole rubate al tempo di cui siamo sempre meno padroni.
di solito penso positivo es. passando vicino a qualche casetta delle api , ma altre volte ne mi ritrovo sgomento es. dopo aver visto un filmato che mostra un drone colpire metodicamente centinaia di persone senza lasciar loro scampo.
per andare avanti serve tanta buona volontà ! forza rousseau e forza m5s !
Old
4 ottobre 2020 alle ore 13:32le prossime votazioni nazionali NON saranno tramite web, perciò sbarazziamoci di questo vincolo mentale ai nostri progetti di sistema elettorale.
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 14:031
Il Movimento e il 4 marzo bis-TOMMASO MERLO.
Tutti quelli che se ne sono andati dal Movimento sono spariti nel nulla. Il progetto politico a 5 stelle è uno solo e tale resterà. Le scissioni fanno rumore ma alla lunga portano solo all’irrilevanza di chi le compie. In questi giorni i nemici del Movimento fanno festa.
Hanno inventato fandonie per anni sul Movimento e oggi non gli sembra vero sia emerso qualche screzio in vista degli Stati Generali.
Si augurano scissioni e soprattutto l’agognata fine del progetto a 5 stelle. L’Italia è un paese che rispetta di più i criminali di chi vuole cambiare le cose. Questo perché tra le varie mafie che ci affliggono vige anche quella culturale.
Clan e boss che sguinzagliano i loro scagnozzi contro chiunque osi mettere in discussione l’andazzo dominante. Vecchi partiti, lobby e giornalismo da cortile. L’odio verso il Movimento nasce anche da una mafia culturale conservatrice che pretende fedeltà e promuove il conformismo combattendo contro chiunque osi alzare la testa e criticare gli equilibri consolidati.
Ma a ben vedere è questa la fortuna politica del Movimento. In una democrazia sana dopo uno tsunami come quello del 4 marzo i reduci del vecchio regime partitocratico avrebbero fatto un esame di coscienza. Avrebbero analizzato a fondo le ragioni di quel voto, si sarebbe assunti le proprie responsabilità e avrebbe addirittura sposato il nuovo corso riformandosi e perfino sostenendo certe sacrosante istanze di cambiamento che attendevano da una eternità. Ed invece la mafia culturale ha avuto il sopravvento e si è lascata andare in una violenta resistenza sfascista e restauratrice.
Dati i numeri in parlamento e le leggi vigenti, alla fine i vecchi partiti sono stati costretti a governare col Movimento, ma lo hanno fatto controvoglia e con la convinzione che una volta sfogata quella ragazzata a 5 stelle, tutto sarebbe rientrato nella normalità.
SEGUE
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 14:042
La mafia culturale ha sempre negato il significato politico del 4 marzo e da quel giorno ha sempre deriso e umiliato l’elettorato del Movimento. Come se volesse da una parte rimproverarlo per la sciocchezza fatta e dall’altra rieducarlo in modo da convincerlo a tornare ad affiliarsi a loro in quanto unica realtà possibile. Un’arroganza e una scarsa cultura democratica difficile da digerire, ma a ben vedere una fortuna politica per il Movimento.
Se il vecchio regime avesse imparato la lezione del 4 marzo, molte delle istanze per cui è sorto il Movimento sarebbero già venute meno ed oggi avrebbe meno senso credere ancora in quel progetto di cambiamento radicale.
Ma dato che il vecchio regime se n’è fregato altamente, quando si tornerà a votare milioni di cittadini si ritroveranno davanti alla stessa situazione del 4 marzo.
Da una parte l’unica forza politica innovativa sulla scena che nel frattempo potrà vantare una invidiabile lista di promesse mantenute e una moralità inedita, dall’altra vecchi partiti in mano agli stessi poltronosauri e alle stesse logiche di sempre e con alle spalle le sempiterne lobby col loro giornalismo da cortile.
Sarà allora che si vedrà se il 4 marzo è stata davvero una ragazzata oppure il sintomo dell’inizio di una nuova fase storica e quindi politica. E cioè la conseguenza di nuove consapevolezze dei cittadini che pretendono una democrazia all’altezza e non hanno nessuna intenzione di tornare indietro e rimangiarsi tutto.
Se così è, un bis del 4 marzo non è affatto da escludere. Per questo il Movimento deve proseguire la sua positiva esperienza di governo più compatto che mai dietro al suo premier. Macinando altri risultati, conducendo il paese fuori dalla pandemia ed affrontando gli Stati Generali come un salubre tagliando.
SEGUE
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 14:04Undici anni di storia e due anni di governo non sono nulla rispetto a decenni di mafia culturale imperante. C’è ancora un sacco di lavoro da fare.
Tutti quelli che se ne sono andati dal Movimento sono spariti nel nulla. Il progetto politico a 5 stelle è uno solo e tale resterà. E grazie ai nemici del Movimento, un bis del 4 marzo non è affatto da escludere.
Elena
4 ottobre 2020 alle ore 14:39È tornato San Francesco tra di noi. Viva Casaleggio padre e figlio e spirito Grillo.
W5S
s leonangeli
4 ottobre 2020 alle ore 15:15Per me questo anniversario è pieno di Tristezza e dolore. Tristezza perchè l'assenza del caro Gianroberto si è avvertita da subito; dolore, perchè ci siamo allontanati dalle sue idee, dalla sua visione politica di ciò che riteneva dovesse essere un Movimento di cittadini per i cittadini.
viviana v.
4 ottobre 2020 alle ore 16:43Tranquillo, non ci siamo allontanti da niente
Al contrario, stiamo realizzando un po'alla volta tuttii punti di programma
Non mi pare proprio il caso di fare del disfattismo
luzardo.angelica56@outlook.fr luzardo
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