Audrey Tang: partecipazione civica, ecco l’arma di Taiwan contro il Coronavirus

Velocità, equità e humor sono i tre pilastri che hanno guidato Taiwan nella lotta al Covid-19, all’interno un processo di innovazione sociale e di partecipazione civica che ha avuto un ruolo cruciale permettendo al Governo di evitare il blocco delle attività e arginare il diffondersi di false notizie. 

Audrey Tang, diventata ministra per il Digitale grazie ad un movimento andato al governo, ci ha raccontato come tutto ciò è stato possibile. Nel video trovate il racconto completo, nel testo un estratto.

La cittadinanza digitale è da sempre obiettivo di ricerca, studio e approfondimento della Rousseau Open Academy.


Sono davvero felice di essere qui virtualmente per condividere con voi come Taiwan ha contrastato la pandemia senza lockdown e come contrastiamo l’infodemia.

Ma prima vorrei dire che l’innovazione sociale, vale a dire le persone che si fidano l’una dell’altra per innovare e migliorare quando ci si imbatte in una nuova situazione, un nuovo Coronavirus in questo caso, è davvero la pietra angolare dell’intelligenza collettiva di Taiwan.

A Taiwan il divertimento, la velocità e l’equità sono i tre pilastri dell’innovazione sociale.

Vorrei iniziare dalla velocità. La democrazia migliora man mano che più persone partecipano e la tecnologia rimane uno dei modi migliori per migliorare la partecipazione finché il focus rimane sull’ascolto e non solo sulla diffusione, sulla ricerca di un terreno comune e sul consenso piuttosto che sul contrasto.

Mentre molte economie hanno iniziato a contrastare il Coronavirus solo quest’anno, a Taiwan abbiamo iniziato l’anno scorso e ringraziamo il dottor Li Wenliang di Wuhan, l’informatore che ha reso noto la presenza di 7 nuovi casi sorgente.

A Taiwan l’equivalente di Reddit è PTT. Qualcuno di nome No More Pipe ha ripubblicato virtualmente il messaggio del dottor Wenliang, la mattina presto del 31 dicembre ed ha ricevuto molti “mi piace” così che i nostri studi medici, avendo subito notato questo post, hanno emesso l’ordine in cui si diceva che era necessario avviare controlli sanitari per tutti i passeggeri che volavano da Wuhan a Taiwan. E quello era il primo giorno del 2020. 

Questo mi dice due cose: primo, che la società civile si fida sufficientemente del governo da poter parlare di possibili nuovi casi sorgente in un forum pubblico e che il governo si fida sufficientemente dei cittadini da prenderli sul serio e trattarli come se fosse ricomparsa la SARS. È qualcosa a cui siamo preparati dal 2003. E il motivo della fiducia nasce perché secondo il controllo di Sivaka, il gruppo di vigilanza sui diritti umani, Taiwan è davvero la più aperta, l’unica società completamente aperta in tutta l’Asia. Godiamo della stessa libertà di parola, la stessa libertà di assemblea la stessa libertà di stampa, e così via, degli altri paesi liberali democratici, ma con l’enfasi di mantenere una mente aperta sulle nuove tecnologie, perché a Taiwan la democrazia stessa è una tecnologia.

Un altro obiettivo qui è l’equità. Ad esempio, quando abbiamo aumentato la produzione di mascherine, assicurandoci che tutti potessero usufruirne tramite la tessera dell’assicurazione sanitaria nazionale potendo ritirare le mascherine dalle farmacie vicine, l’equità è stato il principio guida. Ma questo sistema per distribuire le mascherine non era un progetto tecnologico del governo. All’inizio era un progetto gov zero. […Nel video Audrey Tang racconta la storia del progetto]

Vorrei anche raccontarvi la parte divertente del Veloce, Equo e Divertente, perché questo è un periodo stressante e le persone si sentono ansiose.

Si fanno molti acquisti nel panico e ci sono molte teorie complottiste. A Taiwan la nostra strategia contro la disinformazione si basa su questa semplice idea: si chiama humor over rumor [l’umorismo prima dei pettegolezzi]. Un esempio di questo è stato messo in atto quando si è generato il panico per l’acquisto della carta igienica. […Nel video Audrey Tang racconta l’aneddoto]

Quando guardiamo l’Internet delle cose, facciamolo diventare un Internet delle persone. Quando guardiamo la realtà virtuale, rendiamola realtà condivisa. Quando guardiamo il machine learning, rendiamolo apprendimento collaborativo. Quando guardiamo l’esperienza dell’utente, rendiamola esperienza umana. E ogni volta che sentiamo che la singolarità è vicina, ricordiamoci sempre che la pluralità è qui.

Grazie per avermi ascoltato.

 

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