Il 19 settembre è la giornata in cui i volontari di oltre 150 Paesi nel mondo si mettono in moto per la più grande azione civica di pulizia: il World Cleanup Day.  Dalle isole Fiji agli Stati Uniti, dall’Estonia, dove il movimento ambientale è nato nel 2008, al Kenya fino al Kosovo che ne ha diretto i lavori.  L’evento dello scorso anno è stato impressionante per numero di azioni, rifiuti raccolti e partecipanti. Anche quest’anno, oltre l’obiettivo di ripulire rifiuti fondali marini, strade, spiagge, parchi, lunghi fiumi, l’operazione mira al coinvolgimento del 5% della popolazione. Lo scorso anno sono state organizzate solo in Italia 1250 azioni, sono stati coinvolti 330mila volontari mentre sono state 1400 le aree ripulite. I sacchi di rifiuti raccolti sono stati 50.750, di cui plastica per il 67%, vetro 3%, indifferenziato 27%, cicche di sigarette 2%, carta 1%. Un traguardo importante raggiunto grazie al contributo di centinaia di associazioni che hanno aderito ed organizzato azioni di pulizia.  Molti anche i gruppi informali e i singoli cittadini che hanno mappato e pulito un pezzo del territorio in cui vivono o a cui sono legati. “Chi ha vissuto con noi queste ultime settimane di avvicinamento al World Cleanup Day e i giorni delle azioni sa quanto lavoro c'è dietro. Una fatica che però è ripagata dalla grande partecipazione dei cittadini che sono sempre più interessati alle questioni ambientali locali e globali” ha dichiarato il presidente di Let’s Do It! Italy, Vincenzo Capasso. “Nonostante il momento storico e la pandemia da Covid – continua Capasso - l’edizione di quest’anno vedrà una mole di partecipanti impressionate, molto superiore rispetto alle nostre previsioni. Questo significa che la sostenibilità ambientale e la riappropriazione degli spazi e dei luoghi che viviamo sono messaggi ritenuti fondamentali da sempre più persone”. Infatti, il World Cleanup Day è solo una delle tante giornate dedicate alla cura del territorio e alla sensibilizzazione sulle questioni ambientali che non possono più essere rimandate o delegate. Raccontarle, condividerle e parteciparvi è un dovere di tutti noi.