Reddito di Cittadinanza, contratti di lavoro e navigator: ottimi risultati

Ieri è arrivata la comunicazione ufficiale di Anpal: sono quasi 200 mila i contratti di lavoro sottoscritti in pochi mesi da chi ha percepito il Reddito di Cittadinanza. Si tratta del 20% sul totale dei beneficiari occupabili e questo lo rende un risultato indiscutibilmente positivo. Del resto trovare un’occupazione a chi – magari per molti anni – ha vissuto in povertà assoluta senza aiuto e senza speranza è un compito difficilissimo. È per questo che ai navigator e a chi sta ancora rivoluzionando le politiche attive dico convinto che dobbiamo andare avanti, contro ogni critica e contro ogni tentativo di sabotaggio.

Circa un mese fa, nel corso di un’audizione in Commissione Lavoro alla Camera, il presidente Mimmo Parisi aveva parlato di 196.046 contratti firmati dai beneficiari al 31 luglio. Otre 100 mila quelli ancora attivi alla stessa data.

Oggi l’Agenzia precisa che di 1.048.610 percettori occupabili più di 775 mila sono già stati convocati e colloquiati dai navigator, che come moltissimi altri lavoratori non hanno mai smesso di lavorare nemmeno durante il lockdown. Giustamente viene ribadito che i navigator hanno offerto assistenza tecnica durante le convocazioni, hanno contribuito all’analisi degli esoneri, hanno preso in carico più di 388 mila sottoscrittori del “Patto per il lavoro” e hanno seguito le relative fasi di accompagnamento, mentre è tuttora in corso la presa in carico di altri 273 mila beneficiari.

Chi dice che non abbiano fatto nulla non meriterebbe alcuna considerazione.

Il Reddito di Cittadinanza e il sistema dei centri per l’impiego potranno avere un ruolo importante anche nella difficile fase della ripresa economica, testimoniata dai dati di oggi sull’occupazione registrata nel mese di luglio (+0,4% su base mensile). Decine di migliaia di famiglie, in larga parte italiane, senza il Reddito di Cittadinanza non avrebbero mai superato i mesi del lockdown. Il sistema delle politiche attive potrà essere cruciale per la loro riattivazione e rioccupazione, e questo è un obiettivo che per essere raggiunto appieno richiederà ogni nostro possibile sforzo anche in Parlamento.

 

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