La riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari rappresenta un’occasione unica per aumentare l’efficienza della Camera e del Senato. Oggi, il nostro Parlamento è una macchina pesante e complessa ma con la vittoria del Sì al prossimo referendum il rendimento delle due Camere e delle rispettive Commissioni è destinato a crescere. L’efficienza è una questione di qualità - non certo di quantità - e l’attuale riforma punta, tra le altre cose, a innescare un percorso virtuoso. Restringendo il numero dei rappresentati eletti, i partiti saranno spinti a selezionare con maggiore cura i candidati, che saranno anche più riconoscibili per i cittadini: un processo che non potrà che dare una nuova prospettiva al rapporto tra gli elettori e i parlamentari. Inoltre, come è già stato fatto notare anche da alcuni esperti, avere Commissioni significativamente meno numerose e quindi più “agili” è un fattore assolutamente positivo. Con la riforma il sistema sarà più efficiente anche sotto il profilo pratico e grandi risultati si potranno ottenere mettendo mano anche ai regolamenti parlamentari. Il voto del 20 e del 21 settembre non è l’ultimo passo verso l’obiettivo, è il primo imprescindibile step verso un cambiamento epocale. Perdere un’occasione simile è impensabile. Votando Si’, insieme, investiamo sul futuro della nostra democrazia, rendendola migliore.