
La frontiera del Green New Deal: l’energia libera
14 settembre 2020 alle ore 11:08•di Giampiero Trizzino
La notizia è che il fotovoltaico nel 2019 si è attestato come la principale tecnologia di approvvigionamento energetico nel Mondo. Dall’Australia, all’India, passando per molti paesi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, i pannelli che catturano i raggi del sole hanno superato ogni possibile aspettativa.
I risultati arrivano dal recente rapporto “Power Transition Trends 2020” ed attestano un fatto ormai noto, ovvero che la diffusione e la promozione del risparmio energetico, insieme alla riduzione dei consumi e all’approvvigionamento da fonti rinnovabili, sono la frontiera del “Green New Deal”.
Del “Nuovo Patto Verde” ne ha parlato a lungo la Commissione europea e, se è vero che il nuovo ambizioso progetto non si limita esclusivamente al settore dell’energia ma si estende a tutte le ramificazioni economiche che a vario titolo hanno a che fare con il concetto di “economia circolare”, è altrettanto vero che la produzione di elettricità resta l’obiettivo numero uno.
“Liberare l’energia”, volendo usare un termine caro al MoVimento 5 Stelle, è per la Commissione europea la chiave di volta per la transizione economica e deve ottenersi percorrendo tre assi direttici:
1) l’introduzione di forme di trasporto pubblico e privato più pulite, più economiche e più sane,
2) la decarbonizzazione del settore energetico,
3) una maggiore efficienza energetica degli edifici.
La creazione di una filiera basata su tali direttrici rappresenta la sola via per limitare, e nel lungo periodo azzerare, la dipendenza dalle fonti fossili, principali responsabili delle emissioni climalteranti. E non solo, anche per ridurre la dipendenza dall’estero da cui (soprattutto) l’Italia continua ad importare enormi quantità di materia prima.
D’altra parte, restando in Italia, limitare le emissioni in atmosfera è necessario anche per uscire dalle procedure d’infrazione europee che vedono coinvolto il nostro Paese per la sovrapproduzione di polveri sottili.
Il trend di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, insieme alle tecnologie di accumulo e alle nuove frontiere sul risparmio energetico, come ad esempio gli edifici ad elevato standard di coibentazione, sono ormai un tratto distintivo delle politiche energetiche dei Paesi che hanno scelto di seguire la strada della transizione economica.
La crescita del settore è sì legato alla maggiore coscienza ambientale che ormai da più di un decennio è perseguita dai Governi nazionali e sovranazionali, ma anche - e soprattutto - dalla maggiore accessibilità in termini di costi dei prodotti.
Oggi, infatti, è possibile affermare che la cosiddetta “grid parity” - ossia il livello in cui l'energia elettrica prodotta per mezzo di impianti alimentati a fonti energetiche rinnovabili ha lo stesso prezzo di quella prodotta tramite fonti energetiche convenzionali - si è in concreto raggiunta. Basti leggere i dati mondiali sulla produzione di celle solari: nel 2019 sono state prodotte 133 GW di celle solari, quasi tutte ad altissima efficienza, cioè in silicio monocristallino.
Nessuna altra tecnologia ha conosciuto un simile trend tecnologico. É possibile affermare senza timore di smentita che lo sviluppo di questo settore è tale da non avere precedenti nel mondo dell’approvvigionamento energetico. Una crescita talmente veloce da avere scalzato tutti i precedenti modelli in pochi anni.
Questo incremento, come si faceva riferimento sopra, è dovuto soprattutto alla accessibilità dei prodotti: il prezzo dell’energia solare fotovoltaica è passato dai 76 $ per Watt del 1977 agli 0,25 $ del 2017. Una riduzione pari a 300 volte!
Stesso discorso vale per i sistemi connessi alle fonti rinnovabili, primi fra tutti quelli che permettono di accumulare l’energia prodotta ed utilizzarla quando occorre. Il prezzo delle batterie al litio, ad esempio, è passato da circa 1.200 $/Kwh del 2010 ai 156 $/Kwh del 2019. Una riduzione dell’87% in appena 10 anni!
Chiaramente alla crescita della tecnologia rinnovabile, segue il calo di quella tradizionale. Dal 2018 al 2019, l'energia prodotta dal carbone è diminuita del 3% poiché gli impianti hanno funzionato meno frequentemente. Ciò ha segnato il primo calo della produzione di carbone dal 2014.
Concludendo, questi risultati fanno ben sperare e riescono a trasmetterci una immagine quantomeno più nitida del traguardo che si vuole raggiungere con il “Green New Deal”. Occorre però non abbassare la guardia. Gli Stati, in questa delicata fase, hanno due grandi responsabilità: continuare ad incentivare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, senza però drogarne il mercato con meccanismi non in linea con la “grid parity” e informare i cittadini delle enormi possibilità che si aprono con le rinnovabili e il risparmio energetico.
Commenti (10)
massimo consoli
14 settembre 2020 alle ore 14:02Avanti......
C’è molto da fare,
Giuseppe
14 settembre 2020 alle ore 15:21Dal post
“3) una maggiore efficienza energetica degli edifici.”
Quello che mi fa paura, è che nessuno si preoccupa dello smaltimento dell’ edificio.
Se l’ edificio degli anni ‘50, era composto ( circa…) al
10% di legno non trattato,
di vari metalli per il cemento armato, e i vari tubi per un altro 3%,,
e le plastiche erano sotto al 0,01% ( isolanti elettrici),
e il resto erano inerti, dal coppo alla pietra,
adesso nelle abitazioni c’è l’ esplosione di materiale che è difficile da smaltire;
dai legni incollati e trattati contro le intemperie, le muffe, insetti, che in pratica sono qualcosa simile a una “plastica”,
ai pannelli / vetri compositi / per isolare
chilometri di tubi; elettrici o idraulici
le varie leghe metalliche, che si immergono nelle pareti…
Ossia: fra un tot di tempo, quando l’ edificio sarà da smaltire, non si potrà bruciare e nemmeno mettere in una discarica non speciale, perché sarà molto inquinante.
Ma che me ne frega; saranno cazzi dei miei bis-nipoti, mentre per i figli il problema è che quest’ anno superiamo di corsa il 160% di debito pubblico.
Giuseppe
14 settembre 2020 alle ore 15:29Naturalmente, si fa finta di non aver notato che il blocco delle auto durante il blocco delle attività causato da Covid-19, ha fatto chiarezza che la maggior parte dell' inquinamento non è da imputare alle auto, ma alle caldaie obsolete che funzionano ancora a nafta o gasolio...
maurella
14 settembre 2020 alle ore 18:37Mi piacerebbe che nei parcheggi dei centri commerciali, che sono spesso piazzali asfaltati senza ombra, d'estate resi roventi dal sole, si adottassero queste nuove tecnologie. Potrebbero servire oltre che a produrre energia, senza ulteriore consumo di suolo, da copertura per creare ombra, e magari si potrebbe installare qualche colonnina per caricare le automobili ibride ed elettriche. La difficoltà di ricarica di un'auto elettrica, forse disincentiva il suo acquisto.
Giovanni Velato
15 settembre 2020 alle ore 15:26Maurella le idee e i progetti per rendere vere le parole ci sono ... Ma la presunzione che aleggia tra gli "eletti" è tale che non è possibile avviare nessun dibattito costruttivo. Anche la sua idea è validissima e già dal 2015 era prevista in un piano funzionale sviluppato per il Comune di Pomezia .. espulso Fucci anche le idee sono state espulse dal movimento ... stando così le cose moriremo vittime della "Politica del Criceto"
la stella
15 settembre 2020 alle ore 13:00Capri. Autobus euro zero ,primi anni '70 , autorizzati a circolare ancora da una voce del decreto milleproroghe 2019, a cura di due parlamentari, dei quali uno FIGLIO DI DE LUCA, presidente della Campania.
E circolano ancora .
Se si fanno le leggi BISOGNA FARLE APPLICARE.
ps
Per quanto riguarda questo articolo VORREI SOLLECITARE A EVITARE PAROLE E FRASI INGLESI.
Giovanni Velato
15 settembre 2020 alle ore 15:37Giampiero Trizzino Se si avesse l'umiltà di ascoltare (o rispondere alle email) forse eviterebbe di fare proclami generici alla "Maria Antonietta". Mettere insieme una serie di bei concetti è un esercizio facile, mentre elaborare un Piano Funzionale richiede coraggio politico e visione strategica e operativa. Lei come molti altri sa perfettamente che senza un Piano Strategico si fa il gioco della "Politica del Criceto". Il rifiuto di un confronto aperto e democratico espone fatalmente il Movimento al "fallimento" ... Anche i geni, come Newton o Einstein premettevano "credo ... ma non ne sono sicuro" .. quindi da dove viene la convinzione di essere portatori di verità assolute???
Enrico Delledonne
17 settembre 2020 alle ore 20:17Cari sigg
Giovanni e Trizzino,
quanto sia autorevole questo articolo dell'"amabile" Trizzino , si puo' dedurre dal numero di commenti al suo post , che ad oggi sono 8 (otto).
Articolo che ne riprende uno che Trizzino ha fatto ad agosto, molto criticato come qursto dal sig. Giovanni,
che abeva avuto solo 15 commenti.
E in questo del 14 settembre si scopiazzano parti di quello di agosto ,
inclusi gli ERRORI, benche' gli siano stati fatti notare ( prezzi in dollari /W invece di dollari/Wh ;
in altre parti "Watt" e' scritto con la minuscola invece della maiuscola, "kilo" scritto colla maiuscola invece della minuscola ...
E tralascio il fatto che Trizzino , laurea in legge , decida lui il futuro dell'energia per conto del Movimento senza alcun dibattito , confronto di idee.
Meno male che NESSUNO SE LO FILA.
Ma che ce lo teniamo a fare?
Enrico Delledonne
cinisellese M5S
zato nero
16 settembre 2020 alle ore 11:25Le nostre città d'arte , che per ovvi motivi non possono installare pannelli fotovoltaici sui tetti
hanno bisogno anche loro di energia verde
come fare , campi fotovoltaici molto grandi senza toccare suolo agricolo e rovinare il pesaggio
USANDO LE STRADE
AUTOSTRADE E TANGENZIALI
sono l'ideale per campi fotovoltaici importanti
sul GRA di roma , si può fare un campo fotovoltaico di almeno 50 Mega Watt
senza toccare terreni agricoli
con l'occasione si può contestualmente provvedere a A:
1 la manutenzione straordinaria delle strade , evitando che crollino altri ponti
2 il cablaggio/potenziamento delle reti telematiche in fibra
3 piste ciclabili COPERTE nelle aree urbane ..
come ?
così !!
https://www.youtube.com/watch?v=LuYsYLqjUtU&feature=emb_logo
prima pensiamo all'energia verde
poi le colonnine per le auto elettriche
my 2 cent di futuro sostenibile
LUCA MARINI
3 novembre 2020 alle ore 00:28Buongiorno,
sono oltre 2 mesi CHE STIAMO ASPETTANDO LA ROAD MAP ITALIANA SULL'IDROGENO?
TUTTI I PAESI EUROPEI SERI DI UNA CERTA DIMENSIONE NELL'ORDINE:
GERMANIA
FRANCIA
SPAGNA
PORTOGALLO
Hanno gia RESO PUBBLICI I LORO PIANI DI INVESTIMENTO E SI APPRESTANO AD INIZIARE AD ATTUARE LA FASE OPERATIVA...
Noi come sempre...UNA PROMESSA DI PATUANELLI DI QUAì, UN'AMMICCHIAMENTO DI MIASI DI LA'....POI?
IL NULLA ASSOLUTO...
DATO CHE PATUANELLI FA PARTE DEL MOVIMENTO..A MENO CHE MI SONO PERSO QUALCOSA DURANTE L'ULTIMO MESE...PERCHE' NON INTERVIENE SUL SITO E CI AGGIORNA SULLO STATO DELLE COSE?
perche' dobbiamo essere sempre gli ultimi?
quali sono gli ostacoli, gli impedimenti che non ci consentono di emettere questo documento?
ABBIAMO BISOGNO DI SAPERLO...IL TEMPO ANCORA NON MANCA MA QUESTO SILENZIO E' ASSORDANTE..
RACCONTA DI CONTRASTI DELLA MAGGIORANZA. RACCONTA DI ASSENZA DI UNA VISIONE DI LUNGO PERIODO DEL GOVERNO.
RACCONTA DI UN GOVERNO STILE ITALIANO CHE ...TIRA ACCAMPA'....CONCENTRANDOSI A DIRAMARE E RISOLVERE LE BECHE DI OGNI GIORNO E DIMENTICANDOSI DELLA PROGRAMMAZIONE DEL PAESE...
NON ERA QUESTO IL SOGNO DEL MOVIMENTO..NON'E' QUESTO CHE CHIEDONO CITTADINI COME ME...
E NON SARA' QUESTO CHE PORTERA' L'ITALIA FUORI DALLA CRISI..
CARO MOVIMENTO. O TI ASSUMI LE TUE RESPONSABILITA'. TIRI FUORI I COGLIONI E COMINCI A LAVORARE COME SI DEVE...ALTRIMENTI
TOGLITI DAI COGLIONI---MEGLIO CHE RIMANI ALL'OPPOSIZIONE PER SEMPER...SECULORI AMEN!!!!
E CHE DIO TI PROTEGGA!!!!