
Ciò che è diventato oggi il porto di Gioia Tauro era impensabile appena due anni fa
28 agosto 2020 alle ore 10:39•di Giuseppe Auddino
Il Porto di Gioia Tauro, oggi, è d'impulso all'economia della Calabria, anzi, dell'intero paese: ciò sarebbe stato impensabile fino ad un paio di anni fa. Lo scalo sembrava destinato a un crepuscolo inesorabile, tra diminuzioni di traffico del transhipment, cassa integrazione e licenziamenti.
Ho sempre creduto nelle potenzialità dello scalo anche nei momenti più bui e così, noi del Movimento 5 Stelle, una volta al Governo abbiamo scommesso fin da subito sul successo di questa infrastruttura e sui benefici che essa avrebbe potuto dare a tutto il territorio.
Grazie al lavoro del collega ed amico Danilo Toninelli, da Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in poco più di un anno siamo riusciti a ribaltare la situazione e, di questo, ne sono profondamente orgoglioso. Ad aprile 2019 la società MSC è diventata unica titolare della concessione del terminal sottoscrivendo l’impegno con il Governo a rilanciare il porto con un imponente piano di investimenti e l’obiettivo di andare oltre i 3 milioni di Teus di traffico di container. Ebbene, questo cospicuo piano di investimenti e la spiccata crescita dei traffici hanno prodotto immediati risultati positivi sull’occupazione: i 377 lavoratori, licenziati l’anno prima, sono stati nel frattempo quasi tutti riassunti.
Sono stati fatti gli investimenti promessi e acquistati nuovi carrelli: poi a dicembre 2019 sono giunte dalla Cina le tre gru di ultima generazione, tra le più grandi al mondo, con un braccio d’estensione in grado di manovrare fino a 24 file di containers, capaci di lavorare navi da 22 mila TEUS. Inoltre, le operazioni di dragaggio operate dall’Autorità Portuale sono state determinanti per permettere l’attracco delle mega navi.
Quello che sembrava uno scalo portuale destinato a un rapido declino, oggi si ritrova in vetta alle classifiche internazionali dei traffici marittimi, al pari di Rotterdam, Anversa, Shanghai, King Abdullah Port, Tangeri. Il segnale più grande dell'inversione di rotta è arrivato lo scorso maggio, quando al porto è approdata la Msc Sixin, una delle più grandi navi portacontainer al mondo con i suoi 400 metri di lunghezza e i 62 metri di larghezza. Un'imbarcazione da 23.600 Teus: numeri mai visti prima da queste parti, che hanno ridato allo scalo gioiese lo status di fiore all'occhiello tra i porti italiani.
Il Movimento 5 Stelle, in tema di trasporti, ha sempre ragionato in termini di rete. In Calabria, da questo punto di vista, abbiamo fatto un lavoro eccelso. Sempre sul lavoro impostato da Toninelli, che ora sto portando avanti con il viceministro Cancelleri, il porto di Gioia Tauro sarà collegato alla rete ferroviaria nazionale. Questo consentirà alle merci che arrivano al porto di poter transitare fino al cuore dell’Europa, via ferrovia. La proprietà del raccordo ferroviario che collega la stazione di Rosarno allo scalo gioiese è passata dalla Regione a RFI. Ciò consentirà la manutenzione e l’ammodernamento delle strutture ferroviarie gioiesi da parte di RFI ed il loro definitivo inserimento all’interno della rete nazionale.
Grazie ad un altro mio emendamento, inserito in legge di bilancio nel dicembre scorso, il Governo ha stanziato fondi per 6 milioni di euro per i prossimi tre anni, per la riqualificazione e l'ammodernamento dell'intera area industriale retroportuale: un altro grande risultato, reso possibile grazie al lavoro svolto, insieme al sottoscritto, dal viceministro Castelli e dal sottosegretario Orrico.
Infine, è di questi giorni la notizia dell'ultima grande vittoria per i lavoratori di Gioia Tauro. Una mia modifica legislativa, inserita all'interno del decreto Agosto all'art 93, permetterà a tutti i lavoratori in esubero di essere inseriti nell’Agenzia Portuale per il reinserimento e la formazione professionale dei lavoratori in esubero. Un grande risultato atteso da anni, reso possibile grazie al gran lavoro fatto in questi mesi in sinergia con l’ufficio legislativo del MIT. Per tutti noi del MoVimento 5 Stelle i lavoratori sono tutti uguali: così sono riuscito a sanare anche questa stortura che creava una evidente ed ingiusta disparità di trattamento fra i lavoratori. Molti portuali mi hanno confidato che i risultati fin qui ottenuti in appena due anni non si erano mai visti nei due decenni passati, da quando esiste il porto!
La vicenda del porto di Gioia Tauro è stata di grande insegnamento per me e certamente per tutti noi. Quando le idee ci sono e si lavora alacremente e con convinzione per realizzarle, i risultati non tardano ad arrivare. Io vado avanti. Andiamo avanti. Altre sfide ci aspettano per il porto di Gioia Tauro.
Commenti (12)
diana secondo
29 agosto 2020 alle ore 01:25Ottimo lavoro, ora bisogna cercare pian piano di fare diventare il porto anche un punto d'arrivo per merci poco o per niente lavorate e creare lavoro e industria in quel territorio, dove la manodopera è pure tra le più convenienti in Italia.
Dobbiamo cercare di recuperare o mantenere quanti più settori produttivi possibile, fare sempre più da soli e meglio degli altri.
Gioia Tauro ha il potenziale di diventare il punto d'incontro tra Africa e Europa, e l'Italia il molo principale d'Europa, trampolino di lancio per missioni di sviluppo e scambio commerciale con la ricchissima Africa.
E dobbiamo farlo proteggendo l'ambiente e la bellezza residua del Meridione, categoricamente.
longo giorgio
29 agosto 2020 alle ore 09:37Prova a chiedere qui:
giuseppe.auddino@senato.it
poi ci dirai.
aldo b.
29 agosto 2020 alle ore 15:25BUONGIORNO FLAVIO E DANIELA, COME STATE?
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ECCO, SON TUTTI GRILLINI CHE NON HAN MAI FATTO UNA PROSTATITE NELLA VITA!!
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aldo b.
29 agosto 2020 alle ore 15:30BUONGIORNO FLAVIO E DANIELA, COME STATE?
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la stella
29 agosto 2020 alle ore 18:43mi pare che anche a Taranto ci sia bisogno di un collegamento del porto alla ferrovia ???
ilcognato
30 agosto 2020 alle ore 16:03Bravi. Toninelli è stato attaccato su tutto solo perché ha osato toccare i Benetton. Tanti in Italia gli devono delle scuse.
In merito a questo apost, l’infiltrazione della malavita organizzata è uno dei problemi più gravi nella storia del porto di Taranto.
Mi stupisce che nel post non se ne faccia cenno.
Graziosi Giordano
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