Torna il Villaggio Rousseau all’insegna dell’open innovation

Di seguito l’intervista rilasciata al Corriere della Sera da Enrica Sabatini, socia dell’Associazione Rousseau e responsabile ricerca e sviluppo. A cura di Emanuele Buzzi.


Primo appuntamento “nazionale” per i militanti del MoVimento dopo l’emergenza Covid. Sabato 25 e domenica 26 luglio si terrà il Villaggio Rousseau, ormai alla sua terza edizione. Stavolta, però, l’evento sarà via web. “Ci ispireremo ai processi di Open Innovation, come quelli di Innocentive o Mathesia. Vogliamo trasferire i modelli virtuosi di soluzione dei problemi basati sull’uso della Rete e dell’intelligenza collettiva in ambito politico”, racconta Enrica Sabatini, socia di Rousseau.

Il Villaggio stavolta sarà solo virtuale, eppure c’è chi organizza già manifestazioni in piazza….

«Il Villaggio Rousseau non sarà un momento “solo virtuale”, ambiamo a farlo diventare il più grande evento digitale di sempre in Italia. Sarà un’importante occasione di confronto, di formazione e di immaginazione. Gli strumenti digitali ormai ci consentono di sperimentare innovative modalità di partecipazione dei cittadini su progetti concreti. Ci stiamo lavorando già da tempo, nessuna forza politica ha mai tentato finora qualcosa di simile».

Che temi avete intenzione di proporre?

«I temi emergeranno nel processo di partecipazione. Mi piace pensare che saranno idee “ribelli” come lo erano il Reddito di Cittadinanza o la democrazia partecipata qualche anno fa».

Ci saranno esponenti di governo?

«Come per le precedenti edizioni a Pescara e Milano, anche questo Villaggio vedrà la partecipazione di tutti gli iscritti e dei portavoce a tutti i livelli istituzionali. Sarà l’occasione per fare rete e per far partire progetti trasversali tra regioni diverse o tra portavoce e iscritti oltre che per connettere i cittadini direttamente con gli esponenti di Governo e in Parlamento, nelle regioni e nei comuni. Su quest’ultimo aspetto abbiamo già sviluppato un’idea originale, ma la sveleremo a tempo debito».

L’ala “governista” ha lanciato il RiparteTour sempre via web. Il Villaggio sembra una contrapposizione per tastare la base da un altro punto di vista del M5S.

«Il RiparteTour e il Villaggio Rousseau sono organizzati in sinergia e in coordinamento continuo. Abbiamo lavorato tutti insieme per il tour e lo stiamo facendo anche per il Villaggio Rousseau».

Agli Stati generali proporrete un angolo Rousseau come accadeva a Italia 5 Stelle?

«Rousseau è sempre a disposizione del MoVimento 5 Stelle per creare spazi fisici o strumenti digitali di partecipazione e di costruzione di valore. Quando verranno definiti gli Stati Generali, saremo come sempre pronti per dare il supporto che sarà necessario».

Lei coordina il team del futuro. Il progetto dopo Covid sta ripartendo?

«Il team del Futuro non si è mai fermato, anzi è stato ed è tuttora in attività continua. In questi mesi i facilitatori nazionali e regionali alla formazione hanno organizzato una media di due eventi al giorno e la Scuola di Rousseau ha avuto solo nel mese di giugno più di 5.000 partecipanti. I facilitatori interni hanno supportato la creazione delle liste amministrative e regionali in vista delle elezioni, mentre i facilitatori alle relazioni esterne hanno lavorato nell’interazione con gli stakeholder. I facilitatori organizzativi hanno promosso, come detto, un tour nazionale e garantito le attività nell’ambito delle loro funzioni: comunicazione, supporto enti locali, attivismo, campagna elettorale e coordinamento. Al Villaggio Rousseau questo grande lavoro di squadra sarà visibile a tutti con un apporto di grande valore da parte anche dei facilitatori tematici che condivideranno i loro progetti».