Tolta la gestione ai Benetton, è una vittoria straordinaria

di seguito l’intervista rilasciata da Danilo Toninelli a “Il Fatto Quotidiano”


In una stanza di palazzo Madama c’è Danilo Toninelli, e non sta in sè dalla gioia. “Se sono soddisfatto? Molto di più, questo è un risultato straordinario per il Movimento”. L’ex ministro delle Infrastrutture, senatore al secondo mandato per il MoVimento 5 Stelle, celebra l’accordo tra il governo e Aspi. E rivendica: “Nel mio anno da ministro ho fatto tutti gli atti propedeutici all’esito della trattativa”.

Voi 5 Stelle esultate da ore, ma la revoca non è arrivata.

Il risultato finale è identico a quello che avremmo ottenuto con la revoca. Abbiamo tolto la gestione ai Benetton e abbiamo ridato le autostrade allo Stato, che le gestirà con un modello opposto a quello precedente. Prima si puntava solo al profitto senza occuparsi della manutenzione. Ora invece la manutenzione sarà centrale, e si abbatterà il costo dei pedaggi.

E allora perché niente revoca?

Per colpa delle scelte folli del governo Prodi prima e di quello Berlusconi poi. Il centrosinistra ha regalato le strade ai privati, con una concessione che poi è stata legificata, cioè blindata, dal centrodestra. Questo ci ha imposto un’istruttoria complicata, altrimenti Aspi ci avrebbe fermato con i suoi studi legali.

Cassa depositi e prestiti entrerà con un aumento di capitale, in Aspi, dove Atlantia resterà azionista di minoranza.

Quella quota residuale durerà pochissimi mesi.

Ma il tema rimane, per il lasso di tempo in cui i Benetton resteranno azionisti.

Sono questioni tecniche. Ma a questo punto Aspi dovrà accettare le condizioni dello Stato. E Cdp non ci rimetterà nulla, anzi, senza però togliere nulla ai cittadini. Ricordo che Aspi registrava un utile netto annuo di un miliardo.

Oggi il titolo di Atlantia è schizzato verso l’alto in Borsa. Gli investitori hanno intravisto qualche vantaggio dall’accordo per i Benetton?

Con questa intesa togliamo loro 23 miliardi, ossia quanto avrebbero guadagnato fino alla scadenza della concessione. Uscendo ci perderanno, moltissimo.

Questo accordo è merito di Conte o del Movimento?

È merito del presidente del Consiglio e di noi 5Stelle. Nel mio anno da ministro ho posto le basi per la revoca, con una serie di atti che attestavano il grave inadempimento dei Benetton sul contratto, per la mancanza di manutenzione sull’intera rete autostradale. Ma la chiave è stata la sentenza della Corte costituzionale, secondo cui era legittimo escludere Aspi dalla ricostruzione del Ponte di Genova, perché non aveva effettuato la necessaria manutenzione della struttura. Ci hanno detto che si poteva non fare quanto previsto dalla legge, nel nome di un interesse pubblico superiore, quello alla sicurezza.

Lei è stato duro nei confronti del ministro alle Infrastrutture, la dem Paola De Micheli. Ma alla fine un accordo si è trovato anche grazie a De Micheli. E anche lei, come l’attuale ministro che avete tanto criticato, aveva preparato una lettera per riaffidare il ponte ad Aspi “alla fine dei lavori di ripristino”.

Stupidaggini. Quella lettera, del 31 gennaio 2019, aveva una premessa chiara: “Fatta salva ogni eventuale variazione del rapporto concessorio che potrebbe derivare dall’esito della proceduta di contestazione formulata alla società per il crollo del Ponte”.

Rimane lo scontro con la De Micheli: eccessivo, no?

Ha fatto passare un anno prima di chiudere la trattativa, pur avendo tutti gli elementi e le condizioni per farlo.
Una trattativa del genere non la si può chiudere da soli. Serve il sostegno di tutto il governo.

Se Conte ha definito imbarazzante la proposta di Aspi vuol dire che la trattativa non era stata condotta nel modo giusto, con uno Stato mostratosi forte. Gli attori protagonisti della vicenda per competenza dovevano essere De Micheli e il ministro dell’Economia Gualtieri. Poi il presidente del Consiglio è stato bravo a rimediare, grazie anche al M5S che ha tenuto.

Anche il Pd ha tenuto, no?

Questa è una vittoria del Movimento. Abbiamo posto fine a una mangiatoia per politici e privati. Siamo gli unici a non aver mai ricevuto soldi dai Benetton. Ma va detto che con la Lega non avremmo potuto farlo: Salvini non voleva la revoca.

Conte l’ha sempre voluta?

Ha sempre voluto la linea dura, e giusta.

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