Pubblichiamo di seguito la lettera aperta agli studenti fuori sede di Luigi Iovino, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati
Care ragazze e cari ragazzi,
Il MoVimento 5 Stelle ha fatto stanziare 20 milioni di euro per tutelare gli studenti fuori sede, che riceveranno un rimborso pari all'affitto pagato durante i mesi di lockdown, con un ISEE fino a 15.000 euro.
Si può e si deve fare di più, ma ritengo che questo sia un ottimo punto di partenza per aiutare le fasce più deboli. Parlare dei giovani, e immaginare uno Stato che gli sia vicino, significa conoscerne i sogni e anche le difficoltà. Vuol dire dare risposte tempestive e concrete.
Ovviamente questo emendamento rappresenta solo un primo passo verso il riavvicinamento tra Istituzioni e classe giovanile. Bisogna mirare ad accendere sempre più i riflettori sulle problematiche che riguardano le nostre università, che sono un pilastro fondamentale per la crescita e il futuro del nostro Paese.
Ho vissuto da fuori sede per circa 3 anni. Posso dire senza alcun dubbio che è stata un'esperienza indimenticabile. Ma non è tutto facile, anzi! Le difficoltà che si presentano quando si decide di trasferirsi dalla propria città verso l'ateneo, per seguire il proprio percorso di studi, sono numerose e le più complicate sono soprattutto di carattere economico: affitto, vitto, rette universitarie, libri, etc... Studiare e mantenersi in Italia oggi non è affatto semplice.
Quando ero rappresentante degli studenti mi trovavo quotidianamente ad affrontare tematiche legate al diritto allo studio e poter dare oggi delle risposte concrete mi riempie di gioia. Abbiamo lavorato con intensità, proprio pensando ai tanti studenti fuori sede che già in tempi normali affrontano grandi difficoltà.
Grazie a tutto il mio staff, alle rappresentanze e ai singoli studenti, che hanno lavorato all’emendamento sostenuto dai diversi membri del governo, con cui ho lavorato quotidianamente. Il tutto col supporto costante dell’intero MoVimento 5 Stelle. Un grazie personale va al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e alla viceministro all’Economia Laura Castelli che mi hanno spronato a portare avanti questa sfida. Con Laura ho lavorato giorni interi per arrivare alla proposta finale.
Questa pandemia ha certo segnato tutti noi, ma chi rischia di vedere condizionato il proprio futuro sono proprio quei giovani che non hanno ancora una prospettiva chiara, men che meno stabile. Il colpo che l’emergenza economica fa ricadere su di loro e sui loro piani non deve essere dunque quello dell’abbattimento, ma la frattura con una politica del passato che troppo spesso è stata indifferente nei loro confronti.
Per ripartire e migliorare ben oltre il punto dove eravamo, il nostro Paese ha bisogno delle sue migliori energie: giovani preparati e volenterosi.
Continuerò a lavorare per sostenere ogni iniziativa che possa supportare quei ragazzi che ancora oggi si sentono sfiduciati ma che potranno ritrovarsi motivati in una società giusta e solidale. Sono i giovani che renderanno possibile la ripartenza dell’Italia. Ascoltiamoli, tuteliamoli e favoriamone la crescita. Aperti al cambiamento significa infatti aperti al futuro, e non c’è miglior proposito di rilancio che questo.
Un abbraccio a tutti voi.

Studenti fuori sede, 20 milioni di euro stanziati grazie al MoVimento 5 Stelle
2 luglio 2020 alle ore 16:30•di Luigi Iovino
Commenti (5)
giuseppe nigro
2 luglio 2020 alle ore 18:37I Ministeri hanno tanti grandi immobili e terreni circostanti con i quali potersi autofinanziarsi sul mercato dei titoli pubblici e nel mercato azionario internazionale tra e con i privati le costruzioni di villaggi di studentati universitari e molto più rilevante, delle specializzazioni anche tirocinanti sul campo, ( viste le richieste).
In quelle città dove ci sono poche abitazioni disponibili e gli affitti sono cari x chi studia, così redditi isee e affitti fiscalmente sott'occhio.
Le giunte comunali e le università non hanno risorse, capacità e interesse per gestire quanto, per ovvie ragioni politiche dei primi che nn hanno ritorni "elettorali" anzi il contrario con i proprietari delle abitazioni che si vedrebbero venir meno gli affitti con o senza contratti registrati ed il margine di convenienza economica. Città universitarie come Roma, Napoli, Bari, Bologna, Milano, Torino, Firenze ecc. nn hanno l'approccio in tal senso se non per costruire, dove possono grandi parcheggi a pagamento nei vecchi siti delle caserme dismesse!
Ci vuole un piano Marshall da questo punto di vista.
Magari inserendo nel contesto di questi villaggi, siti di interesse pubblico come piccoli nidi, materne, centri diurni e sociali per anziani auto e semi sufficenti e case di riposo sorvegliati, da universitari infermieri e medici durante gli ultimi anni, per le famiglie delle città dove gli studenti possano lavorare con la banca delle ore in accredito all'affitto ed i consumi delle utenze se il suo isee ma gli studi sono promettenti!
Cambierebbe inoltre, anche la disponibilità di alloggi, gli affitti per chi oggi lavora precariamente si sposta di continuo per farsi conoscere nel mercato del lavoro ed avvicinare il convivente anche per lavoro, ha figli. Poi stimola i proprietari a vendere, svegliando il mercato dell'usato, spesso nn più a norma! Beneficiando e il mercato edile. Nn si può edificare sempre del nuovo!
Che ne dite si può fare?
giuseppe nigro
2 luglio 2020 alle ore 18:53Ma sì! Anche un bel Project Financing (Finanza di Progetto) garantito dallo stato di un fondo immobiliare pubblico con la finalità di costruire ed affittare camere e mini alloggi di villaggi ben dimensionati e multipli agli universitari meritevoli e con isee critici. Un Bond pubblico internazionale. Anche per studenti esteri (nuovi insediamenti e futuri cittadini Italiani e del. Mondo tramite le conoscenze, gli studi delle professioni delle nostre università).
Un vero turismo a lungo termine della conoscenza e cultura, apprezzata in tutto il mondo di altri giovani insieme ai nostri !
Le holding finanziarie di investitori e multinazionali investire vero a capofitto, aprendo sedi, uffici, laboratori di ricerca, start-up e fabbriche sapendo di questo terreno fertile e vivo di giovani risorse umane internazionali. Gli scambi culturali e le produttività mentali sarebbero più consone all'epoca in cui, nella vecchia Italia la media età è elevata! Abbiamo pochi laureati e nn adeguati al mercato internazionale e tanti di loro vanno a specializzarsi e lavorare all'estero!
Che ne dite? Si può fare?
giuseppe nigro
2 luglio 2020 alle ore 19:08Fonte www.istat.it
"studenti e bacini universitari"
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otta
3 luglio 2020 alle ore 08:00Se mandate avanti la proposta di legge Zan/Scalfarotto non avrete mai più il mio voto.....
mariarossella natella
15 gennaio 2021 alle ore 01:27Purtroppo mia figlia studia medicina a Tirana... quando elimineremo il numero chiuso per determinate facoltà? Per quanto ancora i nostri figli saranno costretti a emigrare per coltivare le loro competenze?
