
Pronti 236 milioni per libri di testo gratis: nessuno studente resterà indietro
7 luglio 2020 alle ore 12:53•di Lucia Azzolina
Chi vive nella scuola lo verifica ogni giorno con i propri occhi: troppe studentesse e troppi studenti ancora oggi fanno fatica a seguire le lezioni perché la loro infanzia e la loro adolescenza devono fare i conti con le ristrettezze economiche del nucleo familiare.
Quante storie del genere ho visto da docente! Ogni volta è una fitta al cuore verificare che quel libro dimenticato, quella ricerca non portata a termine, quella difficoltà a fare un calcolo o comprendere un testo, in realtà nulla hanno a che fare con la voglia di imparare dell'alunna o alunno. Anzi, ho visto tanti, troppi ragazzi "con una bella testa", come si dice in gergo, non aver modo di esprimere le loro potenzialità esclusivamente a causa dei limiti imposti dalle ristrettezze economiche in cui vivono.
Questa condizione frutto della disuguaglianza crescente, nel nostro Paese e non solo, non è mai stata tollerabile e lo è ancora meno oggi, perché non solo abbiamo piena consapevolezza del quadro drammatico di una povertà educativa che ormai coinvolge 1,2 milioni di under 18, ma anche perché viviamo sulla nostra pelle i danni che tutto ciò produce alle fasce sociali più fragili e al Paese nel suo complesso. In una fase storica di grande difficoltà come questa, accentuata dalle conseguenze della pandemia, non affrontare la questione con misure orientate alla giustizia sociale e all'affermazione delle pari opportunità rischia di produrre una spirale molto pericolosa.
Da Ministra dell'Istruzione ho ben chiare le proporzioni del problema, i diversi fronti dai quali è necessario aggredirlo e la grande quantità di risorse che occorrono per risolverlo. Ce la stiamo mettendo tutta per affrontare con efficacia la sfida di una scuola nuova e sempre più inclusiva, capace di dare a tutti gli strumenti di cui necessitano secondo un principio di equità. I 2,5 miliardi messi a disposizione, non senza fatica, per la ripresa di settembre sono una testimonianza di questo impegno mio e della maggioranza di governo.
Nella fase del lockdown abbiamo fatto i salti mortali per far arrivare gli strumenti necessari per seguire le lezioni a distanza a tante studentesse e studenti che non ne erano dotati, rammaricandoci di non poter fare ancora di più per gli alunni con disabilità impossibilitati ad avere un supporto anche materiale da docenti e personale dedicato, a causa del necessario obbligo di distanziamento.
Un altro importante segno di attenzione siamo riusciti a darlo ieri, annunciandolo proprio a Palermo, nella scuola dedicata a Giovanni Falcone: 236 milioni derivanti dai fondi PON ancora disponibili che il Ministero dell’Istruzione sta rapidamente spendendo e utilizzando per affrontare l’emergenza e la ripresa con il nuovo anno scolastico. Abbiamo messo a disposizione delle scuole secondarie di primo e secondo grado queste risorse per garantire il diritto allo studio di studentesse e studenti in condizioni di svantaggio. Questa somma servirà a dare una mano alle famiglie che dovranno affrontare le spese legate all'inizio del nuovo anno scolastico, portando un piccolo ma concreto aiuto a oltre 750mila studentesse e studenti. Con quei fondi le scuole potranno acquistare libri scolastici digitali e cartacei, dizionari, dispositivi digitali, materiali didattici per ragazzi con bisogni educativi speciali (Bes) o disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), da destinare anche in comodato d’uso ai ragazzi che vivono condizioni di maggior svantaggio. L'obiettivo è quello di garantire il più possibile il diritto allo studio, così come prevede la Costituzione, con stanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli già messi a disposizione finora per questo obiettivo.
I materiali potranno essere consegnati in zainetti o altre custodie, trasformandoli così in veri e propri kit scolastici per il nuovo anno. L’avviso mette a disposizione fino a 100mila euro per le scuole secondarie di primo grado e fino a 120mila per quelle di secondo grado, sulla base del numero di studenti e di altri indicatori relativi sia al disagio negli apprendimenti sia al contesto socio-economico di riferimento delle scuole.
Le scuole potranno richiedere i fondi dalle ore 10 del 13 luglio alle 15 del 23 luglio accedendo all’area PON “Per la Scuola” del sito http://www.istruzione.it/pon/.
Un altro piccolo passo avanti è stato fatto e tanti se ne aggiungeranno nei prossimi mesi, perché la battaglia per una scuola davvero centrale per il futuro del Paese ora si sposta sul tavolo europeo.
L'obiettivo adesso non è soltanto quello di mettersi alle spalle la stagione dei tagli operati dai passati governi, ma anche e soprattutto quella di inaugurare una nuova stagione, quella di una scuola davvero per tutte e tutti, in grado di rimettere in moto gli ingranaggi bloccati dell’ascensore sociale. Soltanto se riparte la scuola riparte davvero l’Italia.
Commenti (3)
TIZIANA.M.
10 luglio 2020 alle ore 18:45E' sempre la stessa storia, garantire lo studio agli studenti che vivono in condizione di maggior svantaggio, avete dimenticato le famiglie del ceto medio che ogni anno fanno molte rinunce per riuscire ad acquistare i libri scolastici ai figli.
Il valore della scala di equivalenza di un ISEE di una famiglia composta da 5 persone è 3,05... perché? C'è qualcuno che mangia o si veste di meno? Qualcuno mi spieghi il criterio di questo valore.
Fabrizio Casapietra
11 luglio 2020 alle ore 14:41La scuola è fonte di possibilità di lavoro in più per la vita, e non solo, di capacità linguistiche, che mettono in grado, nel futuro, lo studente, di parlare meglio, di conoscere meglio gli ambienti che lo condizionano, di interagire meglio con gli altri, conoscendoli più a fondo, rispetto a quanto non garantisce la strada, la famiglia, etc.La scuola, dà stimoli che diventano una maggiore propensione, allo sviluppo degli interessi vari della persona, che la distolgono, da quella noia senza approfondimento interiore, che può portare i ragazzi al delinquere, alle tendenze autodistruttive, e distruttive di altri fragili, etc. Storicamente, nei paesi più civili ed evoluti a livello di istruzione, e culture messe a disposizione delle fasce povere, a livello di scuole, quelle cattive tendenze si verificano molto meno, senza che ci sia quella freddezza negativa, o i suicidi che si dice tanto, ma, anzi, una minore, e più' ancora, pericolosa, a 'vivere' la vita come una morte, che non porta ad una superiore coscienza spirituale, come, anzi, in accordo più con la vitqa, c'è nei popoli del nord dell'Europa, e delle Americhe
Emiliano
12 luglio 2020 alle ore 04:47Beh certo la disuguglianza sociale è un tema importante da affrontare, non poter comprare i libri o i quaderni sono cose importanti anche il non poter riuscire ad esprimere le proprie potenzialità per i limiti imposti dalle ristrettezze economiche... ma la cosa che ritengo sia ancor più importante di tutte lo sapete qual'è?....
E' il non poter riuscire a fare la spesa a fine mese, è il non poter riuscire a mangiare quello che si desidera, è il non avere uno straccio di lavoro per poter pagare l'enel l'imu le tasse sui rifiuti e tante altre tasse che vanno a beneficio di voi governanti, ma quando stanziate tutti quei soldi ci pensate al pane rifatto che devono mangiare le persone, secondo me no perchè voi ve la cavate bene con quei stipendi stratosferici che prendete voi che mangiate fritturina di pesce calamari e gamberoni, beh certo adesso è pure estate... ma questa cosa purtroppo non passerà in silenzio e porterà ad una rivoluzione prima o poi la gente scenderà in piazza perchè avrà FAME!!!
Intanto per prima cosa visto che a causa del covid sono morte tante persone che prendevano una pensione, quelle stesse pensioni invece di mandarle perse spalmatele su tutti i pensionati e aumentate tutte le pensioni minime e portatele a 1000,00 euro e già secondo me sarebbe una grande cosa ed poi il reddito d'emergenza ( per chi ha la fortuna di riuscire a prenderlo) 400 euro con poco più di 10 euro al giorno che è una presa in giro? dovreste provare voi a vivere con 10 euro al giorno e poi vediamo se avete le fitte al cuore.
....Ma allora se ancora dobbiamo prenderci in giro, dov'è IL GRANDE cambiamento?
Grazie